Sono tanti i nomi in grado di evocare la bella Ferrara e nel corso di quest’articolo su cosa vedere in due giorni nella Città degli Estensi te ne svelerò qualcuno a corredo di storie, luoghi, curiosità, gastronomia e incontri che l’hanno resa ai miei occhi un luogo speciale.

Ferrara è una città creativa e intellettualmente vivace che invita a sgombrare la mente da ogni turbamento: abbandonarsi e lasciarsi accarezzare dall’energia positiva che permea l’atmosfera mentre si passeggia per i vicoli pittoreschi del centro è il modo migliore per apprezzarla in tutte le sue sfaccettature.

Se sei nuovo del blog, ti anticipo che questa piccola guida esperienziale non ha la presunzione di essere esaustiva, ma vuol essere una traccia da seguire e/o da adattare ai tuoi gusti e alle tue necessità. Il mio intento è quello di fornirti spunti interessanti e consigli utili: a te il compito di approfondirli.

Conoscere la storia dei luoghi che si visitano è imprescindibile, ma qui siamo su un blog di viaggi e la storia funge da contorno, non da protagonista. Ecco perché eviterò lo spiegone in stile Wikipedia e mi limiterò a lasciarti qualche pillola, concentrandomi sul focus dell’articolo: la Ferrara degli Estensi.

Saliamo sulla macchina del tempo che ci catapulta a Ferrara nel 1115: la morte di Matilde di Canossa – che in qualità di duchessa e marchesa ha esteso il suo dominio su Lombardia, Emilia, Romagna e Toscana – segna l’ingresso della città nella fase comunale che si caratterizza per gli scontri tra le potenti famiglie locali. Le fazioni guelfe, sostenitrici del Papa, e le fazioni ghibelline, alleate dell’Imperatore, si contendono il controllo della città, generando un contesto di instabilità che si protrae per oltre un secolo.

Sotto gli Estensi, che iniziano a governare nel 1240 quando Obizzo II d’Este viene riconosciuto Signore della città, Ferrara vive un periodo di grande splendore. Tra i nomi da ricordare:

  • Niccolò III d’Este (1393-1441), che grazie alle abilità diplomatiche e ad alleanze strategiche consolida il potere della famiglia e promuove lo sviluppo culturale di Ferrara attirando a corte artisti e intellettuali;
  • Ercole I d’Este (1471-1505), cui si deve l’Addizione Erculea, il capolavoro di pianificazione urbana che ha fatto di Ferrara una città moderna, con ampie strade e sontuosi edifici;
  • Alfonso I d’Este (1505-1534), che eleva Ferrara a centro nevralgico della cultura rinascimentale ospitando a corte figure illustri, tra cui Ludovico Ariosto.

La dominazione estense si conclude nel 1598 quando Ferrara passa sotto il controllo dello Stato Pontificio, ma lascia ai posteri un ricco patrimonio artistico e architettonico che ne fa una tappa imperdibile per chi desidera immergersi nella storia e nell’arte del Rinascimento italiano.

Basilica di San Giorgio fuori le Mura
Basilica di San Giorgio fuori le Mura

Sapevi che Ferrara è stata patria e protagonista di opere letterarie e cinematografiche che l’hanno immortalata nella sua unicità?

La nostra macchina del tempo ci catapulta nella seconda metà del Cinquecento in Piazzetta Sant’Anna dove si trova la cella in cui Torquato Tasso, chiamato alla corte degli Estensi nel 1572, vive rinchiuso per sette anni dopo aver dato di matto durante le nozze tra duca Alfonso II e Margherita Gonzaga.

Un altro grande protagonista della scena culturale estense è Ludovico Ariosto, ferrarese di origini ma non di nascita, che lavora alle dipendenze del cardinale Ippolito d’Este per far fronte alle difficoltà finanziarie della famiglia dopo la morte del padre. La visita della casa in cui trascorre gli ultimi anni di vita, oggi adibita a museo, consente di capire meglio il contesto culturale dell’epoca.

