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Cosa vedere a Lanzarote: guida all’isola lunare

Strada di Lanzarote

Lanzarote on the road

Lanzarote è ben più di una destinazione. É il luogo in cui il fuoco incontra l’oceano, il vento porta con sé il profumo dell’Atlantico e la terra si tinge di nero, rosso e oro. É un’esperienza visiva, sensoriale ed emotiva che ti sorprende, ti ammalia, ti cambia. Tra paesaggi lunari, spiagge selvagge e opere d’arte che si fondono con il territorio, scopri cosa vedere a Lanzarote tappa dopo tappa, emozione dopo emozione.

Più che da visitare, Lanzarote è da ascoltare.

La si ascolta nel silenzio delle sue distese vulcaniche, nel sussurro del vento tra le palme di Haría e nello sciabordio del mare sulle spiagge nere.

In una settimana, Lanzarote regala paesaggi che sembrano usciti da un sogno, opere d’arte scolpite nella roccia e un ritmo lento che invita a respirare.

Lanzarote è il luogo in cui la natura sussurra, ma arriva dritta al cuore di chi è capace di ascoltare.

Il Parque Nacional del Timanfaya è senza ombra di dubbio la prima cosa da vedere a Lanzarote. Questo, quantomeno, è quello che mi è stato detto prima di partire e io, nonostante odi le imposizioni, ho pensato che forse era un consiglio che valeva la pena seguire.

Lo spettacolo che ti ritrovi davanti è di una bellezza inenarrabile! Sembra di essere catapultati su un altro pianeta e di fatto l’aggettivo più usato per definire il paesaggio del Timanfaya – e di Lanzarote in generale – è lunare. Un mare di lava che si estende per chilometri e chilometri sovrastato dalle cime frastagliate delle montagne che assume colori diversi a seconda delle condizioni metereologiche e del momento della giornata.

Il Parque Nacional del Timanfaya, situato nella parte sud occidentale di Lanzarote, si estende su una superficie di circa 51 km² e giace su un substrato geologico esclusivamente vulcanico che l’UNESCO ha classificato nel 1993 come riserva biosferica. Il suo accesso è rigidamente regolamentato e il solo modo per ammirare Las Montañas del Fuego è prendere parte a un tour a pagamento.

Tour in bus al Parque Nacional del Timanfaya

Per informazioni sulla visita del Parque Nacional del Timanfaya consulta il sito ufficiale

Arrecife non ha nulla di particolare per cui merita di essere menzionata, ma visto che è la città natale di César Manrique e che l’opera di César Manrique è per molti il secondo must dell’isola, perché non spenderci due parole?

Sicuramente vale la pena visitare il Charco de San Ginés e l’omonima chiesa poco distante. Il quadretto è delizioso, con il porto naturale restaurato e l’area pedonale circostante in cui si concentrano il maggior numero di locali e ristoranti alla moda.

A parte il Charco de San Ginés, il Castillo de San Gabriel e il Castillo de San José – il primo, risalente al XVI secolo, ospita un museo che racconta la storia dell’isola mentre nel secondo, costruito duecento anni dopo, si trova il Museo de Arte Contemporanea in cui sono esposte le opere dei maggiori rappresentanti del modernismo spagnolo – Arrecife non offre granché.

L’unica nota degna di nota, ribadisco, è il fatto che qui vide la luce César Manrique, esponente di spicco di Lanzarote a cui si devono buona parte delle opere architettonico-paesaggistiche dell’intera isola. Il suo contributo non è solo legato alla bellezza delle sue rappresentazioni quanto al fatto che si impegnò a fondo per non deturpare il paesaggio con costruzioni che sarebbero state fuori tono con la natura vulcanica dell’isola.

Baia di Arrecife

La Fondazione César Manrique di Tahiche, a sei chilometri da Arrecife, può essere il punto di partenza per avvicinarsi a quest’artista poliedrico (pittore, scultore, architetto e paesaggista). Ubicata nel mezzo di una colata di lava originata dalle eruzioni che colpirono Lanzarote tra il 1730 e il 1736, la Fondazione si trova nella casa che Manrique fece costruire di ritorno da New York e in cui dimorò dal 1968 al 1988. L’edificio, in costante dialogo con la natura, rappresenta la fusione perfetta tra l’architettura e il paesaggio vulcanico che l’avvolge.

Per informazioni sulla visita della Fondazione César Manrique consulta il sito ufficiale

Di seguito altre opere di César Manrique da vedere a Lanzarote:

El Jardín de Cactus

Se vuoi provare un ottimo ristorante economico ad Arrecife ti consiglio Galicia nuestra casa: un luogo popolare e vivace, il proprietario è un brasiliano e il pulpo alla gallega è strepitoso… la moglie verrà sicuramente da li!

Sono partita per Lanzarote subito dopo essere rientrata dal viaggio in Thailandia dopo aver trascorso l’ultima settimana a Phuket, scelta opinabile ma per quanto riguarda spiagge e mare credo non ci sia nulla da obiettare. Non mi aspettavo quindi granché dalla costa sud di Lanzarote e in effetti, quando sono arrivata a Playa Blanca – di cui tutti mi decantavano la bellezza – sono rimasta un po’ delusa. Ci sta, in fin dei conti il ricordo dei colori di Phuket era ancora vivo e il paragone inevitabile.

Accanto a Playa Blanca si trova Playa Dorada, una graziosa spiaggia artificiale. Diciamo che in assenza di meglio può andare ma non è certo la punta di diamante di Lanzarote.

In ogni caso, un giro a Playa Blanca è piacevole a prescindere dalla spiaggia. Laddove un tempo sorgeva un paesino di pescatori circondato dal deserto – questa parte dell’isola è aspra, arida e desolata – oggi c’è il centro balneare più gettonato di tutta l’isola e, poco distante, la splendida Playa Papagayo. E qui, lo confesso, sono capitolata.

Playa Papagayo

Los Hervideros e le Salinas de Janubio si trovano sulla strada che dal Parque Nacional del Timanfaya conduce a Playa Blanca e sono sicuramente una delle cose da vedere a Lanzarote lungo il cammino. Le prime me le avevano vivamente consigliate ma di fatto sono saline, interessanti se non ne hai mai viste prima, ma non sono la principale peculiarità di Lanzarote.

La scogliera de Los Hervideros, invece, è stata una scoperta casuale e appagante. Le rocce a picco sull’Atlantico, percosse dalle onde della corrente oceanica, generano una miscela di nebbia e vapore che fa quasi ribollire l’acqua (hervir in spagnolo significa bollire), come se fosse un vulcano d’acqua in eruzione.

Los Hervideros

Sul tragitto tra Los Hervideros – più a nord – e le Salinas de Janubio mi pare di aver visto indicata una laguna ma non mi sono fermata per cui non so dirti con precisione se valga la pena o meno.

Il villaggio di Teguise – a soli 15 chilometri da Arrecife, nell’entroterra – è noto per il suo mercato domenicale (sembra l’avvenimento del secolo) e dedicargli qualche ora rientra tra le cose da fare a Lanzarote sì o sì. Lo chiamano il mercato dell’artigianato ma ospita anche bancarelle della qualunque. Io ho comprato un maglione a 1 euro, per dirne una! Un buon luogo in cui fare incetta di creme a base di Aloe a prezzi convenienti.

Il villaggio di Teguise

La domenica mattina i vicoli e le piazze di Teguise si colorano di gente e iniziano a brulicare come forsennati. Consigliato fermarsi fino all’ora di pranzo per approfittare dell’ottimo street food.

