Ho visitato Malaga due volte, a distanza di vent’anni l’una dall’altra. L’ho trovata piacevole la prima e mi ha lasciato la medesima sensazione la seconda. Spero di non offendere nessuno affermando che non è la città più bella dell’Andalusia, ma è una bella dimensione in cui trascorrere qualche giorno di relax, senza con questo rischiare di tornare a casa annoiato o insoddisfatto. In questa piccola guida esperienziale troverai indicazioni e consigli su cosa vedere a Malaga in tre giorni: un itinerario da vivere senza fretta, lasciandoti impregnare dell’atmosfera calorosa e vivace dell’Andalusia.
Cosa vedere a Malaga in tre giorni
- Perché visitare Malaga
- Itinerario per visitare la città
- Cosa vedere a Malaga il primo giorno
- Cosa fare a Malaga il secondo giorno
- Cosa visitare a Malaga il terzo giorno
- Gite fuori porta da Malaga e tour consigliati
- Assicurazione sanitaria: la regola d’oro per viaggiare sereni
- Come raggiungere Malaga dall’aeroporto
Perché visitare Malaga
A detta di molti, Malaga è una delle città più belle e soleggiate di tutta la Spagna. Non saprei, conosco troppo poco il Paese per azzardare superlativi assoluti, ma ha sicuramente il suo perché.
– A Málaga siempre hay sol, también en los días de lluvia, por eso se llama Costa del Sol – mi ha svelato María, proprietaria del b&b dove alloggio che della sua città è innamorata persa e non ne fa mistero alcuno.
Ti dirò, questa per me rappresenta un’ottima ragione per visitare Malaga considerato che sono meteoropatica e che il cattivo tempo ha un effetto nefasto sul mio umore. Tra l’altro, a differenza di altre località dell’Andalusia – penso a Siviglia che mi hanno descritto come una delle città più calde d’Europa – le temperature estive di Malaga sono mitigate dalla presenza del mare e dei venti che la rendono gradevole in tutte le stagioni.
La gente è socievole, in alcuni casi caciarona ma non lo definirei un difetto, soprattutto perché accompagnato da gentilezza e disponibilità. Di giorno come di sera la città è tranquilla e presenta una serie di attrattive, storiche e culturali, che giustificano il viaggio.
Last but not least, è decisamente economica per essere una città europea: a titolo esemplificativo, un b&b in centro, pulito e con ottime recensioni, costa tra i 40 e i 50 euro a coppia. A Singapore, per un dormitorio condiviso in una zona centrale spendevo, da sola, 32 euro a notte! Una cena al ristorante per due persone varia dai 40 ai 50 euro, ma se opti per le tapas te la cavi con la metà e ti sazi ugualmente! Ben al di sotto degli standard milanesi cui sono abituata, me tapina!
Storia di Malaga (in 10 righe)
La sfida consiste nel raccontarti la storia di Malaga, senza annoiarti, il che significa riassumere due millenni in una decina di righe.
Bypassiamo la preistoria e voliamo al VII secolo a.C., epoca in cui Malaga fu fondata dai fenici di Tiro come Malaka. Dai fenici passò sotto i greci di Mainake, di cui non rimangono tracce se non nei documenti, e poi sotto il dominio di Cartagine, fino all’arrivo dei romani che apportarono uno sviluppo notevole alla città. Nel V secolo sopraggiunsero i Visigoti e si registrarono alcune incursioni bizantine (anche in questo caso non sono rimaste tracce).
A partire dalla conquista mussulmana dell’VIII secolo, la città fu inglobata nella regione di al-Andalus e ribattezzata come Māllaqa: le testimonianze più importanti del tempo si trovano nel centro storico, nell’Alcazaba e nel Castello di Gibralfaro. Con la Reconquista da parte dei castigliani, Malaga entrò a far parte dei domini cristiani e la prosperità di cui godeva all’epoca si riflette ancora oggi nella magnificenza della Cattedrale.
Curiosità su Malaga
Prima di partire con le cose da vedere a Malaga, ti svelerò 5 curiosità per risvegliare il tuo interesse (se ancora non le conosci!). Perché proprio 5? Perché mi piacciono i numeri dispari e non amo le liste infinite! Sei pronto?
- Malaga è la città natale di Pablo Picasso e nella casa in cui nacque, adibita oggi a museo, sono esposte le sue opere e pezzi della sua vita personale che offrono un punto di vista unico sulle origini dell’artista;
- Malaga ha una tradizione vinicola molto antica: il suo vino più noto, che porta il nome della città, è un vino dolce prodotto da uve locali – Moscatel e Pedro Ximenez – la cui storia risale ai tempi dei fenici: ottimo per accompagnare formaggi locali e dessert;
- tipica di Malaga è la figura del Biznaguero che incarna la tradizione e la cultura dell’arte floreale, tutt’oggi molto sentita in città. Il Biznaguero è il venditore di biznagas, composizioni floreali – principalmente gelsomini – che quando sbocciano propagano nell’aria un profumo inebriante. Se chiudo gli occhi e mi lascio andare, lo sento solleticarmi le narici;
- altra figura iconica di Malaga, il Cenachero, richiama l’immagine dei pescatori che in tempi antichi vendevano il pesce per le strade della città, trasportandolo sulle spalle in due cenachos (cesti) appesi a un bastone. Vicino alla spiaggia, su Paseo de la Malagueta, troverai la statua del Cenachero che rende omaggio alla tradizione, ricordando ai passanti l’importanza della pesca per la comunità locale;
- tra le specialità gastronomiche di Malaga c’è il Gazpachuelo che, a dispetto del nome, non ha molto a che spartire con il più noto gazpacho. Si tratta di una crema calda preparata con brodo di pesce, salsa aioli (una sorta di maionese all’aglio) e patate: questa è la versione umile, quella delle origini, che oggi viene spesso arricchita con gamberi e/o altri frutti di mare.
Malaga è arte, storia, tradizione, gastronomia e folklore. Più giorni passano dal mio rientro, più la ricordo con nostalgia.

