Site icon La Globetrotter

Sri Lanka: itinerario e consigli utili per un viaggio fai da te

alt="Sri Lanka fai da te: itinerario e consigli utili"

Sri Lanka fai da te: itinerario e consigli utili

Se ami i luoghi tranquilli, la natura, la spiritualità e la buona cucina, seppur un po’ troppo piccante, lo Sri Lanka ti conquisterà. É un Paese piccino, a misura d’uomo, facile da girare in autonomia: in un paio di settimane riuscirai a visitare tutte le principali attrattive del Paese e concederti anche il lusso di trascorrere qualche giornata di relax spalmato su una spiaggia a bere acqua di cocco! Io me ne sono innamorata e dopo aver dato sfogo alla mia vena poetica raccontandolo in tutte le sue sfaccettature, ecco la mia piccola guida esperienziale dove troverai il mio itinerario (da cui potrai trarre qualche spunto) e alcuni consigli utili per organizzare un viaggio in Sri Lanka fai da te.

Carta d’identità dello Sri Lanka

Clicca QUI per consultare le strutture disponibili in SRI LANKA su BOOKING

Quando viaggio mi piace prendermela comoda, non amo correre da una parte all’altra come una trottola. Fortunatamente dispongo di tempo sufficiente da potermi permettermi di perderlo senza rammarico ma sono consapevole che la maggior parte dei viaggiatori ha i giorni contati per cui ho adattato il mio itinerario alle esigenze di chi non ha tempo da perdere e vuole ottenere il massimo dal suo viaggio.

Tieni presente che ci sono stata nel 2017: ti indico i prezzi per avere un’idea da cui partire, ma saranno chiaramente aumentati.

L’Aeroporto Internazionale Bandaranaike si trova più vicino a Negombo che a Colombo.

Visto che a detta di molti la capitale non ha nulla di particolarmente interessante da offrire al visitatore, e considerato il mio ripudio per le grandi città, ho scelto Negombo come prima tappa del mio viaggio nell’isola di Ceylon.

Un semplice villaggio di pescatori in cui trascorrere la notte dell’arrivo per riprendersi dalle fatiche del volo e ingranare la marcia il giorno dopo. Una visita veloce al porto ed eventualmente un giro in barca sulla laguna per rompere il ghiaccio con il paese e via!

Villaggio di pescatori di Negombo

Oltre a essere la città più vicina all’aereoporto internazionale, Negombo è ben collegata con il resto dei luoghi da visitare in Sri Lanka.

Il costo di un tuc-tuc dall’aeroporto al centro città si aggira intorno alle 1.000 rupie e ci impiega una ventina di minuti. La corsa in taxi non dovrebbe superare le 1.500 rupie.

Il sito archeologico di Anuradhapura, antica capitale dello Sri Lanka, per me non vale assolutamente il prezzo imposto ai turisti stranieri per la visita. Ok, è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, ma su questa storia lo stato cingalese ci marcia non poco.

Comunque sia, il sito è facilmente raggiungibile con un tuc-tuc da Anuradhapura città. Una volta lì, la cosa migliore da fare per godere a pieno della visita è noleggiare una bicicletta al costo di 700 o 800 rupie per mezza giornata, da sommare alle 3.850 rupie d’ingresso al sito.

Calcola tra le cinque e le sei ore di tempo per visitarlo tutto. Ribadisco, niente di eccezionale, specialmente se comparato allo splendore di Bagan o Angkor. Ciò che lo rende magico è la presenza dei locali completamente vestiti di bianco che si recano a pregare nei templi impregnando l’atmosfera di spiritualità.

Ricorda di coprire sempre spalle e braccia se non vuoi vederti negato l’accesso ai templi.

Il sito di Anuradhapura

Come tutte le principali attrazioni turistiche in Sri Lanka, Anuradhapura è ben collegata con il resto del paese.