Tra i contemporanei ti segnalo Roberto Pazzi, deceduto il 2 dicembre 2023, che ha ambientato a Ferrara molti dei suoi romanzi esplorando temi storici e fantastici.

La lunga notte del ’43, diretto da Florestano Vancini, racconta un episodio drammatico della Seconda Guerra Mondiale avvenuto in città. Un capolavoro che ti consiglio di vedere a prescindere da un’eventuale visita a Ferrara.

Anche Il giardino dei Finzi-Contini, romanzo di Giorgio Bassani da cui è tratto l’omonimo film diretto da Vittorio De Sica, è ambientato a Ferrara e racconta le vicende di una famiglia ebrea durante le leggi razziali e la Seconda Guerra Mondiale.

Altro nome di spicco del mondo cinematografico è quello di Michelangelo Antonioni. Lo stile e la sensibilità visiva del regista ferrarese risultano profondamente influenzati dai paesaggi e dall’atmosfera cittadina.

Ferrara, la città del cinema. Si commenta da sé.

Vista panoramica di Ferrara da Torre dei Leoni
Vista panoramica

Ferrara è nota anche come la città delle biciclette, un titolo che riflette a pieno il suo stile di vita tranquillo e sostenibile: la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma il simbolo della cultura cittadina che privilegia la mobilità dolce e il rispetto per l’ambiente.

La città vanta una rete di piste ciclabili ben sviluppata che consente ai ciclisti di muoversi agilmente e in sicurezza, dentro e fuori le mura. Superfluo a dirsi che buona parte dei ferraresi si sposta in bicicletta, contribuendo a ridurre il traffico e l’inquinamento e a fare di Ferrara una città a misura d’uomo.

Peccato che in Italia sia una mosca bianca: nel 2021, quando erano ancora in vigore le restrizioni per la pandemia, sono salita in sella a una bicicletta e da Milano ho pedalato fino a Santa Maria di Leuca (da cui il mio secondo libro, Lungo lo stivale. Su due ruote tra i racconti dell’Italia). Di luoghi ne ho attraversati parecchi percorrendo i 1.200 chilometri di litorale adriatico, tutti molto poco attenti alla mobilità dolce. Tolta Pesaro, che fa concorrenza a Ferrara, ogni volta che entravo in città mi facevo il segno della croce.

Ferrara
Ferrara

LEGGI ==> Lungo lo stivale. Su due ruote tra i racconti dell’Italia

Come scritto nell’incipit dell’articolo, Ferrara è una città intellettualmente vivace e profondamente ancorata alla tradizione per cui, prima di iniziare a dirti cosa vedere a Ferrara, ti segnalo alcuni eventi e festival che coinvolgono la città:

  • il Ferrara Buskers Festival ha luogo nel mese di agosto e trasforma la città in un palcoscenico a cielo aperto dove musicisti, giocolieri e performer provenienti da tutto il mondo incantano il pubblico con le loro esibizioni;
  • il Palio di Ferrara è il più antico d’Italia, si svolge tra maggio e giugno e comprende una serie di eventi storici, parate in costume e competizioni tra le contrade della città;
  • il Festival Internazionale di Giornalismo, organizzato a ottobre dalla rivista Internazionale, riempie la città di giornalisti, scrittori e intellettuali da tutto il mondo per dibattiti, incontri e conferenze su temi di attualità;
  • Ceramica in festa, a maggio, celebra l’antica tradizione della ceramica di Ferrara con la presenza di artisti e artigiani che oltre a esporre le loro opere tengono workshop e dimostrazioni per svelare ai visitatori i segreti di quest’arte affascinante;
  • il Ferrara Summer Festival, tra giugno e luglio, presenta una rassegna di spettacoli, musicali e non, nel contesto rinascimentale del centro storico di Ferrara;
  • il Ferrara Food Festival si tiene il primo weekend di novembre e propone eventi dedicati ai foodies e ai gourmet, quali degustazioni e show cooking, con la partecipazione di grandi nomi del mondo dell’alta cucina, dello spettacolo, dello sport e della cultura.
ceramiche graffite di Ferrara
Ceramica in festa

