Viaggio di gruppo in Colombia, dalle Ande ai Caraibi

Ogni volta che mi appreso a scrivere qualcosa sulla Colombia il mio cuore inizia ad accelerare i battiti e sento un’ondata di energia pervadermi il corpo. Non so voi come lo chiamate questo ma per come la vedo io, è amore. Un amore nato alla fine degli anni Novanta con la scoperta dell’opera di Gabriel García Márquez che da platonico è diventato reale quando nel 2011 ho posato per la prima volta il piede in quella magica terra. Io in Colombia ho lasciato il cuore e non è assolutamente una frase fatta visto che ci sono tornata non una ma ben sei volte. La scusa è sempre la stessa, riprendermelo e portarmelo a casa, ma lui si rifiuta di seguirmi e io, rassegnata, ogni tanto vado a vedere come sta. E così, dopo due anni dal mio ultimo congedo, sento il bisogno di fare una capatina in quel paese dall’energia incredibile che mi ha letteralmente cambiato la vita. Eh già, credo proprio che non sarei la persona che sono e non vivrei la vita che vivo senza quel primo viaggio in Colombia di otto anni fa. Superfluo a dirsi che la persona che sono, e la vita che vivo, mi soddisfano entrambe non poco.

Detto questo, grazie alla partnership con Viaggi Tribali iniziata alla fine del 2018, sto per realizzare il mio sogno: condividere non solo a parole, ma anche a fatti, la mia grande passione per con voi. Per il prossimo inverno sono riuscita a organizzare un viaggio di gruppo in Colombia in occasione del Carnaval de Barranquilla. Non sono una persona gelosa, tutt’altro! Nonostante possa apparire un paradosso – vista la mia notorietà di viaggiatrice solitaria credo fermamente che la condivisione sia uno dei valori fondamentali della vita di un uomo e se c’è qualcuno che ha voglia di vivere quest’esperienza con il dovuto rispetto verso qualcosa che trovo estremamente prezioso, ben venga!

Come avrete notato, quando inizio a parlare di Colombia perdo i lumi della ragione e le parole escono sole senza che io possa fermarle. Ma dato che di elogi gliene ho già dedicati parecchi, a sto giro mi impongo di tirare il freno a mano e darmi un contegno. Se state leggendo questo post sul viaggio di gruppo in Colombia le ragioni sono sostanzialmente due: o la state lumando da un po’ oppure siete semplicemente curiosi. In entrambi i casi, prima o dopo aver letto l’itinerario che ho preparato per questo tour, vi consiglio di iniziare a viaggiare virtualmente con il mio post Colombia tutta da scoprire. Sono sicura che vi aiuterà a decidere…

Ora direi di passare agli aspetti pratici, che ne dite?

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Viaggio di gruppo in Colombia, dai Caraibi alle Ande

Viaggio di gruppo in Colombia, dalle Ande ai Caraibi

La Colombia è un paese enorme e variegato. Giusto per darvi un’idea, la sua superficie è pari quasi quattro volte a quella del nostro stivale e presenta una biodiversità di proporzioni epiche: tra selve e deserti, spiagge e montagne, valli e pianure… ce n’è per tutti i gusti. Se a questo aggiungiamo le città (da quelle coloniali a quelle moderne), le piantagioni di caffè – di cui la Colombia è il secondo produttore al mondo – e la ricchezza etnica e culturale della sua gente… capirete perché ci sono tornata sei volte e non ne sono ancora paga.

Ora, assodata l’impossibilità di organizzare un viaggio di gruppo lungo due mesi – il minimo sindacale per visitarla a fondo – e considerata la mia avversione per le toccate e fuga, la scelta dei luoghi da visitare in due settimana scarse è stata ardua ma proficua.

Inizieremo il viaggio da Santa Fé de Bogotá, la capitale, che ci accoglierà con un’aria frizzante, specialmente la sera, a causa dell’altitudine (Cordigliera delle Ande, 2640 metri sul livello del mare).

Trascorreremo a Bogotá i primi tre giorni esplorando la città e alcuni dei suoi dintorni come Zipaquirá – nota per la famosa Cattedrale di sale – e la laguna di Guatavita, ove ebbe origine il mito dell’Eldorado.

La cattedrale di Sale di Zipaquirá

Dal punto di vista culturale Bogotá è insieme a Medellin il cuore pulsante della Colombia per cui oltre all’architettura coloniale e al bellissimo centro storico (la Candelaria), visiteremo il Museo dell’oro e il Fondazione Fernando Botero dedicata all’artista colombiano famoso per l’abnorme dilatazione delle masse, sia plastiche che pittoriche.

