Milano la odio e la amo al tempo stesso. La odio perché è grigia, nell’aspetto e nell’umore, e la amo per la sua vivacità. Tra concerti, eventi, spettacoli e mostre – ma potrei andare avanti a oltranza – rappresenta la città dalle mille possibilità, che ignora il significato della parola noia e si rivolge a un pubblico universale. E visto che mi piace parlare delle cose che amo, ho deciso di raccogliere in un articolo alcuni musei da visitare a Milano che esulano dai cosiddetti must (come la Pinacoteca di Brera, giusto per citarne uno) e regalano belle sorprese.

Una breve nota sul titolo prima di iniziare è d’obbligo: se parlo di musei “più o meno insoliti” è perché per me il termine museo ha un significato ben più ampio di quello istituzionale per cui, nell’articolo, troverai alcuni luoghi che non sono codificati come musei, ma che assolvono le stesse funzioni.

Ci tengo anche a fare un’altra piccola specifica.

Detesto le liste fini a se stesse e non digerisco i pipponi che non danno tregua per cui cercherò di essere breve e di fornirti dei semplici spunti al posto degli spiegoni anche perché, va detto, molti dei musei che ti suggerisco di visitare a Milano sono stati oggetto, in passato, di post dedicati.

Se c’è qualcosa che ti interessa approfondire, in calce al paragrafo troverai il link all’articolo dettagliato. E ora, se sei pronto, possiamo partire!

Immagina di salire sulla macchina del tempo e di ritrovarti catapultato all’epoca in cui l’Italia era un mosaico di stati in fermento: ebbene, il Museo del Risorgimento è il luogo perfetto per rivivere alcuni dei momenti epici che hanno forgiato il nostro Paese.

Una passeggiata tra dipinti, sculture, disegni, stampe, armi e cimeli – che raccontano la storia di Milano nel periodo compreso tra la prima campagna di Napoleone Bonaparte in Italia (1796) e l’annessione di Roma al Regno d’Italia (1870) – svela le radici della nostra identità e invita a lasciarsi ispirare dalla passione e la determinazione di chi ha sognato e lottato per un’Italia unita.

Museo Risorgimento a Milano
Museo Risorgimento

Il Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23) è aperto dal martedì alla domenica tra le 10.00 e le 17.00. C’è un plus: l’ingresso è gratuito.

Il Museo della macchina da scrivere è una vera chicca.

Si trova in via Menabrea, a un centinaio di metri dal quartiere Isola che per inciso, nel 2023, la rivista Time Out ha incluso tra i 40 più di tendenza al mondo. Sarò onesta, ce l’ho sotto casa e ho aspettato la bellezza di 18 anni per visitarlo. Ci sono passata davanti un’infinità di volte e il ritornello era sempre lo stesso. Domani. Quando poi mi sono decisa me ne sono innamorata.

Fondato da Umberto Di Donato, che ha dedicato anni alla raccolta e alla cura delle macchine da scrivere, il museo ospita una collezione che spazia dalle più antiche e rare – come le Remington e le Underwood – fino agli esemplari più recenti e offre uno spaccato ultracentenario di evoluzione tecnologica e di design.

Musei da visitare a Milano: la macchina da scrivere
Museo della macchina da scrivere

Il Museo della macchina da scrivere è aperto martedì, venerdì e sabato dalle 15.00 e le 18.00. Anche qui c’è il plus della gratuità.

Il viaggio attraverso i musei da visitare a MIlano passa ora per la passione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli con una collezione che spazia tra dipinti rinascimentali, tessuti preziosi, delicate porcellane e armi antiche, conservata nelle sale di una splendida dimora ottocentesca del centro città.

Uno scrigno che si apre nei racconti delle mille e una notte. Sono non meno d’un dieci o dodici camere tra grandi e piccole, alcune davvero stipate di oggetti preziosi sia per l’arte pura come per le industrie artistiche. Vi si vedono i più splendidi esemplari della pittura lombarda, fiorentina e veneziana con l’impronta dell’autenticità in fronte. Così, un cumulo d’oggetti d’oreficeria, di ceramica, di vetreria, così mobili e arredi, così una grande sala ridondante d’armature e d’armi, tutto uno splendore di luci e di colori che domanda sguardi ripetuti, eppur giammai abbastanza soddisfatti.

Corriere della Sera, 26 aprile 1881

Ogni sala del Museo Poldi Pezzolli racconta l’amore per il bello e la raffinatezza. Non aggiungo altro.

