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Due giorni a Quito: cosa vedere nella capitale dell’Ecuador

La Mitad del Mundo, da vedere in Ecuador

La Mitad del Mundo

Situata a circa 2.700 metri di altezza, la capitale dell’Ecuador è un sali e scendi continuo che oltre a rinforzare i muscoli e bruciare la cellulite più tenace regala un susseguirsi di scorci dalla bellezza inenarrabile. Dall’altra parte, trattandosi di una grande metropoli, è un vero delirio: sovrappopolata, congestionata dal traffico, inquinata all’ennesima potenza e chi più ne ha più ne metta. Ciò nonostante non la si può eludere nel corso di un viaggio in Ecuador e in quest’articolo ti racconterò cosa vedere a Quito in due giorni per portarti a casa un ricordo indelebile della città. Ogni tappa citata la trovi segnalata nella mappa sottostante.

Quito è una città ricca di cose da vedere, culturalmente vivace e con una temperatura tutto sommato gradevole: generalmente è fresca, ma quando batte il sole a 2.700 metri si sente parecchio.

É la città dalle mille chiese e dai mille colori, con il centro storico più grande e meglio conservato di tutta l’America Latina, ma non solo: si tratta della prima città al mondo, nel 1978, a essere dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

via della città di Quito
Passeggiando per Quito

Tra le chiese da vedere a Quito in due giorni ti segnalo:

  • la Basilica del Voto Nacional, l’opera più importante dell’architettura neo-gotica americana dalle cui torri si gode di una splendida panoramica sulla città;
  • l’Iglesia de San Francisco, la più antica della capitale nonché una delle più belle che abbia visto in vita mia;
  • la Compañía de Jesus, una delle più importanti espressioni dell’architettura barocca del continente sebbene pagare 5 dollari per accedere a un luogo di culto (nel 2017) mi è sembrato un furto legalizzato;
Basilica del Voto Nacional
  • la Catedral Primada de Quito – sita in Plaza de la Independencia, sede del Palazzo Presidenziale – è uno degli edifici religiosi più importanti dell’Ecuador: costruita nel XVI secolo, combina elementi gotici, barocchi, mudéjar e neoclassici, riflettendo le diverse influenze artistiche dell’epoca coloniale;
  • La Merced, barocca, si distingue per la facciata in pietra scolpita, l’imponente campanile e la cupola decorata con piastrelle di influenza moresca;
  • la Iglesia Santo Domingo, sita nell’omonima piazza e risalente al XVI secolo, combina elementi barocchi e neoclassici;
  • la Iglesia San Agustín, nota per il chiostro affrescato e la bellezza dell’architettura coloniale, è legata alla storia dell’indipendenza dell’Ecuador: al suo interno si trova la tomba del maresciallo Antonio José de Sucre, uno degli eroi della liberazione sudamericana.
Interno dell’Iglesia de San Francisco

Pur riconoscendo la bellezza dei luoghi di culto, ciò che mi ha ammaliata di Quito sono stati i colori e l’architettura degli edifici che si diramano da calle Garcia Moreno attraverso anguste strade in cui si respira l’essenza coloniale della città. Per darti un’idea, ho percorso non so quante cuadras camminando con il naso all’insù.

Indubbiamente, il modo migliore per scoprire Quito è lasciarsi guidare dai colori e i profumi che aleggiano nell’aria. Profumi di cibo, ovviamente. Il cibo preparato dalle mamacitas indigene che, avvolte nei loro ponchos con la bombetta in testa e magari un seno scoperto per allattare la loro creatura, occupano gli angoli delle strade ed emanano un’aurea di infinita dolcezza.

Quito è una città culturalmente vivace che pullula non solo di chiese, ma anche di musei. Onestamente, se ho poco tempo a disposizione, evito gli spazi chiusi che richiedono tempo, ma ti segnalo:

  • la Capilla del Hombre, il museo d’arte costruito su iniziativa del pittore Oswaldo Guayasamín: un percorso tra gli immensi murales dipinti dall’artista che ripercorre le tradizioni e la cosmovisione delle civiltà precolombiane, la scoperta dell’America e la repressione degli indios durante la fase della colonizzazione. Agghiacciante e commovente al tempo stesso;
  • il Museo Casa del Alabado ospita collezioni archeologiche e opere d’arte precolombiana, ma non mi ha detto granchè.
Opere di Guayasamin

Si no tenemos la fuerza de estrechar nuestras manos con las manos de todos, si no tenemos la ternura de tener en nuestros brazos a los niños del mundo, si no tenemos la voluntad de limpiar la tierra de todos los ejércitos; este pequeño planeta será un cuerpo seco y oscuro.

Decisamente graziosa calle La Ronda con il suo concentrato di bar, ristoranti e negozi d’artigianato dall’atmosfera bohémienne, ma merita sicuramente una tappa anche La Marescal – rigorosamente di notte – per farsi un’idea della movida di Quito: non è pane per i miei denti ma un giro per annusare l’aria che tira me lo sono fatto.

Ero molto indecisa se andare o meno a visitare la Mitad del Mundo. L’idea di posare un piede nell’emisfero nord e l’altro nell’emisfero sud mi allettava parecchio, ma lo vedevo un po’ come uno specchio per le allodole. Alla fine la curiosità ha avuto il sopravvento e nonostante sia sempre convinta che si tratti di uno specchio per le allodole ho fatto bene a recarmi in questo luogo simbolico, non fosse altro perché sul cammino ho conosciuto Martín, un quiteño che mi ha regalato un pezzo della sua vita e della sua cultura.

Uovo in equilibrio alla Mitad del Mundo

Se non avessi conosciuto lui avrei potuto investire il mio tempo per scoprire altri aspetti della città di Quito – come salire al Panecillo con il teleferico – ma probabilmente questa città sarebbe rimasta una delle tante, senza né arte né parte. Incontrare una persona per caso e vedere la luce e la passione che illuminano il suo sguardo quando ti racconta della sua città, con tutti i suoi pro – quelli che vediamo noi che l’avviciniamo per qualche ora o per qualche giorno – e i suoi contro – come il fatto che lo stipendio minimo garantito per un lavoratore in regola si aggira intorno ai 360 dollari mensili quando il costo della vita, per quanto economico a noi possa apparire, è ben lontano da quei 360 dollari – mi ha fatto vedere Quito sotto una luce diversa.

Panecillo

E alla fine vedere Quito in soli due giorni mi è sembrato riduttivo: il ricordo di quest’uomo che si è messo a nudo senza pudore dinanzi a un’estranea, regalandomi una parte di sé senza aspettarsi nulla in cambio, è qualcosa che difficilmente dimenticherò.

Se vuoi dare alla tua visita di Quito una marcia in più, ho selezionato per te su CIVITATIS alcuni tour che mi sono sembrati particolarmente interessanti e/o avvincenti, con ottime recensioni e cancellazione gratuita.

  • Free tour di Quito (3 ore, in italiano, spagnolo e inglese): una sorta di antipasto che introduce alla città, con tanto di consigli su costumi e tradizioni;
  • Free tour delle donne illustri dell’Ecuador (3 ora e 30 minuti, in inglese e spagnolo): alla scoperta della storia delle donne più importanti dell’Ecuador;
  • Tour di Quito al completo (6 ore, in spagnolo e inglese): per una panoramica completa, include pranzo tipico e ingresso alla Compañía de Jesus e al Museo del Alabado;
  • Tour dello Street Food di Quito (3 ore e 30 minuti, in italiano): per i più golosi, un’immersione tra i sapori tipici dell’Ecuador;
  • Escursione alla Mitad del Mundo (4 – 5 ore, in inglese e spagnolo): per provare l’ebbrezza di avere un piede dell’emisfero Nord e l’altro nell’emisfero Sud;
  • Mercato tradizionale e Casa Museo Guayasamín (5 ore, in italiano e inglese): per cogliere l’essenza di Quito e conoscere uno degli artisti più importanti dell’epoca moderna in Ecuador.
Compañía de Jesus

Se arrivi a Quito disorganizzato e non hai ancora scartato l’idea delle Galapagos, in Venezuela 10-17 y Oriente, a una cuadra dalla Basilica, si trova l’Agenzia Ecuador Family Tours che propone offerte last minute appetibili.

Se vuoi provare la cucina tradizionale spendendo poco, al ristorante Caribe (tra Venezuela e Simón Bolivar, nel centro storico di Quito) troverai un menù ejecutivo di tutto rispetto: sopa, secondo con contorno, gelato e succo naturale a un prezzo imbattibile: all’epoca della mia visita era 3,50 $, mentre gli altri piatti tipi si aggiravano sui 7 $.

Camminando per le vie di Quito ho notato molti ristoranti che offrono menù ejecutivo a prezzi anche inferiori, ma il Caribe mi era stato consigliato da un paio di quiteños e dopo averlo provato mi sento di consigliarlo a te.

Anche a La Mitad del Mundo troverai un’ampia scelta di ristoranti, ma non mi convinceva del tutto: i classici ristoranti turistici dal rapporto qualità-prezzo pessimo. Così Martín mi ha proposto di andare con lui a mangiare la migliore Fritada della zona, piatto tipico ecuadoriano che in altre province è conosciuto sotto nomi diversi tra cui Yapingacho (Ambato) e Chugchucara (Latacunga).

Fritada

Per raggiungere il Ristorante Fritadas Charito y Hijas da La Mitad del Mundo prendi il primo autobus diretto a Quito, scendi a Pomasqui (si e no 10 minuti dopo) e poi chiedi che lo conoscono tutti: l’indirizzo è Avenida Manuel Córdova Galarza y Sucre. Pochi minuti dopo aver ordinato, accanto a una Pilsen gelata, è arrivato un un piatto stratosferico contenente di tutto e di più: mais tostato, mais bollito, pannocchia, patata, platano maduro, cuero (cotica fritta) e carne di maiale. Un po’ pesante, ma per soli 4 $ ho fatto sia il pranzo sia la cena.

Non è un piatto che mangerei tutti i giorni, ma se viaggiare significa conoscere la cultura di un paese, quale modo migliore per farlo se non attraverso la sua gastronomia?

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