La mia prima volta a Ravenna è stata nel 2021, in piena pandemia, mentre scorrazzavo per l’Italia in bicicletta diretta a Santa Maria di Leuca. Come in tanti luoghi, ma con più fervore, Cupido ha scoccato la sua freccia e ha colpito dritto al cuore nonostante le poche ore trascorse in città. Sono tornata a trovarla qualche settimana fa e ha confermato l’emozione della prima volta: se mi leggi da un po’ sai bene che quando mi innamoro di un luogo gli dedico uno spazio sul blog, da cui la mia piccola guida esperienziale su cosa vedere a Ravenna con due giorni di tempo a disposizione.
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Cosa vedere a Ravenna in due giorni
- Storia di Ravenna in (più o meno) 10 righe
- Cosa vedere a Ravenna il primo giorno
- Cosa vedere a Ravenna il secondo giorno
- Tour di Ravenna consigliati
- Ravenna a tavola: dove mangiare la vera cucina romagnola
Storia di Ravenna in (più o meno) 10 righe
Non sono così ferrata in storia da giustificare un pippone infinito per cui mi limiterò a riassumere in circa 10 righe il suo periodo d’oro, quello compreso tra il V e il VI secolo quando Onofrio, preoccupato per la discesa dei barbari su Milano, sposta la sua corte a Ravenna (402 d.C.) facendone la capitale dell’Impero Romano d’Occidente.
Con la caduta dell’Impero, nel 476 d.C., la città vive una nuova fase di splendore sotto il Regno degli Ostrogoti, guidato prima da Odoacre e poi da Teodorico (di culto ariano) che la governa con saggezza, promuovendo la costruzione di monumenti considerati ancora oggi straordinari.
Nel 540 d.C. Ravenna passa sotto il dominio bizantino e con Giustiniano, che culla il desiderio di riunire politicamente e culturalmente Oriente e Occidente, conosce un nuovo periodo di grande splendore di cui sono testimoni privilegiati i monumenti decorati a mosaico – dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità – che raccontano la gloria dell’Impero e il sincretismo tra l’arte classica e quella orientale.
Il malgoverno degli Esarchi, successivi a Giustiniano, segna l’inizio della decadenza di Ravenna la cui storia può dirsi conclusa nel 751, con l’occupazione dei Longobardi.
La riscoperta di Ravenna e del suo immenso patrimonio artistico è relativamente recente.
Cosa vedere a Ravenna il primo giorno
Trattandosi di una guida esperienziale ti indicherò le cose da vedere a Ravenna seguendo il mio itinerario, ma chiaramente puoi personalizzarlo: il centro città è piccino e spostandoti a piedi passerai più volte davanti ai monumenti principali.
Imprescindibile di una visita a Ravenna è il Circuito dei Mosaici che ti toglierà letteralmente il fiato: sono 5 siti di cui due – il Battistero Neoniano e il Mausoleo di Galla Placidia – con ingresso contingentato e orario definito all’atto dell’acquisto. Tieni presenti questi punti nel decidere come affrontare il tour. Calcola quattro o cinque ore di tempo per ammirarli tutti con la dovuta calma e impregnarti gli occhi di bellezza.
Per informazioni sulla visita dei mosaici di Ravenna consulta il sito ufficiale
Sant’Apollinare Nuovo
La mia scoperta di Ravenna, tanto la prima quanto la seconda volta, inizia con la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo voluta da Teodorico come chiesa di culto ariano. Quando i bizantini occuparono la città, tutti gli edifici ariani furono integrati al culto cattolico e così la Basilica, inizialmente intitolata al Cristo Redentore con il nome di Domini Nostri Jesu Christi, fu dedicata a San Martino, difensore della fede e oppositore all’eresia.
L’arianesimo è un movimento eretico sviluppatosi in Oriente nel corso del IV secolo che coinvolse l’Occidente dove si protrasse, a causa delle invasioni barbariche, fino al VI secolo. Trae il suo nome da Ario, prete di Alessandria d’Egitto, che intorno al 320 diffuse una dottrina trinitaria secondo la quale Cristo non sarebbe Figlio di Dio, ma solo la più eccellente delle sue creature, diversa dal Padre per natura e radicalmente a lui inferiore per autorità e dignità. Fu combattuta fin dalla nascita e condannata nel concilio di Nicea del 325 che sentenziò l’esilio di Ario.
