Viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Chilam Joshi Festival

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Io sono Malala, la voce coraggiosa del Pakistan
1 Novembre 2019

Viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Chilam Joshi Festival

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Viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Chilam Joshi Festival

Quando lo scorso mese di maggio Viaggi Tribali mi ha comunicato che sarei partita per accompagnare il viaggio di gruppo in Pakistan per il Kalash Festival ho esultato di gioia, lo confesso, ma mai come quando mi ha chiesto se ero disposta a replicare l’esperienza.

Qualcuno di voi, specialmente chi mi legge per la prima volta, si chiederà perché. Considerato quanto grande è il mondo, ha senso tornare nello stesso luogo e ripercorrere lo stesso itinerario? Assolutamente si, specialmente quando quel luogo l’hai amato quanto io ho amato il Pakistan. Ci sono tante di quelle cose che sfuggono la prima volta, e spesso anche la seconda, che la vedo come una grande opportunità per capire qualcosa di più di questo paese che, in un modo o nell’altro, ha lasciato il segno. E sarà un valore aggiunto anche per chi mi accompagnerà! La mia esperienza pregressa sul campo sarà il surplus di un qualcosa, già di per sé, incredibile!

Il Kalash Chilam Joshi Festival

Prima di entrare nel dettaglio del viaggio spenderò qualche parola sul Kalash Chilam Joshi Festival, uno dei più importanti festival culturali di tutto il Pakistan celebrato, appunto, dall’etnia Kalash.

Chi sono i Kalash? – si chiederà qualcuno di voi. Ebbene, i Kalash sono una delle minoranze etniche più piccole del paese (circa 3.000 abitanti), vivono nella Kalash Valley – situata nell’Hindukush, tra il confine con l’Afghanistan e la valle di Chitral – e sono uno dei popoli che suscita più interesse in ambito etnografico.

Seguaci di un’antica religione politeista nota come Kafiri, termine usato dai mussulmani per indicare gli infedeli, i Kalash pare siano discendenti delle milizie erranti di Alessandro Magno. A riprova di ciò il fatto che la maggior parte della popolazione è chiara sia di capelli che di occhi e ha riti e tradizioni che si differenziano di molto da quelle delle altre etnie presenti nel paese.

Nel corso del Chilam Joshi Festival i Kalash, in un tripudio di danze, musica, colori e riti tradizionali, festeggiano l’arrivo dell’estate e celebrano l’abbondanza della stagione spostandosi di località in località attraverso tutta la vallata. È un evento che si dilata per giorni ma non mi dilungherò oltre. Se vi interessa approfondire l’argomento, leggete il mio post Tre giorni dai Kalash, tra le minoranze etniche del Pakistan.

Viaggio di gruppo in Pakistan

Il viaggio di gruppo in Pakistan, dal taglio sia naturalistico che culturale ed etnografico, ci porterà alla scoperta di Islamabad, la capitale, e della parte settentrionale del paese.

Dal punto di vista paesaggistico il Pakistan offre scenari impressionanti per cui, oltre a nutrire il nostro intelletto con la conoscenza di un’etnia singolare, ritempreremo lo spirito inebriandoci, dal primo all’ultimo giorno, di panorami mozzafiato.

Su, forza… partiamo!

***

Il primo approccio con il Pakistan sarà a Islamabad, la capitale, situata ai piedi delle Margalla Hills nella parte settentrionale del Potohar. Una città verde e lussureggiante di cui visiteremo le attrattive principali – la Moschea Shah Faisal, il Sakar Padia (monumento a forma di fior di loto), il Lok Virsa (Museo Nazionale di Etnologia) e il viewpoint Daman-e-Kok – per poi spostarci nella vicina Rawalpindi e perderci nel brulicante Raja Bazaar dove potremo ammirare le differenti etnie provenienti dal Pakistan più remoto impegnate in contrattazioni compulsive paragonabili a quelle di un qualunque suq arabo. Concluderemo la giornata con la visita del Truck Repair District che regala alla città di Rawalpindi quel tocco di colore che male non fa.

Truck Repair District – foto di Edoardo Bascialla

Dopo la breve parentesi metropolitana, ci dirigeremo a nord passando per il Lowari Tunnel – una costruzione faraonica costata circa 190 milioni di dollari – e raggiungeremo Chitral, situata ai piedi del Tirich Mir (che con i suoi 7.708 metri è la sommità più alta dell’Hindu Kush, visibile da diversi punti della città). Da qui, nel lontano 326 a.C., transitò Alessandro Magno lasciandosi alle spalle la tradizione greca che si riflette ancora oggi nella valle attraverso i costumi tradizionali delle minoranze etniche.

Da Chitral alla Kalash Valley il passo è breve. Siamo al 5° giorno di viaggio e freschi come delle rose ci apprestiamo a vivere una delle feste rituali più importanti del paese.

La Kalash Valley si compone di tre piccole valli adiacenti (Bumburet, Rambur e Birir) ed è accessibile tramite una strada transitabile in jeep. A differenza delle altre etnie che si concentrano in una particolare area geografica, i Kalash vivono in piccoli villaggi costruiti sulle colline vicino alle rive dei corsi d’acqua e risiedono in case edificate su fondamenta di pietre solide accatastate le une sulle altre. Se volete immergervi totalmente nello spirito Kalash, oltre al mio articolo vi consiglio di leggere Regni dimenticati di Gerard Russel, ex diplomatico britannico che per 14 anni rappresentò la Gran Bretagna in Medio Oriente e raccolse nel libro la sua testimonianza diretta della vita in quelle valli. Avere qualche conoscenza in più aggiungerà sapore non solo al viaggio ma anche, e soprattutto, alla partecipazione al festival che seguiremo di villaggio in villaggio secondo gli eventi in programma.

Tre giorni nella Kalash in un susseguirsi di costumi e musica tradizionale e poi daremo il via alla parte più paesaggistica del viaggio.

Ci lasceremo alle spalle la Kalash Valley e percorrendo la Karakorum Highway – che passa per laghi ad alta quota dalle acque turchesi, ponti tibetani sospesi, pitture rupestri, panorami montani (tra cui il Rakaposhi, 7.788 metri d’altezza), vallate sterminate, canyon punteggiati da piccoli villaggi e chi più ne ha più ne metta – raggiungeremo la Hunza Valley, nel distretto Gilgit-Baltistan, nota per essere il luogo in cui nasce il mito di Shangri-La, la terra dell’eterna giovinezza che ha ispirato il romanzo Orizzonte perduto di James Hilton (1933).

Lungo il percorso ci fermeremo nei pressi di Chalt, laddove i continenti si scontrarono 60-70 milioni di anni fa causando la collisione dell’Indo-Pak continentale con la placca eurasiatica che ha originato le catene del Karakorum e dell’Himalaya.

La Hunza Valley è abitata dai Borusho che, come i Kalash, si ritengono naturali discendenti dei soldati greci che facevano parte dell’esercito di Alessandro il Grande. La capitale, Karimabad, è l’unica città al mondo da cui si possono vedere ben cinque cime sopra i 7.000 metri di altezza in tutte e quattro le direzioni e deve il suo nome al principe Karim Agha Khan, capo spirituale della setta Nazari degli sciiti ismailiti.

Trascorreremo tre giorni nella Hunza Valley inebriandoci di meraviglie a non finire e poi riprenderemo la strada per Islamabad passando per il Nanga Parbat, la seconda vetta più alta del paese e la nona al mondo (8.125 metri) tristemente nota come la Montagna Assassina per l’alto numero di morti avvenute tra scalatori e ascensionisti.

Prima di raggiungere la capitale dedicheremo una giornata alla visita di Taxila, uno dei più importanti tesori archeologici del sub-continente indiano dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, con i resti di tre grandi città e decine di monasteri buddhisti risalenti al periodo compreso tra il 600 a.C. e il 600 d.C..

Congederemo il Pakistan a Islamabad con un’ultima cena tradizionale e un po’ di sano shopping che è sempre piacevole portarsi a casa qualche ricordo di viaggio e carichi di belle immagini e di emozioni forti rientreremo in Italia.

Il viaggio in Pakistan avrà luogo dal 9 al 24 maggio 2020 con un gruppo piccolo e ben affiatato, requisito fondamentale per condividere un’esperienza così intensa.

La Globetrotter

Questo non è un programma di viaggio ma un semplice post evocativo per darvi un’idea del tipo di esperienza che andremo a vivere. Per maggiori informazioni e l’itinerario dettagliato, non esitare a contattarmi. Risponderò con piacere a tutte le vostre domande.

Conosci qualcuno che potrebbe essere interessato al viaggio di gruppo in Pakistan e al Kalash Chilam Joshi Festival? Condividi il mio post. Grazie mille!

Foto di Edoardo Bascialla che ha viaggiato con me in Pakistan ad agosto 2019

Diana Facile
Diana Facile
In primis viaggiatrice, tutto il resto a seguire... sempre che abbia un travel davanti!

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