Per raggiungerla da Negombo, prendi un bus fino a Kurunegala e lì cambia per Anuradhapura. Il viaggio può durare tra le 3 e le 5 ore a seconda del traffico e della frequenza degli autobus. Il costo dell’intero viaggio non dovrebbe superare le 400 rupie.

Tra le cose da fare e da vedere in Sri Lanka direi, assolutamente, salire sulla rocca di Sigiriya e visitare le grotte di Dambulla. I due siti distano l’uno dall’altro un’oretta circa per cui ti consiglio di prendere una delle due località come base per visitarli entrambi. Tra l’altro, lo scenario naturale in cui si inseriscono Dambulla e Sigiriya invoglia a fermarsi anche più dello stretto necessario.

Da Anuradhapura ci vogliono circa due ore di viaggio per raggiungere Dambulla. Se decidi di tenere come base Sigiriya, la cosa più intelligente da fare è recarsi subito a visitare le grotte. Dalla stazione degli autobus prendi un tuc tuc che per circa 200 rupie ti depositerà all’ingresso del sito. Qui troverai un negozio di souvenir dove lasciare i bagagli pagando 100 rupie per la custodia, il che non è male visto che per raggiungere il complesso del Royal Rock Temple bisogna scarpinare in salita, sotto il sole o la pioggia battente.

Una volta giunto in cima avrai accesso all’icona religiosa dello Sri Lanka: una serie di grotte, o templi rupestri, che fungono da santuari e custodiscono, all’interno, varie statue del Buddha. Il costo del biglietto è di 1.500 rupie.

Sigiriya dista una ventina di chilometri da Dambulla ed è un vero gioiello. La rocca, che secondo alcune teorie fungeva da fortezza regale e militare durante il regno di Kassapa del V secolo d.C., si erge come una regina sulla lussureggiante vegetazione e offre una panoramica a dir poco superlativa. Conquistare la vetta di Sigiriya attraverso la serie infinita di scalini adatti più al piede di un bambino che di un adulto è davvero emozionante. Anche qui, come per Anuradhapura, ritengo che il costo del biglietto (4.250 rupie) per l’accesso al sito sia un’esagerazione, ma quantomeno ne uscirai appagato.

Poco distante da Sigiriya si trova un altro tempio noto come Pidurangala, decisamente più economico (500 rupie), meno turistico (avrò incrociato si e no dieci persone) e con una panoramica ancora migliore di quella offerta dalla cima della rocca! Perché dalla cima del tempio di Pidurangala, alla vista spettacolare della giungla si unisce la sublime visione della sagoma di Sigiriya all’orizzonte.

Se opti per visitarle entrambe ti consiglio di dedicare la mattinata alla Rocca e il pomeriggio a Pidurangala. Pare che il tramonto da lassù sia mozzafiato! Io ho bypassato perché non volevo rischiare un incontro ravvicinato con gli elefanti sulla strada di ritorno per raggiungere il Back of Beyond.

La rocca di Sigiriya

Una delle cose che consiglio di fare in Sri Lanka, almeno una volta, è dormire in un posto totalmente immerso nella giungla. Io ho pernottato al Back of Beyond – Dehigaha Ela, a circa mezz’ora di tuc tuc da Sigiriya, e ho avuto il privilegio di trascorrere una notte in una casa su un albero. Non aggiungo altro!

Ci sono autobus diretti tra Anuradhapura e Dambulla che costano intorno alle 200 rupie. Una volta li, è possibile prendere un autobus per Sigiriya che non dovrebbe costare più di 100 rupie, o un tuc-tuc che non dovrebbe superare le 1.000 rupie.

LEGGI ==> Sri Lanka tra città antiche, luoghi sacri e natura selvaggia

Kandy è la capitale culturale e spirituale dello Sri Lanka ed è la porta di accesso alla Hill Country, una delle zone più belle di tutto il paese. C’è chi si ferma a Kandy una mezza giornata per visitare il Sri Dalada Maligawache in cui è conservato il dente del Buddha e riprende il cammino e chi, come me, fa male i conti e ci passa tre giorni. Ora, con il senno di poi, ti dirò che tre giorni a Kandy sono davvero tanti ma con due giorni si possono visitare i must della città e andare alla scoperta dei suoi meravigliosi dintorni.

