DIANA

Il mio nome è Diana, sangue pugliese che mi scorre nelle vene e una vita spesa nella fredda città meneghina, dove ho visto la luce nell’ormai lontano 1972. Origini e natali a parte, sono una cittadina del mondo. Il viaggio, in tutte le sue accezioni, è impresso nel mio DNA come il colore degli occhi e dei capelli.

Facile di cognome ma non di fatto visto che ho trascorso buona parte della mia esistenza cercando di capire cosa volevo fare da grande. Poi ho smesso di pensarci e ho semplicemente iniziato a vivere.

LA GLOBETROTTER

Due gli step importanti che hanno fatto di me una Globetrotter:

  • il primo in Senegal, nel 2006, dove ho imparato il valore del tempo.Prends ton temps”, usano dire in Africa quando ti vedono pressato dalla fretta. Non è il tempo a gestire te, sei tu a gestire lui. Ho iniziato a viaggiare da sola per concedermi il lusso di gestire il mio tempo in assoluta libertà;
  • il secondo in Colombia, nel 2011, dove ho imparato che la felicità esiste ed è lì, accanto a te. Non è necessario perdersi in vane ricerche, basta aprire gli occhi e allungare la mano. È stato l’anno della svolta, o meglio, è stato l’anno dell’inizio di svolte che la mia vita ha preso nell’ultimo decennio e il bilancio, a oggi, è decisamente positivo.

Da turista frenetica che voleva divorare il mondo mi sono trasformata in una viaggiatrice rilassata che il mondo lo assapora lentamente. E per non rischiare di perdere il retrogusto di ciò che vivo, ho iniziato a mettere nero su bianco le mie esperienze.

Il viaggio della speranza, nato senza troppe pretese nel 2010, mi ha regalato il secondo posto di un concorso letterario nazionale. Così ho capito che forse avevo qualcosa da raccontare e ho iniziato a scrivere per alcune testate cartacee e online fino a quando, nel luglio 2012, un’associazione bresciana mi ha proposto di partecipare a un’avventura chiamata 7MML Around the World 2015, un giro del mondo in sette tappe da documentare attraverso la scrittura, la fotografia e i video.

Lavorare con un team di professionisti di settore è stata una gran bella palestra e sulle strade impervie e accidentate che dalla Colombia ci hanno condotto in Bolivia, ho capito cosa volevo fare da grande.

Al rientro in Italia è nata La Globetrotter che mi ha spalancato porte a cui da sola non avrei mai osato bussare, tra cui quella con un Tour Operator di nicchia dalla spiccata sensibilità per l’aspetto etnografico e naturalistico di paesi remoti ed estranei al turismo di massa e quella con Alpine Studio, l’editore che ha pubblicato i miei primi libri di viaggio:

  • Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa
  • Lungo lo stivale. Su due ruote tra i racconti dell’Italia

Oggi per me viaggiare e scrivere non sono più semplici passioni, ma uno stile di vita.

Ho trasformato il posto fisso da traduttrice in un part-time verticale che mi tiene inchiodata in ufficio quattro mesi l’anno e i restanti mesi la mia casa diventa il mondo: un’amaca, una tenda, un ostello, una barca o la dimora di una famiglia che mi adotta, in Italia come all’estero.

La felicità esiste? Direi proprio di si!

In barca a vela alle San Blas

Relax sull’amaca nell’Amazzonia colombiana

IL VIAGGIO

Scoperta, conoscenza, arricchimento e crescita. Ecco cos’è per me il viaggio. Non una bella malattia, come lo definisce qualcuno, ma un vero e proprio dono. Perché ogni viaggio mi regala qualcosa di nuovo. Un colore, un profumo, un sapore, un’impressione, una sensazione, un luogo suggestivo, il nome di uno scrittore che mi fa sognare, di una musica che mi fa volare o il sorriso di una persona che spontaneamente mi apre le porte di casa sua.

Amo mescolarmi con la gente, integrarmi nella realtà che mi circonda, sperimentare nuovi stili di vita e vivere il viaggio da protagonista, aprendomi a nuovi scenari e prospettive di vita alternative.

E nelle parole del grande Victor Hugo trovo la mia collocazione.

“La persona che trova dolce la propria terra natale è ancora un debole principiante; colui per il quale ogni terra è come la sua terra nativa è già forte; ma perfetto è colui per cui il mondo intero è una terra straniera. L’anima tenera fissa il suo amore su un luogo del mondo, la persona forte ha esteso il suo amore in ogni luogo, l’uomo perfetto l’ha estinto.”

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