Ho viaggiato in Senegal tre volte tra il 2006 e il 2010: le prime due a gennaio per fuggire all’inverno milanese, la terza a settembre durante la stagione delle piogge. L’ho girato da nord a sud con i mezzi pubblici (autobus, sept places e traghetto), l’ho gustato attraverso la cucina locale e l’ho vissuto a casa della gente, adattandomi a condizioni spesso disagevoli pur di calarmi nella cultura del Paese a 360 gradi. Sono passati anni ma credimi, il ricordo è vivido come se ci fossi stata il mese scorso: in quest’articolo troverai il mio itinerario dettagliato – da Saint Louis alla Casamance – e alcuni consigli pratici per organizzare un viaggio in Senegal fai da te.

Una piccola nota prima di dar inizio alle danze: il 2006 è stato l’anno che ha battezzato la mia carriera di viaggiatrice solitaria e ha acceso in me la miccia chiamata Mal d’Africa: sono rientrata dal primo viaggio con la presunzione di aver capito tutto del Senegal e dal terzo con la consapevolezza di aver appena iniziato a capirci qualcosa.

Un’esperienza che mi ha cambiata profondamente e che mi ha portata nel tempo a non pianificare più nulla, lasciandomi guidare dal viaggio per viverlo con il cuore prima e con la mente poi.

Senegal fai da te: itinerario e consigli utili

Clicca QUI per consultare le strutture disponibili in SENEGAL su BOOKING

Partiamo dicendo che oltre a essere una viaggiatrice solitaria sono lenta quanto una lumaca zoppa: la mia ricchezza non si calcola in denari (pochi) ma nel tempo (tanto) di cui dispongo per fare ciò che amo per cui posso concedermi il lusso di prendermela comoda.

L’itinerario che ti propongo, da Saint Louis alla Casamance, ti richiederà almeno tre settimane, soprattutto se decidi di spostarti con i mezzi pubblici. Probabilmente starai pensando che sono passati parecchi anni dai miei viaggi e che le cose nel frattempo potrebbero essere cambiate: utopia! Non esiste continente che si muove più lentamente dell’Africa, l’ho realizzato quando sono stata in Kenya nel 2018.

Va da sé che se non hai tre settimane di tempo, puoi prendere spunto dalle mie tappe, adattandole alle tue esigenze e necessità.

Situata nella penisola del Cap Vert, Dakar è la capitale del Senegal.

La classica metropoli africana – sporca, congestionata, caotica, asfissiante e piena di contrasti – che non ha molto di memorabile da raccontare per cui non ci perderei troppo tempo. Tra le cose da non perdere ti segnalo:

  • la Grande Moschea;
  • il Mercato di Kermel;
  • il Museo d’Arte Africana IFAN;
  • il Monumento della Rinascita Africana;
  • il Villaggio Artigianale di Soumbedioune.

Anziché alloggiare in centro io ho scelto Yoff, un quartiere a misura d’uomo ubicato nella parte nord-occidentale della città. Sotto il profilo religioso, Yoff è decisamente conservatore: ricordo che nei paraggi della moschea era proibito fumare e indossare gonne sopra il ginocchio.

La spiaggia di Yoff è sporca e non invita a bagnarsi nell’acqua fredda e tumultuosa dell’Oceano Atlantico, ma è il luogo migliore di Dakar da cui assistere al rientro dei pescatori a bordo delle loro piroghe colorate.

Di seguito tre escursioni che puoi fare tranquillamente in giornata partendo da Dakar.

alt="Minivan a Dakar"
Minivan a Dakar

L’Île de N’Gor è un piccolo eden raggiungibile in piroga dall’omonima spiaggia cittadina: è piacevole trascorrerci una mezza giornata, in fuga dal caos di Dakar, ma attenzione perché nel fine settimana si trasforma in un carnaio!

Alle porte della capitale, sotto la giurisdizione del villaggio di N’Gor, si trova la Pointe aux Almadies che secondo la tradizione sarebbe stata doppiata da Annone il Navigatore tra il IV o V secolo a.C. durante il suo viaggio oltre le Colonne d’Ercole. Bel punto panoramico, interessante per chi ama il surf e le immersioni.

Gorée, nota come l’isola degli schiavi perché protagonista dell’aberrante capitolo sulla tratta degli schiavi verso il Nuovo Mondo, è una delle tappe imperdibili di un itinerario di viaggio in Senegal. Costruzioni coloniali e balconi in ferro battuto, vicoli e strade polverose da cui le macchine sono bandite, botteghe di artigiani e buganvillee rampicanti ovunque.

Viaggio in Senegal: Gorée
Scorcio di Gorée

LEGGI ==> Storia di Gorée, il simbolo della schiavitù in Senegal

Situato a nord della penisola di Cap Vert, a 30 chilometri da Dakar, il lago Retba è celebre per le sue acque color rosa date dalla presenza di un’alga, la Dunaliella salina, che produce un pigmento rosso in grado di facilitare l’assorbimento della luce e di produrre energia per il suo sostentamento.

Lac Reiba in Senegal
Lago rosa

Nota ai turisti come la città della ferrovia – punto di incontro tra le due linee principali della rete ferroviaria in Africa Occidentale – e rinomata per la qualità dei suoi arazzi, Thies è una cittadina senza né arte né parte situata a un’ora di strada da Dakar. Non è sicuramente una delle cose imperdibili del Senegal, anche se forse è più senegalese di tanti altri luoghi.

Saint Louis è una delle cose da vedere nel corso di un viaggio in Senegal, anche breve: dista circa 260 km da Dakar che con un Sept Place si traducono in 5 ore circa di tragitto.

Primo insediamento francese in Africa risalente al XVII secolo e capitale dell’Africa Occidentale francese dal 1895 al 1902, Saint Louis è una città brulicante e culturalmente vivace.

Interessanti i dintorni per la presenza di due riserve ornitologiche, il Parc National de la Langue de Barbarie e il Parc National des Oiseaux du Djoudj.

alt="Saint Louis"
Saint Louis

LEGGI ==> Una toubab a spasso per Saint Louis

Toubab Dialau è quello che amo definire un tuffo al cuore: piccolo villaggio di pescatori situato sulla Petite Côte che regala la pace dei sensi e una vista molto suggestiva.

Toubab Dialau in Senegal
Vista panoramica

Popenguine è un tipico e accogliente villaggio della Petite Côte noto per il pellegrinaggio annuale di Pentecoste. Ideale per gli appassionati di birdwatching.

Mbour è un importante centro ittico situato sulla Petite Côte. Il villaggio in sé non ha niente di particolare ma assistere all’arrivo delle piroghe cariche di pesce è un’esperienza da provare, qui più che in qualsiasi altra località del Senegal.

Arrivo pescatori Mbour
Mbour

Conosciuta come l’île aux coquillages (isola delle conchiglie), Joal Fadiouth è a mio avviso uno dei must, ossia uno dei luoghi da inserire sì o sì in un itinerario di viaggio in Senegal. 

Cimitero di Joal Fadiouth
Cimitero di Joal Fadiouth

LEGGI ==> A zonzo tra le conchiglie di Joal Fadiouth

Mar Lodj è un villaggio situato su una tranquilla isoletta nel delta del fiume dove troverai pianure di sabbia e sale su cui vigilano splendidi baobab che si alternano a boschi di palme, ruscelli, mangrovie e lagune.

Da scoprire scivolando dolcemente sulle acque del Saloum a bordo di una piroga. Interessante l’artigianato locale.

Ziguinchor è il capoluogo della tropicale e lussureggiante Casamance, situata all’estremità meridionale del paese. Da evitare nella stagione delle piogge quando le strade dissestate si trasformano in veri e proprio torrenti e muoversi diventa complicato.

A lungo isolata per i disordini generati dalle forze indipendentiste attive nella regione fino a pochi anni orsono, Ziguinchor si contraddistingue per l’ospitalità della sua gente.

Se decidi di raggiungerla da Dakar via mare, ti consiglio di prenotare una cabina. Il viaggio sul ponte è un inferno. La gente vomita a destra e manca e ci vuole uno stomaco di ferro! In alternativa puoi raggiungerla via terra, attraverso la Trangambiana, oppure in aereo.

Kafountine è un villaggio di pescatori circondato da piantagioni illegali di marihuana che l’hanno reso la meta privilegiata di rasta men amanti del djembe.

