COSA FARE A MANTOVA IN TRE GIORNI? DI TUTTO E DI PIU’…

Mantova. Città storica, artistica e letteraria che appare sospesa tra la terra e il cielo. A detta di molti, una delle città più belle di tutto il nord Italia, se non addirittura la più bella. Una città che mi incuriosiva da sempre e che, seppur vicina, ho visitato solo di recente. Tutta questione di rompere il ghiaccio perché poi, come spesso accade, nel giro di sei mesi ci son tornata due volte. La prima in autunno spinta, più che altro, dal desiderio di riabbracciare Sonia, una ragazza conosciuta durante il mio viaggio in Brasile dello scorso anno. La seconda qualche giorno fa. Al piacere di rivedere Sonia si è aggiunta la consapevolezza di andare incontro a un fine settimana ricco di storia e di cultura. Inutile dire che visitare Mantova e i suoi dintorni sotto l’abile guida di una persona innamorata della sua città è stato il valore aggiunto a qualcosa già di per sé perfetto. Per cui ecco, Cosa fare a Mantova in tre giorni è un omaggio a Sonia e al suo amore per la città. Un amore che mi ha trasmesso e che, sicuramente, trasmetterebbe a chiunque di voi.

Ha inizio la visita di Mantova, città dei Gonzaga

Cosa fare a Mantova in tre giorni? Iniziamo con un po’ di storia…

Dalle mie reminiscenze scolastiche, ahimè molto scarse, l’immagine che emerge di Mantova è quella di città dei Gonzaga. Come se Mantova fosse esistita solo ed esclusivamente con loro. Ignoranza pura, lo so bene. Non ho mai dato alla storia il giusto peso e non sapete quanto me ne penta. È tempo di correre ai ripari…

Non sapevo, per esempio, che Virgilio è nato nel mantovano e voi? Nel villaggio di Andes per la precisione. Per me è stata una sorpresa, così come è stata una sorpresa scoprire che la presenza dei romani sul territorio è stata preceduta da quella degli etruschi – che poi, a dirla tutta, le prime tracce di stanziamento abitativo risalgono al X sec. a.C. – e che ai romani sono seguiti goti, bizantini, franchi e longobardi. E fin qui dei Gonzaga nemmeno l’ombra!

Costituitasi Libero Comune alla morte di Matilde di Canossa, Mantova passa sotto la Signoria dei Bonacolsi (XIII secolo) che vengono poi scalzati dai Gonzaga dopo aver sottratto il potere alle ambizioni degli Scaligeri. Con i Gonzaga Mantova vive e raggiunge l’apice del prestigio e dello splendore. Siamo in pieno Rinascimento quando Federico II viene insignito del titolo di Duca di Mantova dall’Imperatore Carlo V. Uno dei maggiori contributi dell’epoca allo splendore della città è legato al nome di Giulio Romano, l’allievo di Raffaello chiamato a corte dallo stesso Federico.

Uno splendore destinato al declino durante la prima metà del XVII secolo. La politica inetta dell’ultimo Gonzaga-Nevers del ramo della famiglia francese favorisce l’attacco della città da parte di un esercito di oltre 30.000 Lanzichenecchi che diffondono la peste e decretano la fine del grande regno.

Mantova viene poi sballottata tra la casa d’Austria e la dominazione francese di Napoleone Bonaparte fino a quando, nel 1866, se ne sancisce l’annessione al Regno d’Italia. E qui ci fermiamo…

Mantova, città leggendaria

Sulla nascita di Mantova circolano varie leggende. Una di queste, la versione mitica, ne lega le origini alla profetessa greca Manto che giunse sul territorio palustre dopo lunghe peregrinazioni. Presa dallo sconforto iniziò a piangere e dalle sue lacrime si originò un lago le cui acque, si dice, avevano il potere di conferire capacità profetiche a chiunque le bevesse. Dall’incontro di Manto con Tybris, divinità fluviale, nacque il figlio Ocno che in omaggio alla madre fondò sulle sponde del Mincio la città di Mantua.

