VIAGGIO IN SENEGAL: IL MIO ITINERARIO ON THE ROAD

In Senegal ci sono stata tre volte – 2006, 2007 e 2010 – per un periodo complessivo di un paio di mesi. Le prime due a cavallo tra gennaio e febbraio (stagione secca) e la terza a settembre (stagione delle piogge, possibilmente da evitare perché quando piove… piove!).

Ho girato il Senegal con i mezzi di trasporto pubblici (autobus, sept places e traghetto) dall’estremo nord all’estremo sud. L’ho gustato attraverso la cucina locale dei ristoranti delle maman senza aver mai accusato problemi di salute. L’ho vissuto a casa della gente con le classiche sistemazioni chez l’habitant adattandomi a condizioni spesso disagevoli ma immergendomi in una cultura ancora fortemente legata alle tradizioni. Sono tornata dal primo viaggio con la presunzione di aver capito tutto del Senegal e dal terzo con la consapevolezza di aver appena iniziato a capirci qualcosa.

Un’esperienza di vita che ha ribaltato completamente la mia concezione del viaggio. Ho smesso di pianificare tutto in un itinerario e ho iniziato a vivere il viaggio più con il cuore che con la mente. Un paese che ho amato per varie ragioni, tra cui l’aver battezzato la mia vita di viaggiatrice solitaria nel continente nero. Primo viaggio da sola, primo viaggio in terra d’Africa… non avrei certo potuto tornare quella che ero!

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Mappa del Senegal

IL MIO ITINERARIO IN SENEGAL

Dakar: situata nella penisola del Cap Vert, Dakar è la capitale del Senegal. La classica capitale africana: congestionata, caotica, sporca, asfissiante e piena di contrasti. Io non amo particolarmente le città a meno che non abbiano qualcosa di memorabile e detto tra noi Dakar non ha nulla che possa definirsi tale. Anziché alloggiare in centro città ho preferito Yoff, un quartiere nella zona nord-occidentale, molto più a misura d’uomo. Dal punto di vista religioso, tra l’altro, è un quartiere decisamente conservatore: ricordo che nei paraggi della moschea era proibito fumare e indossare gonne sopra il ginocchio. La spiaggia di Yoff è sporca e non è adatta al bagno in mare ma è sicuramente il luogo migliore di Dakar da cui assistere al rientro dei pescatori a bordo delle loro piroghe colorate.

Per le strade di Dakar

Île de N’Gor: deliziosa isoletta raggiungibile rapidamente in piroga dalla spiaggia di N’Gor. Minuscola e sovraffollata, è comunque una meta piacevole in cui trascorrere una mezza giornata.

Île de Gorée: tristemente nota come île des esclaves perché protagonista – insieme a Saint-Louis, Rufisque, Saly-Portugal, Ziguinchor e Karabane – dell’aberrante capitolo sulla tratta degli schiavi verso il Nuovo Mondo. Costruzioni coloniali e balconi in ferro battuto, vicoli e strade polverose da cui le macchine sono bandite, botteghe di artigiani e buganvillee rampicanti ovunque. Raggiungibile comodamente dal porto di Dakar in una ventina di minuti.

Ile de Gorée

Thies: turisticamente nota come la “città della ferrovia” – punto di incontro tra le due linee principali della rete ferroviaria in Africa Occidentale – e rinomata per la qualità dei suoi arazzi, Thies è una cittadina senza né arte né parte situata a un’ora di strada da Dakar.

Saint Louis: primo insediamento francese in Africa risalente al XVII secolo e capitale dell’Africa Occidentale francese dal 1958 al 2002, Saint Louis è una città brulicante e culturalmente vivace. Interessanti i dintorni per la presenza di due riserve ornitologiche, il Parc National de la Langue de Barbarie e il Parc National des Oiseaux du Djoudj. (Se ti interessa approfondire questo punto leggi Una toubab a spasso per Saint Louis)

Saint Louis

Parc Djoudj

Toubab Diallaw: villaggio di pescatori situato sulla Petite Côte, decisamente tranquillo e con una vista molto suggestiva.

Toubab Diallaw

Mbour:  importante centro ittico della Petite Côte. Il villaggio in sé non ha niente di particolare ma assistere all’arrivo delle piroghe cariche di pesce è un’esperienza da provare, qui più che in qualsiasi altra località del Senegal.

Popenguine: tipico e accogliente villaggio della Petite Côte noto per il pellegrinaggio annuale di Pentecoste. Ideale per gli appassionati di birdwatching.