Intorno alla metà del IX secolo, in seguito al trasferimento delle reliquie di Sant’Apollinare – primo vescovo di Ravenna – dalla Basilica di Classe, all’epoca soggetta alle incursioni dei pirati, la chiesa assunse il nome di Sant’Apollinare, accompagnato dall’aggettivo Nuovo per distinguerla da un’altra chiesa, più piccola e antica: Sant’Apollinare in Veclo.
La facciata di Sant’Apollinare Nuovo, preceduta da un portico in marmo, presenta sul lato destro il campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni di Ravenna, che appare snello e slanciato accanto al corpo centrale dell’edificio. All’interno, a 3 navate, ammirerai mosaici raffiguranti principalmente episodi della vita, della morte e della Resurrezione di Cristo.
Battistero Neoniano
A 800 metri da Sant’Apollinare Nuovo si trova il Battistero Neoniano che tra i monumenti ravennati è il più antico, quantomeno come inizio di costruzione (fine IV – inizio V secolo). L’edificio, in laterizi, presenta una forma ottagonale da cui si diramano 4 grandi nicchie verso l’esterno.
Le decorazioni interne risalgono alla seconda metà del V secolo, opera del vescovo Neone da cui prese nome il Battistero. Al centro della cupola un grande medaglione racchiude la scena del Battesimo di Cristo con il Redentore, in piedi, immerso nelle acque del Giordano: tutt’intorno una larga fascia su fondo blu con le immagini dei 12 Apostoli capeggiate da San Pietro e da San Paolo.
Qui dentro, ahimé, più di 5 minuti non è concesso stare!
Cappella di Sant’Andrea e Museo Arcivescovile
Tra le cose da vedere a Ravenna il primo giorno, per quanto indiscutibilmente interessante, il Museo Arcivescovile è quello che mi ha entusiasmata di meno anche se, è giusto dirlo, era l’ora di pranzo e il mio stomaco reclamava a gran voce i cappelletti, distogliendo l’attenzione dai reperti storici e artistici esposti al primo piano del Palazzo Episcopale.
Sono riuscita a controllare i morsi della fame solo quando sono arrivata all’Oratorio di Sant’Andrea e com’era già successo quando ci sono stata la prima volta, mi sono commossa.
All’epoca della sua costruzione, presumibilmente sotto il regno di Teodorico, era la cappella privata dei vescovi: l’unica cosa che mi sento di dire è che i religiosi amavano le cose belle! Per accedere si passa per un piccolo atrio a pianta rettangolare che preannuncia il miracolo che ti troverai di fronte non appena avrai varcato la soglia: davanti a te un piccolo abside decorato a tempera con una croce al centro del cielo stellato.
Senza ombra di dubbio è uno dei must di Ravenna, da vedere sì o sì!
Basilica di San Vitale
A differenza della prima volta a Ravenna, ho deciso di lasciare la Basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia tra le ultime cose da vedere (non in assoluto ma nel Circuito dei Mosaici) perché sono, entrambe, qualcosa di unico e irripetibile.
La più pura gloria dell’arte bizantina in Occidente.
Non mi dilungherò troppo perché non esistono parole o immagini, quantomeno tra le mie, atte a restituire la magnificenza di questi due luoghi.
La fondazione della Basilica di San Vitale, voluta nel 526 dal vescovo Ecclesio, fu finanziata da un ricco banchiera di Ravenna e inaugurata nel 548 dal vescovo Massimiliano, raffigurato nel mosaico interno. Più che altrove, la Basilica di San Vitale presenta una forte impronta orientale con un nucleo centrale a pianta ottagonale sormontato da una cupola, il tutto posato su otto pilastri e archi.
Le notizie sulla figura e il culto di San Vitale sono poche e incerte: la tradizione ce lo tramanda come un soldato romano martirizzato durante le prime persecuzioni della chiesa.