Premesso che, ancora una volta, il prezzo del biglietto per accedere al tempio è davvero esoso – orbitiamo sempre sulle 1.500 rupie che per entrare in un luogo di culto, peraltro in Sri Lanka, è un furto legalizzato – e che la ressa e la confusione all’interno, specialmente se capiti all’ora della puja (ce ne sono tre al giorno, la prima alle 5.30, la seconda alle 9.30 e l’ultima alle 18.00, e durano tutte un paio d’ore circa), ti impediscono di vedere, sentire e percepire alcunché – io non l’ho trovato imperdibile. A dirla tutta non l’ho trovato nemmeno particolarmente interessante, soprattutto se paragonato ai templi indiani!

LEGGI ==> Varanasi, la città dell’anima

Molto grazioso il lago artificiale di Kandy, risalente agli inizi del XIX secolo, che nelle giornate terse regala alla città un’atmosfera magica. Nei tre giorni trascorsi a Kandy, purtroppo, è successo raramente di vedere il cielo azzurro.

Comunque, se proprio non te la senti, come non me la sono sentita io, di rinunciare alla visita del Sri Dalada Maligawache… dedica la prima giornata al tempio, al lago artificiale, alla visita della città e della Geragama Tea per assistere al processo di produzione e lavorazione della pianta del tè e il giorno seguente all’esplorazione dei dintorni che pullulano di vere e proprie chicche.

Ti consiglio vivamente di visitare l’Embekka Devale, raggiungibile da Kandy con il bus 644 (ingresso 300 rupie), un templio frequentato solo da locali dall’atmosfera decisamente più mistica di quella che si respira al Sri Dalada Maligawache di Kandy e poi, a quattro di chilometri dall’Embekka Devale – da percorrere a piedi se la giornata lo consente – si trova il Lankatilaka Vihara che è di una bellezza più unica che rara. Un tempio arroccato sul cucuzzolo della collina in cui si paga solo se si vuole visitare l’interno. Il paesaggio, da lassù, è indescrivibile!

Una delle cose da non perdere in Sri Lanka ma che io ho tralasciato per ragioni non imputabili alla mia volontà, è l’ascesa all’Adam’s Peak, nota meta di pellegrinaggio tra dicembre e maggio. Pare che la visione dalla cima del picco di Adam, dove Adamo posò il primo piede dopo essere stato cacciato dal paradiso terrestre, sia superlativa.

Il Lankatilaka Vihara

Trattandosi di una delle principali città dello Sri Lanka, Kandy è facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblico un po’ da tutto lo Sri Lanka.

I luoghi più belli da visitare in Sri Lanka sono, a mio modesto parere, quelli naturali, tra cui il Gal Oya National Park.

Decisamente fuori dagli itinerari più battuti, il Gal Oya è il luogo ideale in cui vedere gli elefanti – e una moltitudine di altri animali – nel loro habitat naturale. Puoi scegliere se fare il safari in jeep o in barca. Io ho optato per il Boat Safari (60 dollari) partendo dal Gal Oya Lodge che include il trasporto, l’ingresso al parco, il safari in barca e la deliziosa colazione consumata in riva al lago totalmente avvolti dalla natura.

Animali a parte, l’intera area del Gal Oya National Park è spettacolare. Un ambiente rurale ricco di lagune, case di campagna, bambini che giocano all’aperto e, non ultima, la presenza di una delle ultime comunità indigene del paese.

Boat Safari al Gal Oya National Park

Io ho alloggiato al Gal Oya Lodge, l’unico disponibile nei pressi del Gal Oya National Park. Non è affatto economico ma credimi, sono soldi ben spesi. L‘assenza totale di rete mobile rende l’esperienza ancora più intensa.

