Quando si parla di andar per Langhe la prima immagine che visualizziamo è quella dei vigneti che rigano le colline e dei paesaggi che all’ora del tramonto si tingono di colori fiabeschi. Nulla di più vero. Scenari mozzafiato ed enogastronomia sono i protagonisti indiscussi di un viaggio nelle Langhe, ma c’è di più e lo scopriremo assieme con quest’itinerario di 4 giorni che avevo disegnato per un progetto di lavoro mai decollato.

Avendoci dedicato del tempo, ho deciso di pubblicarlo sul blog sperando che possa esserti d’ispirazione, o d’ausilio, per organizzare una visita nelle Langhe. Accanto a quelle più note, di cui Barolo è principe indiscusso, troviamo i piccoli borghi millenari dominati da eleganti castelli, le chiesette colorate diventate virali sui social e le Big Bench che spiccano tra il verde dei vigneti o sulla cresta delle colline.

Poi ci sono loro, le storie, da leggere e ascoltare seguendo le orme di importanti scrittori.

Questo breve excursus nelle Langhe condensa alcune delle esperienze più significative che si possono fare in questa terra fertile e generosa.

Terra che in autunno profuma di mosto e tartufo bianco e che in estate si anima di festival e sagre di paese.

Una terra facile da amare e impossibile da dimenticare.

Paesaggio di un itinerario nelle Langhe
Paesaggio delle Langhe

Tappe: Alba – Roddi – Pollenzo – Bra (18 km)

La prima tappa del nostro itinerario di 4 giorni nelle Langhe è Alba, capitale indiscussa della zona, che nonostante la fama di cui gode a livello internazionale grazie alla Nutella e al connubio tartufo-vino ha mantenuto intatti i ritmi rilassati della cittadina di provincia ed è un piacere da assaporare a passo lento.

Cosa vedere ad Alba:
  • il Duomo intitolato a San Lorenzo (Santo Patrono) che sulla facciata del 1878 porta i simboli dei quattro evangelisti – l’Angelo di Matteo, il Leone di Marco, il Bue di Luca e l’Aquila di Giovanni (dall’unione dei quali si ottiene il nome della città);
  • il MUDI (Museo Diocesano adiacente al Duomo) che custodisce un fonte battesimale a immersione ritrovato sotto le fondamenta dell’edificio risalente alla fine del VI secolo;
  • il Palazzo Comunale, sede del governo della città fin dal Medioevo;
  • la seicentesca chiesa di San Giuseppe, con la torre campanaria che regala una panoramica d’eccezione sulla città;
  • il Teatro Sociale Giorgio Busca (visitabile su prenotazione, tel. 0173 292472);
  • la Chiesa di San Domenico dalla facciata romanico-gotica, che conserva all’interno splendidi affreschi di epoca tre-quattrocentesca;
  • last but not least, il Centro Studi Beppe Fenoglio che consente di ripercorrere la vita dello scrittore albese – intrecciata a quella di altri importanti personaggi locali – seguendo le 16 tappe dell’universo letterario fenogliano disseminate per le strade del centro città.

D’obbligo una passeggiata per la via Maestra che da piazza Risorgimento porta verso piazza Michele Ferrero (dedicata al padre della Nutella) dove ammirare architetture medievali e tardo medievali, tra cui Casa Fontana, all’incrocio con via Calissano, che sopra le insegne dei negozi moderni esibisce un fregio del XV secolo, rappresentante balli di giullari e matti.

Interessante la sosta da Tartufi Morra, azienda a conduzione familiare che opera sul territorio dal 1930. Propone un’ampia scelta di tartufi freschi (bianchi in autunno, scorzoni in estate, neri in inverno) e altri prodotti tipici albesi.

Pranzo Osteria del Vicoletto, location accogliente incorniciata da bottiglie di vino che si distingue per i primi fatti in casa e i secondi di carne.

Piatto di Tajarin, tipico del Piemonte
Tajarin
Eventi in programma ad Alba:

Da Alba ci dirigiamo verso Bra passando per il borgo di Roddi, sede dell’Università dei cani da tartufo, fondata nel 1880 ai piedi del castello difensivo dalla famiglia Monchiero che da ben quattro generazioni si occupa di addestrare i cuccioli alla cerca del tartufo e divulga la cultura di quest’antica arte attraverso percorsi di degustazione e simulazioni di ricerca della trifola (la domenica, su prenotazione).

