Che sia la prima, la seconda, la terza o la quarta volta, come nel mio caso, Marrakech non ti deluderà! Un tripudio di suoni, odori e colori che insieme alla ricchezza storica, architettonica e culturale l’ha resa la città più turistica del Marocco, nonché un’icona a livello mondiale. Difficile non innamorarsene. In quest’articolo ti indicherò, nel dettaglio, cosa vedere a Marrakech in tre giorni, a mio avviso il minimo indispensabile per iniziare a conoscerla. Perché probabilmente, come me e come buona parte delle persone che mi circonda, almeno una volta nella vita ci tornerai.

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Non sono una storica e non mi addentrerò in fatti che conosco poco e male: mi limiterò a tratteggiare gli eventi principali che hanno caratterizzato il passato di Marrakech.

Prima di diventare la località turistica che conosciamo oggi, Marrakech è stata la capitale di un regno fiorente situato tra gli empori commerciali di Timbuktu, in Mali, e il porto di Essaouira, sulla costa atlantica del Marocco; ancor prima era un semplice accampamento di carovane.

Testimoni per eccellenza dei quasi mille anni di storia della Città Rossa sono le mura in pisé (terra battuta) color ocra rosato che circondano la medina: non se ne sono perse un solo episodio, fatto salvo l’arrivo del Sultano Youssef ben-Tachfine, capo della tribù berbera degli Almoravidi, che nel 1062 si stabilisce in quest’oasi, decretandola capitale del regno. Per difenderla dagli attacchi nemici, ordina la costruzione di 19 km di mura, scandite da 9 porte e difese da oltre 200 bastioni.

Dopo aver conquistato parte della Spagna, alla morte del figlio di Youssef ben-Tachfine, gli Almoravidi tracollano e nel 1147 la tribù berbera degli Almohadi si impadronisce della città e si adopera per ricostruirla a propria immagine e somiglianza. Sono loro a edificare la Moschea Koutoubia che prende il nome dai koutoubyin, i librai, che avevano le botteghe nel quartiere e vendevano libri sacri agli studenti della dottrina coranica. Oltre a essere la moschea più grande della città, la Koutoubia condivide con Piazza Jmaa el Fna il titolo di simbolo di Marrakech.

Nel 1209 agli Almohadi succedono i Merinidi sotto cui Marrakech viene detronizzata, a favore di Fez, e sprofonda in un declino destinato a durare fino al 1525, quando l’arrivo dei Saadiani la restituisce all’antico splendore.

Nel 1666 i Saadiani vengono spodestati dagli Alawiti, la stessa dinastia cui appartiene il monarca attuale, Mohammed VI, salito al trono il 30 luglio 1999.

Tutti, indistintamente, hanno lasciato una ricca eredità.

I love Marrakech
Marrakech: come non innamorarsene?

L’itinerario che ti propongo per visitare Marrakech in tre giorni segue pedissequamente il mio: ho cercato di dargli un senso pratico dividendo le cose da vedere per settori, tenuto conto degli orari di apertura e di chiusura dei luoghi di interesse. Generalmente la mia giornata di attività iniziava verso le 09.30: a Marrakech in inverno albeggia tardi e al mattino fa parecchio freddo.

Laddove trovi indicati i prezzi in MAD, la moneta locale, considera che 10 MAD equivalgono a poco più di 1 euro: pratico e indolore arrotondare per non diventare matti con il cambio.

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  • Mattino: Medersa di Ben Youssef e Museo della Fotografia

Sarà un’iscrizione in arabo a introdurti alla Medersa, che tradotta suona pressapoco così:

O tu che varchi la mia porta, possano le tue speranze più alte essere realizzate.

É sufficiente oltrepassare l’ingresso e affacciarsi con lo sguardo sul cortile per restare ammaliato dalla meraviglia di ornamenti in stile ispano-moresco che ti ritrovi davanti, con le pareti rivestite di zelliji (mosaici di piastrelle a cinque colori), i passaggi ad arco adornati da stucchi raffinati, le finestre intagliate in legno di cedro e il mihrab – la nicchia della preghiera orientata verso la Mecca – realizzato in marmo lucente. Al centro del cortile una vasca d’acqua riflette il cielo, amplificando la sensazione di pace: nonostante la presenza massiccia di visitatori, è facile immaginare gli studenti del tempo seduti qui, che cercavano di memorizzare i versi del Corano o discutevano di filosofia.

