Cosa vedere in Uganda: itinerario e consigli utili per un viaggio fai da te

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Cosa vedere in Uganda: itinerario e consigli utili per un viaggio fai da te

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Cosa vedere in Uganda: itinerario e consigli utili per un viaggio fai da te

Nonostante siano passati ormai ben due anni dal mio viaggio in Uganda, ho ancora ben vivido nella mente ogni singolo istante dei giorni trascorsi laggiù. Dal punto di vista naturalistico e paesaggistico l’Uganda è un paese dalla bellezza disarmante e il fatto che il turismo di massa sia in una certa misura “arginato” dagli alti costi, lo rende anche un paese dannatamente umano. Credo di non esagerare affermando che il 95% delle persone che decide di organizzare un viaggio in Uganda si affidi a un Tour Operator, italiano o locale che sia, e che i fruitori di quest’articolo saranno veramente pochi ma non importa. Quei pochi troveranno me, La Globetrotter, e il fatto che la mia esperienza possa essere d’aiuto a qualcuno mi rende felice oltre, chiaramente, alla speranza che sia fonte di ispirazione per chi ha le idee nebulose su cosa vedere in Uganda e lascia il viaggio li, in sospeso, senza azzardarsi a partire.

Comincerei con l’itinerario che non include tutte le cose da vedere in Uganda ma buona parte di esse. Non mi mancava il tempo, ahimè, mi mancavano i soldi, e sono consapevole di essermi persa qualcosa di unico.

Cosa vedere in Uganda: l’itinerario

Kampala, la capitale

Rafting sul Nilo a Jinja

Sipi Falls, piccola gemma ignorata dal turismo

I Crater Lakes e Fort Portal tra pace, quiete e serenità

Il Kazinga Channel e il Queen Elizabeth National Park

Il Gorilla Tracking al Bwindi Impenetrable Forest National Park

Il Bunyonyi Lake, un sogno da luna di miele

Cosa vedere in Uganda: altri luoghi d’interesse

Ulteriori consigli e informazioni per organizzare un viaggio in Uganda fai da te

Il periodo migliore per viaggiare in Uganda

Visto e formalità per entrare in Uganda

Valuta e pagamenti in Uganda

Lingua in Uganda

Sicurezza in Uganda

Telefono e Wi-Fi in Uganda

Come spostarsi in Uganda

Cibo e bevande in Uganda

Quanto costa viaggiare in Uganda

La gente in Uganda

Cosa vedere in Uganda: l’itinerario

Kampala, la capitale

Non sono un’amante delle grandi città, specialmente di quelle africane che tutto possono definirsi fuorché belle, tuttavia ho deciso ugualmente di trascorrere una giornata a Kampala per riprendermi dal viaggio in bus – durante la notte avevo attraversato la frontiera con il Kenya – e con la scusa ne ho approfittato per visitare le attrattive principali della capitale (probabilmente anche le uniche): il Bahai Temple, la Kasubi Tombe (mausolei degli ultimi re Kabakas de Buganda che governarono il paese prima che diventasse una colonia inglese), la Geddafi Mosque e il Buganda Road Craft Market. Mi avevano consigliato anche la visita del King’s Palace ma poi mi sono persa al mercato e tanti saluti.

Mi sono spostata in città utilizzando boda-boda sempre diversi (boda-boda è il nome dei moto-taxi in Uganda) ma se avete le idee chiare sul giro che volete fare, potete contrattare con uno solo che vi aspetti fuori dai siti. Superfluo a dirsi, pagamento alla fine del tour.  

Se decidete di fare un giro del centro città, fate attenzione al cellulare e ai vostri effetti personali. Ho conosciuto persone derubate dei loro beni in pieno giorno, Kampala non è il luogo più tranquillo del paese.

Ma almeno ne vale la pena? – si chiederà qualcuno di voi. Se avete tempo da buttare, dedicate pure qualche ora di tempo alla scoperta della capitale ma non la inserirei tra le cose imperdibili un viaggio in Uganda.

Dove dormire a Kampala

Sono passata da Kampala due volte nel corso del mio viaggio e in entrambe le occasioni ho alloggiato in ostello con letto in camerata e bagno in comune.

Il primo è il Fat Cat Backpackers che ha una bella energia, è frequentato prevalentemente da ragazzini anglofoni e similari (ragazzini sta per under 30) e si trova in posizione centrale. Dal punto di vista della pulizia non è il top ma è una buona alternativa per conoscere gente se viaggiate da soli.