Itinerario per visitare la città
Se hai già curiosato sulla mappa avrai notato che attrattive e luoghi d’interesse sono tutti vicini a Malaga: io non ho mai preso autobus, se non per raggiungere l’aeroporto.
Ti consiglio di dedicarle almeno tre giorni anche se, correndo come un disperato, puoi riassumere tutte le cose da vedere a Malaga in un giorno solo. Tuttavia ritengo che viverla a passo lento, fermarsi per una tapa e godere del buon clima facciano parte dell’esperienza: è una città che invita a stare all’aperto, oltre che a perdere tempo! In un giorno riusciresti senza dubbio a visitare le principali attrattive di Malaga, ma ti porteresti a casa solo qualche immagine. Tre giorni forse ti sembreranno sprecati, ma ti resteranno dentro a lungo.
Fatta questa premessa, eccoti l‘itinerario per visitare la città (con tanto di orari e prezzi per i siti d’interesse aggiornati a marzo 2024) che vuole essere uno spunto, adattabile alle tue necessità.
Cosa vedere a Malaga il primo giorno
Iniziamo la scoperta della provincia principale della Costa del Sol seguendone il profiloI artistico e culturale: di seguito le cose da vedere a Malaga il primo giorno.
- Mattino: Museo Picasso Málaga e Casa Natal de Picasso
Il Museo Picasso Málaga è una delle più importanti attrattive della città.
Inaugurato nel 2003 all’interno del Palacio de Buenavista, edificio storico risalente al XVI secolo, il museo raccoglie oltre 200 opere del grande Pablo, donate e date in prestito alla fondazione dalla nuora e dal nipote.
Al suo interno schizzi. bozzetti, dipinti, statue in gesso e in argilla, lastre metalliche (e altro che al momento non ricordo) regalano una panoramica sul percorso artistico e sulla carriera di Picasso, sebbene si evidenziano alcune lacune: il periodo rosa e quello blu sono pressoché assenti.