Ogni singolo elemento della Medersa intitolata ad Ali Ben Youssef, l’emiro che nel XII secolo avviò la costruzione della medina di Marrakech, è un capolavoro che incanta lo sguardo e ti ruba l’anima. L’antico collegio islamico, un tempo il più grande del Nord Africa, fu fondato nel XIV secolo e rinnovato dai Saaditi nel XVI secolo: ben più di un semplice luogo di studio, la Medersa era un santuario per la mente e per lo spirito, punto d’incontro tra sapienza e bellezza.

Salendo le scale si raggiungono le celle degli studenti: minuscole, spartane, quasi monastiche, ospitavano giovani menti che si dedicavano al sapere, coltivando sogni che forse avrebbero cambiato il mondo.

La Medersa (o Madrasa) di Ben Youssef è aperta tutti i giorni, dalle 09.30 alle 20.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 50 MAD. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale

architettura della Medersa Ben Youssef di Marrakech
Medersa Ben Youssef

Poco distante dalla Medersa si trova la Maison de la Photographie de Marrakech: ti arricchirà parecchio senza portarti via troppo tempo per cui ti consiglio vivamente di visitarla.

Il museo ospita una collezione di fotografie d’epoca che ritraggono il Marocco tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo: attraverso scorci di vita quotidiana, paesaggi travolgenti e ritratti affascinanti, le immagini esposte offrono al visitatore uno sguardo autentico sulle tradizioni e la ricchezza culturale del Marocco. Puoi concludere la visita sulla terrazza panoramica sorseggiando un té alla menta, con lo sguardo perso tra i tetti della Medina.

La Maison de la Photographie de Marrakech è aperta tutti i giorni, dalle 09.30 alle 19.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 40 MAD e dovrebbe includere la visita del Musée de la Musique. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale

Non lontano dalla Medersa si trova anche la Koubba di Marrakech, unico esempio rimasto di pura architettura almoravide in città. Il biglietto d’ingresso costa 30 MAD.

  • Pomeriggio: i Souks

Prosegui il tour di Marrakech con il secondo must, da vedere sì o sì: il Souq. In realtà ce n’è ben più d’uno, confluiscono l’uno nell’altro e spesso li attraversi senza sapere dove sei. Ma è proprio questo il bello: perdersi nei vicoli serpentini della Medina, crocevia continuo di visi dalle espressioni intense e di donne con il velo, tra il profumo intenso delle spezie e i colori sgargianti dell’artigianato locale, lasciandoti trasportare dalla calca che si apre per lasciar spazio agli scooter e ai carretti trainati dai muli. Un altro mondo!

Pianificare un itinerario dei Souqs di Marrakech è un’impresa epica: il tentativo l’ho fatto, ma si è rivelato un buco nell’acqua. Cercavo di seguire il navigatore che, beffardo, si prendeva gioco di me; alla fine ho rinunciato e mi sono limitata a seguire l’onda. Tra i tanti ti segnalo il Souq Sebagghine (regno dei tintori), il Souq Haddadine (regno del ferro), il Souq Cherratine (regno dei pellettieri), il Souq Smata (regno delle babbucce) e il Souq Joutia Zrabi (regno dei tappeti), ma c’è l’imbarazzo della scelta.

Gli artigiani del Souk
Gli artigiani del Souk
  • Sera: Piazza Jmaa El Fna

Piazza Jmaa El Fna non si racconta, la si vive, perché dal semplice luogo si passa all’esperienza.

Di giorno è un mosaico di suoni e colori, con le bancarelle di frutta fresca e spezie profumate tra cui si dipanano incantatori di serpenti e venditori ambulanti, l’aria intrisa del profumo di tè alla menta e del pane appena sfornato.

