Ci sono persone che ferme non ci sanno stare e io, non ho problemi a dirlo, rientro tra queste. Dopo un 2020 nefasto e un 2021 che si prospettava altrettanto nefasto, ho deciso di riassaporare l’ebbrezza del viaggio itinerante con una biciclettata attraverso il Bel Paese. Il 25 maggio dello scorso anno ho lasciato Milano in sella a una Tour de Fer della Genesis – prestatami per l’occasione dalla Stazione delle Biciclette – e il 27 giugno ho raggiunto il Capo di Santa Maria di Leuca, più felice che mai. Un’esperienza che mi ha dato tanto sotto tutti i punti di vista, tra cui lo spunto per il mio secondo libro, Lungo lo stivale, in libreria dal 7 aprile 2022.

Se ti sei perso il primo, Sulle strade del Kenya, lo trovi QUI

Lungo lo stivale. Su due ruote tra i racconti dell’Italia

Una premessa è d’obbligo. Questo viaggio lento attraverso l’Italia1.200 chilometri che idealmente avrei dovuto percorrere a piedi, ma una fascite plantare mi ha spinta a rivedere i piani – era nella mia lista dei desideri da una vita e probabilmente, in assenza della pandemia, ci sarebbe rimasto all’infinito. Con questo non sto ringraziando il Covid-19 ma il mio spirito vagabondo che ha preso il sopravvento lanciandosi “senza né arte né parte” in quest’avventura per me inedita.

Ti stai chiedendo cosa intendo con “senza né arte né parte” e “avventura inedita”?

Non voglio anticiparti nulla per non togliere piacere alla lettura, ti dirò solo che prima di questo viaggio non ero una ciclista e che in vita mia non ho mai avuto una bicicletta degna di tale nome: mi sono sempre barcamenata con vecchie due ruote riciclate, rigorosamente senza marce e su strade cittadine per cui, come si suol dire, mi sono fatta le ossa sul campo.

Non è difficile immaginare le domande e le affermazioni del pre-partenza, tutte dello stesso tenore. Tu sei matta! Hai coraggio da vendere! Ma perché da sola? E non hai paura?

Mezza matta lo sono e su questo non ci piove; coraggiosa un po’ meno, ma la necessità di sentirmi viva ha avuto la meglio. Paura? Quella c’è sempre, ma se dovessi assecondarla passerei la vita spalmata sul divano vivendo di storie fittizie su Netflix e non sono ancora pronta a farlo. La paura rappresenta un limite nella misura in cui le lasciamo spazio per esprimersi, diversamente è un’alleata che ci consente di osare, con le dovute cautele.

A dispetto delle previsioni di chi mi vedeva ripiegare sul primo treno o, peggio ancora, stirata da un tir, a Leuca ci sono arrivata, con la lingua per terra e sulle mie gambe. Non sono partita con la presunzione di raggiungere veramente la meta, sono partita con il proposito di andare ed è stata la volontà a farmi arrivare.

Non sono mancate le disavventure, per lo più dovute all’inesperienza, così come non sono mancati i momenti di stanchezza e di sconforto in cui mi sono chiesta perché mai ho deciso di sospendere l’abbonamento a Netflix, ma quando all’orizzonte ho visto profilarsi il faro di Leuca mi ha pervaso un’ondata di euforia mista a tristezza per la fine del viaggio, il che la dice lunga.

L’Italia è un paese meraviglioso e ho avuto modo di assaporarla lentamente, giorno dopo giorno, attraverso le persone incontrate lungo la strada che mi hanno aperto la porta di casa e spesso anche del loro cuore. Ed è questo che racconta Lungo lo stivale: l’Italia nella sua ricchezza e diversità – paesaggistica, gastronomica e culturale – con un focus sul fattore umano che ha fatto della mia esperienza non un viaggio qualunque, bensì Il Viaggio.

Tutto è possibile, è sufficiente volere e trovare il coraggio di fare. Solo così la vita ci apre nuove possibilità e alla fine il mio punto d’arrivo, il faro di Leuca, è diventato il punto di partenza per questa nuova avventura (letteraria e non) all’insegna del viaggio lento e della sostenibilità.

  • Dove posso comprare Lungo lo stivale?

Lungo lo stivale. Su due ruote tra i racconti dell’Italia (comprensivo di sottotitolo) si può ordinare sia in libreria sia in rete. Sul web è in vendita sui principali portali di libri (Amazon, Hoepli, Il libraccio, Libreria Universitaria, IBS, Feltrinelli, Unilibro) e direttamente sul sito di Alpine Studio Editore.

Lungo lo stivale
Lungo lo stivale. Su due ruote tra i racconti dell’Italia

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Spero di averti incuriosito quel tanto che basta per invogliarti a leggermi. Indubbiamente non si trova tutti i giorni una svitata che alla soglia dei cinquanta, senza allenamento né esperienza, decide di attraversare l’Italia su due ruote ma sono una svitata con la testa, non credi? E ora vorrei chiederti un favore, anzi due.

Il primo è se quando avrai letto il mio libro, che tu l’abbia gradito o no, torni a trovarmi per dirmi cosa ne pensi. Come puoi intuire, ci tengo particolarmente! E poi, superfluo a dirsi, se condividi il mio post sui social e tra gli amici mi fai un gran regalo!