Il Museo Málaga Picasso è aperto tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 8 euro. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale
La Casa Natal Picasso, dove Pablo vide la luce nel 1881 e vi dimorò fino al 1884, è oggi adibita a museo e propone un punto di vista intimo sull’infanzia del pittore.
La casa si trova in Plaza de la Merced 15 ed è una di quelle che all’epoca si chiamavano Casas de Campo (dal nome del suo promotore, Antonio Campos Garín): nel 1983 è stata dichiarata Monumento Storico e Artistico.
All’interno troverai opere di Picasso e di altri membri della famiglia – inclusi i lavori del padre, pittore e insegnante d’arte – e alcuni effetti personali dell’artista tra cui la culla, vestiti e primi strumenti di disegno. Si organizzano inoltre mostre temporanee, conferenze e laboratori per bambini.

Il Museo Casa Natal Picasso è aperto tutti i giorni, dalle 09.30 alle 20.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 3 euro. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale
- Pomeriggio: Cattedrale e Museo Carmen Thyssen
Tra le cose da vedere a Malaga nel pomeriggio ti direi di cominciare con la visita della Cattedrale: fu edificata nel XVI secolo sul sito di un’antica moschea, ma della prima costruzione rimane solo il Patio de los Naranjos.
Quella che ammiriamo oggi è frutto di un progetto colossale che richiese circa due secoli per la realizzazione. Nel 1782 i costi decisamente elevati imposero l’interruzione dei lavori, lasciando una delle due torri campanarie incompiute (da cui il soprannome della Cattedrale, La Manquita).

Per informazioni sulla visita della Cattedrale di Malaga, consulta il sito ufficiale
Il Museo Carmen Thyssen si trova nel cuore dell’antico quartiere arabo, in un palazzo restaurato del XVI secolo, dove ospita una vasta collezione dedicata principalmente all’arte spagnola e andalusa del XIX secolo.
Il percorso espositivo parte dai maestri antichi, passa attraverso il romanticismo e il costumbrismo, si spinge fino allo spazio della pittura preziosista e del paesaggio naturalista e sfocia nell’arte spagnola di fine secolo.

Il Museo Carmen Thyssen è aperto da martedì a domenica tra le 10.00 e le 20.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 11 euro. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale
- Sera: Calle Larios e Plaza de la Constitución
Concludiamo la giornata con una passeggiata tra Calle Larios e Plaza de la Constitución.
Calle Larios è considerata una delle strade più eleganti di Spagna, pedonalizzata in toto nel dicembre 2002 (da cui l’avvio del piano di riqualificazione del centro storico di Malaga) e via dello shopping per eccellenza.
Calle Larios sfocia su Plaza de la Constitución, spazio pubblico e politico di Malaga sin dal XV secolo e oggi fulcro delle attività socio-culturali e degli eventi tradizionali famosi in città.
Nel corso dei secoli Plaza de la Constitución ha assunto nomi diversi, seguendo gli influssi politici e governativi del momento: inizialmente era Plaza de las Cuatro Calles o Plaza Pública; nel 1812, con l’avvento della prima democrazia, tornò al nome attuale, salvo poi fluttuare su Plaza de la Libertad, Plaza de la República Federal, Plaza 14 de Abril, Plaza José Antonio Primo de Rivera, per finire nuovamente in Plaza de la Constitución.
- In tutto questo… dove si mangia e dove si dorme?
Generalmente non consiglio dove mangiare: Il centro di Malaga trabocca di bar e ristoranti, pieni a tutte le ore del giorno e della notte e spesso tocca aspettare (sebbene la fila scorra veloce). Segui l’istinto che non delude mai e se ti condurrà in uno dei ristoranti sottoelencati, che tra i vari provati hanno lasciato il segno, ringraziali da parte mia!
- Los Gatos (Plaza Uncibay 9): simpatica l’atmosfera, discrete le tapas;
- Esquina Padilla, Tapas & Cocina española: in realtà sono argentini, ma il cibo è delizioso;
- DBandera (Plaza del Carbón 3): piatti tradizionali rivisitati in chiave moderna. Golosi!
Non mi dilungo sul dove, ma al pari delle cose da vedere a Malaga ti suggerisco qualche piatto tipico da assaggiare per deliziare il gusto, oltre che la vista. Alcuni sono dei must di tutta la Spagna mentre altri, come il Gazpachuelo (vedi sopra) sono tipici dell’Andalusia:
- quando parlo di piatti tipici spagnoli – senza entrare nelle differenze regionali – mi riferisco a gaspacho, tortilla, anchoas con aceitunas (olive avvolte nelle acciughe), papas bravas, álbondigas (polpette al sugo), jamón ibérico e sangria, con uno strappo alla paella (che nasce a Valencia), al pulpo a la gallega e alla crema catalana che sono ormai considerati nazionali;
- le berenjenas con miel sono fette di melanzane, fritte e croccanti, servite con un generoso giro di miele (generalmente di canna) e talvolta con l’aggiunta del formaggio di capra a scaglie che genera un contrasto superlativo;
- gli espetos de sardinas sono sardine arrostite alla brace su un palo di canna che vengono preparate nei chiringhitos sulla spiaggia;
- la porra antequerana è una zuppa calda a base di pomodoro, pane, peperoni verdi, cui spesso si aggiungono uovo sodo e prosciutto (o tonno);
- le crocchette di besciamella (ripiene di prosciutto, pollo o tonno) non sono tipiche dell’Andalusia, ma non avevo assaggiato altrove quelle di rabo de toro (siam pur sempre in terra di corride) e te le raccomando vivamente;
- tradizionali della zona sono anche il fritto misto, l’ajo blanco (zuppa) e l’ensalada malagueña (non ho assaggiato né l’uno né l’altra perché tipicamente estive e io ci sono stata in inverno), oltre al vino dolce di cui ti ho parlato poco fa.

