La Venezia di Andrea Vismara. Dalla Città Eterna alla Serenissima

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La Venezia di Andrea Vismara. Dalla Città Eterna alla Serenissima

La Venezia di Andrea Vismara. Dalla Città Eterna alla Serenissima

Andrea è un camminatore, uno di quelli che ai mezzi di locomozione preferisce i piedi e che macina chilometri su chilometri, assaporando a fondo ogni singolo istante del viaggio. Vi confesso che uno dei miei sogni nel cassetto è raggiungere Santa Maria di Leuca partendo da Milano a piedi. Un viaggio che ho fatto infinite volte in macchina, ma una brutta spina calcaneare mi impedisce di trasformarmi nella camminatrice solitaria. Comunque sia, non sono qui oggi per parlare di cammini, anche se non escludo un giorno di farlo, bensì di Venezia che ho visitato qualche settimana fa, rigorosamente a piedi, in compagnia di Andrea. E cosa c’entra Andrea con Venezia? Beh, Andrea ha lasciato la Città Eterna per amore della Serenissima, dove si è trasferito mesi fa e dopo avervela raccontata io, da turista, vorrei che ce la raccontasse lui da residente e a modo suo. Perché oltre a essere un camminatore, Andrea è anche un fotografo e uno scrittore, per cui siamo in una botte di ferro. Da qui è nata l’idea della Venezia di Andrea Vismara (che peraltro ha origini meneghine se non sbaglio)

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Andrea Vismara a Venezia

La Venezia di Andrea Vismara. Dalla Città Eterna alla Serenissima

  • Andrea, tu sei nato in una delle città più belle al mondo, ma hai deciso di vivere a Venezia? Non è stato per amore, quantomeno non per una donna, e non è stato per lavoro. Cosa ti ha spinto a questa scelta?

A volte ci imbattiamo in dei luoghi che hanno il potere di stregarci, di chiamarci a loro; Venezia ha avuto questo effetto su di me fin dal primo sguardo, ormai tanti anni fa. Ho cominciato a frequentarla spesso, venivo in laguna con regolarità, una o due volte l’anno, di solito per la Biennale di Arte contemporanea e ogni volta che partivo per tornare a casa un piccolo pezzo di me restava lì, fra i campielli e le calli. Cinque anni fa decisi di comprare una piccola casa dove rintanarmi di tanto in tanto e alla fine, vivendola sempre di più, non ne ho potuto più fare a meno e mi sono trasferito definitivamente.

  • Avevo un’idea sui veneziani che si è rivelata infondata: li pensavo freddi e inospitali e li ho trovati invece gentili e accoglienti, ma è pur vero che Venezia vive di turismo e, di fatto, io ero una turista, tu no. Come sono nella quotidianità?

Il primo lato che il veneziano mostra di se è spesso quello burbero, scostante, ma se riesci a far breccia nel suo cuore può diventare il tuo migliore amico. Io, con il passare degli anni, mi sono fatto un sacco di amici qui a Venezia, rapporti profondi e sinceri, sviluppatisi con semplicità e questo, nonostante io sia comunque un “foresto”, mi fa sentire a casa. Con questo non voglio dire che tutti i veneziani siano simpatici; come in ogni città ci sono persone buone e cattive ma io, forse per la mia attitudine a farmi voler bene, sono stato fortunato da questo punto di vista.

  • Quali sono i luoghi di Venezia che ami di più? Perché?

Venezia è una città piena di tesori e molti sono fuori dai classici giri turistici, bisogna andare a cercarli. Per questo consiglio sempre di visitarla facendosi guidare da lei, il che vuol dire perdersi girando fra le sue piccole strade senza una meta precisa, spingendosi verso le parti meno note dove vivono ancora i veneziani veri.

Comunque, se dovessi consigliare qualche luogo del cuore, del mio almeno, direi senza dubbio La Scala Contarini del Bovolo, un piccolo gioiello di architettura nascosto fin troppo bene, le rive più esterne del Sestiere di Cannaregio, dove passeggiare è sublime, il cimitero di San Michele. Poi ci sono le isole della laguna che il turismo mordi e fuggi spesso tralascia ma che hanno un grande fascino e meriterebbero una visita; non parlo solo di Burano e Torcello, ma anche del Lido e soprattutto della mia amata Pellestrina.

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La Venezia di Andrea Vismara. Dalla Città Eterna alla Serenissima
  • C’è una stagione migliore per visitare Venezia? Quale?

Personalmente amo molto i mesi invernali, quando Venezia è spesso avvolta dalla nebbia e i flussi turistici sono ridotti al minimo.

In quel periodo si può visitare la città senza affanno e senza il caldo opprimente dell’estate. È pur vero però che ogni stagione ha il suo fascino e la primavera in laguna può essere bellissima così come l’estate con le sue sagre che affollano i campi storici e dove si mangiano costine alla brace e bigoli in salsa. Novembre è generalmente il periodo delle acque alte per cui può essere più difficoltoso muoversi anche se, a mio modesto giudizio, quello della marea è un fenomeno con cui Venezia si confronta da sempre e se non supera i livelli di guardia è anche piacevole da osservare. Certo è che l’acqua “granda” dello scorso novembre ha messo la città in ginocchio e vederla così ferita non è stato per niente bello.

  • Il tuo secondo romanzo è ambientato a Venezia. Non l’ho ancora letto, ma mi riprometto di farlo al più presto. Potresti intanto darci qualche anticipazione sulla trama e dirci in che modo Venezia ti ha ispirato la scrittura del libro?

Il libro si chiama Bisesto ed è la storia di Flavio Tosetto, che negli anni ’80 suonava il basso in una band veneziana di musica oscura e che ora, ormai cinquantenne e ancora ancorato ai vecchi sogni di gloria, vive una vita infelice e poco sobria. Flavio una sera riceve la visita della Morte che veste i panni di una bellissima ragazza dark che, dopo esserselo portato a letto, gli da una ferale notizia: il suo nome è nella lista dei morituri per un determinato giorno, ma la lista ha un errore, un nome di troppo. Per decidere chi prendere fra lui e il suo antagonista misterioso, la morte propone a entrambi un gioco macabro, fa loro una domanda e chi le darà la risposta giusta entro una data prestabilita, salverà la pellaccia.

Per trovare gli indizi che lo porteranno alla risposta, Flavio dovrà visitare cinque famosi cimiteri monumentali d’Italia (a partire da quello di San Michele a Venezia) e parlare con defunti eccellenti cercando la soluzione dell’enigma ma anche una sorta di redenzione.

È un viaggio surreale attraverso alcuni dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia del nostro paese e anche un modo per vedere la morte con occhi diversi e con un pizzico d’ironia.

Bisesto di Andrea Vismara

Ovviamente molti momenti della storia hanno luogo a Venezia, proprio nel periodo invernale e il fatto che io adori passeggiare in quel periodo dell’anno avvolto dalla nebbia trasuda dalle pagine del libro.

Andrea Vismara

Vi lascio i riferimenti di Andrea che è davvero un bel personaggio:

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Diana Facile
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In primis viaggiatrice, tutto il resto a seguire... sempre che abbia un travel davanti!

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