…O Ferrara,
Quando più i duchi fra le mure tue
Dimoreranno, decadrai e i tuoi
Palazzi senza vita non saranno
Che ruine sgretolate, e la ghirlanda
Di un poeta sarà la tua corona
Unica…

Il Lamento del Tasso, George Gordon Byron

Il centro storico di Ferrara, Patrimonio UNESCO dal 1995, è piccino e si gira tranquillamente a piedi o in bicicletta.

Nella mappa sottostante ho inserito tutti i luoghi visitati che ho brevemente descritto nell’articolo: con più giorni a disposizione c’è tanto altro da scoprire, ma è sicuramente una buona base per orientarti e godere al meglio la città.

Il mio primo consiglio, che vale per tutti i viaggi e per tutti i luoghi, è quello di camminare con i sensi in allerta per cogliere anche i “non detti” – nel caso di specie un cinema in una chiesa sconsacrata, per esempio – che rivelano sempre belle sorprese.

Il secondo consiglio, questa volta di natura pratica, è di valutare l’acquisto della MyFe Card, un pass per visitare i musei e i monumenti cittadini (compresa l’esenzione dal pagamento della tassa di soggiorno) risparmiando tempo e denari.

Piazza Trento e Trieste, nota un tempo come Piazza delle Erbe perché sede del mercato cittadino, risale al Medioevo ed è il cuore pulsante di Ferrara, punto d’incontro tra storia e modernità.

Domina la piazza la Cattedrale di San Giorgio, capolavoro di architettura romanica e gotica, mentre tutt’intorno si susseguono edifici sobri ed eleganti tra cui l’ex Palazzo della Ragione (che nella versione originale rimanda presumibilmente a quello di Mantova), la Torre della Vittoria e il Teatro Nuovo (giusto per citarne qualcuno).

Più che luogo di passaggio, Piazza Trento e Trieste è considerata il salotto cittadino dove ferraresi e visitatori si incontrano per un caffè o un aperitivo, comodamente seduti in un bar all’aperto con vista su Loggia dei Merciai, l’antica galleria commerciale che ancora oggi ospita negozi e botteghe.

Piazza centro Ferrara
Piazza Trento e Trieste

LEGGI ==> Due giorni a Mantova: cosa vedere nella Città dei Gonzaga

Castello Estense è il simbolo indiscusso di Ferrara, ossia una delle prime cose da vedere per entrare a gamba tesa nella storia della città.

Fu edificato nel 1385 con funzione militare per volontà di Nicolò II d’Este da Bartolino da Novara ed è noto come Castello di San Michele perché la prima pietra fu posata il 29 settembre, giorno dedicato al Santo. Con le sue torri merlate, il ponte levatoio e il fossato colmo d’acqua – tutt’oggi un unicum a livello europeo – Castello Estense rappresenta uno degli esempi più affascinanti di architettura medievale e rinascimentale in Italia.

Passeggiando al suo interno ammiriamo le sale affrescate e il giardino pensile degli aranci, visitiamo le prigioni sotterranee dove furono rinchiusi personaggi illustri come Ugo e Parisina d’Este, protagonisti di una tragica storia d’amore e gelosia, e ci godiamo Ferrara dall’alto della Torre dei Leoni, l’antica torre di guardia attorno a cui fu costruito il castello.

Dulcis in fundo, l’allestimento curato da Gae Aulenti volto a valorizzare gli spazi del castello con un tocco di modernità che genera un armonioso dialogo tra antico e contemporaneo.

castello estense circondato dall'acqua
Castello Estense

Per informazioni sulla visita di Castello Estense consulta il sito ufficiale

Residenza ducale degli Este fino alla seconda metà del XV secolo, quando la corte si trasferì al vicino castello, Palazzo Municipale è stato a lungo il centro del potere politico e amministrativo di Ferrara.