Mausoleo di Galla Placidia, da vedere a Ravenna sì o sì
Poco ho detto sulla Basilica di San Vitale e poco dirò sul Mausoleo di Galla Placidia perché è una delle cose da vedere sì o sì non solo a Ravenna, ma nella vita in generale.
Costruito sul finire del V secolo per volontà di Galla Placidia, di cui però non ospitò mai le spoglie, è il più antico monumento a noi rimasto senza alterazioni.
Donna dalla vita avventurosa e movimentata, Galla Placidia sposa in prime nozze il re dei Visigoti Ataulfo e alla sua morte il patrizio Costanzo II che le dà due figli. Governa Ravenna e l’Occidente per molti anni, dapprima associata alla dignità imperiale e successivamente come reggente in nome del figlio, Valentiniano III, ancora bambino. Muore a Roma nel 450 dove si presume riposi, nel mausoleo di famiglia teodosiana presso San Pietro in Vaticano.
L’esterno, dalle linee sobrie, appare quasi tozzo, di una semplicità estrema; l’interno invece sorprende per la sontuosità e la preziosità decorativa, con i mosaici che non lasciano nemmeno un cm3 di respiro libero.
Anche qui, ahimè, i minuti di tempo a disposizione sono solo 5! Trattieni il fiato il più a lungo possibile e tiralo fuori un soffio alla volta all’interno.
MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna
Rispetto al circuito dei mosaici, il MAR si trova un po’ dislocato. Non l’avevo in programma tra le cose da vedere a Ravenna, ci sono passata davanti per caso e sono entrata a dare un’occhiata. Mi è piaciuto molto per cui te lo consiglio.
Ospitato nella suggestiva cornice della Loggetta Lombardesca, il MAR rappresenta una tappa imperdibile se sei amante dell’arte e ti interessa scoprire la ricca storia artistica di Ravenna. Al suo interno, oltre alle collezioni permanenti, vengono allestite mostre temporanee che offrono l’occasione di ammirare opere d’arte di grande valore e approfondire la conoscenza della cultura italiana.
Per informazioni sulla visita del MAR consulta il sito ufficiale
Giardino del Labirinto
Il primo giorno del mio itinerario alla scoperta di Ravenna si conclude al Giardino del Labirinto, poco distante dal MAR.
Si tratta di un giardino pubblico sito dinanzi alla Casa Circondariale di Ravenna in cui è stata installata un’opera permanente a cura dell’Associazione Dis-ORDINE dei Cavalieri della Malta e di tutti i Colori, inaugurata il 6 ottobre 2019 nell’ambito della Rassegna Biennale di Mosaico Contemporaneo – VI edizione.
Si tratta di un percorso pavimentale che si sviluppa attraverso 169 moduli triangolari e rimanda sia alla tarsia del labirinto di San Vitale, sia alla traccia verso la direzione indicata da Dante nel XXXIV canto dell’Inferno:
E quindi uscimmo a rivedere le stelle
Cosa vedere a Ravenna il secondo giorno
Per riuscire a vedere tutti i luoghi di interesse di Ravenna avevo preventivato due giorni, ma il sabato mattina si è scatenato l’inferno in terra per cui, bagnata come un pulcino, dopo pranzo ho deciso di rientrare al B&B con la speranza di recuperare le visite perse la domenica mattina, prima di rientrare a Milano. Visti i recenti allagamenti in Romagna, il Comune di Ravenna ha deciso di chiudere tutte le attrattive per cui, volente o nolente, mi toccherà tornare a trovarla.
Sant’Apollinare in Classe e Museo Classis
La Basilica di Sant’Apollinare in Classe si erge maestosa e solitaria in un’ampia pianura verde che contrasta con il rosso dei mattoni con cui è costruita.
La denominazione in Classe deriva dall’antica città romana “Civitas Classis”, sorta nei pressi del porto che era stato sistemato da Cesare Augusto per la difesa dell’Adriatico. Qui, proveniente da Antiochia tra la fine del I e l’inizio del II secolo, giunse Sant’Apollinare che diede vita alla prima comunità cristiana, di cui fu anche vescovo. Alla sua morte fu sepolto nella zona cimiteriale situata fuori dalle mura della città di Classe, dove oggi sorge la Basilica.