Cosa fare a Malaga il secondo giorno
Il secondo giorno in città ci tufferemo di testa nel suo passato remoto. Come per il primo giorno, dividerò le cose da fare e da vedere a Malaga tra mattino, pomeriggio e sera.
- Mattino: Alcazaba e Teatro Romano
L’Alcazaba di Malaga è una fortezza di epoca musulmana edificata su una preesistente fortezza di origine fenicia. Durante l’assedio del 19 agosto 1487 – nel corso del quale i Re cattolici, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, conquistarono la città – l’Alcazaba rappresentò l’ultimo rifugio dei mori. Dopo aver innalzato la croce e la bandiera di Castiglia nella torre maestra, Ferdinando consegnò a Malaga l’immagine della Vergine della Vittoria – donatagli dall’Imperatore Massimiliano I – che divenne la patrona della città.

Davanti all’Alcazaba troneggia il Teatro Romano, risalente all’epoca di Augusto (I secolo d.C.) e scoperto nel 1951 da una squadra di operai impegnati nella costruzione della nuova Casa della Cultura.

Il Teatro Romano si può visitare, gratuitamente, dal martedì al sabato con orario 10.00-18.00, la domenica invece chiude alle 16.00.
- Pomeriggio: Castello di Gibralfaro
Edificato su un vecchio recinto fenicio con un faro all’interno, il Castello di Gibralfaro – da yabal (che in arabo significa collina) e faruh (faro) – è una delle cose da vedere a Malaga sì o sì! Fu Abderramán III a trasformare le antiche rovine esistenti prima dell’arrivo dei Romani in una fortezza destinata a crescere fino al quando, nel 1340, re Yusuf I ne fece un vero e proprio castello fortificato.
Il Castello di Gibralfaro è collegato all’Alcazaba tramite la muraglia esterna, nota come Coracha, mentre quella interna disegna un percorso circolare lungo il perimetro del forte. Insieme agli otto torroni presenti, la doppia muraglia costituiva il sistema difensivo del castello che lo ha reso, per secoli, inespugnabile.

