Sarajevo è una di quelle città che non si capiscono al primo sguardo. Non è immediata, non è patinata, ma proprio per questo lascia un segno profondo in chi la visita. Situata nel cuore dei Balcani, è da sempre un crocevia di culture, religioni e influenze diverse che convivono nello stesso spazio urbano. Se stai cercando cosa vedere a Sarajevo, questo itinerario di 3 giorni ti accompagnerà tra il centro storico ottomano, i luoghi simbolo della guerra degli anni ’90 e alcuni dei punti panoramici più suggestivi della città. Dedica i primi due giorni alla scoperta di Sarajevo e il terzo a Srebrenica, tappa intensa ma fondamentale per comprendere davvero la storia recente del Paese.

Per orientarti meglio, qui sotto trovi una mappa con tutte le tappe citate in questo articolo. Ti aiuterà a visualizzare i luoghi più importanti di Sarajevo e a organizzare al meglio le visite giorno per giorno.

Sarajevo è una città compatta ma intensa, dove le distanze sono ridotte e la maggior parte delle attrazioni si concentra tra il centro storico e le colline circostanti.

  • Tempo ideale: 2 giorni per la città + 1 giorno per Srebrenica
  • Zona principale: Baščaršija e centro storico
  • Cosa aspettarsi: un mix unico tra Oriente e Occidente, tra passato imperiale e memoria recente
  • Come visitarla: a piedi per il centro, con spostamenti brevi per le tappe più distanti
  • Da non perdere: centro storico, Tunnel della Speranza, punti panoramici sulla città

Il modo migliore per iniziare la visita è partecipare a un free tour, utile per avere una prima panoramica della città e orientarsi tra storia, quartieri e principali punti di interesse.

Clicca QUI per acquistare il FREE TOUR DI SARAJEVO proposto da CIVITATIS. Dura 2 ore, è in italiano e le guide sono tutte locali, disponibili a soddisfare qualunque curiosità

Vista lungo il fiume Miljacka con la Moschea dell’Imperatore e le case sulle colline.
Vista lungo il fiume Miljacka con la Moschea dell’Imperatore e le case sulle colline.

Sarajevo non è una città che si visita distrattamente. È un luogo che si attraversa con attenzione perché ogni strada, ogni edificio e ogni collina raccontano una storia che va oltre ciò che si vede.

Qui Oriente e Occidente si sovrappongono, si mescolano e si trasformano. Nel giro di pochi minuti si passa dal richiamo del muezzin alle campane di una chiesa cattolica, dalle architetture ottomane alle tracce dell’Impero austro-ungarico. È questa stratificazione a rendere Sarajevo diversa da qualsiasi altra città europea.

Ciò che però la rende davvero unica è il suo passato recente, ancora visibile e presente. I segni dell’assedio degli anni ’90 non sono solo memoria storica, ma parte integrante dell’identità della città. Visitare Sarajevo significa anche confrontarsi con questa dimensione, senza filtri, con rispetto.

Allo stesso tempo è una città sorprendentemente viva, giovane, accogliente. Tra caffè, mercati, botteghe e scorci panoramici, Sarajevo riesce a bilanciare profondità e leggerezza, lasciando nel visitatore una sensazione difficile da spiegare, ma facile da ricordare. 

LEGGI ==> Cosa vedere in Bosnia: il mio itinerario in 7 giorni

Vijećnica Sarajevo municipio illuminato notte
La Vijećnica (Municipio) illuminata di sera

Sarajevo è facilmente raggiungibile dall’Italia grazie a voli diretti operati da compagnie low cost. L’aeroporto internazionale si trova a circa 10 km dal centro città.

Per raggiungere il centro ci sono vari modi:

  • Taxi → soluzione più comoda e veloce (circa 15–20 minuti)
  • Transfer privato → ideale se arrivi la sera o con bagagli, puoi prenotarlo a QUESTO LINK
  • Autobus → opzione più economica, anche se meno frequente

Se stai organizzando un viaggio più ampio in Bosnia, puoi anche arrivare via terra da Mostar o da altre città dei Balcani. In questo caso, l’auto è spesso la soluzione più pratica per muoversi in autonomia.

