Se è vero il detto che l’appetito vien mangiando, è vero anche che viaggiare alimenta il desiderio di conoscere il “mondo” fino a renderlo una necessità. Vicino o lontano che sia poco cambia, l’importante è andare. Se ci pensi noi italiani siamo fortunati: viviamo in un Paese che è una miniera d’oro e che spesso sottovalutiamo. Io per prima, se non ci fosse stata la pandemia, non avrei mai iniziato a viaggiare in Italia e dopo aver girato almeno ¼ di mondo, mi sono ritrovata innamorata del Bel Paese. Così, dopo la Val Brenta, ho deciso di raccontarti cosa vedere in Val di Non attraverso la scoperta di 5 luoghi che riassumono natura, storia e tradizione.

Il Santuario di San Romedio è il primo dei cinque luoghi che ti suggerisco di visitare in Val di Non, un antico eremo dove, secondo quanto narra la leggenda, visse Romedio di Thaur in compagnia di un orso trentino!

Arroccato su uno sperone di roccia a settanta metri d’altezza, il santuario consta di cinque chiesette (la più antica edificata nell’XI secolo) unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini. La sua magia si annuncia ancor prima di arrivare, lungo il sentiero nella roccia realizzato sul tracciato di un canale ottocentesco che parte dal paesino di Sanzeno. Si tratta del più interessante esempio di arte cristiana medievale presente in Trentino ed è un luogo di pellegrinaggio molto sentito dai fedeli, immerso in una splendida cornice naturale.

Least, but not last, l’orso c’è davvero! Non è quello della leggenda che vede San Romedio raggiungere Trento “in sella” a un grosso mammifero peloso, ma è Bruno, di origine abruzzese. Nel 1958, il WWF decise di donare al santo un orso che altrimenti avrebbe fatto una brutta fine e da allora, ai piedi dell’eremo, è istituita un’area che ospita orsi in semilibertà.

Nel cuore del Parco Naturale Adamello-Brenta, protetto dalle Dolomiti trentine, si trova il lago di Tovel, una delle perle della Val di Non.

Con le sue acque color smeraldo in cui si riflette il profilo delle montagne del Brenta, il lago di Tovel è un “lago per tutti”! Per chi ama camminare e chi ama pescare, per chi cerca scorci da immortalare e chi desidera rigenerarsi in mezzo alla natura, per giovani e meno giovani, e si adatta a tutte le stagioni, con i colori autunnali del foliage, i bianchi e silenziosi scenari invernali, la fioritura dei meli in primavera e i magici riflessi dell’estate.

Lago di Tove in Val di Non
Lago di Tovel – @Massimo Ripani #visitvaldinon

La Val di Non pullula di castelli, alcuni dei quali ancora abitati dai proprietari. Tra tutti Castel Thun, edificato nella metà del XIII secolo e dimora di una delle famiglie feudali più potenti della regione, è il must della zona. Per capirci, quello da vedere sì o sì!

Castel Thun domina la valle da una collina poco distante da Vigo di Ton (con una vista panoramica d’eccezione); è circondato da torri, mura, bastioni e fossato del XVI secolo e ospita al suo interno l’interessante museo provinciale che narra la storia dei nobili Thun e dei vescovi-principi di Trento.

Castel Thun
Castel Thun – @Massimo Ripani #visitvaldinon

Va da sé, chi decide di visitare il Trentino è appassionato di passeggiate in montagna per cui è imprescindibile inserire il giro ad anello sul Monte Peller (assolutamente alla portata di tutti) tra le cose da vedere in Val di Non.

Il percorso, suggestivo, attraversa una serie di ambienti differenti, dalle abetaie fitte e ombrose, alle zone calde e secche ricche di latifogli, fino alle vaste praterie d’alta montagna. La sensazione che si prova ammirando il paesaggio sconfinato da 2.310 metri di altezza è di appagamento e libertà. Meglio andarci in primavera, quando tutto fiorisce riempiendo la scena di colori e l’atmosfera di profumi.

Monte Peller in Trentino
Monte Peller

Forse Sfruz non rientra tra i luoghi da vedere in Val di Non sì o sì, ma merita comunque una visita per la sua peculiarità: un tipico villaggio alpino, tra i più elevati della valle, di origini antichissime.

Passeggiare per il borgo di Sfruz, che ha mantenuto la struttura urbanistica originaria con le case rurali e gli edifici signorili, significa tuffarsi nella storia di un luogo tutt’oggi ancorato a importanti tradizioni artigianali come l’oreficeria, la lavorazione del legno e, non ultimo, la produzione (e decorazione) di stufe in maiolica che si protrae dai primi secoli del secondo millennio.

Per altri consigli su cosa vedere in Val di Non, consulta il sito ufficiale

La Globetrotter

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