Israele fai da te: itinerario e consigli utili

Il viaggio in Israele non è mai stato nella mia bucket list e non tanto per il luogo quanto per la gente. Al di là delle considerazioni geopolitiche su cui, per ovvie ragioni, non intendo indugiare, non ho mai nutrito grande simpatia per i gruppi di israeliani chiassosi e spocchiosi che incrociavo negli angoli più remoti del pianeta e mi son sempre guardata bene dall’avvicinarli…

Questo, quantomeno, fino al mio viaggio in Africa Orientale di inizio anno in cui, per forza di cose, ho dovuto abbattere il muro d’intolleranza che avevo issato contro di loro e vi dirò che mi sono anche ricreduta. È proprio vero, gran brutta bestia i pregiudizi, ti inducono a fare di tutta l’erba un fascio…

Fatto sta che prima ancora di rientrare dal Rwanda avevo in tasca il mio bel biglietto aereo in super offerta per Tel Aviv con Danielle e Sophie che mi attendevano a braccia aperte per farmi vivere un po’ d’Israele!

Adoro conoscere gente in viaggio, spesso si creano legami molto forti in un lasso di tempo ridottissimo e perdurano nel tempo. Pensate che nel 2007, durante il mio primo viaggio in Mali alla scoperta dei Pays Dogon, ho stretto amicizia con Bernardette che ho riabbracciato, con estrema gioia e senza alcun imbarazzo, giusto un paio di mesi fa…

Ma torniamo a Israele. Chi mi ha seguita sui social on the road o ha letto i post precedenti a questo sa già che è stato un viaggio molto ricco di stimoli e c’è voluto del tempo, e dello studio, per mettere giù una guida esperienziale che fosse anche – e soprattutto – utile.

Israele fai da te, itinerario e consigli utili per un viaggio low cost racchiude “quasi” tutto quel che dovete sapere per organizzare un viaggio nel paese con un occhio di riguardo ai budget più ridotti. “Quasi” perché io e i tuttologi siamo due rette parallele che non si incontreranno mai…

Trmonto a Tel Aviv

Israele fai da te

Sono davvero tante le cose da fare in Israele e l’errore più comune, viste le dimensioni ridotte, è quello di liquidarlo in pochi giorni.

Un errore che ho commesso io per prima: volo a buon prezzo + paese piccolo = 10 giorni bastano e avanzano! Per fortuna tornare più volte negli stessi luoghi è una mia prerogativa e Israele non farà certo eccezione. E poi ho promesso a Danielle la mia presenza al suo matrimonio per cui…

Comunque sia, una volta realizzato che in dieci giorni non avrei soddisfatto nemmeno la metà dei miei desideri, ho preferito limitare il raggio d’azione a Tel Aviv, Gerusalemme e poco più.

Questo sarà quindi il punto di partenza per costruire un itinerario di una settimana che contenga l’essenziale di Israele.

Una settimana in Israele: il mio itinerario

Informazioni e consigli utili per organizzare un viaggio in Israele

  1. Periodo migliore per visitare Israele
  2. Visto e formalità in Israele
  3. Valuta e pagamenti in Israele
  4. Lingua in Israele
  5. Sicurezza in Israele
  6. Wi-Fi in Israele
  7. Come spostarsi in Israele
  8. Cibo e bevande in Israele
  9. Shopping in Israele
  10. Quanto costa viaggiare in Israele?
  11. La gente in Israele
  12. Couchsurfing in Israele
  13. App e link utili per viaggiare in Israele

Una settimana in Israele: il mio itinerario

Come ho detto all’inizio del post, io in Israele ho trascorso dieci giorni ma considerato che in viaggio mi trasformo in un bradipo, il mio itinerario può essere tranquillamente adattato a una settimana di tempo. Chi ama correre in formula 1 può anche inserire qualcosa in più.

Io ho eletto Tel Aviv e Gerusalemme come base e da li mi sono spostata per i vari tour. Le distanze in Israele sono decisamente easy e ho ritenuto più logico muovermi in giornata che spostarmi con lo zaino e cercare ogni volta un posto diverso in cui alloggiare anche se forse, con il senno di poi, trascorrere una notte sul Mar Morto non sarebbe stato male.

Visto che però tornare indietro non si può, non mi resta che guardare avanti e dare inizio alle danze con una lista delle cose da fare e da vedere in Israele con una settimana a disposizione.

  • Tel Aviv e Jaffa (2 giorni)

Generalmente un viaggio alla scoperta di Israele ha inizio a Tel Aviv, non fosse altro perché l’aeroporto internazionale si trova qui.