La facciata, elegante e imponente, è ornata da arcate gotiche e dal maestoso balcone da cui i duchi si affacciavano per rivolgersi alla cittadinanza, cui si aggiunge lo strepitoso Scalone d’Onore in marmo bianco che conduce alla loggia.

Palazzo Municipale ospita oggi gli uffici del Comune, ma conserva intatto il fascino storico.

L’interno è visitabile in settimana durante l’orario lavorativo, approssimativamente dalle 08.30 alle 17.00. Io ci sono stata il sabato mattina mentre celebravano i matrimoni e ho trovato un angelo in terra che mi ha aperto le porte del paradiso consentendomi di visitare il Camerino delle Duchesse – concepito per le figlie di Ercole II d’Este quale stanza in cui prepararsi alle occasioni mondane che animavano la vita di corte – e la Sala dell’Arengo, capolavoro decorativo volto all’esaltazione di Ferrara tra mito e leggenda.

Camerino delle duchesse - Palazzo Municipale di Ferrara
Camerino delle Duchesse

La Via Coperta, lo dice il nome, è un passaggio coperto che collega Castello Estense e Palazzo Municipale: il percorso, costruito nel XV secolo, consentiva ai membri della famiglia d’Este di spostarsi tra le due residenze in sicurezza e riservatezza, lontano dagli sguardi indiscreti.

Con un pizzico d’immaginazione e l’orecchio ben teso riuscirai a cogliere il sussurro delle pareti in pietra e delle arcate, depositarie delle storie che hanno segnato il passaggio segreto all’epoca degli Estensi.

Dedicata a San Giorgio, patrono della città, la Cattedrale di Ferrara fu consacrata nel 1135 e si presenta con un’imponente facciata in marmo bianco – caratterizzata da un mix di elementi romanici e gotici – e un interno barocco decorato da affreschi e opere d’arte di grande valore tra cui Il giudizio universale del ferrarese Bastianino (1580).

Il campanile rinascimentale, opera di Leon Battista Alberti, aggiunge alla struttura un tocco d’eleganza.

La Cattedrale è aperta dal lunedì al sabato con orario 07.30-12.00 e 15.30-19.00, mentre la domenica è visitabile dalle 08.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00.

Via delle Volte, con il suo susseguirsi di archi e volte che la sovrastano, è una delle strade più affascinanti e suggestive di Ferrara.

In epoca medievale, era il fulcro dell’attività mercantile della città, con magazzini e botteghe che si affacciavano sulla strada, e ancora oggi mantiene intatto il suo fascino, regalando scorci pittoreschi e angoli nascosti.

Via delle Volte
Via delle Volte

Palazzo dei Diamanti è un altro dei luoghi iconici di Ferrara, da vedere sì o sì.

Edificato alla fine del XV secolo su progetto dell’architetto di corte Biagio Rossetti, presenta una straordinaria facciata composta da 8.500 blocchi di marmo bianco e rosa scolpiti a forma di diamante.

Oltre alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara, con opere di grandi maestri tra cui quelle di Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti e Garofalo, l’edificio è sede di mostre temporanee di grido internazionale che attirano appassionati d’arte da tutto il mondo.

particolare di Palazzo dei Diamanti
Palazzo dei Diamanti (particolare)

Per informazioni sulla visita di Palazzo dei Diamanti consulta il sito ufficiale

Palazzo Schifanoia, il cui nome significa schivare la noia, fu edificato nel 1385 per volontà di Alberto V come luogo di svago e piacere della corte estense, un rifugio dove i nobili potevano godere di momenti di relax e intrattenimento, lontano dagli impegni di corte.

Si vocifera che ogni angolo del palazzo sia stato progettato per sorprendere e deliziare: non fatico a crederlo!

affreschi interno palazzo schifanoia
La Sala dei Mesi (Palazzo Schifanoia)

Per informazioni sulla visita di Palazzo Schifanoia consulta il sito ufficiale

Palazzo Paradiso, ahimè, non sono riuscita a visitarlo. Mea culpa! Non ho pensato a verificare prima l’orario di chiusura e con grande rammarico me lo sono perso. Lo inserisco ugualmente tra le cose da vedere a Ferrara perché interessante dal punto di vista storico e culturale.

