L’INNO AL MEDITERRANEO DI MERAVIGLIA ITALIANA

Un viaggio tra i sapori, i colori, i profumi e i paesaggi del Mediterraneo quello del progetto Meraviglia Italiana di Sanpellegrino celebrato mercoledì 4 novembre al 39° piano del Nuovo Palazzo della Regione Lombardia.

Un’istallazione artistica che ha preso la forma di un agrumeto 2.0 sospeso nel cuore di Milano, realizzata attraverso le opere di tre eccellenze italiane.

Cinque stanze virtuali in cui perdersi e ritrovarsi, guidati dal profumo degli agrumi e cullati dalle storie raccontate dalle creazioni esposte nella mostra collettiva: i suggestivi frammenti dello scrittore Gianrico Carofiglio in cui descrive la bellezza malinconica di Bari, l’odore della salsedine e il cielo che muta con il passare delle stagioni; gli scatti del fotografo Giovanni Gastel che ritraggono il mare di Capri, i paesaggi di Filicudi e gli sguardi della gente che lavora e vive tra quelle strade; i monili della stilista Margherita Maccapani Missoni, realizzati con materiali e colori che richiamano il mare e rievocano i ricordi dell’infanzia e delle estati con i nonni sulla barca o alla ricerca di conchiglie.

Un itinerario sensoriale volto a osannare il Mediterraneo come fonte d’ispirazione, conclusosi con l’estro gastronomico dello chef stellato Pietro D’Agostino che reinterpreta le ricette della tradizione siciliana in chiave contemporanea.

Dal 9 novembre sarà possibile immergersi nell’installazione anche sul digital. Il sito di Sanpellegrino diventerà la vetrina di Meraviglia Italiana, riportando i momenti più salienti dell’evento e ospitando alcuni contenuti esclusivi in cui i tre artisti racconteranno in che modo il  Mediterraneo sia stato fonte di ispirazione per le loro opere.

In una fase successiva saranno coinvolti attivamente gli utenti della rete: aspiranti scrittori, fotografi e stilisti amatoriali potranno esprimere la loro creatività ispirandosi alle opere artistiche dei talenti e alla bellezza del Mediterraneo, che secondo Gianrico Carofiglio “sta nel suo essere sempre stato, e nell’essere ancora, un luogo in cui le cose si mescolano fra loro e danno luogo a cosa nuove, a idee, a contaminazioni nel senso più bello del termine…”

La Globetrotter

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