Nel tardo pomeriggio si trasforma in un regno incantato, con le luci delle lanterne che illuminano le bancarelle, i tamburi degli artisti di strada che risuonano nell’aria e l’aroma delle griglie che si mescola a quella del cumino e dello zafferano.

La sera Jmaa el Fna non è più una semplice piazza, ma il cuore pulsante di un luogo sospeso tra sogno e realtà.

Va da sé, la cena presso una delle innumerevoli bancarelle – superano abbondantemente le 170 – è d’obbligo.

Bancarella di frutta fresca - Piazza Jmaa El Fna
Bancarella di frutta fresca – Piazza Jmaa El Fna

Se avessi a disposizione solo 24 ore per visitare Marrakech, dopo averti dato del pazzo, ti suggerirei di concentrarti sull’itinerario che ti ho proposto per il primo giorno, magari precedendolo con un tour guidato di un paio d’ore per avere un’idea di tutto quel che ti perderai. Tu però non hai un giorno solo, ne hai ben tre: vediamo insieme cos’altro ti riserva Marrakech. Prometto di essere meno prolissa e più pratica.

  • Mattino: Palais de la Bahia e Pala El Badi

La prima visita della giornata dedicala all’esplorazione del Palais de la Bahia, una delle perle architettoniche del Marocco. Il senso della reggia è insito nel nome: Bahia significa “bella”, aggettivo presumibilmente riferito alla moglie favorita del Gran Visir che la fece costruire negli anni Sessanta del XIX secolo.

L’edificazione del palazzo – con il suo labirinto di cortili fioriti, soffitti dipinti e zelliji scintillanti – richiese 14 anni di tempo. Dopo alterne vicissitudini, l’edificio attirò l’attenzione del Pascià Glaoui, all’epoca uno dei più potenti signori della guerra, che lo rivendicò per intrattenere i francesi: gli ospiti ne rimasero incantati al punto da farne, nel 1911, la residenza generale del Protettorato.

Palais de la Bahia è aperto tutti i giorni, dalle 09.00 alle 17.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 100 MAD. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale

Donna al Palais de la Bahia
Palais de la Bahia

A poche centinaia di metri da Palais de la Bahia si trova El Badi che ci catapulta tra il XVI e il XVII secolo con una straordinaria testimonianza della potenza e la ricchezza della dinastia Saadiana: della maestosità dell’epoca oggi restano solo rovine che non giustificano, a mio avviso, il costo del biglietto d’ingresso.

Lo definirei una tappa piacevole – con le cicogne che nidificano sulle mura, quasi a vegliare su un regno dimenticato – ma non indispensabile.

Palais El Badi è aperto tutti i giorni, dalle 08.00 alle 17.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 100 MAD. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale

rovine di El Badi
El Badi
  • Pomeriggio: Tombe Saadiane e Mellah (con Sinagoga)

Il secondo giorno a Marrakech si prospetta impegnativo perché nel pomeriggio ti aspetta un altro dei must di Marrakech: le Tombe Saadiane. In linea d’area siamo vicini alle attrattive visitate in mattinata, adiacenti alla Moschea della Kasbah, lungo il muro Sud-orientale dell’antica Moschea di Moulay El Yazid. Ti dico subito che in Marocco solo i mussulmani possono accedere alle moschee: fa eccezione la Moschea Hassan 2 di Casablanca, visitabile in giorni e orari prestabiliti previo l’acquisto di un biglietto d’ingresso.

Le Tombe Saadiane raccontano la storia di un impero glorioso: costruite nel XVI secolo dal sultano Ahmed al-Mansur, furono sigillate e a lungo dimenticate, fino alla loro riscoperta nel 1917. Le sale funerarie, decorate con stucchi raffinati, zelliji dai motivi geometrici e colonne di marmo di Carrara, sono un omaggio all’arte moresca dell’epoca, in contrasto con le tombe dei membri della corte, site nel giardino, che appaiono semplici ed essenziali.

Le Tombe Saadiane sono aperte tutti i giorni, dalle 09.00 alle 17.00. Il biglietto d’ingresso, intero costa 100 MAD.