Se vuoi noleggiare una macchina, il mio consiglio cade su DiscoverCars, un comparatore di autonoleggi che collabora con agenzie locali: tradotto in soldoni, le tariffe che propone sono più che concorrenziali. Semplicissimo da usare, consente di confrontare le recensioni delle diverse compagnie per scegliere con maggior sicurezza e tranquillità.

Prenota QUI la tua auto per partire alla scoperta della Bosnia in libertà! 

Come detto prima, il modo migliore per iniziare a conoscere Sarajevo è partecipare a un free tour o a una visita guidata rivolta a gruppi più piccini. In poco tempo ti permette di farti una panoramica chiara della città, orientarti tra i quartieri e iniziare a leggere i segni della sua storia complessa. Dopo il tour, torna con calma nei luoghi che ti hanno colpito di più e dedica il resto della giornata alla scoperta del centro storico.

Il punto di partenza è senza dubbio Baščaršija, cuore ottomano della città. Qui si trova Sebilj, la fontana in legno simbolo di Sarajevo: fu costruita nel XV secolo e secondo la tradizione chi beve la sua acqua prima o poi tornerà in città.

Sebilj fontana Baščaršija cosa vedere a Sarajevo
Il Sebilj, la celebre fontana in legno nel cuore di Baščaršija

A pochi passi si trova la moschea Gazi Husrev-beg, la più importante di Sarajevo, che può essere visitata (nel rispetto delle regole di abbigliamento). Accanto si trova anche la madrasa, la scuola coranica, che testimonia il ruolo centrale che questo complesso ha avuto nella vita religiosa e culturale della città.

Tra le cose da vedere a Sarajevo, senza dubbio ti direi Kazandžiluk: è la via dei ramai, una delle più caratteristiche, dove ancora oggi si lavorano oggetti in rame secondo la tradizione artigianale.

Da qui puoi muoverti a piedi lungo Ferhadija, la via principale che collega simbolicamente Oriente e Occidente: a un certo punto ti troverai davanti la Sarajevo Meeting of Cultures, linea che segna il passaggio tra le due anime della città.

Sarajevo meeting of cultures punto incontro culture
Sarajevo Meeting of Cultures, incontro simbolico tra Oriente e Occidente

Il bello di Sarajevo è che nel raggio di pochi minuti a piedi si concentrano i principali luoghi di culto: la Cattedrale del Sacro Cuore e la Cattedrale Ortodossa, le moschee del centro – tra cui la Moschea dell’Imperatore, una delle più antiche di Sarjaevo – e la sinagoga (che però io ho sempre trovato chiusa!). Sono tutte vicine tra loro, testimonianza concreta della convivenza tra religioni diverse.

Cattedrale Sacro Cuore dettaglio rosone torri
Dettaglio della Cattedrale del Sacro Cuore, simbolo della presenza cattolica a Sarajevo

Tra le cose da vedere nel centro storico di Sarajevo ci sono poi il Ponte Latino, legato all’attentato che diede inizio alla Prima guerra mondiale, la Fiamma Eterna, memoriale dedicato alle vittime della Seconda guerra mondiale, e il mercato Markale, tristemente noto per gli eventi degli anni ’90.

fiamma eterna memoriale seconda guerra mondiale
La Fiamma Eterna di Sarajevo, memoriale dedicato alle vittime della Seconda guerra mondiale

Se hai tempo, puoi spingerti fino al Ponte Suada e Olga, uno dei luoghi simbolo dell’inizio dell’assedio di Sarajevo, meno turistico ma molto significativo.