Palazzo Te, il gioiello mantovano

Tra le cose da fare a Mantova, forse la prima in assoluto, c’è la visita di Palazzo Te. Un gioiellino. Edificato tra il 1524 e il 1534, Palazzo Te fonde il gusto di Federico II Gonzaga, smanioso di una residenza destinata all’ozio e al piacere dei sensi, all’estro creativo di Giulio Romano che realizza con quest’opera il monumento del manierismo rinascimentale europeo. Impensabile trovare parole atte a descrivere gli interni affrescati delle sale di Palazzo Te. Impossibile, per me, riuscire a scattare anche solo una foto in grado di rendergli giustizia. Ma sicuramente la vostra immaginazione va oltre…

Affresco Camera dei Giganti di Palazzo Te

Dal Palazzo Ducale al Castello di San Giorgio

La facciata di Palazzo Ducale, residenza dei Gonzaga dalla seconda metà del XIV secolo, si affaccia imponente su Piazza Sordello, cuore della città rinascimentale. Sembra che per competere con le Corti delle grandi capitali europee, i Gonzaga ospitarono i migliori artisti dell’epoca che all’interno del palazzo ricostruirono una città con tanto di vie, slarghi e cortili.

nterni del Palazzo Ducale di Mantova

Uscendo da Piazza Sordello si costeggiano le mura del Castello di San Giorgio, risalente alla fine del XIV secolo, le cui torri svettano alte sul profilo degli altri palazzi del complesso. Da una di queste torri si affaccia la finestra della Camera degli Sposi, nota anche come Camera Picta, celebre per il ciclo di affreschi che ne ricopre le pareti e che porta la firma del celebre Andrea Mantegna. Superlativa!

Il Castello di San Giorgio

Il Duomo di Mantova e la Basilica di Sant’Andrea

Dinanzi al portone principale del Palazzo Ducale, sul lato destro di Piazza Sordello, si innalza il Duomo di Mantova dalla facciata neoclassica. Non so per quale oscura ragione ho sempre pensato che il Duomo fosse il luogo di culto più importante di una città. Nel caso di specie, a quanto pare, non è così. Stando a quanto mi ha rivelato Sonia, infatti, per i mantovani il vero fulcro religioso della città è la Basilica di Sant’Andrea. A ragion veduta. La sua meravigliosa cupola, avvistabile da vari punti della città, sembra sospesa nell’aria. E soprattutto, la Cripta della Basilica custodisce i Sacri Vasi contenenti le reliquie del sangue di Cristo.

Il Duomo di Mantova

La Torre dell’Orologio e la Rotonda di San Lorenzo

Tra le cose da fare a Mantova vi consiglio vivamente di salire sulla quattrocentesca Torre dell’Orologio sita in piazza Erbe, cuore pulsante dell’economia mercantile in età comunale. E non solo perché presenta uno splendido esemplare di orologio astronomico del 1473 ma anche perché, una volta in cima, si gode di una vista panoramica strepitosa che abbraccia tutta la città. Interessante da visitare anche la Rotonda di San Lorenzo risalente all’XI secolo. Una chiesa romanica a forma circolare a cui si accede scendendo delle ampie scale. Indubbiamente originale.

Vista panoramica di Mantova dalla torre dell’orologio

Minicrociera sulle acque mantovane

Ecco un’altra delle cose da fare a Mantova. Uno dei suoi must, come si suol dire. Attorniata da tre laghi artificiali alimentati dal fiume Mincio, Mantova sembra emergere dalle acque con un’aria sognante e malinconica. I tre laghi – Lago Superiore, Lago Inferiore e Lago di Mezzo – sono navigabili grazie a delle minicrociere che regalano scorci della città decisamente suggestivi. Ma non è tutto. Oltre alle minicrociere dei laghi è possibile navigare lungo il fiume Mincio partendo da Grazie di Curtanone fino a raggiungere il Lago Superiore, teatro estivo della fioritura del fior di loto. Una splendida riserva naturale ritenuta tra le più importanti zone umide d’Italia in cui, oltre a nidificare tantissimi uccelli, fioriscono ninfe, ibischi di palude e castagne d’acqua. Il paesaggio, caratterizzato dalla presenza di canneti, piccoli canali secondari e una fitta vegetazione, si riflette nell’acqua del fiume generando un effetto surreale.