La Geria, nota come la strada dei vini, è un altro dei must di Lanzarote, da vedere sì o sì. Non tanto per il vino, ma per la peculiarità paesaggistica del territorio. Una distesa di terra nera come la pece interrotta da mezzelune di pietra costruite per riparare le piante ospitate all’interno di buche a forma di cono scavate nel terreno.

Lungo la Geria si trovano delle aziende vinicole che oltre alla visita della cantina – dal lunedì al venerdì – propongono degustazioni di vini e formaggi. Va beh, mentirei se dicessi che non mi sono fermata. D’altronde si viaggia prima di tutto per piacere!

A Caleta de Famara ho trovato il paradiso in terra. Uno di quelli che amo definire luoghi dell’anima in cui ti senti in assoluta sintonia con il creato. Non a caso ci sono arrivata e lì mi sono fermata fino alla fine del viaggio.

Una strada polverosa su cui si affacciano casette bianche adornate di porte e finestre azzurre e verdi, vulcani che cambiano colore a seconda della luce, l’oceano che investe la riva con le sue onde spumeggianti, il cielo cobalto in cui nuvole simili a zucchero filato si rincorrono l’un l’altra, la vista panoramica su La Graciosa e, non ultima, la gentilezza degli isolani mi hanno letteralmente conquistata. Ecco perché ho trascorso dieci giorni ferma, senza altro desiderio se non quello di godere del piacere di essere lì a tu per tu con me stessa e con l’universo.

Qualcuno quando ero a Caleta de Famara mi ha scritto un messaggio che suonava pressappoco così. “Lanzarote è troppo tranquilla per una giramondo come te”. Sono stata un po’ brusca ma ho seccato quest’affermazione in pieno. Non definirei Lanzarote tranquilla visto che giungeva sera senza che me ne rendessi conto. Eccoti alcune cose da fare a Caleta de Famara:

Caleta de Famara

La Santa è un villaggio pochi chilometri a nord di Caleta de Famara che ospita a dir tanto un migliaio di anime ed è rinomata non solo come località balneare cara agli sportivi ma anche per i suoi splendidi tramonti. C’è addirittura chi sostiene siano i più belli dell’isola. E io, che di tramonti non sono mai paga, una puntata a La Santa me la sono fatta e si, confermo, sono tramonti di inenarrabile bellezza. Tra le cose da vedere a Lanzarote direi almeno un tramonto a La Santa

Tramonto a La Santa

E poi, già che ci sei, approfittane per farti una bella mangiata di pesce fresco al ristorante El Barquillo. Qualità eccellente a prezzi imbattibili.

Se pensi che le cose da fare a Lanzarote siano già finite ti sbagli di grosso! La sera prima di partire ho conosciuto una coppia che era lì per la terza volta e mi raccontava che ancora riesce a trovare sorci incredibili e sconosciuti.

Si può esplorare la zona a nord di Arrecife, Costa Teguise, in cui si alternano aree desertiche e distese di palme, pianure sabbiose e massicci. Tra l’altro Costa Teguise è uno dei posti più economici dell’isola in cui divertirsi con il windsurf, quantomeno così mi hanno detto. Da li ci si può spingere fino ad Arieta che mi è stata vivamente consigliata, con le sue casette bianche affacciata sul mare e il molo pittoresco frequentato da pescatori che si protende direttamente sull’acqua.

Puoi visitare Cueva de los Verdes con un viaggio da sogno nel sottosuolo, dentro le viscere di un vulcano, o raggiungere Orzola, un piccolo borgo di pescatori situato all’estremità settentrionale di Lanzarote, e da li prendere il ferry per La Graciosa che mi hanno detto essere meravigliosa. Sarà la prima cosa che farò quando tornerò a Lanzarote.

Cueva de los Verde

In alternativa, sempre partendo da Arrecife, si può andare verso sud, a Puerto del Carmen, che pare sia uno dei luoghi migliori dal punto di vista climatico per chi ama la vita di spiaggia. La lista si potrebbe allungare all’infinito, credo che per scoprire realmente Lanzarote non sarebbe sufficiente un mese intero.