L’esterno dell’edificio, esemplare nella sua semplicità, appare in armonia con il campanile, una robusta costruzione cilindrica edificata presumibilmente nel X secolo che presenta una serie ascendente di feritoie, monofore, bifore e trifore ornate da bianche colonne sormontate da capitelli.
Sull’interno non ho molto da dire. Sono arrivata nel mezzo di un matrimonio e la Basilica era chiusa al pubblico. Per strada avevo beccato tutta l’acqua del mondo e ho dovuto battagliare con la ragazza della biglietteria per riuscire a entrare, di straforo, a dare un’occhiata.
Per raggiungerla, se non hai la macchina, prendi il tram n° 4 che ti lascerà nel parcheggio antistante. Dista circa 5 km dal centro città che non sono tanti, ma se inizia a piovere quando sei per strada non la definirei una passeggiata di salute!
Per informazioni sulla visita della Basilica di Sant’Apollinare in Classe consulta il sito ufficiale
Museo Classis – Ravenna
Il Museo Classis – Ravenna, adiacente alla Basilica e inaugurato nel 2018, rappresenta a livello nazionale uno dei più importanti interventi di recupero di archeologia industriale di un ex Zuccherificio e racconta, attraverso snodi cronologici essenziali, le vicende che caratterizzano la storia di Ravenna e del suo territorio.
Tomba di Dante
Tra le cose da vedere il secondo giorno avevo inserito la Zona Dantesca che comprende, oltre a una serie di monumenti interessanti, la tomba del Sommo Poeta morto a Ravenna la notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.
Avendola già fotografata durante la mia prima scorribanda in città, ho scelto di sparire di scena e rifugiarmi al B&B.
Mausoleo di Teodorico
Del Mausoleo di Teodorico e delle attrattive che seguono non serbo alcun ricordo a causa del meteo inclemente. Te le segnalo ugualmente perché, nel documentarmi prima di partire, le avevo ritenute interessanti da visitare.
Il Palazzo di Teodorico si trova poco distante dalla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e l’ho visto solo dall’esterno: un rudere in mattoni di cui non si conosce con certezza la funzione originaria, mentre al Mausoleo, edificato per volontà dello stesso Teodorico nel 520, non ci sono nemmeno arrivata.
Ravenna deve molto al personaggio di Teodorico – figlio di Teodomiro, re degli Ostrogoti – che nacque verso il 454 e fu educato, fin da ragazzo, alla corte di Costantinopoli, ben lontano dall’influenza della cultura bizantina. Alla morte del padre, nel 473, fu coronato re degli Ostrogoti: al comando di circa 300.000 soldati marciò in Italia per affrontare Odoacre che all’epoca regnava a Ravenna. Dopo tre anni di assedio, la città si arrese: Odoacre venne ucciso e Teodorico divenne re d’Italia, governando con saggezza per quasi 33 anni dalla capitale, ossia Ravenna.
Domus dei tappeti di pietra
La Domus dei Tappeti di Pietra è uno dei più importanti siti archeologici italiani scoperti negli ultimi decenni. Fu inaugurata nell’ottobre 2002 dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e insignita di due premi importanti: il Bell’Italia (nel 2004) e il Francovich (nel 2017).
Si trova all’interno di una chiesa settecentesca intitolata a Santa Eufemia ed è costituita da 14 ambienti pavimentati con mosaici policromi e marmi appartenenti a un edificio privato bizantino del V-VI secolo.
Battistero degli Ariani
Patrimonio UNESCO dal 1996, il Battistero degli Ariani fu edificato all’epoca di Teodorico come battistero dell’antica cattedrale ariana denominata oggi Chiesa dello Spirito Santo.
Museo Nazionale
Ed eccoci giunti all’ultima cosa che avevo preventivato di vedere a Ravenna il secondo giorno: il Museo Nazionale, sito da oltre un secolo nell’ex monastero di San Vitale.
Al suo interno raccoglie importanti reperti archeologici, tra cui stele sepolcrali, sculture bizantine, prestigiosi oggetti legati ai monumenti UNESCO e grandi collezioni di arti applicate.