Tombe Saadiane, da vedere a Marrakech
Tombe Saadiane

Dopo aver visitato le tombe e passeggiato per i vicoli della Kasbah spostati a Mellah, il quartiere ebraico: sono 10 minuti a piedi e oltre alla Sinagoga (una delle più antiche del Marocco, biglietto d’ingresso 10 MAD) e al Cimitero, troverai un mercato in cui fare incetta di spezie. Se ti piace l’etnico, sei nel paese dei balocchi.

Il quartiere – nato e sviluppatosi intorno alla metà del 1500 per accogliere gli ebrei espulsi dalla Spagna – è il meno frequentato dai turisti, ma non per questo poco interessante: il suo fascino decadente mi ha conquistata.

  • Sera: Hammam

Qui vorrei tanto poterti dire di più ma ahimè, il mio compagno ha preso il Covid e ci è saltato l’Hammam: poverino, aveva la febbre a 39°C e non me la sono sentita di lasciarlo solo. Per fortuna l’avevo fatto due anni prima, a Essaouira, e ritengo sia una delle esperienze da non perdere a Marrakech.

Se vuoi sperimentare il vero Hammam – per intenderci, quello in cui si recano i locali ancor prima dei turisti – ti suggerisco l’Hammam Mouassine: tra le recensioni leggo che non devi essere schizzinoso perché ti troverai a condividere lo stesso ambiente con tante persone sconosciute. A me, personalmente, aveva messo un po’ a disagio vedere tutta quella nudità – c’era un donnone con due meloni giganti al posto delle tette – ma è un’esperienza che consente di carpire tante cose per cui la rifarei.

In alternativa, è possibile optare per un Hammam in una delle tante SPA presenti in città: indubbiamente è più discreto, ma meno colorato.

Ed eccoci giunti all’ultimo giorno: cosa ci resta da vedere a Marrakech?

  • Mattino: Jardins Majorelle, Gueliz e Moschea Koutoubia

Detto che le cose da vedere a Marrakech non si esauriscono in un itinerario di tre giorni, con oggi ti porterai a casa una bel puzzle gigante della città cui mancano ancora dei tasselli, ma l’ossatura è ben riconoscibile.

Tra gli imperdibili restano i Jardins Majorelle, che potresti visitare al mattino previa prenotazione obbligatoria, e le Concerie nel pomeriggio.

I Jardins Majorelle sono un’oasi di 9.000 m2 vibrante di colore in cui arte e natura si amalgamano alla perfezione, opera dell’artista francese Jacques Majorelle che negli anni Venti del Novecento, ispirandosi ai paesaggi marocchini e all’arte islamica, trasformò un arido terreno cittadino in un giardino lussureggiante, con migliaia di piante esotiche che abbracciano la villa, blu cobalto, pensata come un omaggio al cubismo con evidenti influssi moreschi.

Dopo la morte di Majorelle, i giardini rimasero in stato di abbandono fino a quando, negli anni Ottanta, Yves Saint Laurent e Pierre Bergé li acquistarono e li restaurarono, preservandone la bellezza. Un rifugio di pace – fatto di sentieri ombreggiati, fontane gorgoglianti e una straordinaria collezione botanica – che all’interno ospita il Museo Berbero, un ossequio alla cultura e all’artigianato marocchino.

I Jardins Majorelle sono aperti tutti i giorni, dalle 08.30 alle 18.00. Il biglietto d’ingresso, intero, parte da 170 MAD (varie opzioni). Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale

Jardins Majorelle, tra i must di Marrakech
Jardins Majorelle

Dalla serenità dei Jardins Majorelle passiamo al volto più moderno e cosmopolita di Marrakech: il quartiere Guéliz, nato durante il periodo coloniale francese e oggi mix vibrante di boutique alla moda, caffè eleganti e gallerie d’arte contemporanea. A Guéliz l’architettura Art Déco si fonde al ritmo frenetico della vita urbana e ti lascia assaporare l’energia di una Marrakech in mutamento: vale sicuramente la pena farsi un giro.