Nel tardo pomeriggio ti consiglio di salire verso la Fortezza Gialla (Žuta Tabija). Lungo la strada attraverserai il cimitero Kovači dove si trova anche il turbe di Alija Izetbegović, primo presidente della Bosnia indipendente. Da qui si apre una delle viste più suggestive sulla città: il momento migliore è il tramonto, quando la luce si abbassa sui tetti e i minareti iniziano a illuminarsi. 

cimitero Kovači Sarajevo tramonto tombe guerra Bosnia
Il cimitero Kovači al tramonto, uno dei luoghi più significativi di Sarajevo

Il secondo giorno a Sarajevo è sicuramente il più intenso ed è quello che ti permetterà di capire davvero la città. I segni della guerra degli anni ’90 non sono confinati nei musei, ma fanno parte del paesaggio urbano e della memoria collettiva.

La prima cosa che ti consiglio di vedere è il Tunnel della Speranza (Tunnel of Hope), uno dei luoghi più significativi per comprendere l’assedio di Sarajevo. Costruito durante la guerra, collegava la città con l’esterno permettendo il passaggio di persone, cibo e aiuti. Oggi è possibile visitarne una parte e vedere il piccolo museo allestito all’interno della casa di famiglia che custodisce l’ingresso originario.

Il Tunnel della Speranza segue i seguenti orari:

  • dal 1 aprile al 31 ottobre: 08.30 – 17.30 (ultimo ingresso alle 17.00)
  • dal 1 novembre al 31 marzo: 09.00 – 16.00 (ultimo ingresso alle 15.30)

Per approfondire la dimensione più umana del conflitto, vale la pena visitare il Museo dell’infanzia in guerra (War Childhood Museum) che racconta la guerra attraverso oggetti, testimonianze e ricordi di chi l’ha vissuta da bambino. È un museo essenziale, ma molto potente.

Per informazioni sulla visita al Museo dell’infanzia in guerra, consulta il sito ufficiale

Un’altra tappa importante la Gallery 11/07/95, dedicata al genocidio di Srebrenica. Le fotografie esposte raccontano in modo diretto e senza filtri una delle pagine più drammatiche della storia europea recente. Se però, come me, prevedi di visitare Srebrenica la puoi saltare a pie pari.

Per informazioni sulla visita alla Gallery 11/07/95, consulta il sito ufficiale

Accanto a questi luoghi più noti, puoi includere anche il Museo dei veterani di guerra, meno turistico ma interessante per avere un punto di vista diverso sul conflitto e su chi lo ha vissuto in prima linea. Si trova vicino al Tunnel della Speranza, opera di un veterano di guerra che non spiaccica una parola d’inglese, ma sa essere molto eloquente. L’ingresso è gratuito, ma puoi lasciare un’offerta.

Muovendoti in città, attraverserai anche quella che viene chiamata Sniper Alley, uno dei viali più esposti durante l’assedio, oggi tornato alla normalità ma ancora carico di significato.

Camminando per la città, noterai anche alcuni segni lasciati dalla guerra, spesso visibili sull’asfalto o sulle facciate degli edifici. Le cosiddette “rose di Sarajevo” – circa 150 disseminate in tutta la città – sono le tracce delle esplosioni di granate riempite di resina rossa per ricordare i punti in cui persero la vita dei civili.

Accanto a queste, non è raro vedere ancora i segni dei colpi sui muri degli edifici: cicatrici che non sono state cancellate, ma lasciate volutamente visibili come memoria di ciò che è accaduto.

edifici Sarajevo segni della guerra facciate colpite
Edifici di Sarajevo ancora segnati dai colpi della guerra

Per concludere la giornata, fai una tappa al Tito Café, luogo curioso e informale dove si respira ancora l’immaginario della Jugoslavia e della figura di Tito, tra fotografie e oggetti d’epoca. L’unico neo è che i bosniaci sono molto indisciplinati e nonostante sia entrato da due anni il divieto di fumo nei locali al chiuso, non ne vogliono sapere e l’aria dentro è irrespirabile.

