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Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa

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Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa

Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell'Africa

“Ti faccio i miei complimenti! Di solito il primo libro è ostico, invece il tuo era già sia ben strutturato che ben scritto, il che ci ha permesso di concentraci sui dettagli. Hai trovato il giusto equilibrio tra racconto, aneddoti, cultura locale, viaggi passati e riflessioni”. Questo il commento ricevuto dalla prima persona, finora l’unica, che ha letto Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa: l’editore. Se il buongiorno si vede dal mattino, direi che quest’avventura parte sotto i migliori auspici e sì, lo confesso, ho gongolato per giorni, segretamente, senza poter condividere gioia ed emozioni come avrei voluto per cui non me ne vogliate se oggi mi gaso un po’. Sono semplicemente molto felice!

Le mie velleità letterarie non sono mai state un mistero per nessuno, quel che però forse non sapete è che me le porto dietro dalla fine delle scuole elementari quando passavo i pomeriggi persa tra le vicissitudini delle quattro sorelle March, protagoniste di Piccole donne e Piccole donne crescono. Sicuramente li avete letti, quantomeno buona parte di voi, per cui non vi sorprenderà sapere che all’epoca mi identificavo con Joe, la secondogenita, sia per il sogno di diventare scrittrice, sia per lo spirito ribelle e irrequieto.  Comunque oggi non sono qui per parlare di me, di Piccole donne o della qualunque, tantomeno sono qui per elogiare il mio lavoro, ma per raccontare qualche retroscena sul libro e la sua genesi.

Sulle strade del Kenya trae spunto dal mio viaggio di quasi tre mesi in Africa Orientale del 2018: da sola, zaino in spalla e rigorosamente low cost. Fin qui nulla di nuovo, è quel che faccio sempre, ma viaggiare da sola, zaino in spalla e con pochi soldi non è mai stato difficile quanto quell’anno. Pur essendo dannatamente gettonato, il Kenya non è un paese rivolto ai backpackers e il pensiero di comprare un biglietto di ritorno e partire per una località più semplice, tipo le Canarie, mi ha sfiorata più di una volta.

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Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa
  • E perché hai deciso di scrivere un libro sul Kenya? Non potevi parlare di qualcos’altro?

La domanda è lecita e me l’hanno posta più volte. Le ragioni sono due.

In primis, una narrazione senza conflitto è di una noia mortale e non volevo annoiarmi nello scrivere, né annoiare voi nel leggere. Dal conflitto nascono le riflessioni e le riflessioni portano al cambiamento. Non sono rientrata dal Kenya come sono partita: nel bene e nel male, è un paese che mi ha dato tanto, e qui arriviamo alla seconda ragione.

L’ultima tratta del viaggio, in cui finalmente ho trovato quel che stavo cercando fin dal mio arrivo a Mombasa, l’ho trascorsa in un villaggio nei pressi di Kakamega Forest, ospite di una famiglia che mi ha regalato una delle migliori settimane della mia vita. In quel luogo remoto e sconosciuto ho riscoperto l’Africa che amavo e quando me ne sono andata, con gli occhi pieni di lacrime, mi sono detta che se mai avessi scritto un libro, sarebbe stato sul Kenya. L’ho detto a me stessa e l’ho proclamato all’intero villaggio, e dato che ogni promessa è debito, non avrei potuto fare diversamente. Dovevo scrivere del Kenya e di quel viaggio che mi aveva scossa più di quanto potessi immaginare.

  • Ma quindi si tratta di un diario di viaggio?

Altra domanda lecita cui rispondo di no. Più che un diario di viaggio, Sulle strade del Kenya è una raccolta di racconti che seguono il filo conduttore dell’itinerario, ma che si possono leggere indipendentemente l’uno dall’altro. Non volevo fare la cronistoria del mio viaggio, volevo raccontare il Kenya con gli occhi della mzungu che respinge, e rinnega, il suo ruolo, e il modo migliore per farlo era attraverso frammenti di vita reale intrisa di aneddoti, ricordi, emozioni, paesaggi, incontri e folklore locale. Un’immersione nel Kenya della gente, non in quello dei resorts.

  • E chi è la mzungu?

Chi conosce l’Africa Orientale lo sa. La mzungu sono io, siete voi, siamo tutti noi. Senza mzungu non ci sarebbero né conflitto né contraddizione, ma dovete leggere il libro per capirlo. Se ve lo dicessi, vi toglierei il gusto della lettura ed è inutile prenderci in giro. Chi scrive lo fa per essere letto, non per rimanere a marcire sullo scaffale di una libreria! Si scrive perché si ha qualcosa da dire, e io non faccio eccezione. Non pretendo che il mio libro piaccia a tutti, ma credo che molti, nel bene o nel male, vi possano trovare spunti di riflessione.

***

E ora, se avete ancora un attimo di pazienza, voglio raccontarvi com’è nato questo libro, perché è la prova tangibile che se si crede veramente in qualcosa, quel qualcosa arriva.

Quel che mi ha spinta ad aprire il blog non è stata l’ambizione di diventare una travel blogger, ma il desiderio di fare ciò che mi rendeva felice: raccontare i miei viaggi. Come ho già detto in più di un’occasione, non mi sono mai piegata molto alle regole da osservare per far emergere il mio lavoro. Ho sempre scritto per il piacere di farlo, conscia del fatto che avrei avuto forse meno lettori, ma quei pochi sarebbero stati di qualità. Il caso ha voluto che tra quei pochi lettori di qualità ci fosse anche Giada, curatrice della collana Orizzonti di Alpine Studio Editore, che un giorno di marzo dello scorso anno mi ha contattata via mail chiedendomi se avevo qualche bella storia da raccontare.

Sogno o son desta? Credetemi, me lo sono chiesta. Scrivere e pubblicare un libro può essere una cosa semplicissima o complicatissima. Semplicissima se ci si auto-pubblica o si paga un editore per farlo (con il rischio poi che il libro non venga distribuito); complicatissima se invece si aspira a trovare qualcuno che crede nelle tue capacità al punto da essere disposto a scommettere su di te. Perché puntare su un Signor Nessuno è una scommessa a tutti gli effetti: un investimento di tempo e denaro che non si sa se, e quando, ti tornerà.

Io, sebbene oggi sia abbastanza su di giri, mi ritengo una persona umile, il che non significa che non sia sicura di me, tutt’altro. Credo di scrivere discretamente bene, ma so di avere ancora tanto da imparare, e in quest’opportunità “apparentemente caduta dal cielo” vedo un riconoscimento all’impegno, la perseveranza e la fiducia che metto nelle cose che amo.

Il 2020 è un anno che non dimenticherò, per tutto quel che mi ha tolto e per tutto quel che mi ha dato. Che la nuova avventura abbia inizio, secondo voi dove mi porterà?

  • Dove posso comprare Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa?

Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa si può ordinare sia in libreria sia in rete. Sul web è in vendita sui principali portali di libri (Hoepli, Il libraccio, Libreria Universitaria, IBS, Feltrinelli, Unilibro), Amazon e direttamente sul sito di Alpine Studio Editore.

La Globetrotter

Se stai pensando a un viaggio in Kenya e cerchi informazioni pratiche e dettagliate, leggi la mia guida Kenya fai da te: itinerario e consigli utili.

E ora ti vorrei chiedere un favore, anzi due. Quando avrai letto il mio libro, che tu l’abbia gradito o no, torna a trovarmi e dimmi cosa ne pensi. Come puoi intuire, ci tengo particolarmente! E poi, superfluo a dirsi, se condividi il mio post sui social e tra gli amici mi fai un gran regalo! 🙏

Iscriviti alla Newsletter per non perderti le novità settimanali sul blog. Nuovi itinerari, racconti di viaggio, consigli pratici, approfondimenti culturali, partenze di gruppo e, non ultimo, saprai in anteprima dove e quando presenterò il libro! Chissà che la prossima tappa non sia nella tua città…😉

Diana Facile
Diana Facile
In primis viaggiatrice, tutto il resto a seguire... sempre che abbia un travel davanti!

16 Comments

  1. Alfonso Esposito ha detto:

    Finalmenteeeee non vedo l’ora di leggerlo, sicuramente la mia recensione sarà puntuale anche se capisco che sarà la meno gratificante vista le mie scarse qualità letterarie. Una cosa però posso già anticiparla non sarà un libro come gli altri, perché in esso cercherò una persona che stimo e adoro a prescindere. Un abbraccio amica mia

    • Diana Facile ha detto:

      Ciao Alfonso, scusa il ritardo nel risponderti, come potrai immaginare sono giorni di fuoco! Troverai quella persona e sai perché? Perché è un libro scritto con il cuore prima, e con la testa poi. Un abbraccio a te!

  2. Daria Maffioletti ha detto:

    Ciao Diana ho preso il tuo libro Sulle strade del Kenia e non mi ha deluso .Ho riprovato le stesse sensazioni della prima volta che ci sono andata ,mi sembrava di essere lì ,è scritto veramente bene . Appena aprono i voli ci torno ma non nei resort in casa loro xché solo così puoi vivere e toccare con mano la vita Keniota e di preciso a Msoloni . Complimenti brava Diana e brava anche Laura .

    • Diana Facile ha detto:

      Grazie Daria, sono contenta che ti sia piaciuto e soprattutto che tu abbia deciso di abbandonare i resort e andare alla scoperta del vero Kenya!

  3. Ricky ha detto:

    Fin dai primi passi ho avuto il privilegio di seguire la genesi di questo libro che è stato scritto non per seguire la facile “moda” del viaggiatore/scrittore ma con la volontà di raccontare una storia che fosse quanto più possibile reale, onesta, sincera.
    E ora che ho finalmente potuto leggerlo, tutto d’un fiato in un lungo pomeriggio d’autunno che mi ha tenuto incollato alle pagine senza possibilità di smettere, posso dire che quell’onestà traspare da ogni parola di Diana. Finalmente un libro che parla di Africa senza volontà di idealizzarla e edulcorarla. Senza fare facili generalizzazioni e voli pindarici ma un libro che racconta episodi di vita reale, di una vera viaggiatrice che crescendo ha imparato tanto “dalla strada” ma che tuttavia riesce ancora a sorprendersi – nel bene e nel male – stupirsi della bellezza della vita e riflettere. E ci regala i suoi pensieri in maniera genuina, grazie alla sua penna sempre ispirata! Bravissima!

    • Diana Facile ha detto:

      Tu hai vissuto parte di quel viaggio con me, sofferto soprattutto all’inizio, e le tue parole sono molto toccanti! Grazie per l’appoggio che mi hai dato durante questo parto, nemmeno poi così lungo se ci pensi! Sono felice…

      • Giovanna Lagana' ha detto:

        Appena letto l’ultimo capitolo di questa ‘opera prima’ ti verrebbe voglia di chiederti: Hai già iniziato a scrivere l’opera seconda?’ Bello bello bello! Ci ho trovato esattamente quello che immaginavo : ritratti di persone, di vite immerse in una terra madre/matrigna, dipinti dalla mano sapiente di una viaggiatrice che esplora il mondo con il cuore….prima che con gli occhi. Un diario di sensazioni ed emozioni che ti sembra di vivere in prima persona…complimenti!!

        • Diana Facile ha detto:

          Grazie Joe! Non sei la prima persona che mi dice “e quindi? il seguito quando arriva?” che per me è un gran riconoscimento, specialmente se detto da persone appassionate come te! Un abbraccio forte e grazie ancora

  4. Giovanni liveriero ha detto:

    .. Libro finito! Intenso come i profumi d’Africa e pieno di emozioni e umanità come un abbraccio. Brava!

    • Diana Facile ha detto:

      Grazie infinite! Mi hai regalato un momento di estasi pura…

      • Marco maria Beghini ha detto:

        Ho letto con passione il primo.libro di Diana.
        Non è il classsico libro di viaggi sul Kenya, vai li, guarda la, visita il tal posto…..
        È un viaggio interioriore. La voglia di sentirsi non ospite di una nazione ma un essere umano che vuole vivere allo stesso pari di chi vive quei luoghi tutti i giorni. Le pagine scorrono veloci tra momenti molto toccanti e momenti crudi. La realtà viene descritta in maniera chiara da Diana, ti “sbatte” diretta nella tua mente durante la lettura, senza compromessi. Momenti dolci contrapposti ad altri più complessi da gestire durante il viaggio e la permanenza. Un viaggio fatto in solitaria dove la gestione della tua mente diventa priorità perché sei in un paese dove ogni giorno vissuto è un traguardo raggiunto………
        Ottimo libro, brava Diana per avermi portato in Kenya con la mente e con il cuore

        • Diana Facile ha detto:

          Caro Marco, che dire? Grazie infinite, mi hai lasciata senza parole…

          • Simona ha detto:

            Ciao Diana, ho letto il libro tutto d’un fiato, molto bello e coinvolgente. Ho avuto la sensazione di essere lì con te e di vivere ogni momento insieme. Aspetto il prossimo!!

          • Diana Facile ha detto:

            Grazie Simo, che bello trovarti qui! Beh, qualche viaggetto insieme ce lo siamo anche fatto noi due, una vita fa però si ricordano sempre con piacere! Il prossimo lo sto concependo, magari per la fine del prossimo anno chi lo sa che non partorisca anche! Visto che non si viaggia… si scrive! Un abbraccione

  5. anna colella ha detto:

    Ho appena finito di leggere il tuo libro Diana, e sono sorpresa, spiazzata. Pensavo di sapere come viaggi, pensavo fosse simile al mio: zaino in spalla, poca pianificazione, se non proprio assente, animo predisposto all’avventura e alla conoscenza di posti e persone., e via si parte! Beh, ho scoperto che tu vai oltre, molto oltre; tu rinunci a tante comodità e conquiste che in un’altra parte del globo, sono acquisite da tempo, e ormai scontate, entrate nella quotidianità; tu rinunci al materasso, al water (non mi spingo fino al bidet, che è una prerogativa tutta italiana 🙂 ) , al sedile imbottito di un autobus per viaggi di decine di ore, all’acqua calda e all’acqua corrente, per giorni e giorni e settimane, pur di vivere con e come la gente che vai a visitare! E siccome queste rinunce potrebbero significare giornate difficili e molto faticose, e in certo senso ‘infernali’ (se penso a come reagirei se per un solo giorno a milano, mi svegliassi senza acqua in casa!) io ci vedo oltre una semplice passione ; questo tuo ‘spogliarti’ in maniera francescana degli agi acquista per me un significato fideistico. Felice di averti conosciuta nel profondo!

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