Museo Poldi Pezzolli, da visitare a Milano
Museo Poldi Pezzolli

Per informazioni sulla visita del Museo Poldi Pezzolli consulta il sito ufficiale

Tra i musei da visitare a Milano, nell’ordine l’ultimo che ho scoperto, è il Museo Leonardo 3 che va ben oltre l’esposizione di opere e modelli e diventa esperienza con un’immersione nell’universo creativo di Leonardo da Vinci.

Le sale del museo sono un inno alla sua genialità.

Oltre ai modelli interattivi e alle ricostruzioni digitali che coinvolgono il visitatore in un dialogo diretto con Leonardo, mettendolo nella condizione di comprendere a fondo le sue straordinarie invenzioni, dalle macchine volanti agli intricati ingranaggi dei progetti meccanici, il museo presenta i codici leonardeschi attraverso l’uso di tecnologie all’avanguardia che ne svelano i segreti e le intuizioni rivoluzionari.

Da visitare a Milano il Museo Leonardo 3
Museo Leonardo 3

Per informazioni sulla visita del Museo Leonardo 3 consulta il sito ufficiale

Il Castello Sforzesco di Milano ospita vari spazi, visitabili tutti con lo stesso biglietto, tra cui il Museo degli strumenti musicali che propone un viaggio sonoro attraverso i secoli con una collezione che spazia dal Rinascimento al Novecento e storie di maestria artigianale e innovazione musicale.

Le sale del museo, che ospitano strumenti provenienti da tutto il mondo, offrono ai visitatori una prospettiva unica sulla tradizione musicale europea e internazionale: tra i tesori esposti spiccano gli strumenti appartenuti a celebri musicisti e compositori che oltre all’evoluzione tecnica, svelano l’anima della musica.

Museo degli strumenti musicali al Castello Sforzesco di Milano
Museo degli strumenti musicali

Per informazioni sulla visita del Museo degli strumenti musicali consulta il sito ufficiale

La Collezione Branca fa parte di Museimpresa, associazione fondata a Milano nel 2001 su iniziativa di Assolombardia e Confindustria che riunisce oltre 130 musei e archivi di grandi, medie e piccole imprese italiane.

Fino a poche settimane fa non sapevo nemmeno cosa fosse un museo-impresa per cui ho deciso di dedicare alla Collezione Branca un articolo a sé (coming soon): nell’attesa ti anticipo che tra antichi alambicchi, botti storiche e documenti d’archivio esplorerai il processo di produzione che ha reso famoso il Fernet Branca (e gli altri liquori del brand) a livello mondiale, cui si aggiungono alcune sezioni dedicate alle campagne pubblicitarie che raccontano in che modo l’azienda ha saputo comunicare e rinnovarsi nel corso dei decenni.

Collezione Branca
Collezione Branca

Per informazioni sulla visita della Collezione Branca consulta il sito ufficiale

Inaugurato il 27 gennaio 2013 su una costola della Stazione Centrale di Milano, il Binario 21 è un memoriale dedicato alle vittime dell’Olocausto realizzato dallo Studio di Architetti Morpungo de Curtis seguendo un modello di ristrutturazione conservativa per riportare il luogo alla sua forma originale.

Un memoriale non è un museo, lo so bene, ma resta un luogo da visitare sì o sì: da qui, tra il 1943 e il 1945, partirono una ventina di convogli carichi di deportati diretti ai campi di concentramento e ai campi di sterminio nazisti tra cui la senatrice a vita, all’epoca bambina, Liliana Segre.

alt="Muro dell'Indifferenza, Binario 21 di Milano"
Il Muro dell’Indifferenza

LEGGI ==> Binario 21: Viaggio nella Memoria della Shoah

La Casa-Museo Boschi di Stefano, aperta al pubblico nel febbraio 2003, ospita nei locali abitati in vita dai coniugi Antonio Boschi e Marieda di Stefano una selezione di circa 300 opere (delle oltre 2.000 collezionate) che furono donate al Comune di Milano nel 1974.

Rientra tra i musei da visitare a Milano perché rappresenta una testimonianza straordinaria della storia dell’arte italiana – comprensiva di pitture, sculture e disegni – dai primi del Novecento alla fine degli anni Settanta.

Last but not least, la Casa-Museo Boschi Di Stefano è una dimora storica visitabile gratuitamente, dal martedì alla domenica, con orario 10.00 – 17.30. Si trova al secondo piano di uno stabile sito in via Giorgio Jan edificato tra il 1929 e il 1931 sotto la supervisione di Piero Portaluppi, uno dei più importanti architetti e urbanisti (milanesi) della prima metà del Novecento italiano.

Casa-Museo Boschi di Stefano a Milano
Casa-Museo Boschi di Stefano

Per informazioni sulla visita della Casa-Museo Boschi Di Stefano consulta il sito ufficiale

Sulla Casa-Museo Bagatti Valsecchi non mi dilungo perché le ho dedicato un articolo subito dopo averla visitata e non ha senso ripetermi.

Come la precedente, la Casa-Museo Bagatti Valsecchi è una dimora storica che affonda le radici negli anni Ottanta del XIX secolo, quando i baroni Fausto e Giuseppe Valsecchi, seguendo le orme artistiche del padre, decisero di ristrutturare la residenza di famiglia ispirandosi ai palazzi signorili del Cinquecento lombardo e arredandola con dipinti e oggetti d’arte rinascimentale.

alt="Arredo interno del Museo Bagatti Valsecchi"
Letto a baldacchino

LEGGI ==> Museo Bagatti Valsecchi: l’arte rinascimentale a Milano

Nemmeno su Villa Necchi Campiglio vorrei dilungarmi eccessivamente, anche se la amo al punto da esserci stata tre volte e averne scritto a profusione.

Si trova in una zona di Milano nota come il Quadrilatero del silenzio, oasi di pace in centro città che si caratterizza per il concentrato di palazzi liberty e splendide ville circondate da eleganti giardini, avvolto in una calma surreale.

Va da sé, una di queste è Villa Necchi Campiglio, conservata e gestita dal FAI (cui fu donata nel 2001) e parte del circuito Case museo di Milano (come le precedenti). Progettata e conclusa nel 1935 dal Portaluppi, geniale nel miscelare tradizione e art déco, divenne il centro nevralgico dell’alta società, meneghina e non, dell’epoca: tra gli ospiti abituali, con stanza dedicata, si annoverano il principe Enrico di Assia e la principessa Maria Gabriela di Savoia.

Oltre a essere di una bellezza inenarrabile, Villa Necchi Campiglio ha una storia affascinante che ha ispirato Io sono l’amore di Luca Guadagnino. Il film, del 2009, raccolse un discreto successo e una serie di riconoscimenti, tra cui le nomination come Miglior film straniero al Golden Globe e al British Academy Film Awards.

alt="Interni di Villa Necchi Campiglio"
Interno Villa Necchi

LEGGI ==> Villa Necchi Campiglio, gioiello art-déco della Milano anni Trenta

Dialogo nel buio non è un museo, ma un invito a sperimentare in che modo la percezione della realtà e la comunicazione possano essere più profonde, fluide e intense in assenza di luce.

La mostra permanente, allestita presso l’Istituto dei ciechi di via Vivaio 4, punta a diffondere la cultura dell’integrazione e a promuovere il ruolo attivo delle persone non vedenti nella società, abbattendo pregiudizi e barriere psicologiche di cui, volenti o nolenti, siamo tutti un po’ vittime.

Ne uscirai estasiato, e forse anche qualcosa in più!

LEGGI ==> Dialogo nel Buio, un Viaggio alla Scoperta dell’Invisibile

Anche in questo caso esuliamo dal concetto di museo tradizionale, ma ci troviamo in un museo a cielo aperto per cui non poteva mancare a questa lista.

L’avventura artistica dell’Ortica inizia nel 2015 in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione, quando i ragazzi delle scuole locali e le associazioni no profit del quartiere dipingono il cavalcavia Buccari con parole di libertà.

alt="Street Art a Milano: il Murale delle Donne che hanno fatto Grande il Novecento"
Il Murale delle Donne che hanno fatto Grande il Novecento

Se sei appassionato di Street Art e di luoghi popolari che conservano il sapore del tempo che fu, puoi approfondire l’argomento prima della visita.

LEGGI ==> Street Art a Milano, tra i Murales dell’Ortica

Tra i musei che ti consiglio di visitare a Milano, sebbene nemmeno questo sia un museo nel senso proprio del termine, è il Cimitero Monumentale, luogo di riposo eterno e santuario artistico che ospita sculture, monumenti e cappelle firmati dai più grandi artisti e architetti italiani.

Tra le opere più significative del complesso inaugurato nel 1866 su progetto di Carlo Maciacchini spicca il Famedio, imponente tempio dedicato alle personalità illustri milanesi. Un museo a cielo aperto che invita il visitatore a riflettere sulla vita e la morte attraverso la bellezza eterna dell’arte.

Riproduzione dell'Ultima Cena al Cimitero Monumentale
Riproduzione dell’Ultima Cena

Ancora una volta, per approfondire, ti rimando all’articolo dedicato.

LEGGI ==> Passeggiando tra gli Illustri del Cimitero Monumentale

La Globetrotter

Quale di questi “spazi museali” conosci già? Ce n’è qualcuno che ti piacerebbe visitare? Me ne consigli altri per poi integrare questa lista?

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