26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

alt="Sud-est asiatico contro Sud America"
Sud-est asiatico contro Sud America
20 Aprile 2020
alt="Il Benin di Erika Rigamonti, tra libri e turismo responsabile"
Il Benin di Erika Rigamonti, tra libri e turismo responsabile
27 Aprile 2020

26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

alt="26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias"

26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

Con il suo clima tropicale, le spiagge di sabbia bianchissima, i superbi fondali marini e le vestigia del passato che le sono valse, nel 1984, l’iscrizione nelle liste del Patrimonio UNESCO, Cartagena de Indias è il must numero uno della Colombia e per molti vale l’intero viaggio. Io non la penso così, o meglio, riconosco la bellezza indiscussa di quella definita all’unanimità la perla del Caribe, ma non la ritengo rappresentativa della Colombia. Perché la sua bellezza procede di pari passo con il numero di visitatori che ogni anno le rendono omaggio e si sa, quando ci si abitua troppo al turismo, si perde un po’ di autenticità. Tuttavia, nel corso dell’ultimo viaggio in compagnia di un gruppo di donne che visitavano la Colombia per la prima volta, ho visto Cartagena con altri occhi che me l’hanno fatta apprezzare di più e ho capito perché, vuoi o non vuoi, va inserita in un itinerario di viaggio nel paese. E così, dopo esserci stata tre volte, mi sono decisa a scrivere un post sulle cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias. Qualcosa di leggero per ingannare il tempo e sognare un po’! Ne ho trovate 26 ma chiaramente… ce ne sono molte di più!

Fondata dallo spagnolo Pedro de Heredia nel 1533, Cartagena de Indias è una delle città coloniali più antiche del Sud America e grazie alla sua posizione strategica visse una lunga e fruttuosa era di prosperità. Tutto l’oro saccheggiato dai colonizzatori alle popolazioni amerindie transitava dal porto di Cartagena e molti dei segreti della sua storia si conservano ancora oggi nelle pietre di mura ed edifici (sia civili che militari) del cuore della città. A mio modesto parere, nel continente, ha un solo concorrente dello stesso calibro con cui si contende il primato: il Pelourinho di Salvador de Bahia, ma è un’opinione del tutto soggettiva.

Superfluo a dirsi che nel centro storico si concentra il maggior numero di attrattive di Cartagena per cui partiremo da lì. Siete pronti?

alt="26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias"
26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

Una cosa carina da fare per iniziare a conoscere Cartagena de Indias – con la sua storia, le sue leggende e i suoi aneddoti – è unirsi a un free tour che dura mediamente un paio d’ore con mancia “libera e obbligatoria” (come un po’ dappertutto ormai).

Torre del Reloj (Torre dell’Orologio)

La Torre del Reloj è uno dei simboli di Cartagena de Indias e si trova in quella che anticamente era l’unica porta della città. Impossibile perderla, anche volendo, ci dovete passare sotto per visitare il cuore della ciudad amurallada ed è un’immagine iconica molto bella, che parla da sé.

Plaza de los Coches

La Torre del Reloj si affaccia su Plaza de los Coches in cui si erge la statua di Pedro de Heredia circondata da impressionanti palazzi di epoca coloniale. Plaza de los Coches rappresenta uno dei capitoli più oscuri della storia di Cartagena, quello sul commercio degli schiavi che subirono l’umiliazione di essere venduti come bestie selvagge.

Nella piazza si trova il Portal de los Dulces, una strada porticata dove il piacere della vista si accompagna a quello del gusto con i dolci tipici della zona. Attenzione perché a Cartagena de Indias nulla è gratis e se ti offrono qualcosa in degustazione, probabilmente poi ti chiederanno di pagarlo!

alt="Ingresso alla Ciudad Amurallada di Cartagena de Indias"
26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

Plaza de la Aduana (Piazza della Dogana)

Assolutamente da non perdere Plaza de la Aduana, una delle più grandi e più belle della città. Il nome si riferisce all’antica casa della dogana, occupata oggi dal municipio. A darvi il benvenuto troverete la statua di Cristoforo Colombo insieme alla moglie di origine indigena.