Fu edificato nel 1391 some residenza estiva per la famiglia d’Este che cercava un rifugio tranquillo e lussuoso e poi divenne sede dell’Università di Ferrara, una delle più antiche d’Italia (1391).

Oggi ospita la Biblioteca Comunale Ariostea intitolata, va da sé, al grande Ludovico Ariosto: all’interno si trovano preziosi manoscritti e una vasta collezione di libri antichi che la rendono un punto di riferimento per studiosi e appassionati di letterature.

Per informazioni sulla visita di Palazzo Paradiso consulta il sito ufficiale

La Rotonda Antonio Foschini è nascosta alla vista seppur si trovi in pieno centro. É un piccolo cortile ovale interno al Teatro Comunale di Ferrara nato come luogo di passaggio delle carrozze mentre oggi, chiuso al traffico, fa parte dell’area pedonale e ospita eventi e manifestazioni.

Ti consiglio di passarci al tramonto, quando la Rotonda appare baciata dai raggi del sol calante che ne accentua le linee eleganti, riempiendo l’atmosfera di magia.

Rotonda Antonio Foschini
Rotonda Antonio Foschini

Per conoscenza, il Teatro Comunale di Ferrara, intitolato a Claudio Abbado, propone una ricca stagione di spettacoli che spazia dalla lirica alla prosa, dai concerti sinfonici ai balletti. Pare peraltro che l’interno sia un gioiello e l’acustica eccellente. Toccherà tornare!

Per informazioni sulla programmazione del Teatro Comunale consulta il sito ufficiale

Il Ghetto di Ferrara testimonia secoli di presenza ebraica in città (che puoi approfondire con una visita al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah).

Durante il periodo estense la comunità ebraica, attiva e prospera a Ferrara fin dal Medioevo, godeva di una relativa tolleranza e contribuì significativamente alla vita economica e culturale della città, ma con l’istituzione del Ghetto, voluto nel 1626 da Papa Urbano VIII, le cose cambiarono. Gli ebrei furono costretti a vivere rinchiusi, rispettando rigide restrizioni: le loro condizioni di vita peggiorarono notevolmente e le loro attività subirono grosse limitazioni. Fu solo nel 1859, con l’annessione di Ferrara al Regno d’Italia, che gli ebrei riottennero la piena libertà di movimento.

Passeggiare per le vie del Ghetto è un viaggio nella memoria che passa per le antiche case, i cortili nascosti e i vicoli che conservano l’atmosfera del tempo che fu.

donne in costume per il palio di ferrara
Ci si prepara per il Palio…

Il secondo giorno a Ferrara, sempre che tu non voglia ciondolarti per le vie della città, incontrare gente e andare a caccia di storie interessanti (ce ne sono parecchie), potresti organizzarlo così:

  • la Basilica di San Giorgio fuori le Mura, in posizione defilata rispetto al centro di Ferrara, è uno dei luoghi di culto più importanti della città: la chiesa attuale, ricostruita nel XII secolo sulla precedente del 753, si distingue per la facciata romanica in mattoni e l’interno ricco di opere d’arte;
  • tra le cose da vedere a Ferrara che non ho ancora menzionato ci sono le Mura Rinascimentali che circondano il centro storico, rigorosamente con un giro a piedi o in bicicletta (9 km) per vivere la città in un’altra prospettiva;
  • una gita a Comacchio, cittadina a 50 km circa da Ferrara dove il tempo sembra essersi fermato, nota altresì come la Piccola Venezia per la presenza di canali e ponti pittoreschi.
Comacchio
Comacchio

Prima di consigliarti i ristoranti in cui mangiare a Ferrara, è giusto dirti cosa ti aspetta: io mi sono portata a casa almeno un paio di chili! Amo scoprire i luoghi attraverso l’enogastronomia che in una regione come la Romagna ha tanto da raccontare.