Trovandosi in mezzo al nulla, il Gal Oya Lodge dispone di un ristorante che serve un’ottima cucina, nazionale e non, al costo di 18 dollari a pasto.

Il Gal Oya National Park, e di conseguenza il Gal Oya Lodge, non rientrano tra le mete più turistiche da visitare in Sri Lanka e quindi non sono così ben collegati con il resto del paese. Tuttavia, è giusto dirlo, arrivarci è più difficile a dirsi che a farsi.

Da Kandy prendi un autobus per Ampala via Bibile e chiedi al conducente di fermarsi vicino all’ingresso del Gal Oya Lodge. Se hai la possibilità, fallo parlare direttamente con il personale del Lodge che ti verrà a prendere all’ingresso della proprietà.

LEGGI ==> Boat Safari al Gal Oya National Park

Nuwara Eliya è nota anche come la piccola Inghilterra, un nome che, per una serie di ragioni, le si addice in pieno. Dal clima, umidiccio e freddo, all’architettura tipica dell’epoca vittoriana di alcuni edifici cittadini, alla presenza negli immediati dintorni di sterminate piantagioni di tè di cui lo Sri Lanka è uno dei maggiori produttori al mondo.

Vista la presenza della pioggia che a Nuwara Eliya sembra una nota persistente, non perderei troppo tempo in città. Un giorno è più che sufficiente per visitare una piantagione da tè (io sono stata alla Pedro Estate, una delle più antiche e famose della zona), fare una passeggiata all’elegante e curatissimo Victoria Park e, volendo, dedicare un paio d’ore allo shopping presso il Bale Bazar che vende abbigliamento di marca a buon mercato. Io non me ne intendo ma pare si tratti di capi originali.

Vista la premessa, potresti chiedermi “ma che ci vado a fare a Nuwara Eliya?”. Beh… se stai pensando di non includerla nel tuo itinerario di viaggio in Sri Lanka fai da te, stai per fare la peggiore scelta della vostra vita. La ragione per cui vale la pena recarsi a Nuwara Eliya è che da qui parte il treno per Ella, una delle cose da fare in Sri Lanka sì o sì, quella che a mio avviso vale da sola l’intero viaggio. Tre ore con il naso fuori dal finestrino – se non addirittura dalla porta – in un susseguirsi di paesaggi stratosferici e piantagioni di tè punteggiate dai sari colorati delle raccoglitrici tamil. Come la vedi?

Su Ella dicono grandi cose ma io mi ci sono fermata giusto il tempo di una birra prima di riprendere la strada per Wellawaya. L’impressione è stata molto positiva e se tornassi indietro non esiterei a trascorrerci un paio di giorni. Piena di backpapers, atmosfera vivace, e poi c’è il trekking di quattro ore per raggiungere Ella Rock che pare regali paesaggi stratosferici.

Tra le piantagioni di tè della Hill Country

Se vuoi immergerti completamente nella tipica atmosfera inglese di Nuwara Eliya, ti consiglio di pernottare al Oatlands by Jetwing, una piccola boutique hotel che ricorda la dépendance di una villa vittoriana. Quattro stanze, una sala da tè, un maggiordomo… un luogo decisamente piacevole in cui trascorrere qualche ora leggendo un buon libro al ritmo della pioggia battente.

Nuwara Eliya è facilmente raggiungibile da Kandy in autobus. Il viaggio dura circa tre ore. In alternativa puoi prendere il treno fino a Nanu Oya ma è ancora più lento dell’autobus. Io ho optato per il bus e mi sono riservata il treno per la tappa successiva, quella fino a Ella.

LEGGI ==> Tra le piantagioni di té e i paesaggi surreali della Hill Country

Wellawaya è un graziosissimo villaggio situato a soli 45 minuti da Ella, alle porte della Hill Country, che incomprensibilmente non rientra tra gli itinerari battuti dello Sri Lanka.