Tra le cose da vedere a Sarajevo il café Tito
Ingresso del Tito Café a Sarajevo

Il terzo giorno ti propongo un’escursione diversa dalle altre: non si tratta semplicemente di cosa vedere, ma di un luogo che richiede tempo, attenzione e rispetto. Srebrenica dista circa due ore e mezza da Sarajevo ed è oggi il simbolo di una delle pagine più drammatiche della storia europea recente.

Visitare il Memoriale di Potočari significa confrontarsi con il genocidio del 1995, attraverso uno spazio essenziale, silenzioso, in cui le file di lapidi bianche raccontano meglio di qualsiasi spiegazione ciò che è accaduto. All’interno del museo, allestito negli ex capannoni della base ONU, si trovano testimonianze, documenti e video che aiutano a comprendere il contesto storico e umano di quegli eventi.

memoriale Srebrenica Potočari tombe genocidio Bosnia
Il memoriale di Srebrenica a Potočari, luogo simbolo del genocidio del 1995

Non è una visita “facile”, né una tappa da inserire con leggerezza in un itinerario. Proprio per questo, però, rappresenta un’esperienza importante se vuoi capire davvero la Bosnia ed Erzegovina e la sua storia recente.

Per organizzare la giornata, il modo più semplice è partecipare a un tour guidato da Sarajevo, che permette di visitare il memoriale con il supporto di spiegazioni adeguate. In alternativa, è possibile arrivare in autonomia in auto, ma in questo caso è consigliabile documentarsi prima per avere gli strumenti necessari a comprendere il luogo.

 Clicca QUI per acquistare l’ESCURSIONE A SREBRENICA in italiano

In alternativa, puoi optare per un full day in Erzegovina: a mio avviso merita un viaggio a sé, ma la scelta è personale.

Se hai più tempo a disposizione, ci sono alcune esperienze che vale la pena considerare.

Tra queste, la salita al Monte Trebević con la funivia e la passeggiata lungo la pista da bob delle Olimpiadi invernali del 1984, oggi ricoperta di graffiti, è una delle più particolari. È un luogo simbolico, a metà tra natura, sport e memoria recente.

Tra le cose da fare a Sarajevo sì o sì, ti consiglio di fermarti in un bar per degustare il caffè bosniaco che non è solo una bevanda ma un vero e proprio rituale. Accanto al caffè capita spesso di vedere anche il narghilé, retaggio della tradizione ottomana che contribuisce a creare quell’atmosfera sospesa tra Oriente e Occidente.

A Sarajevo il caffè non è semplicemente una bevanda, ma un gesto che accompagna la giornata e scandisce il tempo. Preparato con caffè macinato finissimo e servito nella tradizionale džezva, un piccolo bricco di rame, viene versato lentamente in tazzine e spesso accompagnato da una zolletta di zucchero o da un dolcetto tipico alla rosa. Lo bevono tutti, a qualsiasi ora, ma sempre senza fretta. Nei caffè del centro storico sedersi a un tavolino significa prendersi una pausa vera, fatta di silenzi, chiacchiere e osservazione della vita che scorre. Più che il sapore, è il modo in cui si beve a renderlo speciale: ogni gesto è parte di un rituale che invita a rallentare e a entrare, anche solo per un momento, nel ritmo della città.

Se invece vuoi uscire dai percorsi più battuti, puoi esplorare alcune zone meno turistiche della città. Lungo la strada verso quella che viene chiamata Sniper Alley – il viale dei cecchini – si incontra anche un monumento particolare, l’ICAR Canned Beef Monument, un’installazione ironica che denuncia gli aiuti alimentari distribuiti durante la guerra, spesso inutilizzabili o di scarsa qualità.

ICAR canned beef monument Sarajevo aiuti guerra Bosnia cosa vedere a Sarajevo
Il monumento ICAR Canned Beef, simbolo ironico degli aiuti umanitari durante la guerra

Sempre su questa linea più “silenziosa” della città, merita una visita anche il cimitero ebraico, uno dei più grandi dei Balcani, situato sulle colline sopra Sarajevo: oltre al valore storico, offre anche una vista molto suggestiva sulla città.

Se sei appassionato di musei e vuoi entrare nel cuore della Bosnia, Sarajevo offre diverse realtà interessanti che permettono di approfondire la storia e la cultura del Paese.

  • Museo Nazionale della Bosnia ed Erzegovina: il più importante del Paese, con collezioni che spaziano dalla storia naturale alla celebre Haggadah di Sarajevo
  • Museo storico della Bosnia ed Erzegovina: diretto e senza filtri, aiuta a comprendere il periodo della guerra
  • Museo Svrzo: una casa ottomana perfettamente conservata che racconta la vita quotidiana del passato
  • Museo di Sarajevo 1878–1918: vicino al Ponte Latino, ripercorre gli eventi legati all’attentato che diede inizio alla Prima guerra mondiale

Last but not least, puoi semplicemente concederti del tempo senza necessariamente cercare qualcosa da fare o da vedere, lasciandoti guidare dall’atmosfera dei quartieri meno centrali, tra botteghe, cortili nascosti e scorci quotidiani. 

vita quotidiana Sarajevo uomini davanti moschea centro
Scene di vita quotidiana a Sarajevo, tra pause e attese davanti a una moschea del centro

Se vuoi dare alla tua visita di Sarajevo una marcia in più, ho selezionato per te su CIVITATIS e GET YOUR GUIDE alcuni tour che mi sono sembrati particolarmente interessanti e/o avvincenti. Tutti con ottime recensioni e cancellazione gratuita.

Sarajevo è una città che richiede il giusto ritmo. Alcune visite, soprattutto quelle legate alla guerra, possono essere emotivamente intense: il consiglio è di non concentrarle tutte nello stesso momento, ma di alternarle a pause più leggere per non appesantire l’esperienza.

Un altro aspetto da considerare è il contesto storico ancora molto presente. Alcuni luoghi non sono semplici attrazioni, ma spazi di memoria: visitarli con rispetto cambia completamente la percezione della città.

Infine, lascia spazio anche a momenti senza programma. Sarajevo è una città che si capisce davvero nei dettagli quotidiani, tra una pausa in un caffè e una passeggiata senza meta precisa. 

Sarajevo è sicura?

Sì, Sarajevo è una città sicura per i turisti. Come in tutte le destinazioni, è sufficiente prestare attenzione nelle zone più affollate e durante la sera, ma non presenta particolari criticità.

Quanti giorni servono per visitare Sarajevo?

Due giorni sono sufficienti per visitare la città e i principali luoghi di interesse. Un terzo giorno può essere dedicato a un’escursione nei dintorni, come Srebrenica, o a fare una bella immersione nei musei cittadini.

Serve il passaporto per andare a Sarajevo?

I cittadini italiani possono entrare in Bosnia ed Erzegovina con la carta d’identità valida per l’espatrio. Il passaporto non è obbligatorio, ma alcune compagnia – tipo Ryanair – lo chiedono all’imbarco.

Qual è la valuta a Sarajevo?

La valuta ufficiale è il Marco convertibile (BAM). Le carte sono accettate nei principali esercizi, ma è consigliabile avere contanti per piccoli acquisti.

Posso usare la SIM italiana a Sarajevo?

Sì, ma con costi di roaming spesso elevati. Una soluzione più conveniente è acquistare una SIM locale direttamente in aeroporto, dove sono disponibili pacchetti dati economici.

Serve l’auto per visitare Sarajevo?

No, il centro città si visita facilmente a piedi. Per alcune attrazioni fuori dal centro o per escursioni nei dintorni può essere utile affidarsi a taxi o tour organizzati.

Partire per una destinazione fuori dall’Italia – inclusa l’Europa, dove ci sentiamo quasi a casa – senza aver stipulato una polizza sanitaria è follia pura. Credimi, sono tutt’altro che paranoica, ma i soldi spesi per l’assicurazione sono gli unici che butto via più che volentieri. Senza bisogno di presagire una tragedia, può bastare un banale mal di denti, o una distorsione alla caviglia, a rovinarti il soggiorno: se a fine viaggio non l’hai usata tanto meglio, ma se dovesse servire e non ce l’hai, rimpiangerai di non aver rinunciato a una pizza per partire assicurato.

Da tre anni a questa parte, dopo averne testate parecchie, mi sono fidelizzata con Heymondo che mi regala sonni tranquilli. Mi è capitato di averne bisogno in Malesia e ho trovato operatori rapidi, efficienti e risolutivi. Peraltro oggi le polizze non costano più un occhio della testa: io generalmente opto tra la versione Top e la Premium – in base alla destinazione – e mi porto a casa una copertura completa a un prezzo assolutamente ragionevole.

Se ami partire tranquillo, a questo link trovi le assicurazioni di viaggio Heymondo: compila il form per avere un preventivo gratuito, comprensivo dello sconto del 10% riservato ai lettori del blog. Attenzione: lo sconto è valido per 30 giorni dal primo accesso, applicabile a tutte le destinazioni e tipologie di polizze per cui metti l’articolo tra i preferiti così non corri il rischio di dimenticartene. 

La cucina bosniaca è semplice, sostanziosa e profondamente legata alla tradizione, con influenze ottomane ben riconoscibili. Oltre ai celebri ćevapi, vale la pena provare piatti come il burek (pasta sfoglia ripiena di carne), le varianti con formaggio o spinaci, e il begova čorba, una zuppa ricca a base di pollo e verdure. Non manca il dolma, verdure ripiene, e piatti a base di carne cotti lentamente che raccontano una cucina fatta di gesti lenti e sapori decisi.

Se vuoi provare i ćevapi, nel centro storico trovi diverse ćevabdžinice storiche. Tra queste, Ćevabdžinica Željo è una vera istituzione, sempre molto frequentata, mentre Ćevabdžinica Nune rappresenta un’alternativa altrettanto valida e leggermente meno caotica.

Per un’esperienza più casalinga, Nanina Kuhinja propone piatti della tradizione preparati in modo semplice e autentico, perfetti per assaggiare la cucina locale in un ambiente più tranquillo.

Per qualcosa di diverso, puoi fermarti all’Inat Kuća (House of Spite), affacciato sul fiume. Il nome significa letteralmente “casa del dispetto” e nasce da una leggenda: quando, durante il periodo austro-ungarico, si decise di costruire il municipio (oggi Biblioteca Nazionale), il proprietario della casa si rifiutò di venderla. Accettò di spostarla solo a precise condizioni: che fosse ricostruita esattamente uguale, pietra su pietra, dall’altra parte del fiume e a spese dell’impero. Ancora oggi la casa si trova lì, simbolo di orgoglio e ostinazione.

Come già detto, tra le esperienze da non perdere c’è il caffè bosniaco, da gustare senza fretta in uno dei tanti locali del centro, accompagnato magari da un dolce tipico.

Tra questi, il più famoso è la baklava, eredità della tradizione ottomana: un dessert molto dolce a base di pasta fillo, miele e frutta secca, perfetto da condividere o da gustare lentamente insieme al caffè. 

baklava Sarajevo dolci tradizionali bosniaci
Vetrina di dolci tipici a Sarajevo, con diverse varianti di baklava

La Globetrotter

Sei già stato a Sarajevo o è ancora nella lista dei desideri?

Se hai trovato questo post piacevole e interessante, puoi lasciarmi un commento e condividerlo sui social? Mi faresti un bel regalo! ❤️

Iscriviti alla Newsletter per non perderti le novità settimanali sul blog. Nuovi itinerari, racconti di viaggio, consigli pratici, approfondimenti culturali, partenze di gruppo e tanto altro!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *