IL PONTILE DI BAGNOLI… UNA PASSEGGIATA IN MEZZO AL MARE!

Oggi vi presento Maria, una ragazza dolcissima affetta da wanderlust che, come me, adora scrivere. Mi ha contattata qualche settimana fa chiedendomi se poteva condividere i suoi racconti sul mio blog e io, che sono sempre stata molto gelosa della Globetrotter,  ho pensato che una voce in più sarebbe stato un arricchimento per tutti noi, me per prima. Vi presento quindi il suo primo post che parla del pontile di Bagnoli, un angolo poco battuto di Napoli, sua città natale. Mi auguro che il suo intervento sia gradito a voi com’è gradito a me.

alt="Passeggiando sul pontile di Bagnoli, in lontananza Capo Miseno e le isole di Procida ed Ischia"

Passeggiando sul pontile di Bagnoli

Il pontile di Bagnoli… una passeggiata in mezzo al mare!

Se già conoscete Napoli ma ci tornate sempre volentieri, se siete alla ricerca dell’autenticità e amate il mare oltre che le passeggiate, il pontile di Bagnoli fa al caso vostro!

A pochi chilometri dal centro della città, in un quartiere ex-industriale, c’è un pontile che per novecento metri taglia il mare. Un compromesso tra l’uomo e la natura, il legame tra un passato degradante e un futuro speranzoso.

Bastano poche fermate di metropolitana o di Cumana per passare dal cuore di Napoli a una lunga e rilassante passeggiata “in mezzo al mare”. Credetemi, sarà come camminare sull’acqua! Un eccezionale e privilegiato punto di vista, un’occhiata dal mare… restando con i piedi per terra!

Parlo del pontile Nord di Bagnoli!

Ragazzi che fanno i tuffi da una torre dismessa del pontile

Oggi che lo stabilimento siderurgico dell’Italsider è chiuso ormai da più di vent’anni e che molto è stato smantellato, resta questo pontile in cemento. Un tempo era il punto d’attracco delle navi che scaricavano materie prime come il ferro e il carbon-coke. Riadattato e ristrutturato, il pontile di Bagnoli è un gioiellino e merita decisamente una visita.

Pasqualone, una sorta di Totem partenopeo realizzato con materiali dell’ex-acciaieria che si rifà simpaticamente ai Moai, le note statue dell’isola di Pasqua, vi dà il benvenuto all’ingresso.

Il Totem Pasqualone

Una volta percorsi i primi duecento metri sarete indotti a voltarvi come calamite e ad osservare tristemente quel che resta del colosso industriale che ha sventrato la città, mettendola in ginocchio.

Come un grande Leviatano, infatti, l’Italsider aveva inglobato buona parte della zona antistante il mare. Mi chiedo se mio nonno, e tutti gli altri operai che per decenni hanno lavorato qui, l’hanno mai “pensata” bella com’è ora Bagnoli!

Questo è quel che resta dell’Italsieder di Bagnoli -vista dal pontile

Poco a poco, percorrendo l’ampia passeggiata, resterete ammaliati da quel che si mostra ai vostri occhi. Un tripudio di colori! Il blu del mare si scontra con la sabbia nera di origine vulcanica, a destra la verde collina di Posillipo e l’isola di Nisida, a sinistra il monte di Capo Miseno, punta estrema della penisola flegrea, e alle sue spalle le isole di Procida e di Ischia!

Il bellissimo isolotto di Nisida (come canta Bennato Nisida è un isola e nessuno lo sa!)

Eh sì, state passeggiando nel bel mezzo del golfo di Pozzuoli, uno dei tratti costieri più belli d’Italia. Una zona, concedetemi la licenza, di una sconfinata generosità naturale.

Novecento metri che rendono questo pontile una vera e propria struttura multiuso. C’è chi corre, chi passeggia, chi approfitta delle numerose panchine per rilassarsi, leggere, ascoltare musica.

La collina di Posillipo a sinistra, l’isola di Nisida a destra e 600mt già percorsi di pontile

La punta estrema del pontile si collega a una piattaforma circolare. Qui, grazie a un’immensa rosa dei venti posta al centro, potrete apprendere la direzione e la distanza rispetto ad alcune delle principali città del mondo.

Sul finire il pontile si allarga e consente al visitatore di abbracciare con uno sguardo solo tutto il golfo…sullo sfondo Capo Miseno e alle sue spalle Procida e Ischia

Dal pontile di Bagnoli più che da altre angolature si percepisce la bellezza inespressa, anche se forse sarebbe meglio dire soffocata, di un’area dalle potenzialità infinite. Un’area in cui l’archeologia della Grotta di Seiano si fonde con il panorama mozzafiato fatto di isole, isolotti e insenature di origine vulcanica che giocano a rincorrersi l’un l’altro alternandosi in mezzo al mare. La natura ci regala le sorgenti delle Terme di Agnano e l’uomo, in questo caso, anziché distruggere… ha trasformato.

Maria Batticore

Per maggiori informazioni sul Pontile di Bagnoli (orari di apertura, contatti e come arrivare) visita il sito di Napolike

3 comments

  1. Andrea

    Complimenti Diana hai accolto nel tuo spazio altre parole, altri pensieri.
    Ma sei troppo aperta agli altri perché potesse non essere così.

    Complimenti Maria perché parli di luoghi già belli e racconti come, il tempo e le persone, li han resi pure affascinanti

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