Le vie della Candelaria, il centro storico di Bogotá

Dopo questi primi tre giorni tra i paesaggi andini, prenderemo un volo diretto a Rioacha, nel dipartimento de La Guajira, a mio avviso una delle zone più belle della Colombia.

Situata all’estremo nord del paese – e di tutto il Sud America – La Guajira è una regione desertica affacciata sul Mar dei Caraibi ed è abitata da un’etnia indigena fortemente ancorata a usi, costumi e tradizioni: i Wayuu (che per inciso producono dell’artigianato spettacolare).

Il deserto de La Guajira

Trascorreremo tre giorni in questo luogo dalla bellezza inenarrabile in cui il tempo sembra essersi fermato al secolo scorso, fino a raggiungere Punta Gallinas con un vero e proprio viaggio ai confini dell’universo.

Dal deserto de La Guajira ci sposteremo al Parque Nacional Tayrona in cui alterneremo trekking nella giungla e relax in spiaggia, con la possibilità (si spera) di interagire con i Kogui, una delle etnie della Sierra Nevada di Santa Marta, e di visitare Pueblito, antica città preincaica della civiltà Tayrona.

Spiaggia del Parque Nacional Tayrona

La selva

Ripartiremo poi alla volta di Barranquilla per celebrare insieme ai colombiani il carnevale, l’evento più importante del paese nonché il secondo carnevale più folkloristico dell’America Latina dopo quelli di Rio de Janeiro e Salvador de Bahia in Brasile. Ci sono stata nel 2013 ed è veramente qualcosa di unico!

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Colombia tutta da scoprire: il Carneval de Barranquilla

Dopo aver rumbiato come matti tra maschere, musica e aguardiente, raggiungeremo Cartagena de Indias la cui fama da tempo immemorabile va ben oltre i confini nazionali e qui passeremo gli ultimi giorni inebriandoci della bellezza della perla del Caribe! Anche se a mio avviso Cartagena non è la città realmente più rappresentativa della Colombia, va vista si o si!

Ingresso alla Ciudad Amurallada di Cartagena de Indias

Questo, in linea di massima, l’itinerario che ho scelto per il primo viaggio di gruppo in Colombia in formula Smart che avrà luogo dal 14 al 26 febbraio 2020.

Vi state chiedendo cosa significa formula Smart? Ebbene, premesso che non è una vacanza ma un viaggio e che la Colombia non è tra i paesi più economici del Sud America, per abbattere i costi e al contempo agevolare il contatto con i locali che rappresentano la vera bellezza del paese, ho privilegiato piccole posadas – pulite e dignitose – ai resorts e gli hotel di lusso (fatta eccezione per il Parque Tayrona dove il basic significherebbe dormire in amaca e farsi divorare dalle zanzare! Ho già dato e non intendo replicare!).

Inoltre, sempre nell’ottica di partire per un viaggio e non per una vacanza, ho pensato di lasciare i pasti liberi perché non ha senso perdere ore seduti con le gambe sotto a un tavolo. E poi mi piace l’idea che ognuno di noi abbia la libertà di sperimentare lo street food e le varie specialità locali secondo gusti, inclinazioni personali e portafogli più o meno gonfi. Sono ovviamente incluse tutte le colazioni che procedono di pari passo con i pernottamenti e per ovvie ragioni i pasti dei tre giorni che trascorreremo nel deserto della Guajira.

Tra l’altro tenete presente che la Colombia ha una varietà fruttifica unica al mondo e i jugos naturales sono la fine del mondo. Si dice sia possibile bere per 80 giorni consecutivi succhi diversi senza mai replicare! Spesso e volentieri sono così ricchi, specialmente quelli a base di latte, da sostituire il pranzo.

Faremo infine una cassa comune per gli ingressi ai siti che per lo più hanno prezzi irrisori.

Dulcis in fundo, ci divertiremo! La Colombia è da vivere con i colombiani che oltre a essere particolarmente accoglienti, sono sempre pronti a fare festa, abilissimi nel mettere su musica all’angolo di una strada e tirare avanti ballando fino alle quattro del mattino!

Un’ultima peculiarità del viaggio è il fatto che saremo un gruppo piccino (da un minimo di sei a un massimo di dodici partecipanti) e affiatato che oltre alla voglia di scoprire e di conoscere, ha voglia di condividere.

Partire con me per questo viaggio di gruppo in Colombia significa vivere un’esperienza totalitaria che coniuga testa e cuore, conoscenza e passione, ma anche entusiasmo e consapevolezza di voler scoprire sempre più…

La Globetrotter

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