Per informazioni su orari e prezzi dell’Alcazaba e del Castillo di Gibralfaro (consiglio il biglietto cumulativo) consulta il sito ufficiale
- Sera: Muelle Uno
Concludiamo il secondo giorno a Malaga con una passeggiata / cena al Muelle Uno: si tratta di uno dei porti turistici più conosciuti della Costa del Sol e vi approdano un sacco di croceristi smaniosi di un mordi e fuggi di terra ferma. Al Muelle Uno, come in centro città, troverai negozi, bar, ristoranti, bancarelle, concerti all’aperto e similari.
Cosa visitare a Malaga il terzo giorno
Il terzo giorno a Malaga mettiamo da parte storia e cultura e ci dedichiamo al piacere nudo e puro!
- Mattino: Mercato Atarazanas e Parco di Malaga
Tra le cose da vedere a Malaga si o si c’è il Mercato di Atarazanas, uno dei luoghi più vivaci e colorati della città.
Laddove oggi sorge il mercato, nel XIV secolo aveva sede un arsenale moresco usato per la costruzione e la riparazione di navi: fu trasformato in mercato nel XIX secolo, unendo gli elementi architettonici in ferro tipici dell’età industriale ai dettagli arabi. Della struttura originaria resta oggi l’arco finemente decorato.
All’interno del mercato si anima un tripudio di suoni, odori e colori, con le bancarelle che traboccano di frutta e verdura fresca, il pesce appena pescato, carne in varietà e quantità, formaggi, olive e prodotti locali, ma anche banchi che offrono tapas e succhi naturali.

Proseguiamo la mattinata con una passeggiata al Parque de Malaga, polmone verde della città e oasi di pace lontana dal trambusto del centro.
- Pomeriggio: Playa de la Malagueta e Centro Pompidou Málaga
Qualche ora di relax in spiaggia fa bene al corpo e ritempra lo spirito. Si tratta della spiaggia cittadina per cui non alzare troppo l’asticella delle aspettative: io ci sono stata a fine febbraio, c’erano 20°C e una leggera brezza mentre la mia Milano era sotto l’acqua da giorni, mi trovavo in vacanza ed ero in ottima compagnia: poteva non piacermi? E non sono nemmeno in fissa con il mare, tutt’altro! Preferisco di gran lunga la montagna.
Torniamo al relax in spiaggia: a pochi chilometri da Playa de la Malagueta si trova Playa Pedregalejo, raggiungibile in bus. Ci sono stata vent’anni fa e abbiamo mangiato le sardine alla brace in un chiringuito. Assolutamente da provare! Non saprei dirti dove, ma la cosa più logica è chiedere ai locali.

Per chiudere il pomeriggio in bellezza, visitiamo la sede spagnola del Centre Pompidou Málaga, nella zona del porto.
La collezione permanente dello spazio espositivo si trova all’interno di un edificio basso sormontato da un vistoso cubo in vetro multicolore e include oltre 80 opere di autori del calibro di Picasso, Mirò, Magritte, Frida Khalo e Giacometti. Oltre alla permanente e alle esposizioni temporanee, il centro organizza laboratori ed eventi culturali e artistici.