Ho selezionato per te alcuni tour di Lanzarote proposti da Civitatis, se vuoi arricchire la tua visita di spunti interessanti:

Paesaggio a Lanzarote

Partire per una destinazione fuori dall’Italia – inclusa l’Europa, dove ci sentiamo quasi a casa – senza aver stipulato una polizza sanitaria è follia pura. Credimi, sono tutt’altro che paranoica, ma i soldi spesi per l’assicurazione sono gli unici che butto via più che volentieri. Senza bisogno di presagire una tragedia, può bastare un banale mal di denti, o una distorsione alla caviglia, a rovinarti il soggiorno: se a fine viaggio non l’hai usata tanto meglio, ma se dovesse servire e non ce l’hai, rimpiangerai di non aver rinunciato a una pizza per partire assicurato.

Da tre anni a questa parte, dopo averne testate parecchie, mi sono fidelizzata con Heymondo che mi regala sonni tranquilli. Mi è capitato di averne bisogno in Malesia e ho trovato operatori rapidi, efficienti e risolutivi. Peraltro oggi le polizze non costano più un occhio della testa: io generalmente opto tra la versione Top e la Premium – in base alla destinazione – e mi porto a casa una copertura completa a un prezzo assolutamente ragionevole.

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Delle Canarie, Lanzarote è l’isola più nord-orientale e ha un clima piacevole tutto l’anno con inverni miti ed estati calde, sempre che gli alisei siano in una fase di tregua.

Io sono stata fortunata e fatta eccezione per la brezza pungente della sera ho trovato un tempo spaziale. Non tirava nemmeno il vento, cosa ovviamente non gradita a chi era li per il windsurf, ma per me è stata una manna dal cielo. Pare che durante le settimane ventose quasi non si possa uscire di casa.

In sintesi, non esiste un periodo migliore per visitare Lanzarote, sempre che ci si vada senza l’illusione di essere ai Caraibi.

Su Lanzarote volano RyanAir, Vueling e EasyJet: da Milano è possibile trovare un’andata e ritorno a partire da 70 euro.

Lanzarote si può raggiungere anche via ferry da Fuerteventura, approdando a Playa Blanca. Ci sono varie compagnie che effettuano il servizio e il viaggio dura 45 minuti.

Non c’è un altro modo per dirlo! A Lanzarote, senza una macchina, sei un uomo finito! Sembra pazzesco ma è così. I mezzi di trasporto ci sono, per carità, ma sono rari e a detta di chi ci vive anche un po’ inaffidabili. Non si può avere tutto nella vita!

Se vuoi noleggiare una macchina per esplorare Lanzarote, il mio consiglio cade su DiscoverCars, un comparatore di autonoleggi che collabora con agenzie locali: tradotto in soldoni, le tariffe che propone sono più che concorrenziali. Semplicissimo da usare, consente di confrontare le recensioni delle diverse compagnie per scegliere con maggior sicurezza e tranquillità.

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Un’altra opzione, per i più allenati, è quella di affittare una mountain-bike. Il costo si aggira sui 20 euro al giorno ed è sicuramente un’esperienza piacevole.

Ultima opzione, non verificata personalmente ma solo perché non ne ho avuto bisogno, mettersi sul ciglio della strada e alzare il dito pollice, come si usava fare negli anni Settanta qui da noi!

Ed ora, per concludere, qualche link di approfondimento, nel caso in cui non vogliate partire impreparati:

I colori caldi e l’energia di Lanzarote – quella della terra vulcanica, del cielo e del mare – sono stati un toccasana per la mia anima inquieta: chissà che un giorno non decida di stabilirmi lì, in una parte di mondo che pur essendo a tutti gli effetti Europa resta sospesa in una dimensione quasi irreale.

La Globetrotter

Sei mai stato alle Canarie? Qualche consiglio che possa orientare la mia scelta per il prossimo anno?

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