Ci sono finita quasi per caso dopo aver abbandonato l’idea di recarmi al Yala National Park, uno dei must del paese, che a settembre chiude al pubblico i due settori più importanti riducendo di molto le possibilità di avvistare animali. Ancora una volta è stato il viaggio a guidarmi e a farmi scoprire quello che si è rivelato essere uno dei miei luoghi dell’anima in Sri Lanka. Uno di quei luoghi naturali e selvaggi in cui arriva poca gente e a cui ricorro con la mente quando sono giù di corda. Quei luoghi che a distanza di tempo, e di spazio, mi scaldano il cuore.

A Wellawaya gli amanti della natura troveranno il paradiso. Tra cascate (splendide quelle di Elle Wala, completamente immerse nella giungla, ma non sono le uniche), piccole comunità rurali da attraversare in bicicletta e, per concludere, il sito di Buduruwagala, un tempio buddhista scolpito nella roccia visitato quasi esclusivamente da fedeli locali, il tempo è scivolato via dolcemente e, purtroppo, altrettanto rapidamente.

Cascata Ella Waya

Come per il Gal Oya National Park, anche Wellawaya non offre un’amplia scelta di posti in cui dormire.

In ogni caso, al Jetwing Kuduruketha non manca nulla per essere definito il rifugio perfetto. Completamente immerso nella natura, costruito con materiali ecosostenibili, una vista meravigliosa dal terrazzino dello chalet, un ristorante eccellente, la possibilità di prendere lezioni di yoga o di fare trattamenti ayurvedici e, non ultima, una piscina sensazionale… devo proseguire?

Raggiungere Wellawaya da Ella è semplicissimo. La fermata dell’autobus è subito fuori dal centro del paese, sulla strada principale, e ci vogliono all’incirca 45 minuti.

LEGGI ==> Alla scoperta di Wellawaya, un luogo sopra le righe

Anche Niwella, come Wellawaya, è un luogo inspiegabilmente ai margini degli itinerari di viaggio più battuti in Sri Lanka.

Ancora una volta ci sono finita per caso grazie a quello che si suol dire un fuori programma, l’improvvisata del mio amico Matte che mi ha raggiunta dall’Australia e che, in corso d’opera, ha scoperto di avere un parente lontano in quel di Niwella.

Così sono stata sua ospite e ho avuto la fortuna di assaporare lo scorrere lento della vita quotidiana in una piccola comunità di pescatori cingalese.

Anche se apparentemente non ha molto da offrire, Niwella è il luogo ideale per chi vuole rilassarsi al suono delle onde e, per i più audaci, cavalcarle su una tavola da surf. Il fatto che non si tratti di una meta troppo turistica rende il contatto con i locali piacevole e disinteressato.

Da non perdere a Niwella, e dintorni, Blue Beach e Blue Beach Island, un minuscolo istmo dalle acque invitanti, una visita alla spiaggia di Parewella frequentata esclusivamente da locali, e il Blow Hole.

Tutti gli autobus diretti a Matara, Mirissa e Galle ti lasceranno all’incrocio con Niwella. Da li con un tuc-tuc o una passeggiata di una ventina di minuti puoi raggiungere a destinazione

Beh, ormai siamo sulla costa e pure io me la prendo scialla! Diciamo che, con ogni probabilità, non avrei potuto concludere il mio viaggio in Sri Lanka in modo migliore.

Galle è una perla rara in Sri Lanka. L’unica città di tutto il paese che a mio avviso si possa definire tale secondo gli standard occidentali.

Il centro storico, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è di una bellezza inenarrabile. Vicoli stretti e acciottolati su cui si affacciano decadenti abitazioni coloniali dai magnifici giardini interni che esplodono sotto i colori delle buganvillee e dei gelsomini in fiore racchiusi dalle mura difensive erette nel XVII secolo dagli olandesi insediatisi nella zona. Per la gioia di ogni viaggiatore, Galle pullula di ristorantini, baretti, negozietti, gallerie d’arte e chi più ne ha più ne metta. Una passeggiata lungo le mura che dominano l’oceano indiano ti condurrà alla suggestiva torre dell’orologio e al faro bianco che sembrano vegliare sulla città.