Il secondo è il Kampala Backpackers che per lo stesso prezzo, e forse anche qualcosa in meno, offre un servizio di un altro livello e la possibilità di prenotare dei tour nel paese, ma è decentrato e abbastanza isolato.

Rafting sul Nilo a Jinja

Se siete appassionati di rafting ed emozioni forti, Jinja è il luogo che fa per voi. Io amo sperimentare di tutto un po’ ma in passato ho avuto una brutta esperienza con il rafting per cui a sto giro ho preferito bypassare e prendermi un giorno di decompressione al Nile River Explorer che pare sia il top per quanto riguarda l’avventura – tutte le guide hanno il First Aid Certification, l’International Rafting Federation Certification e lo Swift Water Rescue & Adventure Wilder Ness First Aid Training… come si suol dire, siete in una botte di ferro – e oltre al rafting, offre pacchetti interessanti e più tranquilli.

Come raggiungere Jinja

Jinja dista da Kampala un paio d’ore e si può raggiungere tranquillamente in matatu ma se prenotate un tour al Nile River Explorer potete contare su uno shuttle gratuito che vi passerà a prendere in uno dei tre ostelli più gettonati di Kampala la mattina presto.

Sipi Falls, piccola gemma ignorata dal turismo

Sipi Falls è un gioiellino. Tre cascate situate ai margini del Mount Eigon National Park nei pressi dell’omonimo villaggio, poco più di un gruppo di casa affacciate sulla strada che serpeggia lungo la vallata e angolo di paradiso in cui riconciliarsi con se stesso e con il cosmo.

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Alla scoperta di Sipi Falls, piccola gemma nascosta dell’Uganda

Se amate i trekking in mezzo alla natura, vi piace interagire con i locali che vivono in minuscoli agglomerati sparsi per la vallata e magari desiderate anche un buon caffè, direi che a Sipi Falls siete nel luogo giusto. Qui infatti si produce una delle migliori qualità di Bugisu Arabica a livello mondiale.

Come raggiungere Sipi Falls

Raggiungere Sipi Falls da Jinja è semplicissimo. Prendete un matatu fino a Mbale e poi cambiate chiedendo al conducente di lasciarvi all’ingresso del Crow’s Nest, guesthouse basica ed economica con una vista spettacolare sulle cascate. Se avete la tenda, c’è anche un’area campeggio. La notte le temperature si abbassano notevolmente per cui assicuratevi di essere ben equipaggiati.

Per saperne di più leggi il mio post Alla scoperta di Sipi Falls, piccola gemma nascosta dell’Uganda.

I Crater Lakes e Fort Portal tra pace, quiete e serenità

I Crater Lakes sono un altro di quei luoghi in cui vi sentirete pervasi da un piacevole mix di pace, quiete e serenità. Come si evince dal nome – crater lakes – si tratta di laghi generati da eruzioni vulcaniche la cui formazione risale a circa 10.000 anni fa. C’è chi dice siano una trentina, chi ritiene che superino la cinquantina. Poco importa il numero, quel che conta è che sono uno più bello dell’altro.

Potete organizzare il vostro trekking da soli oppure contattare una guida locale che per poco più di 10 euro a testa (trasporto escluso) propone un trekking di 5 ore tra laghi, villaggi, piantagioni di banane e luoghi dimenticati da Dio. Io vi consiglio l’Uganda Crater Lakes Tours raccomandatomi da un sacco di backpackers e non posso far altro che divulgare il verbo.

Come raggiungere Fort Portal e i Crater Lakes

Fort Portal è tranquillamente raggiungibile in autobus da Kampala. Cercate la compagnia Link, me l’hanno spacciata come la più affidabile dal punto di vista della sicurezza.

Io alloggiavo in un posto molto semplice ma accogliente e familiare, lo YES Hostel & Backpackers.

Per recarsi ai Crater Lakes da Fort Portal potete scegliere tra il boda-boda e il taxi (un po’ più caro ma sicuramente conveniente in termini di sicurezza e comodità).

Per saperne di più leggi il mio post I crater lakes di Fort Portal tra pace, quiete e serenità.

Il Kazinga Channel e il Queen Elizabeth National Park

Dicono che il Queen Elizabeth National Park sia il parco più bello del paese nonché uno degli imperdibili dell’Uganda. Ho visto solo questo e non posso fare confronti ma sulla sua bellezza non ho nulla da obiettare, tutt’altro.

