A Singapore ci sono finita per caso: cercavo un volo per la Malesia, ma costava meno atterrare nella Città-Stato. Il tempo non mi mancava e ho deciso di trattenermi qualche giorno per saperne un po’ di più. Le aspettative che avevo – poche – sono state soddisfatte e ampiamente superate. Se solo il costo degli alloggi non fosse stato così alto, un paio di giorni in più non li avrei disdegnati. E così, dopo aver scritto un articolo su Singapore con l’itinerario day by day, arriva la parte ludica, quella dedicata alle curiosità.
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Curiosità su Singapore
La rubrica sulle curiosità si propone di raccontare i luoghi in maniera leggera, dando qualche pennellata di colore a corredo dei pipponi infiniti delle guide fai da te. Lascio a te il compito di approfondire nel caso in cui qualcuno dei miei spunti solletichi la tua curiosità.
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Il Merlion, metà leone e metà pesce
Pur avendo una storia relativamente recente, il Merlion è uno dei simboli per eccellenza di Singapore.
Creato nel 1964 dall’artista locale Lim Nang Seng su commissione dell’Ente Turistico di Singapore, il Merlion è una creatura mitologica che ha la testa di un leone – il nome originale, Singapura, in sanscrito significa “Città del Leone” – e il corpo di un pesce (che ne rappresenta invece le umili origini quale villaggio di pescatori). Riassunto in una frase, il Merlion simboleggia l’identità e le origini della Città-Stato.
Narra la leggenda che il principe di Sumatra Sang Nila Utama sbarcò sull’isola e avvistò un leone: considerandolo di buon auspicio, decise di fondare una città proprio lì. Il fatto che sull’isola non esistessero leoni e che l’animale visto dal principe possa essere stato invece una tigre malese, più comune nella regione, è un di cui: la leggenda si è affermata nella narrativa nazionale e ha finito prevalendo la versione del leone.
Nel 2009, durante un temporale, il Merlion fu colpito da un fulmine e subì gravi danni alla testa. Fu restaurato e divenne il simbolo della perseveranza di Singapore, sempre pronto a rialzarsi dopo la tempesta.

Singapore e il primato dell’ascensore
La seconda curiosità su Singapore lo pone sul palio con l’installazione, nel 1932, del primo ascensore pubblico del Sud-est asiatico presso l’iconico Raffles Hotel, già allora simbolo di eleganza e lusso coloniale. Un’innovazione che oltre a rappresentare un comfort per gli ospiti divenne l’emblema dell’avanguardia tecnologica della Città-Stato.
All’epoca Singapore era una colonia britannica, ma stava già emergendo come nodo vitale per il commercio internazionale e come punto di incontro tra culture diverse: l’introduzione dell’ascensore simboleggiava quindi la spinta della Città-Stato verso il cambiamento e la modernità.
Con le sue finiture raffinate, le pareti in legno intarsiato e le maniglie in ottone, l’ascensore era una meraviglia tecnologica che incarnava lo stile e la classe del Rafflel Hotel: gli ospiti dell’albergo e i visitatori curiosi si lasciavano incantare dalla possibilità di volare verticalmente tra i piani senza dover affrontare la fatica di salire le scale. Il Raffles Hotel è tutt’oggi uno degli hotel di lusso più prestigiosi di Singapore e l’ascensore, pur essendo stato ammodernato più volte, conserva il suo fascino storico.
Curiosità su Singapore: Hawker Centers e “chopping”
Ecco in arrivo altre due curiosità di Singapore che sono strettamente legate l’una all’altra.
Iniziamo dagli Hawker Centers che sono il paradiso dei profumi e dei sapori di Singapore. La convivenza perpetrata nei secoli tra cinesi, indiani, malesi, arabi e peranakan (discendenti dall’unione tra i mercanti cinesi e le donne locali), sommata all’influenza coloniale di inglesi e portoghesi, ha generato una cucina ricca e variegata che è possibile degustare – oltre che al ristorante – negli Hawker Centers.
Ma cosa sono gli Hawker Centers? Una versione moderna del tradizionale mercato alimentare!
Si tratta di grandi spazi al coperto che riuniscono diversi chiostri dove è possibile gustare, comodamente seduti a un tavolo spesso condiviso con i locali, specialità di ogni tipo, forma e dimensione. Uno street food di qualità a prezzi convenienti che regala un viaggio nella cucina asiatica sulle tracce della storia di Singapore.
E qui arriva la seconda curiosità che chiama in causa l’arte del “chopping”. Per non rischiare di rimanere in piedi gli abitanti di Singapore usano “choppare” il tavolo prima di ordinare, lasciando un pacchetto di fazzoletti o un oggetto personale – inclusa la borsa – come segnaposto. Sorrido pensando che in molte parti del mondo, Italia in primis, lasciare la borsa incustodita anche solo pochi minuti equivale a trovarne due!

A Singapore le gomme da masticare sono bandite!
Hai capito bene, non sono impazzita! A Singapore vige il divieto, sancito dalla legge, di vendita e importazione di gomme da masticare.
Introdotta nel 1992 sotto la guida del Primo Ministro dell’epoca, Lee Kuan Yew, la legge mirava a tenere immacolate le strade della Città-Stato che da umile porto di pescatori si stava affermando come uno dei centri economici più dinamici e ordinati del Sud-est asiatico: la pulizia urbana rappresentava un aspetto essenziale dell’immagine che Singapore voleva dare di sé al mondo.
La normativa prevede sanzioni piuttosto severe per i trasgressori: se ti sorprendono con una gomma da masticare in bocca rischi una multa non indifferente! Inizialmente il divieto scatenò molte polemiche, ma con il tempo i cittadini finirono con l’accettarlo al punto da considerarlo, oggi, motivo d’orgoglio nazionale.
Nel 2004, in seguito alle trattative con gli Stati Uniti per l’accordo di libero scambio, l’azienda Wringley riuscì a ottenere una deroga alla legge. Oggi le gomme da masticare terapeutiche, come quelle alla nicotina per smettere di fumare, sono ritenute legali a condizione che siano accompagnate da prescrizione medica.
Singapore, la Città dei Giardini
Spesso Singapore è definita la Città dei Giardini, eredità del suo fondatore, Lee Kuan Yew, che negli anni Sessanta immaginava “una città in un giardino”, dove natura e urbanizzazione potessero convivere armoniosamente.
Tra le iniziative più rivoluzionarie della Città-Stato spicca la legge secondo cui ogni nuovo edificio deve incorporare almeno il 100% del verde rimosso durante la sua costruzione: grattacieli e complessi residenziali di Singapore sono ecosistemi verticali con giardini pensili, pareti verdi e tetti ricoperti di piante. Oltre ad aver migliorato la qualità di vita dei residenti, la legge ha fatto di Singapore un case studio a livello internazionale in termini di architettura sostenibile.
In quest’ottica i Gardens by the Bay rappresentano uno dei progetti più ambiziosi di Singapore. Inaugurato nel 2012, si estende su 101 ettari di terreno recuperato nella Marina Bay ed è suddiviso in giardini tematici, tra cui il Flower Dome e il Cloud Forest, serre avveniristiche che riproducono ecosistemi diversi. Punto di forza del parco sono i Supertree Grove, immensi alberi artificiali dotati di pannelli solari che si distinguono per la funzionalità, oltre che per l’aspetto scenografico.
Merita una menzione anche il Singapore Botanic Gardens, fondato nel 1859, che ospita oltre 10.000 specie di piante tra cui l’iconico Giardino delle Orchidee, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

La Globetrotter
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