Tra i piatti da provare sì o sì:

  • affettati della zona accompagnati dai pizzini (ricordano le crescentine, in versione light);
  • i cappellacci di zucca burro e salvia o al ragù (che contrasta con il dolce della zucca);
  • il pasticcio di maccheroni, un involucro di pasta frolla ripieno di maccheroni, ragù, besciamella e tartufo;
  • la salama da sugo, un impasto di carne suina macinata con vino rosso, sale, pepe nero, noce moscata, cannella e chiodi di garofano e altri ingredienti segreti che viene stagionata per circa un anno e cotta per circa 8 ore in acqua bollente, accompagnata da pure di patate o di zucca;
  • l’anguilla alla griglia, specialità della vicina Comacchio;
  • la torta tenerina (al cioccolato fondente), morbida all’interno e croccante all’esterno.
piatti tipici cucina ferrarese
Piatti della gastronomia locale

Tra i ristoranti in cui ho mangiato ti consiglio la Trattoria da Noemi (da prenotare per tempo se non vuoi rischiare di rimanere a bocca asciutta) e l’Osteria del Ghetto (dove è d’obbligo una chiacchierata con Laura, la proprietaria, che ti farà innamorare della sua cucina prima ancora di assaggiarla).

Entrambi i ristoranti propongono piatti della tradizione ferrarese in contesti più o meno formali e prodotti di ottima qualità, oltre al servizio eccellente.

Sono stata ospite di un delizioso b&b alle porte di Ferrara, Il giardino di Rebecca, e se dovessi dargli un voto sarebbe 10, con tanto di lode.

Una manciata di minuti di macchina e sei in centro città, mentre varcato il cancello d’ingresso del b&b ti trovi a percorrere un viale alberato che sfocia in un’oasi verde di pace e tranquillità.

Lungo il cammino verso il paradiso ti accompagneranno il fruscio del vento che scuote le foglie e il cinguettio degli uccelli che dispensa allegria. Ad accoglierti sulla porta di casa troverai Eleonora, donna squisita e di grande cultura che arricchirà il tuo soggiorno di curiosità sulla sua città.

Ancor prima di vedere la stanza ti sarai innamorato del giardino che ospita un’area relax, con piscina e sdraio, e giochi per bambini. Il b&b dispone di 5 camere curate nei dettagli e letti comodissimi, un appartamento loft su due livelli, adatto alle famiglie, e una bella SPA con sauna e vasca idromassaggio. Chapeau!

La colazione, servita con il sorriso, è il dolce preludio alla gastronomia ferrarese che abbiamo detto essere strepitosa: dal dolce al salato, si distingue per la qualità dei prodotti – divine le torte! – e l’abbondanza.

Last but not least, Il giardino di Rebecca è una struttura pet-friendly. Se non vuoi lasciare a casa il tuo piccolo amico, stai pur sicuro che ti ringrazierà!

Il giardino di Rebecca b&b
Il giardino di Rebecca b&b

La Globetrotter

Sei stato a Ferrara? Come ti è sembrata? Se invece non ci sei stato, la immaginavi una città così ricca di storia?

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2 pensieri su “Due giorni a Ferrara: cosa vedere nella Città degli Estensi

  1. Giusva Napolitano dice:

    Uau quante cose che mi hai fatto scoprire su una città su cui non avrei scommesso. Fantastico avere delle informazioni sulla storia della città, per poterla approcciare nel migliore dei modi, è molto bello anche che tu non scriva un compendio di storia medievale e rinascimentale che sarebbe pesante e di nessun aiuto. Sicuramente mi hai stimolato la voglia di un salto nel delta del Po, devo confessarti, anche per provare la cucina ferrarese. Complimenti per come riesci a sintetizzare in modo razionale le informazioni utili per il viaggio senza perderti via, mantenendo comunque uno stile narrativo coinvolgente e non da guida turistica

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