Viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Uchal Festival

Voi credete nel destino? Io si, quantomeno in parte, così come credo che ognuno di noi contribuisce a tracciare il proprio destino. Se non mi fossi data da fare per realizzare il sogno di rendere la mia passione un lavoro, il mio destino mi avrebbe portata ovunque fuorché in Pakistan. Eh sì, avete letto bene. Il prossimo agosto dovrei accompagnare un viaggio di gruppo in Pakistan in occasione del Kalash Uchal Festival e da quando ho ricevuto la notizia non sto più nella pelle. Un’esperienza unica e irripetibile che da sola non mi sarei mai sognata di affrontare.

E cosa c’entra il destino in tutto ciò? – si chiederà qualcuno di voi.

Ed ecco che entra in gioco il destino. Non faccio nemmeno in tempo a rientrare dalla Thailandia che Viaggi Tribali, il tour operator con cui collaboro da qualche mese, mi propone di accompagnare il viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Uchal Festival, un itinerario che propongono pochi e selezionati operatori turistici.

Ma se è un paese così bello, perché non lo propongono tutti? – obietterà qualcuno.

Beh, semplicemente perché ci sono “viaggi” e “viaggi” e quello in Pakistan non è sicuramente uno dei più facili. È un Viaggio (con la V maiuscola) che non ha nulla a che vedere con l’idea di vacanza e che richiede un impegno sia fisico, a causa dei lunghi trasferimenti, che mentale. È un Viaggio pieno di input che ti investono giorno dopo giorno e molti di noi, quando non lavorano, vogliono tenere il cervello a riposo, tutto qua! Non ultimo, è un viaggio di nicchia

Se, come spero, non vi ho spaventato… andiamo a vedere un po’ più da vicino in cosa consiste il viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Uchal Festival. Sono sicura che a qualcuno di voi verrà l’acquolina in bocca com’è venuta a me.

Scorci dal Pakistan – foto di Giuseppe Russo by Viaggi Tribali

Il Kalash Uchal Festival

Prima di entrare nel dettaglio del viaggio spenderò qualche parola sul Kalash Uchal Festival, uno dei più importanti festival culturali di tutto il Pakistan celebrato dall’etnia Kalash.

Chi sono i Kalash?

I Kalash sono una delle minoranze etniche più piccole del paese (circa 3.000 abitanti), vivono nella Kalash Valley – situata nell’Hindukush, tra il confine con l’Afghanistan e la valle di Chitral – ed è uno dei popoli che suscita più interesse in ambito etnografico.

Seguaci di un’antica religione politeista nota come Kafiri, termine usato dai mussulmani per indicare gli infedeli, i Kalash pare siano discendenti delle milizie erranti di Alessandro Magno. A riprova di ciò il fatto che la maggior parte della popolazione è chiara sia di capelli che di occhi e ha riti e tradizioni che si differenziano di molto da quelle delle altre etnie presenti nel paese.

Nel corso dell’Uchal Festival i Kalash rendono omaggio a Almighty per essere benedetti con del buon cibo e un raccolto abbondante. Preparano mais, burro e formaggio per celebrare il festival e rallegrare Uchao. Danzano, cantano e pregano affinché la natura si dimostri generosa con loro.

Un evento che si dilata per giorni e che si sposta di località in località attraverso tutta la vallata.

Insomma, non è mica robetta…

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Viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Uchal Festival – foto di Giuseppe Russo by Viaggi Tribali

Viaggio di gruppo in Pakistan

Il viaggio di gruppo in Pakistan, dal taglio culturale ed etnografico, ci porterà alla scoperta di Islamabad, la capitale, e della parte settentrionale del paese.

Dal punto di vista paesaggistico il Pakistan offre scenari impressionanti per cui, oltre a nutrire il nostro intelletto con la conoscenza di un’etnia singolare, ritempreremo lo spirito inebriandoci di panorami mozzafiato.

Su, forza… partiamo!

Il primo approccio con il Pakistan sarà a Islamabad, la capitale, situata ai piedi delle Margalla Hills nella parte settentrionale del Potohar.

Una città verde e lussureggiante di cui visiteremo le attrattive principali – la Moschea Shah Faisal, il Shakar Padia, il Lok Virsa e il viewpoint Daman-e-Kok – per poi spostarci nella vicina Rawalpindi passando per lo storico villaggio di Saidpur.

A Rawalpindi raggiungeremo il Raja Bazaar dove potremo ammirare le differenti etnie provenienti dal Pakistan più remoto impegnate in contrattazioni compulsive paragonabili a quelle di un qualunque suq arabo e, se il tempo lo consente, faremo una sosta al Truck Repair District che regala alla città di Rawalpindi quel tocco di colore che male non fa.

Il Truck Repair District di Rawalpindi – foto di Giuseppe Russo by Viaggi Tribali

Dopo la breve parentesi metropolitana, ci dirigeremo a nord e attraverso paesaggi suggestivi che si susseguono l’un l’altro senza soluzione di continuità supereremo i 4.000 metri di quota. Superfluo a dirsi che l’altezza elevata è commisurata al beneficio che trarrà il nostro spirito di fronte allo spettacolo a cui ci troveremo ad assistere.

A Chilas, lungo il cammino, sono presenti alcune incisioni rupestri lasciate da invasori, commercianti e pellegrini che percorrevano quel tratto di strada nel tempo che fu. La più antica di queste incisioni risale al periodo compreso tra il 5000 e il 1000 a.C. e presenta animali, uomini e scene di caccia con i primi raffigurati più grandi dei secondi.

Tra le tante emozioni di questi primissimi giorni di viaggio in Pakistan – il mio post vuole dare semplicemente un’idea dell’itinerario – è prevista una sosta al punto panoramico Nanga Parbat. Riconosciuta come la seconda vetta più alta del paese e la nona al mondo (8.125 metri), il Nanga Parbat è tristemente noto come la “Montagna Assassina” per l’alto numero di morti avvenute tra scalatori e ascensionisti ma la cosa non ci riguarda, quanto meno non direttamente. Noi saremo semplici spettatori di tanta meraviglia…

Paesaggi del Pakistan – foto di Giuseppe Russo by Viaggi Tribali

Continuando il viaggio verso nord non ci faremo mancare una tappa nei pressi di Chalt, laddove i continenti si scontrarono 60-70 milioni di anni fa causando la collisione dell’Indo-Pak continentale con la placca eurasiatica che ha originato le catene del Karakorum e dell’Himalaya.

Raggiungeremo poi la Hunza Valley, nel distretto Gilgit-Baltistan, nota per essere il luogo in cui si trova il mito di Shangri-la, la terra dell’eterna gioventù, che ha ispirato il romanzo Orizzonte perduto di James Hilton (1933).

L’Hunza Valley è abitata dai Borusho che, come i Kalash, si ritengono naturali discendenti dei soldati greci che facevano parte dell’esercito di Alessandro il Grande. La capitale, Karimabad, è l’unica città al mondo in cui si possono vedere ben cinque cime sopra i 7.000 metri di altezza in tutte e quattro le direzioni e deve il suo nome al principe Karim Agha Khan, capo spirituale della setta Nazari degli sciiti ismailiti.

Non siamo nemmeno giunti alla metà del viaggio e abbiamo già fatto un carico di emozioni, e di conoscenze, da novanta!

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Viaggio di gruppo in Pakistan – foto di Giuseppe Russo by Viaggi Tribali

Dopo aver trascorso un paio giorni nella zona della Hunza Valley riprenderemo il viaggio e passando per laghi ad alta quota dalle acque turchesi, ponti tibetani sospesi, panorami montani, vallate sterminate, canyon punteggiati da piccoli villaggi e chi più ne ha più ne metta, raggiungeremo Chitral. Da qui, nel lontano 326 a.C., passò Alessandro Magno lasciandosi alle spalle la tradizione greca che si riflette ancora oggi nella valle attraverso i costumi tradizionali delle minoranze etniche.

Da Chitral alla Kalash Valley il passo è breve. Siamo al decimo giorno di viaggio e l’adrenalina cresce sempre di più, o sbaglio?

La Kalash Valley si compone di tre piccole valli adiacenti (Bumburet, Rambur e Birir) ed è accessibile tramite una strada transitabile in jeep. A differenza delle altre etnie che si concentrano in una particolare area geografica, i Kalash vivono in piccoli villaggi costruiti sulle colline vicino alle rive dei corsi d’acqua e risiedono in case costruite su fondamenta di pietre solide accatastate le une sulle altre.

Non intendo aprire un capitolo su questo popolo, non ho né il tempo né le competenze adeguate. Se volete approfondire l’argomento vi consiglio di leggere Regni dimenticati di Gerard Russel (Adelphi) con un intero capitolo dedicato ai Kalash. Avere qualche conoscenza in più aggiungerà sapore non solo al viaggio ma anche, e soprattutto, alla partecipazione al festival che seguiremo spostandoci di villaggio in villaggio a seconda degli eventi in programma.

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Viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Uchal Festival – foto di Giuseppe Russo by Viaggi Tribali

Due giorni nella Kalash in un tripudio di costumi e musica tradizionale e poi, purtroppo, inizieremo il viaggio di ritorno a Islamabad passando per il Lowari Tunnel – una costruzione faraonica costata circa 260 milioni di dollari – con una tappa, lungo il percorso, al Takhet-i-Bahi, noto monastero buddhista del I secolo d.C. dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Ma prima di raggiungere la capitale dedicheremo una giornata alla visita di Taxila, uno dei più importanti tesori archeologici del sub-continente indiano con i resti di tre grandi città e decine di monasteri buddhisti risalenti al periodo compreso tra il 600 a.C. e il 600 d.C. A Taxila Alessandro Magno si impegnò in numerose discussioni filosofiche con gli intellettuali del tempo.

Congederemo il Pakistan a Islamabad con un’ultima cena tradizionale. Le mie amiche pakistane hanno tessuto lodi a non finire sulla gastronomia locale per cui non vedo l’ora di sperimentare un po’ di nuove pietanze.

Il viaggio in Pakistan avrà luogo dall’11 al 26 agosto 2019 con un gruppo piccolo e ben affiatato, requisito fondamentale per condividere un’esperienza così intensa.

Questo, ribadisco, è un semplice post informativo per darvi un’idea del tipo di esperienza che andremo a vivere. Se vi interessano ulteriori informazioni o volete leggere l’itinerario dettagliato, scrivetemi una mail. Risponderò con piacere a tutti i vostri dubbi.

La Globetrotter

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6 comments

  1. Alfonso

    Ho la vaga sensazione che Viaggi Tribali ne sa una più del diavolo. A chi affidare un viaggio con la V maiuscola, se non a una viaggiatrice con la V maiuscola. Continua a sognare Diana e svegliati il più tardi possibile da questa FAVOLA

  2. Flavia

    Ciao!! Credo che questo viaggio sia un po’ troppo imminente, ma mi interesserebbe comunque capire quali sono i costi e i dettagli.. magari per la prossima volta.
    Ciao e complimenti per quello che fai.
    Flavia

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