Da Guéliz puoi raggiungere la Moschea Koutoubia – si trova a 500 metri da Piazza Jmaa El Fna e avrai già visto il minareto infinite volte, magari senza averlo mai fotografato – e poi fermarti a mangiare mechoui: è una delle esperienze top da fare a Marrakech, se ami l’agnello. A piedi sono poco più di due chilometri; se sono troppi prenota una macchina con InDrive, applicazione simile a Uber che ti consiglio di scaricare la rapidità, l’economicità e l’affidabilità.

  • Pomeriggio: Concerie e shopping

Tra le cose da vedere a Marrakech, quantomeno se non sei già stato a Fez, ci sono anche le Concerie: situate nella parte nord della Medina, offrono uno spettacolo senza tempo attraverso il processo di lavorazione delle pelli che segue ancora i metodi tradizionali, tramandati nei secoli. Le grandi vasche di pietra con gli uomini immersi fino alle ginocchia che trattano le pelli con maestria offrono un colpo d’occhio affascinante: una finestra su un’arte antica che ancora oggi è parte integrante dell’economia locale.

Marrakech è una città che si vive anche attraverso i suoi oggetti, e portare con sé un pezzo di questa magia è il modo perfetto per concludere il viaggio. I Souqs sono il paradiso dello shopping – tappeti, borse, babbucce, lampade, spezie, essenze, ceramiche e chi più ne ha più ne metta – anche sé ti toccherà contrattare parecchio. Armati di pazienza e coraggio perché nei Paesi arabi è parte del gioco, un rituale che unisce venditore e acquirente in una danza di sorrisi e gesti teatrali.

Un tempo mi divertiva, oggi mi stressa per cui di norma fisso un budget di poco superiore alla metà di quello proposto dal venditore e difficilmente ne esco sconfitta. Mi giudichi una strozzina? Tranquillo, non ti regalano nulla anche quando sembra sia così. Il prezzo lo fai tu in base al valore, e all’interesse, che dai all’articolo.

I colori dell'artigianato locale
I colori dell’artigianato locale

Ti segnalo il progetto della mia amica Antonella, I Fulkki che in berbero significa “bello”. Antonella è una sarda cresciuta a Roma che dopo aver lavorato per una trentina d’anni nella moda, innamoratasi del Marocco ha deciso di dar vita a qualcosa di suo e l’ha fatto proprio a Marrakech. All’interno della sua boutique troverai una collezione di borse coloratissime che vengono cucite a mano, partendo da tappeti berberi. Deliziose, una più dell’altra! Me le sarei portate tutte a casa. La trovi su Instagram: passa a trovarla!

  • Sera: Piazza Jmaa El Fna

Niente di meglio per congedare Marrakech di un’ultima serata in piazza a inebriarsi di energia.

Piazza Jmaa El Fna - panoramica dal Café de France
Piazza Jmaa El Fna – panoramica dal Café de France

Per ulteriori spunti e informazioni su cosa vedere a Marrakech, consulta il sito ufficiale

Se vuoi dare alla tua visita di Marrakech una marcia in più, ho selezionato per te su CIVITATIS alcuni tour che mi sono sembrati particolarmente interessanti e/o avvincenti, con ottime recensioni e cancellazione gratuita. Ti segnalo inoltre alcune escursioni che puoi fare in giornata da Marrakech se la tua permanenza nella si prolunga di qualche giorno.

Partire per una destinazione fuori dall’Italia – a maggior ragione extra UE senza aver stipulato una polizza sanitaria è follia pura. Credimi, sono tutt’altro che paranoica, ma i soldi spesi per l’assicurazione sono gli unici che butto via più che volentieri. Se a fine viaggio non l’hai usata tanto meglio, ma se dovesse servire e non ce l’hai, o peggio ancora l’hai scelta male, rischi di rovinarti il viaggio e pure il conto in banca.

Io la lezione l’ho imparata in Brasile dove mi sono dovuta sottoporre a un intervento chirurgico e l’assicurazione che avevo scelto, puntando al risparmio, si è rivelata farlocca. Risultato? Ho dovuto tirare fuori sull’unghia duemila euro e a distanza di anni non ho ancora digerito la rabbia per essere stata così superficiale.