Joal Fadiouth: conosciuta come l’île aux coquillages – isola delle conchiglie – Joal Fadiouth è uno dei posti che ho amato di più! Assolutamente da inserire nella pianificazione di un itinerario in Senegal. (Se ti interessa approfondire questo punto leggi A zonzo tra le conchiglie di Joal Fadiouth)

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Da non perdere durante un viaggio in Senegal, il cimitero di Joal Fadiouth

Tra le mangrovie di Joal Fadiouth

Mar Lodj e Delta del Sine Saloum: villaggio situato su una tranquilla isoletta nel delta del fiume dove troverete pianure di sabbia e sale su cui vigilano splendidi baobab che si alternano a boschi di palme, ruscelli, mangrovie e lagune. Da scoprire scivolando dolcemente sulle acque del Saloum a bordo di una piroga. Decisamente interessante l’artigianato locale.

A Mar Lodge in dolce compagnia

Ziguinchor: capoluogo della tropicale e lussureggiante Casamance, all’estremità meridionale del paese. Da evitare nella stagione delle piogge quando le strade dissestate si trasformano in veri e proprio torrenti e muoversi diventa complicato. A lungo isolata per i disordini generati dalle forze indipendentiste attive nella regione fino a pochi anni orsono, Ziguinchor si contraddistingue per l’ospitalità della sua gente. Se decidete di raggiungerla da Dakar via mare, vi consiglio di prenotare una cabina. Il viaggio sul ponte è un vero inferno. La gente vomita a destra e manca e ci vuole davvero uno stomaco di ferro! In alternativa si può raggiungere via terra o via aerea.

Kafountine: villaggio di pescatori circondato di piantagioni illegali di marihuana che l’hanno reso la meta privilegiata di rasta men amanti del djembe. La sua atmosfera rilassata è l’ideale per trascorrere qualche giorno in spiaggia e ciondolarsi su un’amaca lontano dalla confusione dei vicini centri balneari, decisamente più turistici. (Se ti interessa approfondire questo punto leggi La Casamance e l’ospitalità di Kafountine)

Costa atlantica

On the road: da Dakar a Bamako in autobus passando da Tambacounda e da Bamako a Dakar in macchina entrando da nord. (Questa è stata una vera avventura, se vuoi saperne di più leggi Dal Senegal al Mali on the road con cui ho vinto il 2° premio di un concorso letterario nazionale)

Dal Senegal al Mali on the road

Ecco qui. Conoscere realmente un paese non è una cosa semplice ma se in qualche modo posso darvi una mano a costruire il vostro itinerario di viaggio in Senegal, non esitare a contattarmi!

La Globetrotter

Se vuoi assaporare i sapori della cucina locale leggi La thiéboudienne, il piatto nazionale senegalese

8 comments

  1. rita

    Ciao Diana, ho letto attentamente il tuo itinerario, conciso e interessante….Certamente quello letto precedentemente mi ha suscitato emozioni forti, in quanto più integrale e dove ho avuto la netta sensazione delle tue forti emozioni e “avventure”. E’ sempre bello leggerti. Un abbraccio Diana.

    • Diana
      Author

      Si Rita, hai ragione… ma ho pensato che può essere interessante anche sapere qualcosa di più dettagliato su tutti i luoghi che tocco durante i miei viaggi… ovviamente poi sono sempre disponibile per approfondimenti, lo sai… un abbraccio forte

  2. Buongiorno Diana, andrò in Senegal per dieci giorni a dicembre e avrei bisogno di capire come fare il mio itinerario. Hai consigli? Pensavo di scendere in nave da Dakar al Casamance…poi non so

    Un beso e grazie
    Martina

    • Diana
      Author

      Ciao Martina! Bentrovata…
      Allora, premesso che io in Senegal sono stata tra il 2006 e il 2010 e le cose cambiano, anche se in Africa cambiano molto molto lentamente., Se vuoi andare in Casamance, che è la parte a mio avviso più bella, potresti prendere la barca per scendere e al ritorno farla via terra passando per il Gambia. La stagione è quella buona, io in Casamance ero stata a settembre ma ho avuto un po’ di difficoltà nel muovermi a causa della pioggia… eh si, quando piove piove! Ricordo una volta che non uscii per quasi 24 ore dal mio alloggio. Però bellissimo. Tornando via terra ti potresti fermare a Joal Fadiouth, il posto che io ho amato di più, e Toubab Diallau, un piccolo villaggio di pescatori in cui ero stata ospitata da un poeta mezzo pazzo ma grandioso, un tale Daouda Fall. Magari lo trovi ancora. Invece a Kafuntine chiedi di Joel, la francese. All’epoca stava costruendo un campement molto carino e mi ha ospitata, comunque una tipa fuori di testa mica male… ovviamente, nel caso, salutami tutti. Comunque ormai il viaggio è alle porte… per qualunque cosa chiedimi!

  3. Stefania

    Ciao Diana! Mi preparo al viaggio in Senegal che farò il prossimo dicembre e ti leggo. Trovo tutto molto interessante! Grazie

    • Diana
      Author

      Grande Stefy! Enjoy your trip io credo di tornarci prossimamente dopo quasi 10 anni… aggiornami!

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