Viaggio di gruppo in Ciad per la festa rituale del Gerewol

Chi è appassionato di Africa e di feste tradizionali probabilmente del Gerewol ha già sentito parlare e chissà, magari ha avuto anche la fortuna di assistervi personalmente. Un altro dei miei sogni nel cassetto che potrebbe realizzarsi quest’anno grazie al viaggio di gruppo in Ciad, il giardino del Sahel, per assistere al festival annuale del Gerewol.

Come alcuni di voi già sapranno, recentemente sono entrata a far parte del team di Viaggi Tribali, un tour operator padovano che propone itinerari di un certo calibro e il viaggio di gruppo in Ciad è sicuramente uno di questi. Un viaggio non facile né tanto meno adatto a tutti ma indiscutibilmente un viaggio sopra le righe e affidarmi questo tour è una manifestazione di fiducia di cui mi sento a dir poco onorata.

Ho girato per anni in solitaria i paesi del Sahel – dal Senegal al Mali, dal Niger al Burkina Faso, dalla Mauritania al Gambia – e durante le mie peregrinazioni ho avuto la fortuna di partecipare a due eventi pazzeschi. Il primo è il Festival del Deserto di Essakane, a 70 chilometri da Toumbuktu (era il 2008, l’anno dopo l’hanno sospeso per ragioni di sicurezza); il secondo è il Festival del Vodù, in Benin, tra i più folkloristici dell’Africa Occidentale.

Ma il Gerewol, in Ciad, va oltre l’umana concezione e credo sia impossibile assistervi senza l’ausilio di un’organizzazione valida alle spalle. Ora, non mi voglio certo definire un’esperta ma un minimo di conoscenza, e di competenza, credo di averla acquisita.

Direi che è giunto il momento di lasciare da parte l’autocelebrazione e di passare ai fatti che sicuramente vi interessano di più. Prima di illustrarvi l’itinerario del viaggio di gruppo in Ciad, voglio spendere qualche parola introduttiva per chi non sa nulla di questo paese e non ha idea di cosa sia il Gerewol. Chi lo sa che non diventi anche uno dei vostri sogni nel cassetto e questa l’occasione giusta per realizzarlo?

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Viaggio di gruppo in Ciad per il Gerewol – foto di Giuseppe Russo

Ciad, il giardino del Sahel

Il Ciad si trova nel Sahel, quella fascia di Africa Subsahariana che si estende dal deserto del Sahara a nord alla savana sudanese a sud e dall’Oceano Atlantico a ovest al Mar Rosso a est.

Io nel Sahel ho letteralmente lasciato il cuore, in particolare in Mali dove sono tornata tre volte e sono ripartita sempre con il viso rigato di lacrime. Nella sua estrema povertà racchiude una ricchezza infinita e una cultura millenaria che si tramanda di generazione in generazione attraverso cerimonie tradizionali e feste rituali. Per non parlare dei colori caldi e rassicuranti e del profumo di umanità che si respira su quelle strade polverose dimenticate da Dio e dagli uomini, talmente intensi da sembrare irreali.

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Viaggio di gruppo in Ciad per il Gerewol – foto di Giuseppe Russo

Il Gerewol, la festa rituale dei pastori M’Bororo

Nel mese di settembre, sul finire della stagione delle piogge, i pastori nomadi M’Bororo (o Woodabe) del gruppo etnico Peul (o Fulani) si radunano sul bordo meridionale del Sahara per celebrare il Gerewol, danza di guerra preceduta da un corteggiamento rituale.

Dovete sapere che i Woodabe sono rinomati in tutta l’Africa subsahariana per la loro bellezza e il Gerewol diventa l’occasione per mettersi in mostra e sfidarsi in un vero e proprio concorso i cui vincitori vengono proclamati da una giuria composta dalle tre donne più attraenti della tribù.

Nella prima fase della cerimonia, chiamata yakee, i Woodabe si truccano, si vestono e danzano in cerchio mettendo in risalto le loro peculiarità per essere scelti dalle donne nubili come mariti. I criteri per giudicare la loro bellezza sono il bianco degli occhi, la linea dritta del naso e il colore dei denti, aspetti che vengono accuratamente enfatizzati con il trucco: argilla rossa sul viso, eyeliner sugli occhi, rossetto sulle labbra e penne di struzzo bianche tra i capelli per apparire ancor più alti.

La yakee, di estrema dolcezza, raggiunge il suo apice nel Gerewol, una danza di guerra fatta di impressionanti volteggi e rotear di spade che sottolineano le capacità belliche dei candidati generando un effetto scenografico di indicibile bellezza.

E qui lascio spazio alla vostra immaginazione perché io, con la mia, sono lì già da un po’…

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Viaggio di gruppo in Ciad per il Gerewol – foto di Giuseppe Russo

Viaggio di gruppo in Ciad

Ed eccoci finalmente pronti a sognare e pregustare questo viaggio spettacolare che si terrà dal 26 settembre al 14 ottobre 2019. Un percorso esplorativo del Sahel ciadiano tra festose esibizioni woodabe su pianure sabbiose, canyon e castelli di roccia, archi e pitture rupestri, laghi d’acqua dolce e guelte dove si abbeverano carovane di dromedari. Come inizio non c’è male…

Partiremo da N’Djamena, la capitale del Ciad, e a bordo delle nostre jeep raggiungeremo l’area di Dourbali in cui si radunano i pastori M’Bororo in occasione del Gerewol. Avremo modo di assistere non solo ai due giorni di cerimonia ma anche ai preparativi che precedono la festa, al passaggio delle carovane e alla transumanza di bovini e ovini che durante la stagione secca migrano verso sud.

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Viaggio di gruppo in Ciad per il Gerewol – foto di Giuseppe Russo

Al termine del Gerewol, con gli occhi colmi di immagini e il cuore carico di emozioni rientreremo a N’Djamena e da qui partiremo alla scoperta del Ciad passando per la zona saheliana di Bahr El Ghazel, il fiume fossile che anticamente veniva alimentato dall’imponente Guelta di Archei. Per chi non lo sapesse la Guelta di Archei è un’oasi nascosta dietro a un canyon che ospita una delle ultime colonie di coccodrilli del Nilo nel Sahara.

Passando per i pozzi di Batandjenna e per il Wadi Hachun – dove è facile imbattersi in folti gruppi di gazzelle – trascorreremo tre giorni in questa fascia di terra surreale che potrebbe regalarci incontri improvvisi con carovane di nomadi e mandrie di dromedari e ovini fermi ad abbeverarsi lungo il cammino. Un viaggio in cui tutto è un’incognita perché segue i ritmi e i tempi imposti dalla natura. Ritmi e tempi che non ci è dato conoscere a priori ma che ci faranno vivere il viaggio con i sensi in allerta, pronti a sorprenderci a ogni batter di ciglia. Meraviglia allo stato puro…

Proseguiremo poi in direzione dell’Ennedi, nel nord del paese, dove ci inebrieremo della visione di spettacolari formazioni rocciose scolpite dall’erosione dei venti e della sabbia e ci ritroveremo proiettati in un museo a cielo aperto che ospita pitture e incisioni rupestri di epoca paleolitica rappresentanti scene di vita quotidiana, guerrieri, allevamenti, pastorizia e cavalieri erranti. L’avreste mai detto?

Raggiungeremo quindi la Guelta di Archei con un trekking non particolarmente impegnativo per godere di uno degli scenari più impressionanti del Sahara, quello delle mandrie di dromedari che entrano nelle gole anticipati dalle loro urla che si riproducono in echi spettacolari.

Riprenderemo poi il cammino diretti a Fada, antico forte coloniale francese e attuale capoluogo della regione, e da li ci spingeremo ancora più a nord inerpicandoci sul massiccio dell’Ennedi per poi riscendere nella depressione dunaria del Mourdi.

Seguendo le tracce dell’antica carovaniera, approderemo alle saline di Demi dove vedremo i raccoglitori di sale all’opera. Dall’ononimo villaggio, ai piedi della montagna, partono tuttoggi carovane di dromedari che trasportano il sale ai villaggi dell’Ennedi per barattarlo con altri generi alimentari come il miglio e il sorgo, per citarne qualcuno.

Passando per il lago salato di Teguedei, incorniciato da un rigoglioso palmeto, raggiungeremo i laghi Ounianga dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità e ritenuti tra i paesaggi più belli del Sahara.

Riprenderemo quindi la strada verso sud incrociando alcune reliquie del conflitto bellico con la Libia come resti di carri armati e attrezzature militari e raggiungeremo infine Abéché, sede di un ex sultanato che ha svolto un ruolo importante nel commercio sahariano collegando l’Africa tropicale al mercato degli schiavi di Tripoli, dove tra gioia e tristezza ci appresteremo a congedare questo pezzo di mondo consapevoli di aver vissuto qualcosa di unico.

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Viaggio di gruppo in Ciad – foto di Giuseppe Russo

Come ho detto all’inizio di questo post, non è sicuramente un viaggio semplice e non è un viaggio adatto a tutti.

Percorreremo circa 3.000 chilometri di pista dove l’imprevisto è sempre in agguato e trascorreremo la maggior parte delle notti in campi tendati con un materassino al posto del letto. Dalla nostra, impareggiabile, avremo il lusso di dormire sotto un cielo traboccante di stelle e la sensazione di poterle toccare con un dito. Non avremo confort di nessun tipo ma ci porteremo a casa un bagaglio carico di emozioni di cui nessun vettore aereo sarà in grado di calcolare il peso.

Insomma, uno di quei viaggi che si fanno una volta nella vita e che resteranno scolpiti nei nostri cuori eternamente. Come puoi dirlo, si chiederà qualcuno? L’hai già fatto prima?

Beh, in primis questo stesso viaggio è partito nel 2018 e nonostante il livello elevato di difficoltà è stato un successo. Ovviamente bisogna esserne convinti e sapere a cosa si va incontro altrimenti è meglio lasciarlo nel cassetto a poltrire.

Personalmente non ho mai fatto un viaggio così estremo ma ne ho avuto comunque un assaggio, anzi due.

Il primo nel 2008 quando sono partita da Milano con quattro amici a bordo di una Nissan Terrano e attraversando Francia, Spagna, Marocco e Mauritania siamo approdati in Mali. Settemila chilometri indimenticabili, dal primo all’ultimo giorno, soprattutto quelli passati all’addiaccio lungo la strada, e non sono stati pochi.

Il secondo nel 2014 quando ho partecipato alla spedizione di 7MML Around the World 2015. Da Cartagena de Indias, in Colombia, a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, passando per la Cordigliera delle Ande a circa 4.000 metri d’altezza a bordo di un Suv. Altri settemila chilometri, faticosissimi, di cui ricordo ancora oggi ogni singolo istante.

Ciò non significa che io mi senta preparata per questo viaggio, non ho assolutamente questa presunzione e credo non si sia mai veramente preparati per un viaggio di questo tipo ma d’altronde uno dei grandi piaceri del viaggiatore è quello di sfidare i propri limiti e mettersi alla prova per cui, se anche non sono preparata, sono pronta e entusiasta come poche volte in vita mia perché so, e ci metto la mano sul fuoco, che sarà un viaggio stra

Se non ti interessa il lusso (condizione essenziale), ami l’avventura e sei pronto a vivere un’esperienza incredibile, leggi il programma completo sul sito di Viaggi Tribali e per ulteriori informazioni rivolgiti Massimo e Barbara che ti forniranno dettagli e delucidazioni.

La Globetrotter

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