Vi dirò, a me Tel Aviv è piaciuta un sacco e considerato che non amo assolutamente le città… o io sto facendo passi avanti o è realmente una bella città. Vivace, piena di gente per le strade e un sacco di cose da fare sia per i locali che per i visitatori. Una città bacana, come dicono in gergo nella mia amata Colombia, e il fatto che Danielle viva lì mi conforta. Ci posso tornare quando voglio e considerati i costi di Israele non è affatto male…

Il centro di Tel Aviv offre scorci interessanti e attrattive storiche come la Habima Square e l’Itzhak Rabin Memorial. Una delle cose che va per la maggiore nei luoghi turistici in Israele è il Free Walking Tour: un paio d’ore a zonzo per i luoghi più significativi in compagnia di una guida locale e di un punto di vista storico, culturale, artistico ed edonistico sulla città. Io avevo le mie guide personali altrimenti non me lo sarei perso.

A parte questo, la cosa più piacevole da fare a Tel Aviv quando il tempo è bello, e a detta di Danielle non capita di rado, è regalarsi una giornata in spiaggia. Le ore scorrono senza quasi accorgertene in contemplazione di chi gioca a beach volley, chi fa surf, chi corre, chi prende il sole e chi più ne ha più ne metta! E cosa ci sarebbe di esaltante in tutto ciò? – obietterà qualcuno. Nulla, se non fosse che siamo a Tel Aviv, città moderna e cosmopolita nonché finalista, insieme a New York e Medellin, del concorso City of the Year 2013. Per la cronaca ha vinto Medellin ed è là che batte il mio cuore più che altrove. Comunque, se avessi il mare a un tiro di schioppo a Milano ci starei sicuramente meglio…

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Israele fai da te con lo skyline di Tel Aviv in primo piano

La parte vecchia di Tel Aviv è Jaffa, uno dei must di un viaggio in Israele nonchè una delle città più antiche di Israele fondata, così si dice, da Iafet, il figlio di Noe.

I Free Walking Tour di Jaffa partono dalla Torre dell’Orologio intorno alle 14.00. Ancora una volta, scusate se mi ripeto, io giravo con Danielle e Sophie e non l’ho testato personalmente ma se ve lo consiglio è perché ho incontrato varie persone che me ne hanno parlato bene. Senza omettere il fatto che ho partecipato a quello di Gerusalemme e sono sicuramente sulla stessa lunghezza d’onda…

Jaffa non ha nulla a che vedere con Tel Aviv. Calma, solitaria, antica, leggendaria. Secondo il mito greco fu su una costa rocciosa al largo di Jaffa che venne incatenata la bella Andromeda e questi spunti sono sempre molto suggestivi secondo me…

Scatto a Jaffa

Tel Aviv e Jaffa, i due volti della stessa medaglia uniti dalla promenade, la passeggiata che costeggia il mare lungo la spiaggia dorata.

Un’altra cosa gradevole da fare a Tel Aviv è sedersi in un caffè nei dintorni di Rothschild Boulevard e ammirare gli edifici in stile Bauhaus che caratterizzano la zona: oltre 4.000 costruzioni risalenti agli anni Trenta ed edificati da architetti tedeschi ebrei che immigrarono nel territorio britannico di Palestina ai tempi del Nazionalsocialismo. Questa è la ragione per cui Tel Aviv è nota anche come la Città Bianca.

E ora voglio fare qualcosa di diverso dal solito e descrivere Tel Aviv in numeri:

  • Per il National Geographic rientra nella top 10 delle migliori città balneari al mondo
  • Il Business Insider la situa al 25° posto per quanto riguarda il cibo
  • Secondo il Telegraph è tra le migliori città al mondo in cui fare festa
  • Gay Cities la elegge come la migliore città per le comunità gay (ero lì durante il Gay Pride e non posso che appoggiare la scelta!)

Il gay pride a Tel Aviv

  • Dove mangiare a Tel Aviv

Forse non lo sapete ma Tel Aviv è il paradiso dei buongustai anche se questo non significa che la gastronomia locale sia particolarmente rinomata. Mi spiego meglio.

In Israele si mangia bene ma a parte pochissime pietanze non c’è nulla di tipico per cui gli israeliani, che sono delle buone forchette, si sono specializzati nelle cucine degli altri paesi con risultati eccellenti. Una sera mi è toccato pure un pezzo di pizza all’happy hour e vi dirò, non era niente male! E io con la pizza sono esigente, mangio solo la napoletana doc! La romana nemmeno la considero e quella al trancio la adoro ma non è pizza!

Detto questo, a Tel Aviv avrete l’imbarazzo della scelta su dove mangiare ma considerate che ha gli stessi standard, e gli stessi prezzi, del nord Italia. Vi consiglio quindi un paio di posti in cui mangiare street food che a distanza di mesi mi fanno venire ancora l’acquolina in bocca.

