Filandia, il viaggio tra le piantagioni di caffé

Oggi vi presento un reportage sull’Eje Cafetero, una delle zone più interessanti di tutta la Colombia. Siamo a Filandia nell’ambito del progetto di 7MML Around the World 2015. Lasciamo San Basilio de Palenque e ci dirigiamo a sud, cambiando sia di clima che di paesaggio.

Sono convinta che dopo aver letto queste righe… gusterete il prossimo caffè con una consapevolezza diversa. Questo, quantomeno, è quel che è successo a me!

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Filandia e le piantagioni di caffé

Filandia e la passione per il caffè

Si chiamano Janeth e Freddy. Lei, 47 anni, viene dalla Valle del Cauca e lavora come contabile. Lui, cinque anni più giovane, è originario del Tolima e si occupa di informatica. Due professioni che gli garantirebbero una stabilità economica e un tenore di vita superiore alla media considerato che in Colombia lo stipendio minimo garantito non supera i 300 dollari mensili. Ma loro hanno fatto una scelta di vita che fa la differenza. Janeth e Freddy appartengono a quella categoria di persone il cui credo è di gran lunga più importante del proprio orticello. Un credo che suona al nome di Colombia.

Otto mesi fa hanno lasciato la loro terra d’origine e si sono trasferiti nel Quindio, uno dei tre dipartimenti dell’Eje Cafetero, con l’obiettivo di fornire ai piccoli produttori locali di caffè gli strumenti per imparare a vivere del proprio lavoro e non semplicemente a sopravvivere.

La loro casa una tenda; il loro mezzo di locomozione una Land Rover che li guida di finca in finca, di piantagione in piantagione e di produttore in produttore per divulgare il loro credo e il loro sapere; la loro ricchezza una grandissima energia.

Me li trovo davanti quando tiro fuori la testa dalla tenda sul tetto del pick-up. Cappello di paglia sul capo, pantaloni infilati negli stivali di gomma e un sorriso smagliante che mi mette subito di buon umore. Gli dico che vorrei visitare una piantagione di caffè e mi propongono di fare un giro con loro per toccare con mano le piccole realtà locali nei dintorni di Filandia. Non me lo faccio ripetere due volte e in men che non si dica sono a bordo della Land Rover con taccuino e attrezzature alla mano.

La Colombia è una grande produttrice di caffè ma non è assolutamente in grado di trarre benefici concreti da questa enorme fonte di ricchezza. La maggior parte del caffè viene prodotto in questa zona del paese che per la conformazione geologica del territorio e il clima favorevole ben si presta a questo tipo di coltivazione, ma per lo più si tratta di piccole piantagioni a conduzione familiare che non lo sanno assolutamente processare” – mi dice Freddy mentre ci dirigiamo verso la prima finca.

Interviene Janeth, alla guida, spiegandomi che questa è la ragione per cui si trovano qui. “I piccoli produttori locali vendono il caffè in grani subito dopo la raccolta e il ricavato copre a malapena le spese di produzione e garantisce alle loro famiglie la sopravvivenza. Noi vogliamo insegnargli a processare il caffè, inclusa la fase di confezionamento, per poi poterlo vendere all’interno del paese”.

Di fronte alla mia espressione perplessa mi spiega che la maggior parte del caffè prodotto in Colombia viene esportato e che paradossalmente l’80% del caffè consumato dai colombiani viene invece importato dall’Ecuador. La loro idea è quindi quella di dar vita alla produzione di un caffè di media qualità da distribuire nel paese che vada a incrementare la microeconomia colombiana, con risvolti positivi anche per l’economia generale.

La prima sosta è alla finca di don Luis che ci accoglie con un caloroso bienvenidos. La piantagione è piccola ma consta di tre differenti varietà di caffè di cui solo una resistente alla roya, altrimenti nota come la piaga del caffè. E una piaga deve esserlo davvero per i coltivatori vista l’enfasi con cui don Luis ne parla con Freddy, invitandolo ad aprire chicchi di caffè per presentarmi l’ospite indesiderato.

Don Luis

Nella seconda finca, leggermente più grande, assisto alla fase della raccolta del caffè. Don Elia, il proprietario, ha due uomini che lavorano per lui. Dalle sei della mattina alle cinque del pomeriggio, quando va bene. Sono velocissimi nel riempire di chicchi rossi i secchi gialli attaccati in vita. Non si fermano nemmeno un minuto. Vengono pagati 25 centesimi di dollaro per ogni chilo raccolto. Il guadagno medio giornaliero per chi lavora nelle haciendas oscilla, nella migliore delle ipotesi, tra i 10 e i 15 dollari al giorno. Lascio la finca di don Elia con l’amaro in bocca quando Freddy mi conferma che nemmeno i bambini sono esenti da questo tipo di sfruttamento.

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Raccoglitore di caffé nelle piantagioni di Filandia

Nella terza finca, piccolissima, Freddy mi guida in una stanzetta buia dove mi investe improvviso l’odore nauseante della fermentazione. È il luogo in cui i chicchi di caffè, ormai secchi, vengono sgranati e lavati prima di essere venduti al mercato locale.

Il processo di fermentazione del caffe

L’ultima tappa è il capannone in cui vivono accampati Freddy e Janeth. Mi mostrano orgogliosi un macchinario del 1947, utilizzato anticamente per tostare il caffè. Non è più funzionante ma lo stanno ripristinando per poter concretizzare il loro progetto.

“Il nostro obiettivo” conclude Janeth accompagnandoci all’uscita dopo avermi omaggiata di un dolcetto a base di panela “è quello di sensibilizzare i colombiani al rispetto di se stessi e del loro lavoro”.

Mi allontano con la consapevolezza che quest’incontro non è stato casuale e che il ricordo di Ferddy e Janeth non si dissolverà così in fretta. E ancora una volta gioisco del piacere di poter scambiare con dei perfetti sconosciuti un pezzo della loro storia con un pezzo della mia.

Freddy apre un chicco di caffé

E se volete vedere il video realizzato da Valeria Lo Meo durante la nostra impresa, eccolo!

La Globetrotter

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4 comments

  1. Janeth Urreste Castro

    Diana, gracias por compartir esta experiencia con el mundo para que se conozca un poco de la realidad del campesino colombiano. Bienvenida siempre :=)

    • Diana
      Author

      fue un placer para mi Janeth…amo tu pais con todas sus debilidades…lo amo como si fuera el mio…

  2. Massimiliano

    Ciao Diana, dopo aver letto i tuoi reportage pieni di energia ed entusiasmo e ascoltato i tuoi suggerimenti ho deciso di intraprendere questo viaggio alla scoperta della Colombia. Ti ringrazio tanto …hasta la vista. Max

    • Diana
      Author

      Mi fa tantissimo piacere caro Max, sono sicura che non te ne pentirai! Io come ben sai mi sono innamorata della Colombia e ci ho passato praticamente 5 mesi, non esitare a contattarmi se hai bisogno di qualche dritta.

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