La Globetrotter

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18 pensieri su “Lungo lo stivale: da Milano al Capo di Leuca in bicicletta

  1. Riccardo dice:

    Che bel libro! Diana ha la capacità di tratteggiare i luoghi in punta di penna, sorretta da una curiosità sempre attenta. È un libro che parla del nostro paese attraverso gli incontri e le storie delle persone che incontra lungo il cammino. Il tutto condito da belle riflessioni sul nostro ruolo di viaggiatori e sulle possibilità che questo “andare” ci regala. Si legge benissimo, scorre come acqua fresca in un giorno d’estate 🙂

    • alda dice:

      Che dire mi sono commossa, emozionata , incuriosita. L’ho letto d’un fiato…la scrittura fluida e fluente invitano ad arrivare alla fine
      E poi interessante l’esperienza fatta, le persone incontrate
      Bello brava

  2. Maria Angela dice:

    Ho divorato il libro, la scrittura è fluida scivola e sembra di pedalare al suo fianco, gli incontri i luoghi sembra di vederli…. Insomma emozionante brava Diana!!!

  3. Patrizia dice:

    Letto tutto di un fiato, è il racconto di una viaggiatrice fermata dal Covid ma impossibile da fermare….il viaggio da Milano a Santa Maria di Leuca in bici di una ragazza che non ne possedeva una e si è lanciata in una impresa per molti impossibile e che ho avuto la fortuna di conoscere e ospitare in una tappa del suo viaggio. Un libro che parla di luoghi, di persone, di scoperte, di difficoltà, tenacia e vittoria. Diana Maria Facile ora ti aspetto per la dedica

  4. Marco Beghini dice:

    Ho letto il libro pensando che sarebbe stato interessante seguire il susseguirsi delle tappe stile guida per cicloviaggiatori. Mi sono sbagliato. Il libro è denso di emozioni e trasmette una grande positività pensando a quante persone belle si possono incontrare lungo il cammino.
    Scritto molto bene, ti fa “vedere” quello che Diana ha vissuto sulla sue gambe e nella sua testa.
    Bellissimo.

  5. Saverio dice:

    Cara Diana ho letto con grande piacere e interesse il tuo libro del viaggio lungo lo Stivale. Ti avevo già fatto i complimenti per i tuoi articoli e racconti, e li ribadisco anche questa volta. In alcuni passaggi sembrava di viaggiare insieme a te, quasi fosse un tandem anziché una bici. Ho sofferto il caldo, mi sono stancato insieme a te, ho goduto delle pause all’ombra, del bicchiere d’acqua, della doccia serale, della scoperta di cittadine che hai attraversato e visitato. Inutile dire che qualcuna di queste località diventerà meta dei miei viaggi, ma non la raggiungerò in bici, di questo sono sicuro. Ci vuole tanto fegato e volontà già a immaginare un’impresa epica come la tua, specialmente perché non eri una professionista delle due ruote, ma ancor di più a portarla a compimento. Una cosa è sicura, non avevo dubbi che ci saresti riuscita. Sei stata GRANDE, e sono sicuro che non ti fermerai a questo viaggio. Riparti presto, abbiamo voglia di “ascoltarti” e “leggerti” ancora. Ti faccio ancora tantissimi complimenti. Un abbraccio.

    • Diana Facile dice:

      Saverio, che dire? Ti ringrazio infinitamente per questo bellissimo commento che in qualche modo risponde alla mia volontà di far vivere il viaggio anche a chi non lo vive! Certo che riparto presto, prima di quanto immagini. Un abbraccio a te e grazie ancor a di cuore…

  6. Paolo Capano dice:

    Un bel libro, originale, sincero, rilassante, che ispira e fa sognare.
    Per andare in bici servono le gambe ma per fare un viaggio di mille km ci vogliono tanta testa e tanto coraggio.
    Io immagino che scrivere questo libro sia stato molto faticoso, forse più che andare in bici, quindi ti faccio il doppio dei complimenti.

    • Diana Facile dice:

      Caro Paolo,
      grazie infinite per questo messaggio, sincero e originale come il mio libro! Hai colto perfettamente nel segno! Il viaggio è stato prima di tutto mentale e riuscire a metterlo su carta, cercando di non essere banale o ridondante, è stato ancor più difficile. Il tuo messaggio mi conforta, pare che anche io abbia fatto centro!

  7. Katy dice:

    Diana l’ho iniziato ieri e finito oggi.❤️
    Come sempre ti ho detto mi piace come scrivi, sei coinvolgente e le tue emozioni coinvolgono il lettore a tal punto che a tratti mi sembrava di pedalarti accanto condividendo i tuoi momenti di difficoltà, le tue preoccupazioni (tipo spavento con i cani!) ma anche le tue gioie. Sempre interessanti i tuoi spunti di riflessione che emergono spesso tra le pagine. Un collage della nostra bellissima Italia così come delle tante persone generose ed empatiche che ti hanno accolto, sostenuto e accompagnato in questo viaggio incredibile. Quando leggevo il nome di Luciano mi emozionavo ancora di più essendo lui un nostro caro amico con cui Lauro ti ha messo in contatto, sono felice che ha potuto esserti molto utile!
    Insomma concludo come sempre facendo un applauso al tuo coraggio (o incoscienza come dici tu) alla tua forza di volontà e alla tua grande voglia di vivere che ti ha spinto a non mollare e ti ha aiutato a superare un periodo così difficile per tutti. ❤️

    • Diana Facile dice:

      Grazie mille Katy, sono felice di essere riuscita a suscitarti belle emozioni e di averti fatto viaggiare con me, nel bene e nel male! Un abbraccio

  8. Silvia dice:

    Libro letto in pochissimi giorni: è stato bello rivivere alcuni luoghi e scoprirne tanti altri (ad esempio ora ho una gran voglia di Abruzzo!) nel racconto di Diana. Un libro che avrei apprezzato comunque, ma in questo particolare momento della mia vita ancora di più.

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