Minicrociera sulle acque del fiume Mincio

Sabbioneta, la città fortificata di Vespasiano Gonzaga

La bellezza di Mantova si estende anche ai suoi dintorni tra cui spicca la chicca delle chicche. Sabbioneta! Edificata con funzione difensiva nella II metà del XVI secolo dal principino Vespasiano Gonzaga, Sabbioneta rappresenta un perfetto esempio di applicazione delle teorie rinascimentali sulla progettazione di una città ideale. Non a caso l’Unesco l’ha dichiarata, insieme a Mantova, Patrimonio Mondiale dell’Umanità (2008). Consiglio un tour guidato della città che dallo splendido Palazzo Giardino, luogo di delizie in cui Vespasiano Gonzaga si ritirava per leggere, studiare ed evadere dagli impegni di governo, passa per la Galleria degli antenati di Palazzo Ducale, scivola nel suggestivo Teatro all’Antica e si conclude alla Sinagoga cittadina. Vi dirò, Sabbioneta non va descritta. Va vista!

Se vuoi approfondire l’argomento leggi Visita di Sabbioneta, città ideale del Rinascimento

Il Monastero di Polirone

Un’altra delle cose da fare a Mantova è una gita fuori porta a San Benedetto Po che deve il suo nome al monastero benedettino fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa tra il fiume Po e il fiume Lirone. Il Polirone ha occupato un ruolo primario nella storia del monachesimo italiano e ha conservato, nel tempo, la memoria, l’arte e la cultura dei secoli passati. La Chiesa Abbaziale, in stile romanico-gotico e restaurata da Giulio Romano tra il 1540 e il 1546, conserva all’interno mosaici dell’XI secolo. Splendidi i chiostri e decisamente interessanti la Sala del Capitolo e il Museo Civico Polironian

La Chiesa Abbaziale di San Benedetto Po

Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie di Curtanone

Situato a nove chilometri dalla città di Mantova, nell’antico e pittoresco borgo di Grazie di Curtanone, il Santuario delle Grazie è meta del pellegrinaggio del 15 agosto e fin dalle prime luci dell’alba viene preso d’assalto da visitatori e pellegrini desiderosi di rendere omaggio alla Vergine Maria. Peculiarità di questo luogo di culto, che ha visto l’intervento della mano di Giulio Romano, è la presenza di un coccodrillo imbalsamato appeso al centro del soffitto della navata. Narra la leggenda, una delle tante, che due fratelli barcaioli stavano riposando sulla sponda del fiume quando uno dei due venne assalito dal coccodrillo. Chiedendo l’intercessione divina, l’altro riuscì a sopraffare l’animale decretando la vittoria del bene sul male. Splendido il contesto in cui si inserisce il Santuario. A quanto dice Sonia si tratta di uno dei luoghi più suggestivi dei dintorni di Mantova.

Chiostro del Santuario delle Grazie

Eccellenza gastronomica

Come in quasi tutta la nostra bella Italia, Mantova vanta una tradizione gastronomica d’eccezione per cui ecco, se mi chiedete cosa fare a Mantova in tre giorni, oltre a tutte le attrazioni che vi ho suggerito… mangiate! C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Un vero paradiso per gli amanti della zucca che troveranno di che soddisfare i desideri repressi ma credetemi, nessuno resterà a bocca asciutta.

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Cosa fare a Mantova? Provare i tortelli di zucca… divini!

Non so quantificare perché non mi peso da anni ma il mio punto vita si è sicuramente dilatato durante la mia breve permanenza a Mantova. Sonia ha insistito perché provassi di tutto e di più ma d’altronde… c’è forse modo migliore per scoprire un luogo se non in compagnia di chi lo vive nella quotidianità? Secondo me no…

La Globetrotter

Ti interessa sapere qualcosa del mio viaggio in Brasile? Leggi Brasile I’m coming, tutto è iniziato così…

2 comments

  1. Saverio

    Grazie Diana, grazie per i tuoi racconti fantastici, come sempre. Ho avuto il piacere di visitare Mantova, qualche anno fa, e sicuramente ci ritornerò. Grazie per il ripasso di storia, anch’io mi pento di non averla studiata adeguatamente ma, merito deii tuoi racconti, sto recuperando e imparando molte cose. Buona giornata e continua a deliziarci e farci sognare con i tuoi scritti. Complimenti anche per le foto. Ciao Saverio

    • Diana
      Author

      Grazie mille Saverio! Io pure imparo sempre, non solo viaggiando ma anche scrivendo! Un abbraccione

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