Ormai giunti alla fine del viaggio con la voglia di spostarsi pari a zero, si può tenere Galle come base e raggiungere la splendida spiaggia di Unawatuna in giornata. Sono pochi chilometri percorribili sia con un tuc-tuc che in autobus.

Da Galle è possibile fare una gita fuori porta per raggiungere la nota Mirissa che a me, tutto sommato, non ha detto granché. Se decidi di visitarla in giornata, prendi un autobus per Welligama e da li cambia per Mirissa.

Galle, tra città antica e ville in paradiso

Inutile a dirsi che Galle è uno dei luoghi con l’offerta più ampia di posti in cui dormire.

Tutto il centro storico pullula di boutique hotels e graziose guesthouse, ma se vuoi fare un’esperienza unica, ti consiglio di trascorrere almeno una notte in una delle lussuosissime ville che si trovano alla periferia della città.

Trattandosi di uno dei posti più turistici dello Sri Lanka, Galle ha connessioni dirette sia via treno che via bus con Colombo e con tutta una serie di destinazioni, tra cui Matara e Kandy (anche se il viaggio dura circa 10 ore).

LEGGI ==> Galle, tra città anticha e ville in paradiso

Lo Sri Lanka si caratterizza per un clima tropicale, umido e caldo tutto l’anno, con la presenza di due stagioni monsoniche.

La prima, tra aprile e maggio, interessa il sud-ovest e le zone interne; la seconda, tra ottobre e dicembre, coinvolge tutto il paese.

Fa eccezione la Hill Country che si caratterizza per la presenza pressoché costante di una fastidiosa, ma al contempo suggestiva, nebbiolina grigia.

In ogni caso, oggi come oggi, le considerazioni sul clima lasciano un po’ il tempo che trovano. Io ci sono stata tra la fine di agosto e la fine di settembre, quindi teoricamente in un buon periodo, e a parte la prima settimana di viaggio – Negombo, Anuradhapura e la zona di Sigiriya – ha piovuto praticamente tutti i giorni. Rovesci brevi ma intensi che spesso ho affrontato dal terrazzino della location di turno leggendo un buon libro o semplicemente ascoltando la pioggia cadere.

Per viaggiare in Sri Lanka può richiedere il visto online o, in alternativa, direttamente in aeroporto all’arrivo.

La valuta ufficiale in Sri Lanka è la rupia singalese.

È possibile cambiare sia i dollari che gli euro presso le banche e presso alcuni negozi che fungono da casa di cambio, generalmente gioiellerie.

Ci sono sportelli ATM in quasi tutte le città mentre sarà difficile, se non addirittura impossibile, trovarne nei villaggi. Bene o male funzionano tutti i circuiti, in ogni caso se parti con la VISA non sbagli mai!

Il pagamento con carte di credito è ammesso solo nei migliori alberghi e ristoranti del paese.

Ho viaggiato in Sri Lanka in autonomia e non ho mai percepito la sensazione di pericolo. La gente è incredibilmente amichevole e nonostante le difficoltà di comunicazione legate all’uso – o al non uso – dell’inglese, è sempre disponibile a dare una mano.

L’unica cosa un po’ fastidiosa, che può accadere in Sri Lanka come in qualunque altro luogo del mondo, specialmente la parte più povera, è quella di essere scambiati per dei polli da spennare.

Dopo un paio di spostamenti in autobus ti fai a grandi linee un’idea dei costi e delle distanze. Ebbene, è capitato che un giorno, sulla strada per Dambulla, il bigliettaio ha sparato una cifra che a mio avviso era spropositata rispetto alla distanza da percorrere. Così, quando si è allontanato, ho chiesto alla vicina quanto aveva pagato il biglietto e guarda caso, c’avevo visto giusto! C’è da dire che il furbastro mi ha ridato il maltolto senza fare storie, come se fare la cresta sui turisti fosse la cosa più normale di questa terra.

Viaggiare in Sri Lanka con i trasporti pubblici è sorprendentemente facile. Autobus e treni sono vecchi, lenti e affollati ma collegano in maniera efficiente quasi tutti i luoghi turistici, e non, dello Sri Lanka. Oltretutto sono decisamente economici. L’unica nota stonata, che andrebbe forse inclusa nella sezione Sicurezza in Sri Lanka, è il modo di guidare. Fatti il segno della croce quando sali su uno di quei trabiccoli.

I tuc tuc si trovano ovunque e anche loro sono estremamente economici, specialmente quando si capisce come funziona. Eh si, bisogna dirlo, viaggiare oggi è molto più facile di un tempo. Quando dovevo raggiungere una località era sufficiente tirare fuori il nostro Google Maps, o Maps Me in assenza di connessione internet, calcolare la distanza e poi fermare il tuc-tuc di turno sapendo già, a grandi linee, il prezzo reale da pagare.

Una coppia conosciuta al Gal Oya National Park che mi ha detto che il costo a chilometro, per il locali, è poco al di sotto delle 40 rupie. Ricorda che in Sri Lanka bisogna contrattare sempre, sia per gli acquisti che per i tuc-tuc, perché per i turisti i prezzi vengono gonfiati a dismisura.

Se vuoi noleggiare una macchina per esplorare lo Sri Lanka senza sottostare ai ritmi lenti dei trasporti pubblici , il mio consiglio cade su DiscoverCars, un comparatore di autonoleggi che collabora con agenzie locali: tradotto in soldoni, le tariffe che propone sono più che concorrenziali. Semplicissimo da usare, consente di confrontare le recensioni delle diverse compagnie per scegliere con maggior sicurezza e tranquillità.

Prenota QUI la tua auto per partire alla scoperta dello Sri Lanka in libertà!

Alberghi e guesthouse sono praticamente sempre dotate di Wi-Fi, anche se la velocità non è la loro prerogativa principale.

Alcuni posti tuttavia sono così isolati che non hanno nemmeno il telefono alla reception.

È possibile acquistare una SIM locale con un piano internet a prezzi davvero convenienti. E devo dire che l’ho usato parecchio.

A differenza di quanto mi aspettavo, lo Sri Lanka non è il paradiso dello shopping. Pensavo di rifarmi completamente il guardaroba come in India ma ho trovato solo i classici pantaloni con gli elefanti di pessima qualità. Alla fine mi sono portata a casa quantità incredibili di spezie, olio di cocco e marmellata di mango.

Sembra ombra di dubbio il luogo migliore per fare acquisti di un certo tipo in Sri Lanka è il centro storico di Galle, ma a quel punto ero alla fine del viaggio e con lui anche i soldi erano finiti.

L’uso degli animali nelle attrazioni turistiche in Sri Lanka è pratica di uso comune e corrente. Ho visto scimmie addestrate al sito di Anuradhapura, incantatori di serpenti a Galle e turisti in groppa ad elefanti incatenati in vari punti del paese. Gli animali vengono torturati fin da piccoli per vivere un’esistenza miserabile.

Una delle cose più intelligenti da fare per porre fine a questa barbarie è quella di non partecipare, né attivamente né passivamente, a questi show.

Il cibo in Sri Lanka è troppo speziato e piccante: li adoro entrambi, ma il troppo stroppia. Se scegli di mangiare nei ristorantini locali, metti in preventivo che non ne uscirai indenne. Puoi ripetere fino alla morte che lo vuoi “not so spicy and not so hot” ma finirai inevitabilmente con il volto in fiamme, per non parlare del “volto posteriore”.

È possibile ovviare a quest’inconveniente scegliendo di mangiare nelle guesthouse dove cucinano apposta per te e non hanno alcun interesse a farti star male. Tra l’altro il costo per un pasto preparato in guesthouse è praticamente lo stesso, se non addirittura inferiore, di quello consumato in un ristorantino discreto di classe economica.

Tra i piatti tipici, ovviamente, il rice and curry la cui preparazione varia da regione a regione. Non ho mai mangiato un rice and curry uguale all’altro!

Assolutamente da provare il curd (yogurt di latte di bufala) che viene servito con il miele, e gli hopper, frittelle di farina di riso con una cavità all’interno atta ad accogliere uova fritte o banane. Deliziosi gli string hopper, consumati generalmente a colazione, che vengono serviti arrotolati con cocco grattugiato e sciroppo dolce di palma.

Se proprio non trovi nulla che sia di tuo gradimento… a mali estremi, estremi rimedi! Una bella dieta disintossicante a base di frutta tropicale che in Sri Lanka, oltre a essere varia, è particolarmente buona.

Per quanto riguarda le bevande, la birra non sa di molto e difficilmente raggiunge la temperatura ghiacciata che ci si aspetta a temperature elevate. Opta per le limonate naturali che sono ottime, dissetanti e non deludono mai.

L’eccesso di spazzatura per strada è la cosa che mi ha infastidita maggiormente durante il mio viaggio in Sri Lanka. Sarà che dopo aver visto mezzo mondo, e spesso mezzo mondo sporco e inquinato, non giro più con gli occhi a cuoricino spinta unicamente dall’ebrezza di vivere un’esperienza diversa. Fino a qualche anno fa il bello che vedevo attorno a me oscurava in un certo senso gli aspetti negativi di un paese. Ora posso essere nel posto più bello di questa terra ma se accanto a me trovo un cumulo di spazzatura, per dirne una, non riesco proprio a chiudere gli occhi e girarmi dall’altra parte.

Fatta eccezione per l’accesso ai siti più famosi che costano un occhio della testa, un viaggio in Sri Lanka fai da te può essere davvero economico. Ovviamente, bisogna sapersi accontentare. Mediamente un pasto in un ristorante locale – per intenderci, quelli dove troverete uno straniero ogni morte di papa – si aggira tra le 150 e le 300 rupie mentre una notte in guesthouse con bagno privato e colazione inclusa oscilla tra le 1.000 e le 1.500 rupie.

Se invece vuoi trattarvi bene senza spendere cifre esagerate organizza il tuo viaggio in Sri Lanka fuori stagione! I prezzi dei resorts sono praticamente dimezzati.

Fermo restando che non sono una guida turistica e che ho trascorso in Sri Lanka poco meno di un mese, ho cercato di essere, nei limiti del possibile, il più esaustiva possibile.

Se conosci lo Sri Lanka e hai qualche altro luogo, consiglio o informazione utile alla costruzione di un viaggio fai da te, per favore lascia un commento che servirà a chi passerà di qui dopo di te.

La Globetrotter

Sei stato in Sri Lanka? Hai altri posti da consigliare nel caso in cui decidessi di tornare?

Conoscere realmente un Paese non è una cosa semplice: ci vogliono tempo, esperienza, studio e flessibilità. Se vuoi partire per un viaggio fai da te, senza l’ausilio di un Tour Operator, ma non sai come organizzarti, consulta la sezione del blog DISEGNO IL TUO VIAGGIO: se ti piace l’idea, scrivimi una mail e lo costruiamo insieme, seguendo i tuoi interessi e le tue necessità.

Se hai trovato questo post piacevole e interessante, puoi lasciarmi un commento e condividerlo sui social? Mi faresti un bel regalo! ❤️

Iscriviti alla Newsletter per non perderti le novità settimanali sul blog. Nuovi itinerari, racconti di viaggio, consigli pratici, approfondimenti culturali, partenze di gruppo e tanto altro!

Exit mobile version