Plaza de San Pedro Claver

Un altro scorcio stupendo da immortalare a Cartagena è Plaza de San Pedro Claver con la chiesa attigua, dedicate entrambe al missionario catalano che lottò per proteggere e aiutare gli schiavi in arrivo dall’Africa e in transito per la città. Il suo lavoro fu tale che nel 1850 lo beatificarono e sulla piazza edificarono la statua in suo onore mentre i suoi resti riposano all’interno della chiesa.

Plaza Bolivar

Plaza Bolivar è il luogo ideale in cui fermarsi a sorseggiare un jugo natural e respirare l’atmosfera magica della città, godendo a pieno della vista della Cattedrale e del Palazzo dell’Inquisizione.

Al centro della piazza si erge sontuosa la statua di Simón Bolivar, il Libertador, la cui iscrizione recita “Si Caracas me dio la vida, Cartagena me dio la gloria” (Se Caracas mi ha dato la vita, Cartagena mi ha dato la gloria). Cartagena de Indias fu, nel 1811, la prima città delle Americhe a dichiarare l’indipendenza dalla corona spagnola.

Plaza de Santo Domingo

Plaza de Santo Domingo ha il suo perché a qualunque ora del giorno e della notte! C’è un bel movimento e ospita la Gorda Gertrudis del celebre artista colombiano Fernando Botero. Dicono che toccarle le parti intime porti fortuna! Provare per credere…

Catedral de Santa Catalina de Alejandría

Scontato e superfluo a dirsi, visto che la Catedral de Santa Catalina de Alejandría è uno dei simboli per eccellenza di Cartagena de Indias! Edificata a partire dal 1577, la cattedrale è una delle più antiche di tutta l’America Latina nonché, a mio avviso, una delle più belle!

Le palenqueras

A conferire ulteriore colore alla città è la presenza delle palenqueras, rappresentanti dei primi schiavi liberi dell’America latina che nel 1603 fuggirono da Cartagena e fondarono San Basilio de Palenque, una cinquantina di chilometri fuori città. Vi consiglio vivamente di organizzare una gita fuori porta, anche in autonomia, alla scoperta di un pezzo di Africa in Colombia. Perché quelle che vedrete girare a Cartagena avvolte negli stupendi vestiti colorati con enormi ceste di frutta sulla testa sono un’attrazione turistica e per la foto, imperdibile, vi chiederanno in cambio dei soldi.

alt="26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias"
26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

Perdersi per le vie de la ciudad amurallada

Tra le tante cose da fare a Cartagena de Indias metterei in prima linea (anche se ne parlo solo ora) quella di perdersi per le vie del centro storico in cui, oltre alle case coloniali dalle vivaci facciate e gli impressionanti balconi fioriti che si esibiscono in un concerto di colori, potrete assistere a scene di vita quotidiana.

San Diego

A San Diego abbondano le belle case, i ristoranti, i bar, le boutiques, gli hotels e, dulcis in fundo, si trova la dimora del grande Gabriel García Márquez il cui stile mediterraneo stride con il contesto coloniale circostante. Non perdetevi per nulla al mondo le carimañolas che preparano tutte le sere, a partire dalle 18.00, in un angolo di Plaza San Diego. Io non amo particolarmente la frittura ma definirle orgasmiche è riduttivo!

Casa del Conde Pestagua

Nei pressi di Plaza de Santo Domingo si trova una delle case coloniali più note e meglio conservate di tutta Cartagena de Indias, la Casa del Conde Pestagua, diventata oggi la sede di un hotel di lusso e spa.

Monumento a la India Catalina

La india Catalina fu l’interprete e donna di fiducia di Pedro de Heredia e le hanno chiaramente consacrato un monumento che è un omaggio alle popolazioni precolombiane sterminate dagli spagnoli ai tempi della conquista.

Teatro Heredia (o Teatro Adolfo Mejía)

Edificato a partire dal 1906, abbandonato a se stesso per un lungo periodo e poi ristrutturato, il Teatro Heredia è un gioiellino non tanto all’esterno quanto all’interno con una serie di elementi architettonici e decorativi unici come i palchi in marmo di Carrara, la scala costruita in Italia e trasportata via mare, gli addobbi in oro da 22 carati e l’impressionante dipinto sul tetto.

Las Bóvedas

Pare che las Bóvedas sia l’ultima costruzione militare di epoca coloniale della città. L’edificio, che aveva come obiettivo quello di resistere agli attacchi esterni e rappresentava un rifugio, oggi ospita un mercato in cui è possibile acquistare prodotti tipici e souvenir.

