Ci sono gli amanti appassionati, che durano nel tempo, e ci sono gli amanti delle toccate e fuga che di tempo ne hanno poco e vogliono goderlo a fondo. Hai un giorno solo da dedicare a Torino e non sai cosa vedere? Ami la storia? Se la risposta è affermativa a entrambe le domande, quest’articolo è pane per i tuoi denti.

A onor del vero ci sarebbero vari filoni da seguire per scrivere un post su cosa vedere nella prima capitale d’Italia, dalla Torino storica all’esoterica, da quella cinematografica alla letteraria, dall’enogastronomica alla Torino green (limitandomi a quelle di mio interesse) e non escludo che, nel tempo, decida di approfondirli tutti. Per il momento accontentati dello storico, con un itinerario che ci porterà a visitare i palazzi regali di Torino, facendo tappa in tre caffè d’epoca (per restare in tema).

Un viaggio nella vita della gente che ha fatto la nostra storia e che in un solo giorno a Torino mi ha permesso di recuperare eventi e avvenimenti sepolti nei meandri della memoria.

Di Torino si dice che è elegante, attiva, colta e raffinata: l’immagine che ti trovi davanti quando arrivi a Piazza Castello, fulcro del tour tra i palazzi regali cittadini, conferma in pieno quanto si dice.

Gli edifici che visiteremo, senza fretta, sono tre, l’uno vicino all’altro: Palazzo Madama, Palazzo Reale e Palazzo Carignano.

Piazza Castello a Torino
Piazza Castello

Palazzo Madama si affaccia su Piazza Castello, nel cuore di Torino, e vanta una storia secolare e gloriosa che gli è valsa l’iscrizione nelle liste dell’UNESCO. È uno degli edifici più rappresentativi del Piemonte, se non addirittura della stessa Italia, ed è oggi sede del Museo Civico di Arte Antica.

Iniziamo dicendo che nel sito in cui oggi sorge Palazzo Madama si trovava, in epoca romana, la Porta Decumana che consentiva l’accesso alla città dalla parte del Po.

Dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente al XIII secolo – quando fu acquisita dai Marchesi di Monferrato prima e dai Savoia poi – si sa poco o nulla. L’ingrandimento e l’abbellimento del palazzo si deve a Filippo I di Savoia e per qualche secolo servì ad alloggiare gli ospiti della famiglia, a rappresentare spettacoli e a celebrare matrimoni.

La storia del palazzo giunse al massimo splendore sotto Maria Cristina di Borbone di Francia, reggente di Savoia, che nel 1637 ne fece la sua residenza, ma fu solo nel XVII secolo – quando Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours e il marito Filippo Juvarra rifecero la facciata in stile barocco, donandogli l’autorevolezza e la maestosità attuale – che assunse il nome di Palazzo Madama.

Nel 1822 i Savoia adibirono l’edificio a osservatorio astronomico e infine, in seguito all’emanazione dello Statuto Albertino, Carlo Alberto vi fissò la sede della Pinacoteca Regia e del Senato Subalpino.

Nel corso del secolo scorso Palazzo Madama fu soggetto a numerosi restauri e oggi è lì, nel suo splendore, alla portata di tutti noi. Meraviglia pura che oltre a ospitare alcune mostre temporanee – io sono riuscita a vederne due, incluse nel prezzo del biglietto – presenta quattro sezioni ricche di arte e testimonianze storiche.

Palazzo Madama
Palazzo Madama
  • al piano fossato troviamo il Lapidario Medievale (o giardino del castello) con esempi di scultura monumentale piemontese tra l’Alto Medioevo e il Duecento, una grande varietà di piante alimentari e aromatiche e un’area boschiva con frutteto e vite;
  • al piano terra entriamo nel Gotico e Rinascimento in cui sono esposte sculture, dipinti e oggetti preziosi databili tra il Duecento e il Cinquecento che illustrano il panorama della cultura figurativa piemontese nell’arco di quattro secoli;
  • al primo piano le Arti del Barocco espongono opere di committenza ducale di provenienza italiana e straniera, databili tra Seicento e Settecento;
  • al secondo piano, infine, ammiriamo le Raccolte di Arte Decorativa che partono con una delle più importanti collezioni di maioliche e porcellane di tutta Italia e passando per la sala dedicata ai tessuti, giungiamo laddove sono sistemati ori, bronzi, vetri soffiati e una splendida raccolta di vetri dipinti e dorati donata al museo dal marchese Emanuele Tapparelli d’Azeglio.

