Guida al Sukhothai Historical Park, tra Buddha e rovine secolari

Quando si parla di Thailandia e di siti archeologici la prima immagine che visualizziamo è probabilmente quella di Ayutthaya situata a soli 70 km da Bangkok. Capitale del Regno del Siam tra il 1351 e il 1767 e Patrimonio Unesco dal 1991, Ayutthaya è una delle cose culturalmente interessanti da vedere durante un viaggio in Thailandia ma non è l’unica. Il Sukhothai Historical Park è un’alternativa altrettanto valida per impregnarsi del passato di questo paese attraverso il suo ricco patrimonio artistico e culturale. Peraltro, en passant, anche Sukhothai è Patrimonio Unesco dal 1991…

Dunque, il parco storico di “Sukhothai”, che in italiano suona come “l’alba della felicità” – da “Sukho”, alba, e “Thai”, felicità (quanta poesia racchiusa in una serie apparentemente casuale di vocali e consonanti) – si trova a 12 km di distanza dall’omonima Sukhothai ed è facilmente raggiungibile dalla città sia in minivan che in bici.

Inutile dirvi che io me la sono fatta in bici con partenza alle due del pomeriggio sottovalutando il peso dei 33°C sul mio povero cervello (nonostante il cappello) e, soprattutto, ignara del fatto che il momento migliore per visitare il Sukhothai Historical Park è il mattino per via della luce. Quasi tutti i Buddha presenti nel sito durante il pomeriggio sono frontalmente esposti al sole e ciò rende difficile godere della visione e impossibile scattare delle foto decenti. Tenetelo presente se decidete di inserire Sukhothai nel vostro viaggio di conoscenza della Thailandia.

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Tra le rovne secolari del Sukhothai Historical Park – foto di Ckory Pena Velazquez

Sukhothai e il Regno del Siam, tra storia e leggenda

Narra la leggenda che la fondazione di Sukhothai risalga al 500 d.C. e che uno dei suoi primi sovrani, Chao Awna Khmara – noto anche come Phra Ruang, “figlio del lampo” – fu il frutto della relazione tra un uomo comune e una mitica principessa Naya.

Quanto ci sia di vero ovviamente non lo so, certo è – e questa è storia – che nel 1238 una tribù di Tai, capeggiata da Khun Bang Klang Thao, si sottrasse al dominio dell’Impero Khmer che stava ormai entrando nella fase di declino e stabilì a Sukhothai il primo grande Regno del Siam destinato ad espandersi rapidamente. Alla fine del XIII secolo, per intenderci, il Regno di Sukhothai andava dall’odierna Ventiane in Laos, a Pegu in Birmania, fino a Nakhon Si Thammarat, 780 chilometri a sud di Bangkok.

Purtroppo però, così come fiorì rapidamente, altrettanto rapidamente si estinse e nel 1378 l’emergente Regno di Ayutthaya conquistò Sukhothai rendendolo dapprima uno stato vassallo e assorbendolo definitivamente nel 1438.

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Mappa del Sukhothai Historical Park

Insomma, due secoli di storia non sono certo noccioline e forse anche Sukhothai ha qualcosa da raccontare per cui l’aver incontrato un numero esiguo di visitatori, soprattutto se paragonato all’afflusso di stranieri che viaggia in Thailandia, mi ha lasciata un po’ perplessa. Chi lo sa, magari era deserto per l’orario infelice e a me la cosa non ha disturbato affatto. Pedalare in mezzo a Buddha e rovine secolari nella quasi totale solitudine ha caricato di significato la mia presenza al Sukhothai Historical Park.

Come organizzare la visita al Sukhothai Historical Park

Organizzare la visita del Sukhothai Historical Park non richiede un particolare impegno. Il sito è di dimensioni tutto sommato ridotte e si compone di cinque settori: il nucleo centrale è quello racchiuso tra le mura e ospita la maggior parte dei templi ritenuti interessanti, gli altri settori sono collocati in concomitanza dei quattro punti cardinali.

Il biglietto d’ingresso al sito costa 100 Baht a settore, altrimenti detto 500 Baht se si vogliono visitare tutti e cinque. Sul web leggerete che è possibile comprare un biglietto cumulativo al costo di 350 Baht ma non è così, o quantomeno non è più così. Si tratta di post probabilmente datati e non aggiornati. In ogni caso 100 Baht sono meno di tre euro, un prezzo più che onesto considerato l’inestimabile valore del Sukhothai Historical Park.

Il mio consiglio spassionato è quello di trascorrere almeno due notti a Sukhothai e visitare le rovine con tutta calma. Io avevo le ore contate e mi sono scapicollata per riuscire a trascorrerci quantomeno un pomeriggio intero ma è stata una faticaccia e non sono riuscita a vedere tutto quello che mi interessava. Ogni tanto perdo colpi nonostante cerchi sempre di lasciare che sia il viaggio a condurmi e non viceversa, come in questo caso.

È inutile piangere sul latte versato e visto che sicuramente altre persone si vedranno obbligate a fare delle scelte… ecco qui i templi assolutamente imperdibili nel caso in cui il sacrificio sia a discapito del Sukhothai Historical Park. Premesso che sono riuscita a visitare tutti i templi del nucleo centrale, mi limiterò a citarvi i tre più importanti. In primis perché non amo le liste sterili fini a se stesse e poi perché non voglio togliere a nessuno il piacere di immaginare come poteva essere Sukhothai all’epoca del suo splendore.

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Tra Buddha e rovine secolari del Sukhothai Historical Park – foto di Ckory Pena Velazquez

Il Wat Mahathat è sicuramente il tempio più importante e impressionante del Sukhothai Historical Park. Il suo nome significa “tempio delle grandi reliquie” e questo spiega perché molte città Thai hanno un Wat Mahathat in cui sono custodite le reliquie del Buddha. Il complesso, ben conservato, ospita la statua di un Buddha alto nove metri.

Il Wat Si Sawai si contraddistingue per la presenza di tre stupa costruiti in stile khmer. Come ho detto prima, all’epoca del Regno di Sukhothai l’impero khmer era in fase di declino ma non ancora defunto per cui è normale trovare contaminazioni di questo tipo. A me è piaciuto tantissimo e tenete presente che ero reduce dalla visita di Angkor in Cambogia ma di cose belle, come di cose buone, sono un’ingorda e non sono mai paga…

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Wat Si Sawai – foto di Ckory Pena Velazquez

Il Wat Sa Si, noto anche come il Monastero della stagno sacro, ha la peculiarità di situarsi su un’isoletta antistante un laghetto. Oltre alla statua del Buddha seduto, il Wat Sa Si presenta anche una rappresentazione del Buddha che cammina, immagine iconica e capolavoro indiscusso dell’arte di Sukhothai.

Il Buddha che cammina

Tra i templi fuori delle mura, assolutamente da non perdere il Wat Si Chum. Situato a circa tre chilometri dal nucleo principale, ospita una statua del Buddha seduto che si eleva per 15 metri in altezza. Al suo cospetto non puoi che sentirti un moscerino e nonostante la quantità esagerata di Buddha visti nel corso del viaggio, sono rimasta a bocca aperta davanti a tanta magnificenza.

Ho letto un simpatico aneddoto sul Wat Si Chum secondo il quale all’epoca dello splendore di Sukhothai il Buddha seduto parlava anche! Va beh, inutile a dirsi che si trattava di un sotterfugio utilizzato per manipolare i soldati con un consigliere del re che nascosto dietro a una finestra posta all’altezza della testa della statua intimava loro l’obbedienza al sovrano come espressione della volontà di Buddha. Certo che cambiano le ere e le geografie ma i furbetti non cambiano mai…

Il Buddha alto 15 metri del Wat Si Chum – foto di Ckory Pena Velazquez

L’altro tempio che avrei voluto vedere e che mi sono persa per mancanza di tempo – la luce posteriore sulle biciclette in Thailandia è un optional e non volevo farmi la strada di ritorno al buio pesto con il rischio di essere travolta – è il Wat Saphan Hin. Situato in cima a una collina con una bella statua del Buddha – a detta di chi c’è stato – e una splendida panoramica su Old Sukhothai, la città vecchia.

Infine, il Sukhothai Historical Park è aperto dalle 06.00 alle 18.00 dal lunedì al giovedì e prolunga la chiusura alle 21.00 nel fine settimana.

Come raggiungere il Sukhothai Historical Park

Sukhothai, la città nuova, è situata a poco più di 400 chilometri a nord di Bangkok e a meno di 300 a sud di Chiang Mai ed è sicuramente la tappa ideale per spezzare il viaggio se dalla capitale si procede verso nord – e viceversa – via terra.

Da Bangkok gli autobus partono dal terminal di Mo Chit e impiegano tra le sei e le sette ore di viaggio per raggiungere Sukhothai. Il costo del biglietto si aggira sui 310 Baht e ci sono varie corse al giorno con diverse compagnie. Viceversa per la tratta Sukhothai-Bangkok.

Anche da Chiang Mai, nel Nord della Thilandia, partono vari autobus giornalieri diretti a Sukhotai. Il biglietto costa 207 Baht e ci vogliono circa cinque ore per giungere a destinazione. Il primo bus parte alle sette di mattina e consente di visitare il sito nel pomeriggio recuperando tempo prezioso ma personalmente, per averlo testato, è un’opzione che non consiglio. Si guadagna tempo e si perde in bellezza. A che pro?

Per raggiungere il sito potete optare tra il minivan (il prezzo dovrebbe essere 30 Baht e l’ultimo rientra alle 17.00 quindi al ritorno dovrete trovare un tuc-tuc) e la bicicletta (non è una strada impegnativa ma non dimenticate, oltre al cappellino, una buona protezione. Vi consiglio di partire con una bottiglietta d’acqua e poi rimpiazzarla lungo il cammino che non mancano né i Seven Eleven – catena di supermercati famosissima in Thailandia – né i negozietti di alimentari, sempre che non vi piaccia bere l’acqua calda pronta per il tè!)

Come ho già detto, dalla città al Sukhothai Historical Park ci sono 12 chilometri. Il noleggio bici in città costa 60 Baht ma ne troverete anche immediatamente fuori dal sito per girare comodamente tra le rovine. In entrambi i casi bisogna pagare altri 10 Baht per portarla dentro.

alt="Tra le rovine del Sukhothai Historical Park - foto di Ckory Pena Velazquez"

Tra le rovine del Sukhothai Historical Park – foto di Ckory Pena Velazquez

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8 comments

  1. Conny

    Ci sono stata oggi..spettacolare..il Wat Si Sawai mi ha ricordato molto Angkor..
    Sono f’accordo, assolutamente da visitare

    • Diana
      Author

      Grazie Conny! Per non parlare dell’atmosfera molto più rilassante rispetto a quella di Angkor! Meraviglia…

  2. Francesco

    Hai ancora una volta raccontato, in modo magnifico i posti da te visitati, con una grande attenzione ai dettagli e ai sentimenti. Non ci sono stato ma mi hai fatto viaggiare con il tuo racconto.

    • Diana
      Author

      E tu come sempre mi fai sentire unica… grazie di cuore! Prima o poi te lo dovrai fare un viaggio con me…

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