Passeggiare sulle mura difensive

Una delle cose da fare a Cartagena de Indias – sì o sì! – è passeggiare sulle mura della città. Cartagena fu il porto spagnolo più importante del Nuovo Mondo e, di conseguenza, quello maggiormente preso d’assalto, sia dai nemici sia dai pirati, per cui i colonizzatori costruirono attorno al centro un sistema difensivo di tutto rispetto.

Imperdibili il Baluarte de San Francisco Javier, il Baluarte de San Ignacio e il Baluarte de Santo Domingo, molto gettonato dai viaggiatori per un aperitivo al Café del Mar al tramonto. È un po’ caro rispetto agli standard colombiani, diciamo che una birra costa quasi come in Italia. L’alternativa economica è comprarla dai numerosi venditori ambulanti e scegliere poi un buon posto sulle mura per godere a pieno dello spettacolo.

Il Camellón de los mártires

Il Camellón de los mártires è un tributo vivente all’eroismo di Cartagena. Dopo la proclamazione dell’indipendenza, la corona spagnola cercò di riconquistare le terre perdute e inviò nell’ex colonia una spedizione guidata dal terribile Pablo Morillo che fece fucilare decine di uomini e donne ritenuti nemici della patria. È un luogo in cui si respira l’aria caraibica e l’atmosfera bohémienne, uno spazio che invita alla chiacchiera, alla storia e alla musica.

Inebriarsi dei colori di Getsemani

Per chi come me va pazzo per i colori, Getsemani è il paradiso, oltre a essere il miglior luogo in cui alloggiare a Cartagena. È un quartiere molto pittoresco fatto di stradine deliziose con edifici ben più modesti di quelli del centro storico ma con un carattere e un’atmosfera molto particolari. La street art di Cartagena è un’esplosione di colori e di creatività ed è bello scoprirla perdendosi tra una via e l’altra, avendo cura di fermarsi a Plaza de la Santísima Trinidad che di notte si anima di cibo e artisti vari, la Plazuela del Pozo, molto rilassante, e Calle de San Juan y Callejón Angosto in cui si respira la vera Cartagena.

Castillo de San Felipe de Barajas

Il Castillo de San Felipe de Barajas, alle porte della città coloniale, rappresenta il miglior esempio di architettura militare edificato per difendere la città. È aperto dalle 08.00 alle 18.00, da lunedì a domenica, e il prezzo d’ingresso è di 25.000 COP. La panoramica da lì è spettacolare e c’è un ampio sistema di tunnel sotterranei che i claustrofobici dovrebbero evitare.

alt="26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias"
26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

Monumento a los zapatos viejos (monumento delle scarpe vecchie)

Probabilmente sono poche le persone che considerano il Monumento a los zapatos viejos come una delle cose da vedere a Cartagena de Indias ma visto che si trova alle spalle del Castillo de San Felipe, perché non andare a dare un’occhiata? Si tratta di un’opera bronzea ispirata a un sonetto del poeta colombiano Luis Carlos López dove Cartagena appare come il luogo che genera un sentimento simile a quello che nutriamo verso un paio di confortevoli scarpe vecchie… non ci si decide a buttarle via nonostante cadano a pezzi! Io l’ho trovato molto grazioso!

Il Convento de la Popa

Situato sull’omonima collina, il Convento de la Popa domina la città e abbraccia l’intera baia regalando una splendida cornice in cui convivono le due anime di Cartagena: la modernità dei grattacieli di Bocagrande sulla destra e il romanticismo della città vecchia sulla sinistra. Per raggiungerlo, è opportuno contrattare un taxi. L’ingresso costa 12.000 COP, un prezzo assolutamente onesto per godere dall’alto della panoramica sulla città e del delizioso chiostro fiorito.

alt="26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias"
26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

I musei di Cartagena

Non sono una grande appassionata di musei ma se vi interessa visitarne qualcuno, i più noti e interessanti di Cartagena sono il Museo Naval del Caribe che mostra la storia della città e della navigazione, il Museo del Oro che espone oggetti di epoca precolombiana e il Museo Histórico di Cartagena, nell’ex Palazzo dell’Inquisizione, costruito nel 1770.

Ex convento delle Clarisse

Si racconta che l’ex convento delle Clarisse, divenuto oggi il fiore all’occhiello degli alberghi di lusso a Cartagena con il Sofitel Legend Santa Clara, sia infestato dagli spiriti. Potrebbe essere che l’anima della sfortunata Sierva María de Todos los Ángeles, protagonista dell’opera Dell’amore e di altri demoni del grande Gabo, vagabondi ancora tra queste mura? Chi può dirlo, il mio budget limitato lascia spazio solo all’immaginazione…

La chiva rumbera

Un modo divertente per scoprire Cartagena de Indias è partecipare a una chiva rumbera, una sorta di bus turistico che tocca tutti i siti di maggior interesse e comprende la guida, musica a tutto volume, bevande e frittura tipica.

Ma Diana, è troppo turistico, cosa ce lo consigli a fare?! Vero, ma cosa non è turistico a Cartagena de Indias? Io ho bypassato perché non amo particolarmente il casino però ricordo che al vederle passare ho pensato che si stavano divertendo alla grande!

Mercado de Bazurto

Spesso e volentieri i mercati sono il luogo migliore in cui cogliere l’essenza di una città e Cartagena non fa eccezione. Al Mercado de Bazurto si trova di tutto, è rumoroso, puzzolente e caotico come tutti i mercati sudamericani, ma ha sicuramente il suo perché…

Bocagrande

Bocagrande si trova a sud del centro storico ed è la zona più moderna e dinamica di Cartagena de Indias. Vale la pena fare un giro se ci si ferma in città un po’ più a lungo!

Escursioni di un giorno partendo da Cartagena de Indias

Tra le escursioni di un giorno che si possono fare partendo da Cartagena, oltre a San Basilio de Palenque vi segnalo:

  • Playa Blanca a Isla Barù. La vendono come il paradiso in terra e un tempo probabilmente era così, oggi è affollatissima e ciò, unito alla presenza invadente dei venditori ambulanti, le toglie parte dell’incanto;
  • Islas del Rosario, un arcipelago di oltre 40 isolotti, uno più bello dell’altro (anche loro, però, un po’ troppo gettonati);
  • Arcipelago di San Bernardo, più distante da raggiungere rispetto alle sorelle del Rosario, ma sicuramente più tranquillo e autentico;
  • Il Volcán del Totumo, a metà strada tra Cartagena e Barranquilla, per una spa di tutto rispetto con un bagno di fango prima e un rilassante massaggio poi.
alt="26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias"
26 cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias

Informazioni aggiuntive sulle cose da vedere e da fare a Cartagena de Indias le trovate sul sito ufficiale della città.

E alla fine sapete che vi dico? Mi sono ricreduta! Cartagena de Indias non diventerà mai il mio luogo dell’anima ma sicuramente tornerò a trovarla prima o poi.

La Globetrotter

E tu sei stato a Cartagena de Indias? Cosa ne pensi? Ti aspetto nei commenti

Hai trovato questo post piacevole o interessante? Lo condivideresti sui social per favore?

Diana Facile
Diana Facile
In primis viaggiatrice, tutto il resto a seguire... sempre che abbia un travel davanti!

4 Comments

  1. Anna (polianna ha detto:

    un interessantissimo racconto che consente di viaggiare senza muoversi da casa e con un po di fantasia
    ciao Anna (polianna)

    • Diana Facile ha detto:

      Grazie Polianna, sono felice che ti sia piaciuto! Si… tanta fantasia ma in questo momento non abbiamo scelta! Un abbraccio

  2. Alfonso Esposito ha detto:

    E siamo ancora qua narra narra il grande Vasco. Sai una cosa cara Diana, io sempre inteso il viaggiare non una metà da raggiungere ma un pezzo di strada da percorrere indifferente da dove mi reco deducendo che un posto vale un altro. Ormai ci conosciamo da qualche anno e ancora mi chiedo cone tu sia riuscita a farmi “innamorare” del sud America senza visitarlo. Ormai è diventato il mio sogno girarlo qualche mese tassativamente zaino in spalla.Buona domenica da una Napoli che fa le prove tecniche dell’estate.

    • Diana Facile ha detto:

      Grande Alfonso! E qui ti volevo… qualcosa mi dice che con il prossimo post capitolerai definitivamente sul Sud America! Il trucco sta nel raccontare le proprie passioni… con passione, non credi? Buona domenica da una Milano che pure si affaccia all’estate…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *