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La bellezza del deserto e le dune rosa di Gao

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La bellezza del deserto e le dune rosa di Gao

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La bellezza del deserto e le dune rosa di Gao

Sono stata in Mali tre volte prima di riuscire a raggiungere le dune rosa di Gao. Dopo anni di Africa Occidentale, ho scelto di congedare questo pezzo di mondo con un’immagine dolcissima, quella del deserto con i colori del tramonto.

La bellezza del deserto e le dune rosa di Gao

Diciotto interminabili ore a bordo di un torpedone sgangherato e maleodorante mi conducono alla città di Gao, uno dei più importanti nodi carovanieri di tutta l’Africa Occidentale nel corso del XII secolo e capitale del secondo impero Songhai. Un luogo evocativo che giustifica il viaggio estenuante da Bamako anche perché, all’arrivo, mi attende uno spettacolo che pregusto da tempo immemorabile: le dune rosa di Gao.

Qualcuno obietterà che avrei potuto prendere un aereo, ma io adoro percorrere lunghi tragitti in autobus. Guardo fuori dal finestrino e osservo il paesaggio intrecciarsi a scene di vita quotidiana, inebriandomi della giovialità dei locali che mi avvicinano incuriositi. Tuttavia l’interesse è reciproco e questo scambio culturale mi ripaga del peso di diciotto interminabili ore su un bestione tossicchiante che non rifiuta un posto a nessuno. Già! Perché galline e capre viaggiano con noi. Non sul tetto o nel portabagagli, come ci si aspetterebbe, bensì comodamente sedute sulle ginocchia dei loro proprietari. C’est l’Afrique… e con questa filosofia, nel giro di un paio d’ore mi faccio amica la metà dei passeggeri.

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Giovane ragazza songhai

A una cinquantina di chilometri dalla città di Gao il torpedone arresta la sua marcia solenne. Posto di blocco! – Controllo di routine – mi tranquillizza l’autista. Ma non appena uno dei militari avverte la mia presenza in mezzo a quel marasma, sgrana gli occhi come biglie e mi invita con un cenno della mano a seguirlo. Ricorrendo a tutta la mia diplomazia gli chiedo qual è il problema. Mi accompagneranno loro a Gao, mi risponde imperativo.

Ma io non intendo scendere da quell’autobus. Mi altero, alzo un po’ i toni e improvvisamente la metà dei passeggeri insorge e assume le mie difese. Alla fine la spunto io, o meglio la spuntiamo noi. Ma avendo rifiutato la scorta armata in una zona potenzialmente a rischio, mi fanno promettere che a Gao mi presenterò immediatamente alla gendarmerie per segnalare la mia presenza in città. Come se la polizia fosse davvero garante della sicurezza. In Africa poi…

Al porto di Gao

Giunta a Gao spossata e disidratata mi fiondo in un taxi e mi faccio portare al Camping Euro, un grazioso campement di tende songhai. Tanto la gendarmerie non scappa. Ogni poro del mio corpo reclama acqua. Una bottiglia da un litro e mezzo per soddisfare l’arsura e una doccia all’africana per rigenerare corpo e spirito. Ora sono pronta a onorare i miei impegni. Ma come ogni buon africano che si rispetti, anche la gendarmerie ha i suoi tempi. Devo tornare tre volte prima che il militare addetto alla registrazione dei turisti si faccia vivo! È vero che queste cose succedono anche da noi ma… io rischio di perdere la balade alla dune rosa di Gao concordata con Bilal per le tre!

Approfitto dell’attesa per visitare questa città sonnecchiante situata tra il Sahara e il fiume Niger. La trovo incantevole. Passeggiando per i suoi stradoni sepolti dalla sabbia, respiro l’atmosfera dei tempi che furono. Fremo dal desiderio di visitare la tomba degli Askia, Patrimonio mondiale dell’Umanità e fonte di ispirazione di alcuni dei miei viaggi mentali più esotici.

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Le dune rosa di Gao

Entro nella tomba in compagnia di una giovane songhai che mi segue come un’ombra da quando ho lasciato la gendarmerie. Non mi chiedo perché lo faccia. Ho smesso di chiedermi tante cose da quando sono stata in Mali la prima volta. Mi lascio travolgere dalle persone e dagli eventi senza opporre resistenza.

Usciamo dalla tomba e mi congedo dalla mia giovane amica. È tardi. Bilal mi starà aspettando. Corro al porto e lo trovo impegnato in una conversazione animata. Mi siedo all’ombra, vicino al molo, e attendo che arrivino le piroghe dei pescatori. Dovrebbe essere l’ora. È una scena a cui ho assistito decine di volte ma non mi stanco mai. Ed ecco che arriva Bilal e mi invita a prendere posto sulla pinasse, rimproverandomi per il ritardo.

Navigando sul Niger mi lascio rapire dal paesaggio. Il colore sullo sfondo contrasta con il blu intenso delle acque del fiume. Arriviamo a destinazione poco prima del tramonto e resto strabiliata di fronte alla sabbia rossa che volge all’arancione per poi scivolare dolcemente in un morbido e rilassante rosa. Eccole, le dune rosa di Gao. Mi metto a sedere circondata dal nulla e dal silenzio e mi riconcilio con l’universo. Non so quanto tempo trascorro in questo stato ma è già calata l’oscurità quando Bilal mi esorta a riprendere il cammino. Mi alzo colma di riconoscenza e senza proferire parola ci dirigiamo verso la pinasse.

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Alle dune rosa di Gao

La Globetrotter

Il Mali è uno di quei paesi inavvicinabili da molto tempo ormai. Se hai avuto il privilegio di visitarlo, mi piacerebbe conoscere la tua impressione! Io me ne sono innamorata, non a caso ci son tornata tre volte.

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Diana Facile
Diana Facile
In primis viaggiatrice, tutto il resto a seguire... sempre che abbia un travel davanti!

4 Comments

  1. Annalisa ha detto:

    Ciao Diana, mi complimento innanzitutto per l’abilità di coinvolgere chi legge i tuoi diari di viaggio.
    Io non sono mai stata in questi luoghi meravigliosi (e credo che non succederà mai) ma leggendo i tuoi appunti e guardando le tue bellissime fotografie mi hai dato la possibilità di vivere, anche pur indirettamente, le tue emozioni ed i tuoi stupori nel vedere così tanta bellezza umana, culturale e paesaggistica.
    Come non farsi rapire da un paese incantevole come il Mali?? Il tuo spirito di viaggiatrice va bel oltre a quello di una semplice turista e lo si nota dai tuoi appunti scritti con il cuore.
    Posso solo provare invidia per i fantastici viaggi che hai fatto e che ti auguro farai ancora per molto tempo, ma ti assicuro che è solo un’invidia positiva, bonaria, un vero e proprio compiacimento.

    • Diana ha detto:

      Annalisa le tue parole mi commuovono e non dubito che la tua sia un’invidia sana e genuina! Hai colto nel segno sono anni che ho smesso di fare la turista e cerco di vivere il viaggio entrando dentro i paesi che visito perché credo sia l’unico modo per capire realmente l’altro, il diverso… e noi stessi! Grazie mille…

  2. sara ha detto:

    …complimenti anche per le foto…

    • Diana ha detto:

      Di fronte al paradiso non possono che uscire foto splendide… non è la mia mano quanto il soggetto a fare la differenza!

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