Per informazioni sulla visita della Ravenna Antica – Museo Classis, Circuito Dante, Mausoleo di Teodorico, Domus dei tappeti di pietra, Battistero degli Ariani e Museo Nazionale – consulta il sito ufficiale
Tour di Ravenna consigliati
Se vuoi dare alla tua visita di Ravenna una marcia in più, ho selezionato per te su GET YOUR GUIDE alcuni tour che mi sono sembrati particolarmente interessanti e/o avvincenti. Tutti con ottime recensioni e cancellazione gratuita:
- TOUR PRIVATO A PIEDI CON I MOSAICI: un percorso guidato di due ore e mezza tra i capolavori di epoca bizantina e paleocristiana, dalle basiliche ai mosaici UNESCO;
- TOUR PRIVATO DELLE PRINCIPALI ATTRAZIONI E MONUMENTI DELLA CITTA’ A PIEDI: un’escursione di tre ore tra i monumenti più iconici di Ravenna, dai mosaici paleocristiani agli scorci storici del centro storico;
- MOSAICI E CIBO. TOUR GUIDATO A PIEDI CON DEGUSTAZIONI: un tour a piedi di 3 ore tra storia, arte e gastronomia;
- TOUR PRIVATO ESCLUSIVO A PIEDI CON UN ESPERTO LOCALE: un’immersione nell’arte e nella storia dei mosaici UNESCO in compagnia di una guida locale;
- HIGHLIGHTS E MOSAICI. TOUR GUIDATO CON BIGLIETTI: alla scoperta dei capolavori musivi di Ravenna con un tour guidato di 2 ore e mezza, biglietti salta fila inclusi;
- TOUR GUIDATO DEI MONUMENTI E DEI MOSAICI DELL’UNESCO: un percorso di 3 ore tra i siti UNESCO di Ravenna in compagnia di una guida esperta della città.
Ravenna a tavola: dove mangiare la vera cucina romagnola
Uno dei miei crucci, quando sono in giro, è cercare il più possibile l’autenticità. Rifuggo i luoghi consigliati dall’influencer di turno e chiedo invece ai locali dove mangiano loro quando escono a cena. 9 volte su 10 si rivela un goal e Ravenna non ha fatto eccezione.
Ca’ de’ Vén
Il primo che ti consiglio è Ca’ de’ Vén, inaugurato il 5 luglio 1975 all’interno di un palazzo risalente al 1542, in pieno centro città. Un’Osteria-Trattoria dove gustare in pace e tranquillità una piadina romagnola accompagnata da un buon bicchiere di vino, ma anche i piatti tipici della tradizione romagnola come i cappelletti in brodo e le tagliatelle al ragù. Su consiglio di un amico ci sono andata il primo giorno a pranzo e ci sono tornata l’indomani.
Circolo Endas Mameli
Parlando con Dora, la cameriera del Cà de’ Vén, sono finita a cena al Circolo Endas Mameli (tel. 338 4588772) e anche qui, lo confesso, ho replicato. Se il primo, oltre che per la bontà del cibo, sorprende per la bellezza del luogo, il secondo è il classico circolino di paese, con vecchie foto alle pareti, qualche tavolo per mangiare o giocare a carte e la televisione sempre accesa. A vederlo da fuori non gli daresti un euro bucato, ma una volta provata la cucina di Gabriella la inserirai sì o sì tra i must di Ravenna. Non è un ristorante e dovrai essere estremamente convincente se vuoi guadagnarti un posto in paradiso.
Tre primi e tre secondi – tra cui va per la maggiore lo spezzatino di castrato e le costine al prosecco – preparati con sapienza e passione dalla proprietaria, una sessantina d’anni, che ha un’energia e una carica invidiabili. Per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo, a Milano con la stessa cifra a malapena mangi una pizza e nemmeno delle migliori! Tornerei a Ravenna solo per un’altra cena di Gabriella!
La Globetrotter
Sei stato a Ravenna? La trovi anche tu meravigliosa? E se ancora non la conosci, ti ho convinto a visitarla?
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