Il primo è l’HaKosem,in Shlomo ha-Melekh St 1. A detta di Danielle è il miglior posto a Tel Aviv in cui mangiare falafel. Lo riconoscerete per la lunga coda alla cassa e nonostante i prezzi siano piuttosto alti per trattarsi di un panino, la differenza rispetto agli altri la fa…

Il secondo posto si chiama Sabich Frishman, in Frishman Street 42. Li potrete gustare il Sabich, il mio favorito, con melanzane fritte e uova… orgasmico!

Un’altra possibilità è quella di cercare qualche ristorante nei pressi del Carmel Market, magari prima di entrare a svuotarvi le tasche…

  • Dove dormire a Tel Aviv

Ovviamente a Tel Aviv sono stata ospite di Danielle ma vari viaggiatori che conosco mi hanno raccomandato l’Abraham Hostel Tel Aviv che poi è il fratello dell’Abraham in cui ho pernottato a Gerusalemme.

Non lasciatevi ingannare dal nome. L’ostello non è necessariamente quel postaccio infame frequentato da giovani squattrinati che dormono in camerata e condividono un bagno sporco e maleodorante. Bazzico ostelli dalla notte dei tempi e quant’è vero che mi chiamo Diana li trovo luoghi strepitosi, carichi di energia. Nella maggior parte dei casi, tra l’altro, sono puliti e agevolano la connessione tra viaggiatori e per una “solitaria” come me, che viaggia da sola proprio perché ama socializzare, l’ostello è una manna dal cielo! Oltretutto l’Abraham Hostel – un nome, una garanzia – dispone sia di dormitori che di camere con bagno privato, ovviamente a prezzi diversi. E così si prendono due piccioni con una fava.

Comunque Tel Aviv pullula di strutture ricettive, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche (tranne per quelle dei più poveri perché anche l’ostello in Israele è caro).

Se siete un gruppetto di 3 o 4 persone e non volete dividere la stanza con estranei, una buona opzione è quella di prenotare una camera quadrupla alla Florentin House che ha, secondo le recensioni, un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Un altro luogo che pare eccellente, ma qui bisogna mettere mano al portafogli, è il Fabric Hotel, an Atlas Boutique Hotel, nel cuore di Tel Aviv. Non ci sono stata ma le recensioni sono il top, si parla addirittura di caffè impeccabile – il che è tutto dire – e dalle foto si capisce che è un bel posto. Un po’ chic ma ogni tanto anche a una frikkie come me piace regalarsi quel tocco di classe che male non fa…

  • Come raggiungere Tel Aviv

I voli in partenza dall’Italia atterrano all’aeroporto Ben Gurion da cui si possono raggiungere facilmente sia Tel Aviv che Gerusalemme.

Per recarsi a Tel Aviv ci sono varie opzioni.

L’autobus è il mezzo più economico ma non necessariamente il migliore in termini di tempo.

Per pochi shekel in più, a mio avviso, conviene prendere il treno. Le stazioni principali sono tre: Tel Aviv Merkaz (Arlozorov), HaShalom (vicino al centro commerciale) e Tel Aviv HaHagana (nei pressi della New Central Bus Station). Rapido e indolore. Da lì potrete poi proseguire per il vostro alloggio in autobus o in taxi, in fin dei conti Tel Aviv non è poi così grande.

L’ultima alternativa, sempre economica, è prendere uno sherut (o taxi condiviso) fuori dall’aeroporto che vi depositerà davanti al vostro alloggio.

Aeroporto a parte, muoversi con i mezzi pubblici in Israele è tutt’altro che complicato e a Tel Aviv men che meno. Eccezion fatta per Shabat – inizia il venerdì poco prima del tramonto e termina il sabato poco dopo il tramonto con la paralisi totale di tutti gli esercizi o quasi – i bus circolano regolarmente e vanno dappertutto.

In alternativa potete optare per una bicicletta a noleggio che va per la maggiore tra gli israeliani e quindi mi dico… perché no per i turisti?

  • Gerusalemme (3 giorni)

Gerusalemme è una delle città più belle che abbia visto in vita mia e l’unico termine di paragone che mi viene in mente, al momento, è Roma. Stiamo parlando non solo di una delle città più antiche al mondo – 3.500 anni di storia – ma anche di un luogo ritenuto sacro per ben tre religioni, l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam. Insomma, non è mica robetta!

Eppure, che ci crediate o no, c’è anche chi decide di liquidarla con un tour di un giorno e via. Ho conosciuto un inglese che gironzolava per la Città Vecchia con lo zaino in spalla. Voleva vedere il Santo Sepolcro e il Muro Occidentale e poi prendere l’autobus diretto a Eliat.

Errore imperdonabile ragazzi! Il detto “meglio poco che niente” per Gerusalemme non vale. Ogni singola pietra trasuda storia così come ogni singolo luogo di culto trasuda spiritualità. Se non avete tempo sufficiente, il mio consiglio è di bypassarla e riservarla alla prossima volta. Per carità, con un tour organizzato di un giorno riuscirete anche a vedere tutto, o quasi, ma non riuscirete a cogliere niente. Tanto vale guardarsi un video su youtube.

Considerato che ho scritto un ampio post dedicato alla città, non mi dilungherò eccessivamente. Oltre a essere meravigliosa, Gerusalemme è una città senza tempo e racchiude alcuni dei luoghi più belli di Israele, quelli in cui prendere confidenza con il paese, la sua cultura e la sua storia, apprezzarne la multiculturalità, scattare foto e chi più ne ha più ne metta.

Tra la Chiesa del Santo Sepolcro, il Monte degli Ulivi, la spianata delle Moschee e il Muro del Pianto, giusto per fare qualche nome, è un’emozione autentica.

Il Santo Sepolcro è una delle cose imperdibili di Gerusalemme

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Cosa vedere a Gerusalemme? I fedeli che pregano al Muro Occidentale

Io a Gerusalemme ho trascorso qualche giorno e me la sono gustata lentamente, come piace a me. Non ho avuto né il tempo né la voglia di correre e alla fine, come d’abitudine, ho preferito perdermi via parlando con la gente e qualcosa, vuoi o non vuoi, l’ho mancata. Non me ne faccio un cruccio tanto vi ho già detto che ci tornerò ma se rientrate nella categoria di persone che non replicano mai e volete ribaltarla come un calzino in poco tempo vi do un consiglio spassionato. Non partite senza aver preso nota di ciò che vi interessa visitare e degli orari che cambiano a seconda della stagione e del luogo. Un paio di cose, ahimè, me le sono perse per superficialità e distrazione.

Sul post dedicato a Cosa vedere a Gerusalemme: guida ai luoghi di interesse (vi consiglio di leggerlo sia per approfondire la conoscenza virtuale della città che per preparare il vostro viaggio) c’è una sezione con i link utili per arrivare preparati.

Concludendo, Gerusalemme è un luogo affascinante da esplorare e lo è sia dentro le mura che fuori.

Mi raccomando, tappa fissa al Mahane Yehuda Market per una birra e l’ottimo street food in compagnia di locali e viaggiatori e poi, se vi interessano i musei, non perdetevi il  Yad Vashem  – o Memoriale dell’Olocausto – e l’Israel Museum, uno dei musei principali d’Israele con un’incredibile selezione di resti archeologici e storici.

A spasso per le vie della Città Vecchia di Gerusalemme

  • Dove mangiare a Gerusalemme

A Gerusalemme io mi sfamavo sempre al Mahane Yehuda Market e un paio di volte ho cenato all’Abraham Hostel.

Considerato che è molto meno cara di Tel Aviv, qui potrete fare una bella scorpacciata di hummus (io l’adoro) senza accendere un mutuo. C’è chi ritiene che quello di Arbes, in Shilo St 1, sia il migliore di tutta Gerusalemme, io l’ho mangiato in una stradina parallela al Mahane Yehuda Market, in un ristorantino locale dove non avevano nemmeno i biglietti da visita in inglese, e l’ho trovato eccellente.

  • Dove dormire a Gerusalemme

Avevo già menzionato l’Abraham Hostel Jerusalem come un’ottima opzione per dormire a Gerusalemme e lo confermo.

Se puntate a qualcosa di più potete provare il Mamilla Hotel, vicino alla città vecchia, e l’Inbal Hotel con una piscina enorme. Io non li ho testati personalmente ma mi fido del consiglio di un’amica

  • Come raggiungere Gerusalemme

Gerusalemme è ben collegata con tutto il paese, ci sono autobus che lasciano regolarmente Tel Aviv HaHagana o Savidor Center e il biglietto di sola andata per Gerusalemme costa 16 NIS. L’autobus 485 collega la città all’aeroporto Ben Gurion.

Il modo migliore per conoscere e apprezzare Gerusalemme è camminare ma va detto che il sistema di trasporti è comunque molto efficiente.

  • Tour di Masada, Ein Gedi e Mar Morto (1 giorno)

Una delle cose da fare in Israele, sì o sì, è veder sorgere il sole a Masada, la fortezza eretta da Erode il Grande in cima a una rocca prima ancora della nascita di Gesù Cristo.

Masada, che svetta a 400 metri di altezza sulle distese infuocate del Mar Morto. è portatrice di una storia molto triste, quella del suicidio collettivo di quasi mille persone che scelsero di morire per sottrarsi all’oppressore. Una storia che l’ha resa un simbolo per gli israeliani. Il simbolo dell’ultima eroica resistenza degli ebrei contro i romani.

Al di là dell’inestimabile valore storico, Masada è un incanto dal punto di vista scenografico: raggiungerla all’alba, percorrendo il sentiero del serpente che si inerpica lungo la rocca per circa quattro chilometri – calcolate cinquanta minuti per raggiungere la cima – è stata una delle esperienze più incredibili che abbia vissuto in Israele.

Inutile dire che la tragica storia di Masada l’ho condita e raccontata in un post. Se volete leggerlo, lo trovate qui.

L’alba a Masada

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La storia di Masada si respira perdendosi tra le sue rovince

È possibile raggiungere Masada in autonomia con un’auto a noleggio o prendere parte a un tour in partenza da Gerusalemme o da Tel Aviv. Ce ne sono vari, quello proposto da Abraham Tour è sicuramente molto valido. La partenza da Gerusalemme è prevista per le tre del mattino – lo so è una levataccia ma ribadisco, ne vale assolutamente la pena – in modo da raggiungere Masada un’ora prima dell’alba. L’ingresso al sito costa 28 shekel e non è incluso nel tour.

Appena giunti in cima la stanchezza vi abbandonerà! Cercatevi un bel posticino da cui ammirare lo spettacolo del sol levante. Avrete poi un altro paio d’ore per perdervi tra i resti dell’antica fortezza e fantasticare. Per scendere potete ripercorrere il Sentiero del serpente o prendere la funivia.

Finita la visita di Masada si riparte alla volta della Riserva Naturale di Ein Gedi che dista dalla fortezza una ventina di chilometri. La riserva – costituita da due canyon, il Wadi David e il Wadi Aragut, ognuno con un punto di accesso indipendente – ospita una varietà incredibile di animali, cascate e sentieri per chi ama camminare. Tenuto conto che Israele è piccino, rappresenta sicuramente una buona opzione per allontanarsi dal caos della città e rigenerare corpo e spirito senza trascorrere ore e ore in macchina. Anche l’ingresso alla riserva naturale di Ein Gedi costa 28 shekel e non è incluso nel prezzo del tour.

Non l’ho testato personalmente ma so che c’è la possibilità di raggiungere sia Masada che Ein Gedi con i bus in partenza da Gerusalemme

Infine, la ciliegina sulla torta è il tempo da trascorrere su una spiaggia del Mar Morto, il punto più basso al mondo sulla terraferma: le rive del lago – salato – si trovano 428 metri sotto il livello del mare. Fluttuare tra le acque salatissime del Mar Morto dopo essersi spalmati di fango è un’esperienza divertente per lo spirito e assolutamente benefica per la pelle che diventa liscia come quella del culetto di un bambino. Mi raccomando, tenete le mani lontane dagli occhi se non volete vedere i sorci verdi! L’ingresso al centro balneare è incluso nel tour.

Per chi decide di andarci in un autonomia, tra le spiagge c’è chi consiglia quella di Ein Boker (dalle acque salmastre e curative) e la Mineral Beach (con acqua sulfurea e fango nero).

  • Tour in Cisgiordania tra Ramallah, Gerico e Betlemme (1 giorno)

Anche della Cisgiordania ho già ampiamente parlato nel post Tour della West Bank, un assaggio di Palestina.

Anche in questo caso ho partecipato a uno dei tour proposti da Abraham Tours in partenza da Gerusalemme. Non sapendo bene cos’aspettarmi, ho scelto la via più facile e indolore, in tutti i sensi.

Il tour prevede tre tappe, la prima a Ramallah, cuore politico ed economico della Cisgiordania che ospita la tomba del leader palestinese Yasser Arafat.

La tomba di Yasser Arafat al Muqata’s di Ramallah

Dopo una sosta veloce al Qasr el Yahud Baptisme Site, la fonte battesimale di Gesù Cristo, si procede verso Gerico, la più antica città al mondo abitata ininterrottamente dall’uomo, per la visita del sito archeologico di Tel al-Sultan altrimenti noto come l’antica Gerico. Diecimila anni di storia non sono pochi e il peso della storia si fa sentire anche perché si avvicina l’ora di pranzo che la nostra guida ci fa consumare in casa con la sua famiglia! Strepitoso.

Il tour della West Bank si conclude a Betlemme e qui credo non ci sia molto da aggiungere. Personalmente non posso dire che mi abbia esaltata, la Betlemme odierna è ben distante dall’immagine iconica del villaggio in cui venne alla luce Gesù bambino ma mi rendo conto che una delle cose da fare sì o sì durante un viaggio in Israele.

Passeggiando per Betlemme

L’emozione più forte, quantomeno per me, sono stati i murales che inneggiano alla libertà della Palestina.

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Il tour della West Bank si conclude a Betlemme al grido di Free Palestine

Per inciso, i palestinesi sono molto ospitali e cordiali. Mi avrebbe fatto piacere trascorrere più ore a casa della famiglia della guida conversando con la madre, una gran donna!

  • Altri luoghi di interesse in Israele

Tra gli altri luoghi di interesse in Israele vi segnalo brevemente:

  • Cesarea, lungo la costa tra Tel Aviv e Haifa (nota per i Baha’s gardens), fondata da Erode il Grande tra il 25 a.C. e il 13 a.C. come porto sul Mediterraneo.
  • Akko, una città che nei secoli è stata crocevia di storie e incontri tra l’Est e l’Ovest e che i più definiscono una città araba in terra israeliana
  • Nazareth, ricca di siti cristiani e di piatti fusion
  • la Galilea e il lago di Tiberiade, visitato in giornata partendo da Tel Aviv per sottrarci alla calura eccessiva della città. Tra fiumi e montagne, laghi e vigne, ricorda la bellezza della Toscana
  • Eilat per gli amante del sole, del mare e dello snorkeling. Da qui è si può anche attraversare il confine e visitare Petra
  • Il Deserto del Negev

Il lago di Tiberiade

  • Trekking in Israele

Gli israeliani amano il trekking e Israele pullula di sentieri da percorrere a piedi per rifarsi gli occhi e rigenerare lo spirito. Vi cito quelli più significativi (consigliati da Danielle):

  • Il Sentiero Nazionale di Israele che si spinge dai kibbutz Dan a nord fino a Taba, sul Monte Rosso (940 km)
  • Il trekking da mare a mare che parte dalla spiaggia di Achziv (sul Mediterraneo) e raggiunge il lago Tiberiade (70 km)
  • Il Sentiero di Gesù che da Nazareth porta al lago di Tiberiade (65 km)
  • Il circuito del lago di Tiberiade che gira attorno al biblico Mar di Galilea (60 km)

Informazioni e consigli utili per organizzare un viaggio in Israele

1. Periodo migliore per visitare Israele

Israele è un’ottima destinazione da visitare in primavera e in autunno ma anche in inverno perché presenta temperature molto miti.

In estate, a detta degli stessi israeliani, sembra di essere in un girone infernale con temperature che raggiungano i 40° C e specialmente in città il tasso di umidità raggiunge livelli altissimi.

Io ci sono stata all’inizio di giugno e già si iniziava a boccheggiare.

Ottima invece la temperatura di Gerusalemme, caldo secco di giorno con una bella brezza la sera.

2. Visto e formalità in Israele

Ai cittadini italiani non è richiesto il visto turistico per visitare Israele.

Al momento dell’arrivo è sufficiente presentare il passaporto con una validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso nel paese. Sul passaporto non viene apposto alcun timbro ma vi verrà rilasciata una cedola blu contenente nazionalità, data e luogo d’ingresso, Custoditela con attenzione insieme al passaporto, la dovrete restituire all’uscita dal paese.

Se sul passaporto avete il timbro di paesi come il Libano, l’Iran e simili, la trafila si allunga un po’ sia in entrata che in uscita. Io avevo due timbri della Tunisia e mi hanno fatto varie domande: quando ero stata in Tunisia, per quale ragione, chi conoscevo e via dicendo. Tenetelo presente più che altro per il rientro. All’uscita vi verrà chiesto anche perché vi siete recati in Israele, che giro avete fatto, chi ha preparato i vostri bagagli e così via.

Dicono di arrivare in aeroporto almeno 3 ore prima dell’imbarco anche se poi dieci minuti dopo avevo già passato i controlli e sono rimasta ad annoiarmi fino al momento del decollo.

3. Valuta e pagamenti in Israele

La valuta israeliana è la New Israeli Shekel (NIS): al momento della stesura di questa guida (ottobre 2018) il cambio euro / Shekel è il seguente: 1 € = 4,20 NIS.

Gli sportelli bancomat si trovano ovunque anche se ho letto da qualche parte che alcuni non accettano le carte straniere. Non lo so, io sono partita con i contanti.

Quel che so per certo è che ho provato più volte a usare il PagoBancomat negli esercizi commerciali e me l’hanno respinto sempre, diversamente dalle carte di credito che sono pratica comune e corrente anche per pagare la birra al chiosco!

4. Lingua in Israele

L’ebraico e l’arabo sono le lingue ufficiali in Israele ma tutti, o quasi, parlano inglese specialmente nelle città e nelle località turistiche.

Su Amazon è disponibile un manuale dalla copertina flessibile per chi vuole cimentarsi con la lingua locale: Ebraico. Dizionario e guida alla conversazione. Io c’ho rinunciato subito, troppo impegnativo per pochi giorni.

5. Sicurezza in Israele

Una delle domande che ci si pone spesso prima di partire per Israele riguarda la sicurezza.

Fermo restando che io, come ho già detto, mi sono limitata all’area di Gerusalemme e Tel Aviv, direi che non ho avuto la percezione di essere in un paese insicuro anche se, a dirla tutta, a me le armi mettono disagio e trovarmi di fronte un ragazzino che potrebbe essere mio figlio, quando non addirittura mio nipote, con un mitra a tracola (sebbene scarico) non mi infonde assolutamente tranquillità. Considerato però che sono i “garanti” dell’ordine e della sicurezza, se non avete la mia stessa fobia direi che potete stare sereni. Quantomeno nelle zone turistiche.

Ovviamente questo discorso non vale per la Palestina che è un territorio occupato e gli scontri non mancano purtroppo. Ho visto giusto qualche giorno fa delle immagini di Hebron, la situazione è aberrante…

6. Wi-Fi in Israele

Che ve lo dico a fare? Il Wi-Fi in Israele c’è ovunque e funziona alla perfezione. Hotel, ostelli, ristoranti, stazioni, bus e anche i treni dispongono del Wi-Fi. Alcune zone cittadine dispongono del Wi-Fi gratuito il che rende decisamente agevole un viaggio in Israele.

7. Come spostarsi in Israele

Israele è un paese piccolo ed è facile spostarsi usando i mezzi di trasporto pubblici.

Tra Tel Aviv e Gerusalemme partono bus frequenti e coprono la tratta in un’ora circa. Il biglietto si acquista sia a bordo che in biglietteria. Fermo restando, ovviamente, il limite di Shabbat.

Per chi preferisce muoversi in macchina, guidare in Israele è una passeggiata. Le strade sono buone, il traffico scorrevole e spesso i cartelli oltre all’indicazione in ebraico hanno anche la traduzione in inglese.

8. Cibo e bevande in Israele

Una delle cose di cui generalmente sento la mancanza quando sono in viaggio è il cibo. Non voglio fare la campanilista ma non c’è nulla da fare, come si mangia in Italia non si mangia da nessuna parte, e non solo per quanto riguarda la qualità della proposta ma anche, e soprattutto, la varietà. Ebbene, in Israele il cibo non vi annoierà anzi, è delizioso e soprattutto offre un’ampia scelta.

A dirla tutta, ve l’ho già accennato, Israele non ha una tradizione gastronomica propria ma acquisita. Falafel (crocchette di ceci fritte), Sharwma (con carne di pollo, tacchino o agnello), Hummus (una crema di ceci), Shakshuka – per citare qualcuna delle pietanze che troverete in giro – sono un po’ note a tutto il Medio Oriente. Poi, chiaramente, ogni paese le adatta al proprio gusto.

A quanto pare solo il Sabich si può definire israeliano Doc e dopo averlo provato l’ho decretato come il piatto dell’anno: una soffice pita farcita di melanzane, uova sode, patate, tahina, insalata di pomodori e cetrioli con l’aggiunta di amba, una salsa irachena a base di mango e spezie. Assolutamente da provare se volete sfiorare il paradiso con un dito.

Il delizioso sabich

A favore della cucina israeliana gioca l’uso di prodotti di ottima qualità e dell’olio d’oliva di produzione autoctona che, com’è noto, all’estero è una rarità.

I vegetariani in Israele non avranno di che preoccuparsi anche perché l’insalata ve la servono pure a colazione…

Detto questo e tenuto conto che gli israeliani sono dei buongustai, oltre ai piatti tipici della cucina mediorientale si trova un po’ di tutto e il livello è sempre ottimo.

Per quanto riguarda le bevande, in Israele ci sono ottime birre artigianali ma anche dei buoni vini.

9. Shopping in Israele

Israele è un paese che si presta bene allo shopping, fermo restando che i prezzi sono pari a quelli europei. Diciamo quindi che chi viaggia in economia non avrà molto di cui rallegrarsi ma se proprio non si vuole rinunciare a comprare il souvenir da portare a casa, la cosa migliore da fare è quella visitare i mercati – come per esempio il suq della Città Vecchia di Gerusalemme — dove si trovano spezie e prodotti locali.

In Israele, come in Europa, non è consuetudine trattare sul prezzo ma ai mercatini è facile ottenere uno sconto.

10. Quanto costa viaggiare in Israele?

Non c’è altro modo per dirlo. Un viaggio in Israele non è un viaggio economico, tutt’altro! Gli standard sono gli stessi europei, e così i prezzi! E con Europa non mi riferisco ai paesi dell’est ma all’Italia, e all’Italia del nord.

Per capirci, il costo di un letto in dormitorio si aggira sui 25 dollari e include la colazione, un pasto al ristorante senza pretese eccessive sfiora tranquillamente i 20 dollari. La cosa più sensata, se si viaggia in economia, è quella di optare per i mercati locali che offrono shawrma, falafel, sabich e l’immancabile hummus. A Tel Aviv, comunque, sono riuscita a spendere 10 dollari per un panino con i falafel e un’acqua naturale.

Per risparmiare un po’, la sera, cercate i locali dove fanno l’happy hour: avrete due consumazioni al prezzo di una e la riduzione sul cibo che può arrivare al 50%.

Fortunatamente ad abbattere i costi del viaggio c’è il prezzo del biglietto aereo che se prenotato per tempo è quasi regalato. RyanAir collega Milano e Roma con Tel Aviv e offre collegamenti tra Milano ed Eilat. In alternativa considerate la WizzAir e la EasyJet.

11. La gente in Israele

Come ho già spiegato nell’introduzione di questo post, una delle ragioni per cui non mi sono mai avvicinata a Israele è stata la sua gente. In viaggio capita spesso di conoscere israeliani e sono dei gran caciaroni, spesso maleducati, si muovono in branco e si sentono un po’ i padroni del mondo. Questa, quantomeno, l’idea che avevo di loro fino a quando, durante il mio viaggio in Kenya, ho conosciuto Oded, un ragazzo incredibile con cui ho condiviso qualche giorno al lago Naivasha.

È stato il primo di una lunga serie per due ragioni: la prima è che non sono molti i backpackers in giro per l’Africa Orientale e il 90% di quei non molti sono israeliani per cui se hai voglia di chiacchierare con qualcuno del tuo mondo, o quantomeno vicino al tuo, ti tocca.

Ma soprattutto, e questa è la ragione per cui di fatto me li sono fatta andar bene, è che non sono niente male. E di fatto, alla fine, la spinta a visitare Israele è stata proprio la sua gente. Con la scusa di andare a trovare Danielle e Sophie, due ragazze con cui ho fatto parte del Congo Nile Trail in Rwanda, ho scoperto un popolo estremamente amicale e socievole sia nei rapporti tra di loro che con gli stranieri. Sono stata due sere a cena ospite della famiglia di Danielle e mi sono quasi sentita una figlia pure io.

A parte questo, Israele è un paese multiculturale con tre differenti gruppi che possono essere identificati grazie alle tre religioni del paese: gli ebrei, che sono la maggioranza, i mussulmani e i cristiani. A Gerusalemme questa cosa si respira tantissimo.

12. Couchsurfing in Israele

Israele, e questa è una nota a suo favore, è un paese di viaggiatori e il turismo zaino in spalla sta prendendo piede più che altrove. Va da sé che in un’ottica di questo tipo il couchsurfing funziona, e funziona alla grande.

Per chi non lo conosce, il couchsurfing è una rete che opera da anni a livello mondiale e consente di entrare un po’ più a fondo nel viaggio cercando ospitalità tra i locali. Se non lo conoscete e vi interessa approfondire come funziona leggete Viaggiare con il couchsurfing, immersi nella cultura locale.

Per capirci, avevo postato sul mio profilo l’imminente partenza per Israele e senza necessità di dover inoltrare alcuna richiesta, sono stata contattata da almeno una decina di persone che si sono offerte di ospitarmi. A voi le conclusioni…

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Israele fai da te parte dalla conoscenza dei locali

Se avete bisogno di un taxi a “domicilio” potete usare Gett, ha prezzi fissi e non presenta sorprese agli stranieri.

Maps-me è un navigatore che funziona off-line, facile e intuitivo da usare. Ricordatevi solo di scaricare la mappa del paese prima della partenza.

Bus.co.il è l’app utilizzata dagli stessi israeliani per avere informazioni sui mezzi di trasporto pubblico.

Per ulteriori approfondimenti, vi consiglio di consultare il sito dell’Ente del Turismo Israeliano.

Un altro sito su cui reperire informazioni utili alla preparazione del viaggio è iGoogledIsrael.

***

Ho cercato di essere il più esaustiva possibile con i limiti imposti dal tempo che ho trascorso in Israele. Come sempre, se avete consigli, suggerimenti e chicche vi chiederei di lasciarli nei commenti che sono sempre utili e ben accetti…

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2 comments

  1. Alfonso

    Sai io credo che descrivere Israele non è compito facile vista la situazione politica tu in questo arduo compito come sempre rispondi con una semplicità fuori dal comune leggere questo post mi rincuora e include sicurezza. Tra non molto sarò in quella terra e non porterò con me nessuna guida mi basterà la tua perfetta descrizione dedicando due giorni in terra santa e un giorno a Tel Aviv. Grazie di cuore un abbraccio

    • Diana
      Author

      Alfonso carissimo, il tuo viaggio andrà alla grande ne sono sicura, ormai ne sai più di me e di chiunque altro. Fossi in te non mi fiderei troppo della mia perfetta descrizione che è sempre soggettiva ma seguirei i miei sensi e mi lascerei andare…

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