Da allora non scherzo più sull’argomento: scelgo sempre con attenzione e mi affido solo a compagnie serie. Perché quando acquisti un’assicurazione di viaggio non stai comprando solo cure mediche in caso di emergenza: stai comprando serenità, la tua e quella di chi ti aspetta a casa. E fidati: non c’è prezzo per viaggiare leggeri anche con la testa.

Da tre anni a questa parte, dopo averne testate parecchie, mi sono fidelizzata con Heymondo. Mi è capitato di doverla usare in Malesia (lo so, ti starai chiedendo se sto sempre male, la verità è che più viaggi, più aumentano le probabilità che ti succeda qualcosa) e ho trovato operatori rapidi, efficienti e risolutivi. Peraltro oggi le polizze non costano più un occhio della testa: io generalmente opto tra la versione Top e la Premium – in base alla destinazione – e mi porto a casa una copertura completa a un prezzo assolutamente ragionevole.

Se ami partire tranquillo, a questo link trovi le assicurazioni di viaggio Heymondo: compila il form per avere un preventivo gratuito, comprensivo dello sconto del 10% riservato ai lettori del blog. Attenzione: lo sconto è valido per 30 giorni dal primo accesso, applicabile a tutte le destinazioni e tipologie di polizze per cui metti l’articolo tra i preferiti così non corri il rischio di dimenticartene.

E ora passiamo alle informazioni e ai consigli utili al viaggio.

Per una lettura preparatoria al viaggio ti consiglio il libro di Elias Canetti, giornalista bulgaro dalla penna d’oro: nel 1954, in cerca di nuove voci, vi soggiornò per un periodo e le trovò vagando per i souqs e le strette vie della Città Rossa.

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Se cerchi una guida cartacea di Marrakech – di cui quest’articolo vuol essere un supporto, non un sostituto – ti consiglio le due che conosco: Lonely Planet (pocket) e Guide Marco Polo.

Passiamo ai soldi: prelevare in Marocco è possibile, ma le commissioni applicate sono alte. Le carte di credito sono in uso, ma spesso nei locali “low budget” non sono accettate. Quando mi trovo in situazioni di questo tipo io prenoto le strutture e le attività tramite i portali che mi consentono il pagamento con carta di credito, il resto è cash: all’Hotel Ali, in Piazza Jmaa El Fna, si trova uno dei cambi migliori.

Per uscire dal Marocco, e Marrakech non fa eccezione, devi presentarti in aeroporto con una copia stampata della carta d’imbarco almeno due ore prima l’imbarco del volo.

In linea di massima a Marrakech la gente è tranquilla, ma qualcuno che si avvicina per venderti hashish o erba lo trovi sempre: se non ti interessa dimostrati fermo e deciso nella risposta. Ugualmente, incontrerai chi si offrirà di accompagnarti perché ti vede smarrito e poi – se ti va bene – ti chiederà qualcosa in cambio per la gentilezza. Pur non essendo una città pericolosa, è meglio non abbassare mai la guardia.

Tra i piatti tipici di Marrakech – e del Marocco in generale – ti segnalo:

  • la Tajine è uno stufato di carne (pollo, manzo o agnello) che viene cucinato in un coccio – da cui prende il nome il piatto – insieme a verdure, spezie, frutta secca e/o limone: c’è la variante vegetariana che però, se cucinata male, ha lo stesso sapore delle verdure bollite;
  • il Couscous, generalmente, si prepara in casa il venerdì: il goal sarebbe riuscire a farsi invitare a pranzo da qualcuno perché più che un piatto, è un’esperienza;
  • la Harira è una zuppa deliziosa a base di lenticchie e ceci, pietanza con cui generalmente si rompe il digiuno durante il Ramadan;
  • la Bissara è un’altra zuppa deliziosa a base di fave che i marocchini consumano per lo più a a colazione;
  • il Mechoui è una sinfonia per il palato, da provare sì o sì: l’agnello viene cotto lentamente in una fossa nel terreno e la sua carne, tenera e succulente, viene poi servita con sale e cumino;
  • il Té alla menta, simbolo dell’ospitalità marocchina.
Venditori di carne d'agnello
Mechoui nel Suok

Tra i caffè e ristoranti da provare, invece, ti segnalo:

  • un té con piasticcini sulla terrazza dell’Hotel Restaurant Café de France per ammirare il tramonto su Piazza Jmaa El Fna;
  • le bancarelle che animano la piazza: non esitare a fermarti per una spremuta d’arancia o un succo di vitamine (durante il giorno) e per la cena di sera. Io ne ho testate due: la numero 1 (l’unica gestita da una donna) e la numero 35. Deliziose entrambe;
  • ti consiglio di provare Mechoui a pranzo in Derb Semmarine, a 250 metri da Piazza Jmaa El Fna;
  • lo Zeitùn Cafè – ce n’è un in piazza e l’altro vicino alla Kasbah – offre piatti tradizionali e rivisitati di qualità, con un ottimo rapporto qualità-prezzo;
  • per una cena sopra le righe spostati a Guéliz, al Grand Café de la Poste: ti conquisterà.
Cena in Piazza Jmaa El Fna
Cena in Piazza Jmaa El Fna

Dipende dall’esperienza che cerchi.

Se vuoi immergerti nell’anima autentica di Marrakech la scelta giusta è la Medina, possibilmente in riad per assaporare il fascino dell’architettura moresca e vivere la città con il ritmo giusto, tra il trambusto del Souq e la quiete dei cortili interni.

Se invece preferisci un’atmosfera più moderna e rilassata, senza però allontanarti troppo dal centro città, a Guéliz troverai hotel dal design contemporaneo e una vivace vita notturna.

L’Hivernage è il quartiere elegante di Marrakech, dove grandi hotel e resort di lusso si mescolano a ristoranti raffinati e SPA esclusive.

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Concludo rapidamente con le indicazioni per raggiungere Marrakech dall’aeroporto Menara – a circa 6 km dal centro città – e viceversa. Ci sono più opzioni:

  • la più semplice e immediata è sicuramente il taxi: l’ho usato all’arrivo, di sera, e non è stato semplice contrattare (200 MAD);
  • la navetta (n° 19) è decisamente più economica – 30 MAD sola andata, 50 MAD andata e ritorno – ma se hai fretta non è la scelta migliore: i collegamenti tra il terminal e il centro di Marrakech sono ogni mezz’ora circa e se becchi l’ora di punta, i 6 km fai prima a farli a piedi;
  • optando per un transfer privato eviterai contrattazioni, truffe e incomprensioni con i tassisti. L’autista ti aspetterà all’interno dell’aeroporto con un cartello con il tuo nome e ti accompagnerà direttamente in hotel: il costo, generalmente, è di 150 MAD: puoi prenotarlo QUI.

Se vuoi noleggiare una macchina a Marrakech per esplorare altre località del Marocco, il mio consiglio cade su DiscoverCars, un comparatore di autonoleggi che collabora con agenzie locali: tradotto in soldoni, le tariffe che propone sono più che concorrenziali. Semplicissimo da usare, consente di confrontare le recensioni delle diverse compagnie per scegliere con maggior sicurezza e tranquillità.

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6 pensieri su “Tre giorni a Marrakech: cosa vedere nella Città Rossa

  1. Giusva Napolitano dice:

    Bellissimo e utilissimo diario di viaggio a Marrakech. Io spero di tornarci presto, anche per recuperare l’hammam che ci siamo persi per colpa del mio Covid marocchino. Inoltre mi piacerebbe visitare il resto del Marocco che tu hai già visto e raccontato come solo tu sai fare

  2. Saverio dice:

    Ciao Diana, ho letto e riletto il tuo prezioso e particolareggiato racconto e ho preso spunto per preparare il mio viaggio a Marrakech e dintorni che effettuerò il prossimo mese. Grazie infinite per i particolari, per i dettagli e per come ce li racconti.

  3. Elisa dice:

    Bellissimo articolo Diana su Marrakech!
    Hai raccontato il viaggio in modo dettagliato e super coinvolgente, facendo venire davvero voglia di partire. Si sente tutta la tua emozione e la magia di quei luoghi. Complimenti, è stato un piacere leggerlo e molto utile!!!

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