Situato nella parte occidentale della Rift Valley, il Queen Elizabeth National Park offre una diversità di paesaggi impressionante tra selva tropicale, verdi praterie e savane popolate da acacie e mangrovie, oltre a una ricca fauna selvatica come bufali, elefanti, ippopotami, leopardi, antilopi, scimpanzé, leoni e chi più ne ha più ne metta.

E il Kazinga Channel, invece, che cos’è? – si chiederà qualcuno di voi.

Il Kazinga Channel è un canale naturale lungo 32 km che domina il paesaggio del Queen Elizabeth National Park e collega il lago George, alimentato dalle acque del Ruwenzori, al lago Edward, sul confine con la Repubblica Democratica del Congo. Praticamente tutti i Tour Operator propongono la crociera sul Kazinga Channel abbinata al safari nel Queen Elizabeth National Park che offre un punto di vista panoramico diverso rispetto al game drive tradizionale. Dalla cruise boat sul Kazinga Channel – che oltre a bufali e coccodrilli del Nilo vanta una delle più vaste popolazioni di ippopotami al mondo – si avvistano un sacco di animali che raggiungono la sponda per bere o cercare refrigerio dal caldo. Direi che, definitivamente, è una delle cose da fare durante un viaggio in Uganda.

La crociera sul Kazinga Channel costa 30 dollari a cui vanno aggiunti i 40 dollari di ingresso al Queen Elizabeth National Park valido per 24 ore per cui conviene prendere la palla al balzo e cercare di organizzare quantomeno un paio di game drive. Se non volete affidarvi a un operatore locale che vende pacchetti di gruppo a cifre più o meno ragionevoli – mediamente tra i 200 e i 350 euro a seconda del numero di partecipanti per il tour da Kampala di due giorni e una notte comprensivo sia del Kazinga Channel che dei game drive e l’ingresso al parco – potete provare a contattare Innocent, un ragazzo consigliatomi da Noah dei Crater Lakes che, se disponibile, vi farà vivere una bella esperienza a un ottimo prezzo. Mandategli un whatsapp al +256 702 524343. Io ero in compagnia di altri due viaggiatori e ci ha chiesto 150 dollari (da dividere in tre) per il trasporto e due game drive che abbiamo abbassato di 30 dollari senza sforzi eccessivi.

Dove dormire e come raggiungere il Queen Elizabeth National Park

Per raggiungere il Queen Elizabeth National Park da Fort Portal prendete un matatu diretto a Mbarara e fermatevi a Katanguru chiedendo all’autista di lasciarvi nei pressi dell’Engiri Game Lodge and Campsite che oltre a essere divino, è terribilmente economico. Io avevo la mia tenda e ho pagato 20 dollari con pensione completa (cibo di ottima qualità). Senza tenda, all’epoca, il prezzo era di 30 dollari tutto incluso.

Alla fine, facendo due conti, un safari privato al Queen Elizabeth National Park con crociera al Kazinga Channel ci è costato pro-capite 120 dollari. Visti i prezzi dell’Uganda direi che non è male, siamo stati fortunati nel seguire il passaparola che ci ha portati dapprima a Noah e poi a Innocent.

Per saperne di più leggi il mio post Al Queen Elizabeth National Park tra ippopotami, bufali e leoni.

Il Gorilla Tracking al Bwindi Impenetrable Forest National Park

Di incontri in vita mia ne ho fatti tanti, specialmente in viaggio, ma quello con il Gorilla di Montagna è stato, senza alcun dubbio, il più incredibile. Se me l’avessero detto tre anni fa, avrei stentato a crederci.

Il Gorilla Tracking è un’esperienza che si può vivere solo in Uganda, Rwanda e Repubblica Democratica del Congo e tra questi tre paesi l’Uganda è probabilmente il più fattibile per chi viaggia in autonomia e low budget. Il costo, è risaputo, non è alla portata di tutti: non dico che si debba essere dei Rockfeller ma poco ci manca! In Rwanda è assolutamente proibitivo visto che si parla di 1.500 dollari, una manovra per renderlo privilegio esclusivo di pochissime persone; in Repubblica Democratica del Congo il permesso è il più accessibile in termini di costi (400 / 200 dollari in alta / bassa stagione, a cui bisogna aggiungere 100 dollari di visto, il trasporto dall’Uganda al Virunga National Park, il visto di reingresso in Uganda e tra una cosa e l’altra si risparmia ben poco, quantomeno a prezzo pieno) ma è chiaramente dispendioso in termini di tempo; l’Uganda, pur essendo caro da morire, mi sembra un buon compromesso per chi vuole vivere quest’esperienza unica nel suo genere. Il Gorilla Permit costa 600, e il numero giornaliero di permessi rilasciato (104 in totale) è di gran lunga superiore sia al Congo (40) che al Rwanda (80). Tutto ciò lascia dedurre che l’Uganda sia il paese in cui si concentra il numero più alto di gorilla e di fatto il Bwindi Impenetrable Forest National Park, dove sono stata io, ospita all’incirca 350 primati che corrispondono alla metà dell’intera popolazione mondiale.

Non sono una spendacciona, o meglio non ho troppi soldi da spendere altrimenti non li lascerei certo ammuffire in banca, ma è un’esperienza che li è valsi tutti, dal primo all’ultimo, e so che vengono utilizzati per la protezione dei primati e la conservazione dei parchi per cui sono assolutamente ben investiti. Perché l’incontro con il gorilla di montagna è realmente un’esperienza unica e sebbene la voglia di raccontarvi qualcosa di più sia tanta, il tempo non me lo consente per cui vi rimando al racconto scritto a caldo, Il Gorilla di Montagna al Bwindi Impenetrable Forest National Park, e vado avanti con le istruzioni per l’uso. Vi garantisco che da solo vale il viaggio e risponde a pieno alla domanda cosa vedere in Uganda.

Informazioni utili per organizzare il Gorilla Tracking in Uganda

Ovviamente al costo del Gorilla Permit bisogna aggiungere trasporto, pernottamento, pasti, guide, rangers e mance. Insomma, a seconda dell’operatore scelto il pacchetto può levitare senza nemmeno accorgersene tra gli 800 e i 900 dollari (e anche di più, a seconda del tipo di trattamento scelto).

Io ho trovato una soluzione più che accettabile visto il tipo di esperienza: 650 dollari comprensivo di tutto – mance escluse – tramite il Bwindi Backpackers Lodge che dispone sia di stanze condivise che di sistemazioni più intime. Il gestore, Seith Byarugaba, organizza il Gorilla Tracking partendo da Kabale dove volendo è possibile lasciare il bagaglio pesante e portare con sé l’indispensabile.

Il tragitto da Kabale al Bwindi Impenetrable Forest National Park dura un paio d’ore, un po’ di più con la pioggia. Sono passati quasi due anni e non conosco i prezzi attuali ma un paio di persone a cui ho passato il contatto nei mesi scorsi che hanno fatto tutto tramite lui si sono trovati bene per cui ve lo consiglio. 

Il Bunyonyi Lake, un sogno da luna di miele

A mio modo di vedere non c’è modo migliore per terminare il viaggio che regalarsi un giorno o due al Bunyonyi Lake, il luogo in cui, se mai mi sposassi, desidererei trascorrere la luna di miele. Paesaggisticamente parlando tutta l’Uganda ha un po’ dell’irreale ma il Bunyonyi Lake arriva laddove l’immaginazione non osa spingersi.

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Cosa vedere in Uganda: itinerario e consigli utili per un viaggio fai da te

Situato tra Kabale e Kisoro, vicino alla frontiera con il Rwanda, il Bunyonyi è il lago più bello dell’Uganda e il secondo più profondo di tutto il continente. Nelle sue acque, che ricoprono un bacino di 25 chilometri di lunghezza per 7 chilometri di larghezza, fluttuano 29 isole (numero a mio avviso non attendibile) tra cui la leggendaria Akampene Island nota come the Punishment Island. Se volete approfondire la storia e la leggenda, trovate tutto sul post di approfondimento del Bunyonyi Lake. Credetemi, un incanto in cui il tempo sembra essersi congelato in un’era fluttuante tra il reale e l’onirico.

Bunyonyi Lake: come raggiungerlo e dove dormire

Per raggiungere il Bunyonyi Lake prendete un boda boda da Kabale che vi conduca al porticciolo da cui partono le imbarcazioni dirette alle isole, se volete pernottare la, o fino al vostro alloggio. Per una serie di ragioni mi ci sono fermata una settimana e non posso che consigliarvi il Lake Bunyonyi Rock Resort. Non sono particolarmente incline a frequentare strutture altolocate, rendono più difficile il contatto con i locali, ma dopo quasi due mesi di viaggio (tra campeggi, ostelli, couchsurfing, sistemazioni chez l’habitant e pensioni di basso profilo) un paio di giorni da dedicare a me stessa e riassumere le sembianze di donna cerco di imbucarli sempre.

Per saperne di più leggi il mio post Il Bunyonyi Lake, un sogno da luna di miele.

Cosa vedere in Uganda: altri luoghi di interesse

Gli altri luoghi di interesse da visitare in Uganda, che il mio portafogli sguarnito non mi ha permesso nemmeno di avvicinare, sono i seguenti:

  • Murchison Falls, che chiaramente ho lumato un bel po’ prima di arrendermi ma poi mi sono detta… sono stata al Salto Angel in Venezuela e alle Cascate di Iguazu in Argentina, non credo mi perderò tantissimo anche se le acque del Nilo che cadono da un’altezza di 40 metri fanno sicuramente un certo effetto. Il paesaggio delle Murchison Falls è stato protagonista di un buon numero di film di avventura girati a Hollywood intorno agli anni Cinquanta del secolo scorso come La regina d’Africa, tratto dall’omonimo romanzo di Cecile S. Forrester, e Le miniere di re Salomone;
  • Lago Vittoria (ci sono stata dalla parte kenyota): si tratta di un lago leggendario che custodì a lungo uno degli enigmi del XIX secolo, la nascita del Nilo Bianco, fino a quando l’esploratore John H. Speke, nel 1862, scoprì che il Nilo nasceva dalla riva settentrionale dell’immenso bacino;
  • Montagne della Luna al Ruwenzori Mountains National Park, ideale per chi aspira a un trekking da capogiro. Ho conosciuto due ragazze israeliane che l’hanno fatto e a parte le Montagne della Luna, che a quanto mi hanno riferito sono difficili da vedere senza bruma, erano estasiate dall’esperienza;
  • Ziwa Rhino Sanctuary, l’unica area naturale in Uganda dov’è possibile vedere i rinoceronti in natura allo stato semi-selvatico;
  • Karamoja, nel nord-est dell’Uganda, un territorio vergine dov’è possibile trascorrere una notte in un kraal con i mandriani e il loro bestiame (sempre consigliato dalle amiche israeliane che poi sono state le artefici del mio viaggio in Israele);
  • Scimpanzé trekking nel Kibale National Park che ospita ben 13 specie di primati diversi tra cui, appunto, una discreta popolazione gli scimpanzé (oltre alla scimmia blu, la mangabey dalle guance grigie e le colobus rosse, bianche e nere);
  • Il Settore Ishasha del Queen Elisabeth National Park (a sud) dove vive una popolazione di leoni che si arrampicano sugli alberi.

Ulteriori consigli e informazioni per organizzare un viaggio in Uganda fai da te (aggiornato ad aprile 2020)

Il periodo migliore per viaggiare in Uganda

Dal punto di vista climatico l’Uganda è una figata unica: piacevolmente caldo di giorno – con temperature che oscillano tra i 20 e i 25 gradi e variazioni contenute nel corso dell’anno – e altrettanto piacevolmente fresco, se non addirittura freddino in alta quota, di sera.

I periodi migliori per visitare l’Uganda sono quelli secchi, da dicembre a marzo e il mese di luglio, ma anche nei mesi “di pioggia” le precipitazioni non sono tali da rappresentare un impedimento al viaggio per cui, a conti fatti, ogni stagione va bene.

Visto e formalità per entrare in Uganda

Per entrare in Uganda sono necessari il passaporto (in corso di validità) e il visto d’ingresso da chiedere prima della partenza in via telematica a questo link.

La procedura è semplice,. Basta inserire i dati, allegare i documenti richiesti e nel giro di dieci giorni vi verrà inviata via mail una ricevuta con codice a barre da presentare all’arrivo dove, in seguito al pagamento della tassa consolare e dell’acquisizione dei dati biometrici, otterrete il vostro visto turistico valido tre mesi.

Se avete intenzione di visitare anche Kenya e Rwanda, potete chiedere l’East Africa Visa, valido sempre tre mesi, che vi consentirà di entrare e uscire a vostro piacimento, sempre che restiate all’interno dei tre paesi. Sconfinare, per esempio in Tanziania, anche solo per un giorno, comporta l’annullamento del visto.

Valuta e pagamenti in Uganda

La moneta utilizzata in Uganda è lo scellino ugandese. Al momento della stesura di questa guida, il cambio ufficiale è: 1 euro = 4.080 scellini ugandesi. Gli euro, come i dollari, sono accettati da tutte le case di cambio.

Nelle principali città sono presenti sportelli ATM funzionanti su vari circuiti. Cirrus e Maestro applicano una commissione che varia da istituto a istituto, mentre le carte di credito vengono accettate solo nei grandi alberghi e nei migliori ristoranti della capitale.

Lingua in Uganda

In Uganda la lingua ufficiale, rimasta in auge anche dopo l’indipendenza, è l’inglese ma in realtà è parlato solo da una parte limitata della popolazione. Oltre all’inglese, nel paese si parlano più di 30 lingue indigene appartenenti a 5 gruppi linguistici diversi che variano a seconda della regione.

Sicurezza in Uganda

Fatta eccezione per i piccoli borseggiatori di Kampala, l’Uganda è un paese assolutamente sicuro. Certo, non bisogna mai abbassare la guardia ma questo vale dappertutto! Io sono stata rapinata a Milano di mattina per cui ormai sono sempre un po’ sul chi va la ma non posso dire di essermi mai sentita in pericolo.

Per muovervi a Kampala in modo sicuro scaricate sul vostro smartphone SafeBoda o UberBoda, due App che faciliteranno il vostro soggiorno in capitale. Avrete un casco garantito, i conducenti si avvalgono dell’uso di mappe, il che riduce le possibilità di perdersi, ed è tutto tracciato. Per gli spostamenti in macchina invece, la sera in particolare, usate Uber! Paradossalmente è meno caro di un taxi ed è una garanzia.

Telefono e Wi-Fi in Uganda

Sempre con i limiti imposti dal fatto di trovarvi in Africa, in Uganda non avrete grossi problemi a comunicare. La telefonia mobile copre buona parte del paese e funziona bene, specialmente in città, e a volte copre anche alcune aree dei parchi nazionali. Negli alberghi, così come nei migliori ristoranti, potete tranquillamente connettervi al wi-fi, sempre che non abbiate fretta di comunicare perché la velocità lascia il tempo che trova.

Come spostarsi in Uganda

L’aeroporto internazionale di Kampala si trova a Entebbe, 35 km a sud-ovest della capitale dove nel 1976 ebbe luogo il tristemente noto “raid di Entebbe”, con un commando israeliano che arrivò in Uganda per liberare i connazionali tenuti in ostaggio dai militanti palestinesi a bordo di un aeromobile. Fuori dall’aeroporto troverete taxi e minibus che fanno la spola con la capitale.

Per spostarvi all’interno del paese potete prendere i minibus collettivi, a prezzo fisso, che circolano abbastanza frequentemente e partono quando sono al completo, oppure scegliere gli autobus, che partono a un orario prefissato e collegano le principali città del paese.

Per muovervi in città vi consiglio di ricorrere ampiamente ai boda-boda, ferme restando le accortezze che vi ho indicato nel paragrafo dedicato alla sicurezza.

Cibo e bevande in Uganda

Come un po’ in tutto il mondo, anche l’Uganda ha i suoi piatti tipici e a mio avviso vale la pena provarli. Non li mangerei tutti i giorni ma non posso dire che fossero male, e alla peggio si trovano facilmente chapati, samosa e chicken curry che pur appartenendo alla tradizione gastronomica indiana, sono di uso comune e corrente nei paesi dell’Africa Orientale.

L’Ugali è uno dei piatti tipici, se non quello tipico per eccellenza. Si tratta di una sorta di semolino piuttosto insipido, generalmente preparato a base di miglio o di manioca e servito per accompagnare la carne in umido. Nulla di imperdibile ma è sicuramente parte della tradizione gastronomica della zona.

Molto buoni il Luwombo, uno stufato a base di pollo o manzo (eccezionalmente viene usato anche il pesce) e funghi, il tutto cotto in una foglia di banano, e il Matoke che ha come protagonista indiscusso il platano, cucinato con del burro insieme al peperoncino, le cipolle e il coriandolo fresco, a cui poi viene aggiunto il brodo di carne.

La birra è la bevanda più in voga in Uganda, sempre che non vi disturbi berla a temperatura ambiente. Solo in rare occasioni l’ho trovata bella fredda e ho allegramente bypassato da quando ho scoperto che il loro frigorifero è una bacinella piena d’acqua che la mantiene fresca, ma fino a un certo punto.

Quanto costa viaggiare in Uganda

Viaggiare in Uganda non è assolutamente economico e vi dirò che decidere di visitarla in autonomia non vi farà risparmiare grandi cifre.

I costi dei permessi (per il gorilla e lo scimpanzé), così come quelli dell’ingresso ai parchi e dei game drive sono elevati. Per quanto riguarda invece il vitto e l’alloggio, c’è sicuramente un margine maggiore ma bisogna essere dotati di un grande spirito d’adattamento.

Se sei interessato a un viaggio in Uganda ma non sei tagliato per il fai da te, da un anno a questa parte collaboro con un Tour Operator di nicchia specializzato nel paese che organizza sia tour individuali che di gruppo. Eventualmente scrivimi in privato e ti passo i riferimenti per un preventivo.

La gente in Uganda

Qui potrei aprire un intero capitolo e non mi pare il caso per cui mi limiterò a descriverla con una parola. Fantastica! Gli ugandesi sono meno invadenti e più riservati dei kenioti, ma sempre gentili e disponibili a dare una mano, se appena possono.

La Globetrotter

E tu, sei stato in Uganda? Come l’hai trovata? Hai qualche consiglio aggiuntivo da lasciare a questo post o l’hai trovato abbastanza esauriente?

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Diana Facile
Diana Facile
In primis viaggiatrice, tutto il resto a seguire... sempre che abbia un travel davanti!

8 Comments

  1. Alessandro ha detto:

    Grazie Diana! Mi hai fatto viaggiare e sognare! Ho sentito la pace e l’energia, e anche il sapore della terra. Incredibile esperienza! Un abbraccio

    • Diana Facile ha detto:

      Grazie a te Ale, chissà che la prossima volta ti vieni a vivere “la mia Uganda”, dopo “la mia Colombia”. Un abbraccione anche a te

  2. Lauro ha detto:

    L’Uganda mi era piaciuto moltissimo trovandolo con paesaggi e ricchezza faunistica inaspettati. Approvo la tua decisione di non fare il rafting sul Nilo: io l’avevo fatto e ci siamo capovolti 4 volte nelle rapide e non mi sono divertito per niente. Concordo pienamente con tutti i tuoi giudizi positivi sull’Uganda e anche io ne raccomando caldamente una visita quando finalmente sarà ancora possibile viaggiare.
    Bellissimo e utilissimo resoconto. Sei bravissima e coinvolgente come sempre!

    • Diana Facile ha detto:

      Grazie mille Lauro, la tua stima come ben sai significa tanto per me! Un abbraccio

      • Conny ha detto:

        I tuoi resoconti sono sempre molto dettagliati ed esaustivi. Invogli a partire e chissà se non prenderò spunto da questo racconto per il mio prossimo viaggio, così come ho fatto per lo Sri Lanka.
        Per ora possiamo solo sognare ma l’importante è mantenere sempre viva la voglia di viaggiare.

        • Diana Facile ha detto:

          Beh… l’incontro con il gorilla è sicuramente qualcosa di unico che consiglio vivamente di fare, un’esperienza che ricorderai per la vita… e si, sono d’accordo con te, per ora non possiamo far altro che sognare per mantenere viva la voglia di viaggiare! Un abbraccio

  3. Marco Beghini ha detto:

    Ciao Diana come stai. Io bene ma.come credo un po tutti annoiato. Oggi hai fatto un bel regalo ai tuoi amici. Hai pubblicato il tuo tacconto tour dellUganda. Credo che è la prima volta che leggo dellUganda. Mi hai fatto venire voglia di andarci. Il tuo racconto, oltre ad essere scritto con il cuore è preciso e dettagliato. Ricco di suggerimenti e precisazioni che fanno si che non ti puoi perdere….brava davvero. Scrivi in modo chiaro,pulito. Lho letto 2 volte non ho trovato difficoltà ad immergermi nella natura dellUganda. Niente male davvero anzi direi ottimo👍👍😘😘

    • Diana Facile ha detto:

      Bene, sono lieta di aver fatto sorgere in te questo desiderio, è un paese realmente magico! Non aspettare troppo per andarci, facciamo finire il Covid-19 e poi… si riparte alla grande!

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