Non è un periodo facile questo. Non lo è per nessuno e men che meno per noi viaggiatori animati dal bisogno di scoprire luoghi nuovi in grado di sorprenderci. L’ottimismo delle prime settimane di pandemia, secondo cui si sarebbe risolto tutto in tempi brevi, ha lasciato posto alla consapevolezza che i tempi non sono poi così brevi e che ci toccherà aspettare ancora un po’. Non abbiamo alternative! Dobbiamo rassegnarci, reinventare le nostre vite e io, come tanti, sto imparando a trarre piacere dalle cose più banali, tipo un giro a caccia di Street Art a Milano tra i murales dell’Ortica in compagnia delle amiche storiche (che non ho mai visto poco come nell’ultimo anno!).

Ti sembrerà strano ma domenica pomeriggio, quando mi sono incamminata per raggiungere il luogo dell’appuntamento con Anna ed Elena, mi sentivo come se mi preparassi per la Grande Partenza, come quando la scorsa estate ho visitato Villa Necchi Campiglio e il Museo Bagatti Valsecchi, che non conoscevo. Meravigliosi entrambi.

L’Ortica nella storia

Nato come borgo contadino vicino al fiume Lambro (un tempo era zona verde e ricca di orti, come suggerisce il nome), l’Ortica è uno di quei luoghi che non ti aspetti di trovare in una città come Milano. La sensazione che hai, camminando tra le sue vie raccolte e silenziose con lo sguardo rivolto alle pareti, è di trovarti in un piccolo paese di provincia dove tutti si conoscono e tutti si salutano.

La tranquillità che permea l’atmosfera stride solo in parte con il passato di polo industriale iniziato negli anni Trenta del secolo scorso in seguito alla costruzione della ferrovia e in ascesa fino a quando, nel secondo dopoguerra, l’arrivo della Fabbrica Innocenti popola il quartiere di proletari, connotando ulteriormente la sua natura di periferia.

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Il quartiere Ortica, polo industriale

Ortica, ritrovo d’artisti

Pare che io non sia l’unica a nutrire più interesse per le zone periferiche rispetto ai centro città.

Artisti di spicco del milanese, tra cui Enzo Jannacci che lavorava all’Ortica come medico di base, frequentavano il quartiere e si ritrovavano al locale Gatto Nero (sostituito oggi dall’Osteria del Generale) mentre Dario Fo, Giorgio Strelher e Franco Parenti solevano incontrarsi tra le mura del Circolo Culturale Cesare Pavese.

Non che io voglia paragonarmi agli artisti sopra citati, ma l’Ortica è una musa ispiratrice a tutti gli effetti e pur mantenendo le sembianze di quartiere di altri tempi, mi gioco la faccia che da qui a breve entrerà a far parte delle zone più affascinanti della città.

Street Art a Milano: OR.ME. Ortica Memoria

Come dicevo all’inizio, all’Ortica la Street Art fa da protagonista.

L’avventura artistica di Ortica ha inizio nel 2015 in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione quando i ragazzi delle scuole locali e le associazioni no profit del quartiere dipingono il cavalcavia Buccari con parole di libertà.

Nel 2017, grazie all’impegno del collettivo artistico Orticanoodles, nasce Or.Me. Ortica Memoria, progetto volto a trasformare il quartiere in un Museo a Cielo Aperto attraverso la realizzazione di Murales che raccontano la storia milanese del Novecento. A oggi, dei venti in programma, se ne possono ammirare quattordici (cui si aggiungono graffiti e altre opere di Street Art in fase di realizzazione).

L’importanza di Or.Me. Ortica Memoria consiste non solo nell’aver trasformato il quartiere periferico regalandogli bellezza e colore ma anche, e soprattutto, nella sua valenza sul piano sociale: i Murales compongono un percorso coerente e uniforme sia dal punto di vista tematico sia da quello artistico e rappresentano una grande opera collettiva di arte partecipata, di tutti e per tutti.

L’obiettivo è creare un itinerario culturale e identitario sulle orme della storia e delle energie sociali che hanno caratterizzato l’Ortica per portare milanesi e turisti fuori dal centro e mostrare una delle tante sfaccettature della città. Per la serie, anche Milano ha un’anima!

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Street Art a Milano: il Murale della Cooperazione

Street Art a Milano tra i Murales dell’Ortica

Spero tu non me ne voglia se non ti fornirò un elenco dettagliato, con descrizione annessa, dei Murales realizzati all’Ortica. Non voglio toglierti l’effetto sorpresa perché il bello è andare a cercarli: il quartiere è piccino ed è un piacere da girare senza fretta. In ogni caso non ti porterà via troppo tempo, e non corri certo il rischio di perderti.

Ci tengo però a svelarti quelli che mi hanno colpita di più:

  • il Murale della Cooperazione, con i volti di Gesù Cristo e Karl Marx che insieme a un gruppo di pionieri sostengono il pensiero del socialista Robert Owen “la cooperazione di tutti per il bene di ognuno”, scritto in alto come incipit del murale;
  • HUMAN – Sulle Or.Me. dei Migranti, dedicato alle Migrazioni e ai Migranti di ieri, oggi e domani. Il murale, realizzato con uno stile crudo (detto espressionismo silenzioso), utilizza il colore del mare, il viola funereo e il rosso del sangue e ci ricorda che “siamo tutti umani”;
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Human, sulle Or.Me. dei Migranti
  • il Murale della Legalità (sul verde) dedicato a chi si è battuto (perdendo anche la vita) in nome della giustizia, tra cui Walter Tobagi e il generale Carlo Alberto dalla Chiesa;
  • il Murale delle Donne che hanno fatto Grande il Novecento lottando per l’emancipazione femminile (come Alda Merini, giusto per fare un esempio).
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Il Murale delle Donne che hanno fatto Grande il Novecento

Comunque sono tutti molto belli, significativi ed emozionanti.

Il mio consiglio per visitare i Murales dell’Ortica

Se hai deciso di seguire il mio esempio e andare a caccia di Street Art a Milano visitando i Murales dell’Ortica, un piccolo consiglio spassionato per apprezzare a fondo questo Museo a Cielo Aperto mi sento di dartelo. Non leggere nulla prima ma tieni lo smartphone in mano aperto sulla pagina delle opere di Or.Me. Ortica Memoria che spiega i vari murali alla perfezione con tanto di storia, personaggi, scritte, tecniche e significato.

L’altro consiglio spassionato, specialmente se sei dei dintorni, ma vale anche per te quando verrai a visitare Milano, è di non perderti questo sguardo originale sul nostro paese e sul nostro tempo.

La Globetrotter

Hai già visitato i Murales dell’Ortica? Io trovo sia un progetto molto valido per “ri-umanizzare” la città, tu cosa ne pensi?

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6 pensieri su “Street Art a Milano, tra i Murales dell’Ortica

  1. Anna (polianna) dice:

    Sempre interessante leggerti.
    Non ho visto tutti i murales di Milano , tu devi venire a vedere quelli di Torino ci sono 18 opere molto belle di arte urbana. A Milano dovresti anche andare a vedere il Museo Poldi Pezzoli e il Museo del 900, sempre che tu non li abbia già visti.
    ciao Anna

  2. Diana Facile dice:

    Il Museo del 900 l’ho visto qualche anno fa, ma ci torno volentieri. L’altro me l’avevi già consigliato, se aprissero sti cavolo di musei! Un abbraccio

  3. Lauro dice:

    Ma guarda un po’. Ho vissuto a Milano 50 anni ma non sono mai stato all’Ortica. Grazie Diana per avermi mostrato questa caratteristica parte di Milano.

    • Diana Facile dice:

      Si, però tu a Milano manchi da tanti anni e prima l’Ortica non era così! Quando rientri dalle Canarie andiamo assieme, che ne dici?

  4. Andrea dice:

    Ciao Diana, che tu scriva del capo del mondo o di un quartiere sotto casa mi scateni sempre il desiderio di seguire i tuoi percorsi…. E questo lo seguirò!

    • Diana Facile dice:

      Grazie mille Andrea! Quando vuoi fare un salto a Milano, sai che la porta è aperta e mi farebbe piacere rivederti e magari anche accompagnarti!

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