Insomma, tanta roba, a partire dai soffitti e dalle stanze che hanno davvero qualcosa di regale!

Per inciso, si dice che lo scalone d’onore di Palazzo Madama sia uno degli scatti istagrammabili di Torino, quelli che ti procurano un sacco di like, ma devo ancora testare con mano!

Scalone Palazzo Madama
Scalone di Palazzo Madama – Filippo Juvarra

Per informazioni su orari e prezzi di Palazzo Madama consulta il sito ufficiale

Il secondo step del nostro itinerario di Torino in un giorno ci porta a Palazzo Reale, anche lui iscritto nelle liste dell’UNESCO nonché, per ben tre secoli, prestigioso centro di potere della famiglia sabauda. Superfluo a dirsi che Palazzo Reale è uno dei principali siti di interesse artistico e culturale di Torino, ossia una delle cose da vedere si o si.

lavori di ampliamento e ristrutturazione dell’edificio furono progettati a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento e si conclusero intorno al 1640 dando inizio al periodo d’oro del Palazzo Reale, sforzoso ed elegante all’interno come all’esterno.

Superata l’austerità del regno di Vittorio Amedeo II di Savoia, l’edificio tornò all’antico splendore in occasione delle nozze del 1722 dell’erede al trono Carlo Emanuele e rivestì un ruolo di primo piano fino a dopo l’Unità d’Italia, quando la famiglia reale si trasferì a Firenze e Palazzo Reale divenne una delle sue molteplici dimore.

Relegato nell’oblio in seguito alla caduta della Monarchia (1946), Palazzo Reale è tornato a brillare nel 2007 entrando a far parte, insieme all’Armeria Reale, la Galleria Sabauda e il Museo Archeologico del polo dei Musei Reali.

Palazzo Reale - interni
Palazzo Reale – interni

Meravigliosa la Cappella della Sacra Sindone, devastata da un incendio nel 1997 e soggetta a un lungo e delicato lavoro di ristrutturazione per restituire al mondo intero la mirabile architettura di Guarino Guarini, uno dei massimi esponenti del barocco piemontese.

Dulcis in fundo, una passeggiata rilassante nei Giardini Reali per respirare una boccata d’aria e poi di volata a Palazzo Carignano, l’ultima delle cose da vedere a Torino in un giorno seguendo l’itinerario storico, nonché quello che mi ha entusiasmata di più.

Palazzo Reale
Palazzo Reale

Per informazioni su orari e prezzi di Palazzo Reale consulta il sito ufficiale

Palazzo Carignano, a poche centinaia di metri da Piazza Castello, è qualcosa di realmente straordinario.

Una piccola confessione prima di partire con la visita di Palazzo Carignano: non sono mai stata la classica studentessa modello e alcune materie, come la storia, le ho sempre considerate di serie B rispetto al mio percorso di studi. Mi preparavo in vista dell’interrogazione o del compito in classe senza mai appassionarmi fino in fondo: non sai ora quanto me ne penta! Solo due argomenti mi facevano strippare, la Rivoluzione Francese (fino a Napoleone Bonaparte) e il Risorgimento, per cui quando sono entrata all’interno di Palazzo Carignano – che oggi ospita il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – mi sono sentita nel paese dei balocchi.

Me lo sono gustato a fondo, rievocando pezzi di storia dimenticata, e Il fatto che all’interno non ci fosse nessuno, o quasi, ha reso il tutto ancor più piacevole. Qui lo dico e qui lo nego, ma il solo Palazzo Carignano meriterebbe una visita di un’intera giornata. Me l’ha confermato l’addetta alla sorveglianza, rivelandomi che le persone che tornano, anche a distanza ravvicinata tra una visita e l’altra, sono parecchie.

Museo del Risorgimento italiano a Torino
Museo del Risorgimento italiano

E ora, qualche cenno storico su questo splendido edificio che si affaccia sull’omonima piazza.

I lavori per la sua costruzione, voluti da Emanuele Filiberto il Muto e affidati al celebre Guarino Guarini che – si dice – avrebbe progettato la facciata barocca ispirandosi ai disegni del Bernini per il Louvre di Parigi, si protrassero dal 1679 e il 1685 e il risultato fu tale che dieci anni più tardi i Principi di Carignano, ramo cadetto di casa Savoia, decisero di fissarvi la dimora ufficiale.

Nel 1831 l’edificio fu ceduto al Demanio e ospitò il Consiglio di Stato fino a quando, nel 1848, divenne la sede della Camera dei deputati del Parlamento Subalpino (visibile ancora oggi).

Superfluo a dirsi che, come i due precedenti, anche Palazzo Carignano è entrato a far parte del Patrimonio UNESCO (nonché del mio!). Un privilegio tutto meritato!

Palazzo Carignano
Palazzo Carignano

Per informazioni su orari e prezzi di Palazzo Carignano consulta il sito ufficiale

A grandi linee direi tra una visita e l’altra, giusto per staccare un po’ il cervello. Due sono addossati a Piazza Castello, l’altro è un po’ scostato, ma non di molto.

La ragione per cui sono andata a cercarli tutti e tre è che volevo comunque portarmi a casa qualcosa anche qualche traccia letteraria di Torino e i tre caffè erano i punti di ritrovo privilegiati dei grandi scrittori del passato per cui entrare a buttare un occhio mi è sembrato il minimo sindacale.

Il primo è Baratti&Milano, rinomato per la cioccolata calda: il suo slogan è “la nostra qualità fa storia dal 1858”, vale a dire che esiste da oltre 160 anni. Non sono qui per fare promozione al locale ma vale assolutamente la pena entrare a curiosare in uno dei luoghi del celebre Guido Gozzano.

Il secondo, Caffè Fiorio, si definisce l’Isola felice di Torino ed è ben più antico di Baratti&Milano. Inaugurato nel 1780, divenne il ritrovo abituale di nobili, intellettuali e politici del Risorgimento tra cui Camillo Benso Conte di CavourMassimo D’AzeglioHernan Melville e Mark Twain.

L’ultimo, il Caffé Plattiil più giovane dei tre (1875), ma non per questo meno bello: era il ritrovo di punta degli scrittori in città e tra i nomi di coloro che transitarono da qui, in maniera più o meno regolare, ci sono Cesare PaveseNorberto BobbioLuigi Einaudi e Natalia Ginzburg con il marito Leone.

Interno Caffè Piatti a Torino
Caffè Piatti – interno

Chissà che un giorno anche il mio nome non sia legato a qualche luogo da ricordare.

LEGGI ==> Due giorni a Torino: cosa vedere nella Capitale Sabauda

La Globetrotter

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6 pensieri su “Torino in un giorno, tra Palazzi Regali e Caffè Storici

  1. Carla dice:

    Bellissimo ed utilissimo “quadro” giornaliero di una splendida città che ho imparato ad amare un anno fa, cioè quando mio figlio è andato a studiare lì. Un piccolissimo appunto: “Al Bicerin” locale tanto amato da Cavour grazie alla bevanda al caffè /cioccolato/crema di latte, non è tra i tre migliori?

    • Diana Facile dice:

      Grazie Carla, sono lieta che ti sia piaciuto! Non avevo trovato “Al Bicerin” durante le mie ricerche e comunque non avrei avuto tempo per fermarmi a consumare qualcosa ovunque, me lo segno per la prossima volta! Bella dritta!

  2. Petra dice:

    Ispirandomi a questa tua bella proposta per un tour di un giorno, qualche mese fa ho fatto una piccola vacanza a Torino. Ho avuto un po’ più di tempo da dedicare a questa città che per me è stata una vera sorpresa. Partendo dai tuoi suggerimenti assolutamente utili ho avuto la possibilità di aggiungere la visita ad altri monumenti, vie, piazze…

    • Diana Facile dice:

      Ciao Petra, hai fatto bene. Secondo me Torino non è una di quelle città mordi e fuggi, io ci sono stata tre volte e ogni volta aggiungo qualcosa di nuovo. Lieta che il mio post sia stato utile! Grazie per avermelo detto! Un abbraccio

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