Pollenzo, alle porte di Bra, è un piccolo borgo romano affacciato sul Tanaro risalente alla fine del II secolo a.C. che all’epoca ospitava un teatro, un anfiteatro, alcuni templi e un acquedotto.

Nel 1762 Pollenzo entrò a far parte delle dipendenze della casa sabauda e nella prima metà dell’Ottocento Carlo Alberto diede vita a una vera e propria azienda agraria con vigneti e cantine in cui sperimentare tecniche di vinificazione, utilizzate ancora oggi per i grandi rossi delle Langhe.

Deteriorata dal tempo e dalle guerre mondiali, la tenuta fu ristrutturata nei primi anni 2000 per mano dell’Agenzia di Pollenzo, che l’ha convertita in un microcosmo di storia e cultura enogastronomica con tanto di Università e Banca del Vino, creata per conservare una memoria storica attraverso la selezione delle migliori etichette italiane. Qui, oltre alle degustazioni classiche, è possibile sperimentare nuove forme di rapporto con il nettare divino (tra cui la meditazione).

Addossata alle prime colline del Roero, Bra è una cittadina culturalmente attiva che presenta sontuose architetture barocche dietro le quali si celano cortili silenziosi e botteghe d’altri tempi da cui si propaga il profumo della salsiccia di Bra, riconosciuta come Prodotto Agroalimentare del Piemonte (PAT), da consumare cruda e fresca.

La salsiccia di Bra nasce nel XVIII secolo quando la vicina Cherasco era abitata da una folta comunità ebraica che non consumava carne suina e così i macellai di Bra iniziarono a preparare la salsiccia utilizzando carne bovina, ognuno seguendo la propria ricetta. Bra è nota inoltre per aver dato i natali all’associazione Slow Food, che ha cambiato il modo di pensare e percepire l’enogastronomia, anche grazie al festival Cheese, punto di riferimento mondiale per gli artigiani del formaggio, che si tiene ad anni alterni nel mese di settembre.

Cheese a Bra
Cheese

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Passeggiando per il centro città si ammirano splendidi edifici – tra cui il Palazzo comunale di fondazione medievale (rimaneggiato in stile barocco) e Palazzo Traversa (testimonianza dell’architettura più antica di Bra con elementi decorativi tardogotici) – e chiese riccamente decorate, tra cui quella dedicata a Sant’Andrea (1862) e l’opera d’arte rococò di Bernardo Vittone intitolata a Santa Chiara.

Cena La Pimpinella propone piatti della tradizione che variano in base agli ingredienti di stagione

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Tappe: Bra – La Morra – Barolo – Monforte d’Alba – Dogliani – Bossolasco (47 km)

Il nostro itinerario di 4 giorni nelle Langhe ci porta a La Morra, altrimenti detta il balcone delle Langhe per la vista di cui si gode dal Belvedere di piazza Castello. La Morra è conosciuta anche per la Cappella del Barolo (o Cappella delle Brunate), una chiesetta dipinta con i colori dell’arcobaleno sullo sfondo di colline vitate, raggiungibile dal centro del paese con una passeggiata di 20 minuti.

Cappella del Barolo, tappa obbligata di un itinerario nelle Langhe
Cappella del Barolo

Tra La Morra e Barolo, in località Annunziata, si trova la Tenuta Monfalletto dei Cordero di Montezemolo che da secoli perpetua il legame con il territorio coltivando 50 ettari di vigneti secondo i principi dell’agricoltura biologica. Su prenotazione si può visitare la tenuta e partecipare a una degustazione: la selezione di vini proposta è ottima, dai classici Barbera, Nebbiolo e Arneis, ai top di gamma tra cui spicca il Barolo Monfalletto, etichetta che custodisce la storia, il patrimonio, la cultura e l’essenza dell’operato dell’azienda.

Proseguendo per altri 5 km arriviamo a Barolo, borgo delizioso dove potremo visitare Castello Falletti (che ospita il WiMu, in cui si racconta il rapporto tra l’uomo e il vino), l’Enoteca Regionale del Barolo e il Museo dei Cavatappi.

Pranzo ⇒ Rossobarolo serve pietanze tipiche del territorio preparate con prodotti di qualità e vini eccellenti.

Imperdonabile lasciare Barolo senza aver fatto incetta di grissini stirati a mano, specialità della tradizione piemontese preparata secondo l’antica ricetta di famiglia che si tramanda da generazioni presso la Panetteria Fratelli Cravero.

Barolo, uno dei must di un itinerario nelle Langhe
Barolo

Arroccato su una collina a 480 metri d’altezza, Monforte d’Alba vanta un incantevole centro storico. Le sue stradine, puntellate da antichi palazzi nobiliari, s’inerpicano fino alla piazza dedicata al pianista Mieczysław Horszowski che si apre come un anfiteatro naturale, regalando una vista panoramica d’eccezione sui vigneti sottostanti.

Passeggiando per le sue viuzze si trovano la torre campanaria a forma quadrangolare risalente al XII secolo, l’Oratorio di Sant’Agostino e Bonificio (gioiellino barocco).

Se hai sentito parlare del Big Bench Community Project, nei pressi di Monforte d’Alba si trova la Panchina Gigante #6 che regala una vista impareggiabile sui vigneti delle Langhe.

Big Bench Project nelle Langhe
Big Bench Project

Dogliani funge da spartiacque tra le Langhe più glamour e quelle più selvagge. Qui le colline si fanno via via più ripide e i vigneti salgono di quota, diradandosi fino a sparire, inghiottiti dal fitto bosco.

Per la sua posizione Dogliani ha sempre rappresentato il mercato principale delle Langhe occidentali, vocazione che continua a mantenere viva con il Mercato dei contadini del sabato mattina. Impressionante il centro storico, un tripudio di cupole neoclassiche e guglie gotiche, che gli conferiscono un’identità a sé rispetto agli altri borghi della zona: da visitare la Chiesa Parrocchiale di Quirico e Paolo, il Palazzo Comunale (che ospita un museo storico-archeologico), il Museo e la Biblioteca dedicati a Luigi Einaudi.

Da visitare la Bottega del Vino di Dogliani – sita nelle cantine sotterranee dell’ex-convento dei Carmelitani – dove degustare e acquistare bottiglie di Dogliani DOCG. Vini tutelati e promossi dal consorzio di produttori locali, tra cui spicca il Dolcetto di Dogliani: rosso rubino, profumo fruttato, sapore asciutto, ammandorlato e armonico.

L’ultima tappa odierna del nostro itinerario di 4 giorni nelle Langhe è Bossolasco. Il romantico borgo dalle antiche origini se ne sta lì, fiorito a festa, tra le valli del Tanaro e del Belbo, ispirando artisti e pittori che fin dalla metà del secolo scorso lo scelsero come musa per le loro creazioni.

Bossolasco è un luogo legato alla storia della Resistenza cui è stato dedicato il parco (inaugurato nel 1968) e l’Angelo Monumentale dell’Alta Langa, opera dell’artista contemporaneo Daniele Cazzato, dal valore fortemente simbolico.

Cena ⇒ Locanda del Camino, atmosfera accogliente, piatti deliziosi a base di prodotti del territorio e ampia selezione di vini di ottima qualità.

strada di paese, Bossolasco, parte dell'itinerario nelle Langhe
Bossolasco

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Dedichiamo la prima parte della giornata al mondo della nocciola che è una delle espressioni più distintive delle Langhe, in particolare:

  • Feisoglio, immerso nel verde dei noccioleti a 700 metri d’altitudine;
  • Cravanzana, con degustazione presso la famiglia Robaldo dell’azienda agricola Cuor di Nocciola, che da quattro generazioni si dedica alla coltivazione della Tonda Gentile, con frutti della propria terra, rigorosamente bio, da cui producono pasta, creme spalmabili e altri derivati;
  • Cerreto delle Langhe, con un laboratorio di pasticceria presso l’Azienda Agricola Propi Bun per imparare a realizzare la tradizionale torta di nocciole.

L’ideale, per esplorare la zona, è noleggiare una bicicletta: il dislivello è notevole per cui ti consiglio un’E-bike.

In bici nelle Langhe con vigneti sullo sfondo
In bici nelle Langhe

Nel pomeriggio del terzo giorno nelle Langhe ci attende la visita di San Benedetto Belbo, punto focale dell’universo letterario di Beppe Fenoglio che vi ambientò alcuni dei suoi racconti più celebri (tra cui Un giorno di fuoco. Racconti del parentado), ma anche dell’uomo Fenoglio che fin dalla giovane età lo elesse a luogo dell’anima.

Da non perdere la Censa di Placido, antica tabaccheria dell’amico di Fenoglio trasformata oggi in centro culturale. Attraverso contenuti multimediali, l’istituto presenta le opere dello scrittore ambientate in paese e altri luoghi a lui cari: gli ippocastani, il passo della Bossola e la casa degli zii.

la Censa di Placido, uno dei luoghi di Beppe Fenoglio
La Censa di Placido

Cena ⇒ la Drogheria di Langa, dove sperimentare la cucina piemontese rivisitata in chiave moderna.

Pernottamento ⇒ Bossolasco

Tappe: Bossolasco – Murazzano – Paroldo – Sale San Giovanni – Alba (65 km)

Ed eccoci giunti all’ultimo dei 4 giorni di itinerario nelle Langhe. La prima tappa della giornata è Murazzano, scudo e chiave del Piemonte: lungo la strada si trova un’altra Big Bench, all’altezza di San Benedetto Belbo.

Murazzano è un borgo di un migliaio di anime che conserva il fascino del passato medievale, con le vestigia della Torre a pianta quadrata che supera i 30 metri d’altezza.

Da non perdere il Mulino – la cui costruzione è precedente all’anno Mille – e il Santuario della Beata Vergine di Hal, edificato nella prima metà del XVII secolo, Al suo interno custodisce un’immagine della Madonna con il bambino a cui si attribuisce la salvezza di Murazzano, quando nel 1944 corse il rischio di essere messo a fuoco e fiamme dai tedeschi.

Pausa caffè, spuntino o aperitivo ⇒ Caffè Gianduja, che oltre alla qualità regala un pizzico di colore e folklore locale.

Vista panoramica dell'Alta Langa
Vista panoramica dell’Alta Langa

Da Murazzano proseguiamo per qualche chilometro fino a Belvedere Langhe, da cui si gode di una bella vista panoramica del Monviso. Riprendiamo la strada verso Paroldo dove vive un gruppo di donne sciamano che si ritengono in possesso di antichi poteri curativi. Sono le Masche, ossia le buone streghe bianche, che tra pittoresche abitazioni in pietra e cappelle decorate da maschere curano le malattie e preparano gustose prelibatezze culinarie.

Da non perdere l’Ecomuseo della Pecora delle Langhe che racconta la moltitudine di oggetti, affetti ed energie che ruotano attorno all’animale.

Pranzo ⇒ Trattoria Salvetti, in attività da oltre cent’anni, che rivisita i piatti della tradizione piemontese con influssi liguri e un’attenzione particolare alla selezione dei vini.

Agnolotti del plin, da provare durante un viaggio nelle Langhe
Agnolotti del plin

Sale San Giovanni è noto per i campi di lavanda ed erbe officinali che tra giugno e luglio regalano tutti i colori delle fioriture.

Oltre alla lavanda, a Sale San Giovanni si possono visitare la Pieve di San Giovanni Battista, la Cappella di Sant’Anastasia e l’Arboreto Prandi. Quest’ultimo ospita diversi tipi di faggi, abeti, querce e, tra aprile e maggio, le fioriture di orchidee selvatiche tipiche della zona.

Shopping ⇒ Fior di Lavanda coltiva piante officinali con il metodo dell’agricoltura biodinamica e offre prodotti assolutamente naturali.

Rientro ad Alba in piena libertà.

Langhe
Le Langhe

LEGGI ==> Un senso del viaggio: la piacevole visita dell’Alto Monferrato

Per onestà intellettuale, quest’itinerario di 4 giorni nelle Langhe l’ho disegnato partendo da una base di esperienza personale e tanto studio. Come detto nell’incipit, si tratta di un lavoro che mi è stato commissionato e mai pagato, da cui la scelta di inserirlo nel blog. Le notizie sono state selezionate, approfondite e verificate, ma solo alcune le ho testate personalmente.

La Globetrotter

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