Il Centre Pompidou Málaga è aperto da mercoledì a lunedì tra le 09.30 e le 20.00. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 9 euro. Per informazioni dettagliate, consulta il sito ufficiale
- Sera: Libera
Arrivato alla sera del terzo giorno a Malaga, direi che non hai bisogno di sentirti dire cosa fare e dove andare.
Gite fuori porta da Malaga e tour consigliati
Il nostro tour di Malaga finisce qua, il che non significa che non ci siano altre cose interessanti da fare e da vedere, in città e nei dintorni. Se hai un giorno in più a disposizione, o se riduci i tempi dell’itinerario che ti ho suggerito, puoi valutare una gita fuori porta per il Caminito del Rey che è stato definito uno dei percorsi più spettacolari al mondo.
Incastonato tra le pareti verticali del Desfiladero de los Gaitanea, una gola stretta e profonda scavata dal fiume Guadalhorce, il Caminito deve il suo nome alla visita del re Alfonso XIII di Spagna che nel 1921 percorse l’intero sentiero – quasi 8 km, di cui 3 di passarelle – rendendolo celebre a livello nazionale.
Cosa lo rende attrattivo?
La possibilità di sentirsi sospesi, camminando su passerelle a oltre 100 metri di altezza! Va prenotato con largo anticipo altrimenti, come è successo a me, si rimane a bocca asciutta!
Per informazioni dettagliate sul Caminito del Rey consulta il sito ufficiale
Se vuoi dare alla tua visita di Malaga una marcia in più, ho selezionato per te su CIVITATIS alcuni tour che mi sono sembrati particolarmente interessanti e/o avvincenti, con ottime recensioni e cancellazione gratuita.
- Free tour di Malaga, 2 ore, in italiano;
- Free tour dell’Alcazaba e del Teatro Romano, 1 ora e mezza, in spagnolo;
- Free tour dell’Inquisizione a Malaga, 1 ora e quarantacinque minuti, in spagnolo;
- Tour teatralizzato della peste a Malaga, 1 ora e mezza, in spagnolo;
- Paesi bianchi della Axarquía, Stupa Buddista e Torre dell’Atalaya, 8 ore, in inglese e spagnolo;
- Escursione al Caminito del Rey, 8 ore, include trasporto, guida in inglese e biglietto d’ingresso (nel caso in cui tu non disponga della macchina e non sia incline agli sbattimenti in treno e bus).
Assicurazione sanitaria: la regola d’oro per viaggiare sereni
Partire per una destinazione fuori dall’Italia – inclusa l’Europa, dove ci sentiamo quasi a casa – senza aver stipulato una polizza sanitaria è follia pura. Credimi, sono tutt’altro che paranoica, ma i soldi spesi per l’assicurazione sono gli unici che butto via più che volentieri. Senza bisogno di presagire una tragedia, può bastare un banale mal di denti, o una distorsione alla caviglia, a rovinarti il soggiorno: se a fine viaggio non l’hai usata tanto meglio, ma se dovesse servire e non ce l’hai, rimpiangerai di non aver rinunciato a una pizza per partire assicurato.
Da tre anni a questa parte, dopo averne testate parecchie, mi sono fidelizzata con Heymondo che mi regala sonni tranquilli. Mi è capitato di averne bisogno in Malesia e ho trovato operatori rapidi, efficienti e risolutivi. Peraltro oggi le polizze non costano più un occhio della testa: io generalmente opto tra la versione Top e la Premium – in base alla destinazione – e mi porto a casa una copertura completa a un prezzo assolutamente ragionevole.
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Come raggiungere Malaga dall’aeroporto
L’Aeroporto di Malaga-Costa del Sol è uno dei principali scali della Spagna: si trova 8 km a sud-ovest del centro di Malaga e offre diverse opzioni di trasporto tra cui scegliere in base alle tue necessità:
- Bus, Linea A Express Aeropuerto: il costo del biglietto è di 3 euro (anche se mi hanno detto che varia in base alla stagione) e il tempo stimato dall’aeroporto al centro di Malaga è di 20-25 minuti (in base al traffico);
- Treno, Cercanías C1: ogni 20 minuti, dalla Stazione Ferroviaria di Malaga-Centro Alameda, parte un collegamento da/per l’aeroporto che percorre la tratta in 12 minuti al costo di 1,80 euro a tratta;
- Taxi: tra i 20 e i 25 euro, in base all’ora e alla destinazione.
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La Globetrotter
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Brava, tutto quello che serve in modo esaustivo, grazie
Ma grazie mille!
Sempre interessante leggere i tuoi itinerari, grazie mille.
Grazie a te Pamela!
Come sempre sei fantastica, riesci a farmi viaggiare anche solo con la fantasia!!! Ma soprattutto fai venir voglia di vedere il mondo… brava!!
Ma grazie mille di queste parole! Magari un giorno viaggeremo insieme, chi può dirlo!
Ciao, devo andare a Malaga per Capodanno e il tuo blog su questa città mi sarà molto ma molto utile.Grazie mille!
Ne sono lieta, come sempre cara Cinzia! Città fantastica…
Ciao! Ho letto tutto con grande interesse, andrò a Malaga per la befana. Quando torno ti dico come è andata!
Benissimo! Se poi hai qualche dritta interessante la aggiungo all’articolo con piacere!