La sua atmosfera rilassata è l’ideale per trascorrere qualche giorno in spiaggia e ciondolarsi su un’amaca lontano dalla confusione dei vicini centri balneari, decisamente più turistici. 

spiaggia di Kafountine
Spiaggia di Kafountine

LEGGI ==> La Casamance e l’ospitalità di Kafountine

Partire per una destinazione fuori dall’Italia – a maggior ragione extra UE – senza aver stipulato una polizza sanitaria è follia pura. Credimi, sono tutt’altro che paranoica, ma i soldi spesi per l’assicurazione sono gli unici che butto via più che volentieri. Se a fine viaggio non l’hai usata tanto meglio, ma se dovesse servire e non ce l’hai, o peggio ancora l’hai scelta male, rischi di rovinarti il viaggio e pure il conto in banca.

Io la lezione l’ho imparata in Brasile dove mi sono dovuta sottoporre a un intervento chirurgico e l’assicurazione che avevo scelto, puntando al risparmio, si è rivelata farlocca. Risultato? Ho dovuto tirare fuori sull’unghia duemila euro e a distanza di anni non ho ancora digerito la rabbia per essere stata così superficiale.

Da allora non scherzo più sull’argomento: scelgo sempre con attenzione e mi affido solo a compagnie serie. Perché quando acquisti un’assicurazione di viaggio non stai comprando solo cure mediche in caso di emergenza: stai comprando serenità, la tua e quella di chi ti aspetta a casa. E fidati: non c’è prezzo per viaggiare leggeri anche con la testa.

Da tre anni a questa parte, dopo averne testate parecchie, mi sono fidelizzata con Heymondo che mi regala sonni tranquilli. Mi è capitato di averne bisogno in Malesia e ho trovato operatori rapidi, efficienti e risolutivi. Peraltro oggi le polizze non costano più un occhio della testa: io generalmente opto tra la versione Top e la Premium – in base alla destinazione – e mi porto a casa una copertura completa a un prezzo assolutamente ragionevole.

Se ami partire tranquillo, a questo link trovi le assicurazioni di viaggio Heymondo: compila il form per avere un preventivo gratuito, comprensivo dello sconto del 10% riservato ai lettori del blog. Attenzione: lo sconto è valido per 30 giorni dal primo accesso, applicabile a tutte le destinazioni e tipologie di polizze per cui metti l’articolo tra i preferiti così non corri il rischio di dimenticartene.

Durante il mio secondo viaggio in Senegal ho raggiunto Bamako da Dakar in autobus passando da Tambacounda (il ritorno l’ho fatto macchina entrando da nord).

Scritta su camion in Senegal
Senegal Mali on the road

Un’avventura che si è trasformata in un racconto vincitore del Secondo Premio di un Concorso Letterario Nazionale).

LEGGI ==> Il viaggio della speranza: dal Senegal al Mali in bus

Più che consigli pratici, considerali suggerimenti che ti aiuteranno a organizzare il viaggio, ma soprattutto a viverlo.

Iniziamo con qualche dato tecnico:

  • la lingua ufficiale in Senegal è il francese, ma c’è anche chi parla inglese; i locali tra loro comunicano principalmente in wolof;
  • la valuta locale è il CFA (comune a tutti i Paesi dell’Africa Occidentale) e il cambio con l’euro è rimasto invariato nel tempo: 1 euro = 655 CFA (io per comodità tengo a mente 650);
  • il periodo migliore per visitare il Senegal è la stagione secca che va da ottobre ad aprile: a gennaio la notte fa freddino, ma di giorno si sta una favola.

Organizzare un viaggio in Senegal fai da te non è facilissimo, soprattutto se hai poca pazienza, il tempo contato e la mania del controllo: in questo caso ti suggerisco di optare per un mezzo di trasporto privato.

Minivan e Sept Place partono solo quando sono al completo e può accadere di trascorrere ore intere alla gare routière aspettando l’arrivo dei passeggeri, il che tuttavia non significa che sia una perdita di tempo. Il Senegal è il paese dell’ospitalità e gli incontri riservano sempre belle sorprese: un itinerario troppo serrato potrebbe farti perdere quel che ci sta nel mezzo.

Oltre a essere ospitali, il popolo senegalese è generoso e sorridente, aperto verso l’altro e animato dalla voglia di condividere la sua storia, la sua cultura, la sua lingua e la sua vita: va da sé che il modo migliore per portarsi a casa una bella esperienza è lasciarsi andare a freni sciolti.

Per un’esperienza singolare potresti scegliere di boicottare gli alberghi – spesso e volentieri di proprietà dei francesi – e pernottare chez l’habitant.

Di seguito alcuni tour che ho selezionato per te su Civitatis, tutti in italiano partendo da Dakar:

Concludo con due parole sulla gastronomia del Senegal che a mio avviso è la migliore di tutta l’Africa Occidentale.

I tre piatti comuni e correnti, deliziosi, sono la thiéboudienne (il piatto nazionale, riso con pesce e verdure, sia bianco che rosso), lo yassa (nelle varianti di pollo e pesce, il riso è condito con una salsa di senape e cipolle) e il mafé (sempre riso con carne di montone cotto nella salsa d’arachidi).

alt="La Thiéboudienne, il piatto nazionale del Senegal"
La Thiéboudienne, il piatto nazionale del Senegal

LEGGI ==> La Thiéboudienne, il piatto nazionale senegalese

Se non sei vegetariano, puoi fare scorpacciata di carne arrosto – in particolare montone, spiedini e pollo – all’interno di una dibiterie frequentata dai local: ne uscirai con il palato appagato e con la rubrica del telefono ricolma di numeri che iniziano con il +221.

Non tirarti indietro nemmeno di fronte al café touba (speziato) e ai succhi gelati che vengono preparati in casa e venduti nei sacchettini di plastica: bissap (a base di ibiscus), gingembre (concentrato di zenzero) e tamarindo (superlativo!). L’acqua è bollita per cui non incorrerai nella maledizione di Moctezuma.

Da non perdere il tè (alla menta) che viene servito tre volte, più volte al giorno, praticamente ovunque.

Le premier est amer comme la mort, le deuxième est doux comme la vie et le troisième est sucré comme l’amour.

La domanda è più che lecita per cui fugo subito ogni dubbio.

Se consideri che io ci sono stata da sola e in fai da te, oltre a essere stata la mia prima esperienza nel continente nero, direi di si. Viaggiare in Senegal è sicuro, totalmente.

Tuttavia non bisogna dimenticare il buon senso.

Nelle grandi città e nelle zone più turistiche evita di dare troppo nell’occhio (con i limiti imposti dal colore della pelle che non inganna) e di camminare la sera da solo in zone poco illuminate, ma questa è un’accortezza che vale un po’ ovunque, anche (e soprattutto) a Milano.

Inoltre, a differenza degli altri Paesi dell’area, il Senegal ha una lunga tradizione di stabilità politica e tolta la questione separatista della Casamance – che in passato ha causato parecchi disordini – non ha mai presentato conflitti e tensioni di rilievo.

E qui mi fermo.

La Globetrotter

Sei stato in Senegal? Hai altri posti da consigliare? Ti aspetto nei commenti.

Conoscere realmente un Paese non è una cosa semplice: ci vogliono tempo, esperienza, studio e flessibilità. Se vuoi partire per un viaggio fai da te, senza l’ausilio di un Tour Operator, ma non sai come organizzarti, consulta la sezione del blog DISEGNO IL TUO VIAGGIO: se ti piace l’idea, scrivimi una mail e lo costruiamo insieme, seguendo i tuoi interessi e le tue necessità.

Se hai trovato questo post piacevole e interessante, puoi lasciarmi un commento e condividerlo sui social? Mi faresti un bel regalo! ❤️

Iscriviti alla Newsletter per non perderti le novità settimanali sul blog. Nuovi itinerari, racconti di viaggio, consigli pratici, approfondimenti culturali, partenze di gruppo e tanto altro!

31 pensieri su “Senegal: itinerario e consigli utili per un viaggio fai da te”

  1. rita dice:

    Ciao Diana, ho letto attentamente il tuo itinerario, conciso e interessante….Certamente quello letto precedentemente mi ha suscitato emozioni forti, in quanto più integrale e dove ho avuto la netta sensazione delle tue forti emozioni e “avventure”. E’ sempre bello leggerti. Un abbraccio Diana.

    • Diana dice:

      Si Rita, hai ragione… ma ho pensato che può essere interessante anche sapere qualcosa di più dettagliato su tutti i luoghi che tocco durante i miei viaggi… ovviamente poi sono sempre disponibile per approfondimenti, lo sai… un abbraccio forte

  2. Martina Santamaria dice:

    Buongiorno Diana, andrò in Senegal per dieci giorni a dicembre e avrei bisogno di capire come fare il mio itinerario. Hai consigli? Pensavo di scendere in nave da Dakar al Casamance…poi non so

    Un beso e grazie
    Martina

    • Diana dice:

      Ciao Martina! Bentrovata…
      Allora, premesso che io in Senegal sono stata tra il 2006 e il 2010 e le cose cambiano, anche se in Africa cambiano molto molto lentamente., Se vuoi andare in Casamance, che è la parte a mio avviso più bella, potresti prendere la barca per scendere e al ritorno farla via terra passando per il Gambia. La stagione è quella buona, io in Casamance ero stata a settembre ma ho avuto un po’ di difficoltà nel muovermi a causa della pioggia… eh si, quando piove piove! Ricordo una volta che non uscii per quasi 24 ore dal mio alloggio. Però bellissimo. Tornando via terra ti potresti fermare a Joal Fadiouth, il posto che io ho amato di più, e Toubab Diallau, un piccolo villaggio di pescatori in cui ero stata ospitata da un poeta mezzo pazzo ma grandioso, un tale Daouda Fall. Magari lo trovi ancora. Invece a Kafuntine chiedi di Joel, la francese. All’epoca stava costruendo un campement molto carino e mi ha ospitata, comunque una tipa fuori di testa mica male… ovviamente, nel caso, salutami tutti. Comunque ormai il viaggio è alle porte… per qualunque cosa chiedimi!

  3. Marco dice:

    Ciao ragazzi, sapete consigliarmi come arrivare a Dakar dall’Italia o dall’Europa via terra senza prendere nessun aereo? Ho provato a cercare navi Cargo ma non ho trovato nulla

    • Diana Facile dice:

      Mi spiace Marco, non saprei proprio come aiutarti! Via terra sia può fare sicuramente con i trasporti pubblici, ho conosciuto una francese che l’ha fatto attraversando Marocco e Mauritania. Credo sia necessario un po’ di tempo e improvvisazione… ma sarebbe una cosa fighissima, ci ho pensato anche io qualche volta…

  4. Paola Merli dice:

    Diana è molto meglio di una guida! Diana è fonte di informazioni fresche, concrete e super-collaudate. Grazie mille Diana della tua generosa disponibilità! Un abbraccio carissimo e auguri per la tua prossima avventura

  5. Silvia dice:

    Ciao Diana, sto cercando degli alloggi dove soggiornare durante il mio viaggio. Mi piacerebbe sostenere le persone del posto ed evitare gli alberghi dei francesi, sai dove/come posso trovare delle chez l’habitant gestite dai locali? Anche su airbnb è tutto in mano ai francesi… Grazie, Silvia

    • Diana Facile dice:

      Ciao Silvia,

      l’unica cosa che mi viene in mente di consigliarti è di provare con il couchsurfing, se non lo conosci. Avevo scritto un articolo qualche anno fa ma non è cambiato molto da allora, l’ho usato l’ultima volta in Malesia. Ti lascio il link per approfondire e in bocca al lupo per il tuo viaggio!

  6. Laura dice:

    stiamo organizzando il nostro viaggio in Senegal e leggerti è stato utilissimo! Viaggi proprio come piace a me… lasciandosi portare dagli incontri… Peccato aver solo una settimana

    • Diana Facile dice:

      Cara Laura,
      sarà un viaggio nell’anima di un paese caloroso e accogliente come pochi. Anche solo una settimana sarà sufficiente a farti innamorare!
      Buon viaggio

  7. Patrizia dice:

    Ciao Diana,
    sono stata in Senegal l’anno scorso con alcune amiche e leggendoti ho ritrovato tante emozioni e riflessioni che sono anche le mie 🙂
    Sto programmando di tornarci infatti, stavolta da sola 🙂 Ci resterei una decina di giorni e ti volevo chiedere se ottobre secondo te è troppo piovoso. Altrimenti potrei luglio o agosto ma temo che sia caldissimo, il che per me, in termini di possibilità di muoversi, equivale alla pioggia. Cosa mi consigli?

    • Diana Facile dice:

      Ciao Patrizia,
      piacere di conoscerti. Il Senegal apre le porte dell’Africa e del cuore! Per quanto riguarda la tua domanda, non sono mai stata a ottobre ma secondo è sicuramente meglio che in luglio e agosto, però così a pelle. A inizio settembre pioveva, soprattutto in Casamance, secondo me dipende anche se vai all’inizio o alla fine di ottobre… fammi sapere se ti va!

    • Diana Facile dice:

      Ciao Patrizio,

      piacere di conoscerti!

      Non sono un’agenzia viaggi e in Senegal sono stata 3 volte, tra il 2006 e il 2010 per cui non ho notizie aggiornate. Tutto quello che ho scritto lo trovi in questa sezione, inclusa la mia guida fai da te da cui puoi trarre spunti per organizzare il tuo viaggio.

      https://www.laglobetrotter.it/senegal/

      Mi spiace non poterti dire di più ma ripeto, non sono un’agenzia viaggi ma una semplice viaggiatrice.

  8. Fabio Viroli dice:

    Ciao, andrò a gennaio, in solitaria per 8 giorni/9 notti, penso a questo itinerario, ti pare fattibile?
    – Dakar (3 notti compresa quella dell’arrivo)
    – Lompoul
    – Sant Loiuse (2 notti)
    – Kayar
    – Joal Fadiouth
    – Saly (da dove immagino si possa arrivare direttamente in aereoporto

    Per gli spostamenti, secondo te i tragitti più lunghi in bus? o aereo da Saint Louis a Saly? Infine in che zona soggiornare a Dakar, per non dover prendere mezzi di sera?

    • Diana Facile dice:

      Ciao Fabio,
      a gennaio sarò anch’io in Senegal. Per la quarta volta.
      Ti rispondo rapidamente perché non sono un’agenzia viaggi. Secondo me, se vuoi viaggiare con i mezzi pubblici, sei tirato per i capelli e ti perdi molto colore locale. I taxi brousse e i minivan partono quando sono pieni, a me è capitato di dover aspettare ore, rare volte ma è successo. Da Dakar a Saint Louis perdi più di mezza giornata e una volta li immagino tu voglia visitare il parco nazionale… Lampoul mi pare sia abbastanza vicina a Dakar ma non ci sono stata, Kayar non l’ho mai sentita e andrò a dare un’occhiata che magari, se interessante, ci faccio un pensierino. Io più che per i bus opterei per i taxi brousse perché sono più intimi e ti fanno vivere il viaggio da dentro, a contatto con le persone che non è escluso ti invitino a casa. Un’esperienza da fare. Personalmente, Saly la salterei e me la prenderei più calma anche perché conoscerai un sacco di persone. Per quanto riguarda le zone in cui dormire, io stavo a Yoff Layenne. La prima volta mi sono trovata bene e sono tornata sempre là. Altro non ti so dire, mi spiace!

      • Fabio dice:

        Scusami! Ero convinto che mi sarebbe arrivata una notifica se mi avessi risposto. Ti leggo solo ora e ti ringrazio. Nel frattempo avevo stravolto l’itinerario comunque. Sono a Saint Luis ora, troppo divertito dal mercato 😀

        • Diana Facile dice:

          Ahahah hai fatto bene! In Africa succede sempre, fare gli itinerari lascia un po’ il tempo che trova ma è anche il bello del viaggio fai da te. Goditi il viaggio e se passi dalla Petite Cote sarò nei paraggi fino a metà gennaio

  9. gianni cantarutti dice:

    Gentile Diana,
    ti ho letto e riletto con piacere! Dopo aver viaggiato in lungo e in largo con lo zaino da ragazzo negli anni ’90, da poco ho terminato di lavorare e, con la mia compagna vorremmo a Gennaio o Febbraio 2026 visitare contemporaneamente il Senegal e il Gambia, arrivando dall’Italia a Dakar per, poi scendere a sud fino a Casamance, il tutto per una durata indicativa di 15 gg.; ti chiedo la gentilezza di consigliarmi principalmente riguardo i mezzi di trasporto: auto a noleggio o, il “taxi personalizzato”? Grazie
    Gianni

    • Diana Facile dice:

      Ciao Gianni,
      non so come sia l’auto a noleggio in Senegal, più che altro le strade non sono il massimo per cui forse, potendo, opterei per il taxi personalizzato.
      Fammi sapere cosa scegli e come ti sei trovato se ti va

  10. Rossella dice:

    ciao sto pensando di fare un viaggio in Senegal e ho trovato molto interessante il tuo blog. Saremmo in 3, due donne e un uomo, volevo capire innanzitutto come funziona la tua consulenza, io vorrei qualche appoggio locale, ma sono molto autonoma. Sono stata già in Africa, togo, Benin, Ghana ed Etiopia , sempre in viaggi fai da te ma con una guida locale (autista più che altro), quindi volevo un’idea della fattibilità e dei contatti. Quanto sarebbe il costo di una consulenza di questo tipo, con un’idea di itinerario? Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *