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Cosa fare a Mantova in tre giorni, dal centro città alle gite fuori porta

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Cosa fare a Mantova in tre giorni, dal centro città alle gite fuori porta

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Cosa fare a mantova in tre giorni, dal centro città alle gite fuori porta

A detta di molti, Mantova è una delle città più belle di tutta l’Italia del nord, se non addirittura la più bella (aggiungo io!) e l’avere un’amica che vive lì mi ha permesso, in passato, di apprezzarla a fondo. Ci sono stata più volte nel corso degli ultimi anni e visto che le prospettive dell’immediato futuro puntano al turismo in Italia, ho ripreso in mano qualche appunto e ho sistemato un vecchio post su cosa fare a Mantova in tre giorni, partendo dalla città e spingendomi anche un po’ più in là, per chi decide di prendersela con calma e dedicarle un po’ di tempo in più. Consigliatissimo, visto che si parla di una città ricca di storia, arte, cultura e gastronomia!

Questo post è anche un omaggio a Sonia e all’amore che nutre per la sua città. Un amore che mi ha trasmesso in pieno e che, ne sono sicura, trasmetterebbe a chiunque di voi.

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Cosa fare a Mantova in tre giorni, dal centro città alle gite fuori porta

Cosa fare a Mantova in tre giorni? Iniziamo rinfrescando un po’ di storia…

Dalle mie reminiscenze scolastiche, ahimè molto scarse, l’immagine che emerge di Mantova è quella di città dei Gonzaga e poco più. Come se Mantova fosse esistita solo ed esclusivamente con loro. Ignoranza pura, lo so bene, non ho mai dato alla storia il giusto peso e non sapete quanto me ne penta. È giunto il tempo di correre ai ripari…

Non sapevo, per esempio, che Virgilio è nato nel mantovano e voi? Nel villaggio di Andes, a voler essere precisi. Per me è stata una sorpresa, così com’è stata una sorpresa scoprire che la presenza dei romani sul territorioè stata preceduta da quella degli etruschi– che poi, a dirla tutta, le prime tracce di stanziamento abitativo risalgono al X sec. a.C. – e che ai romani sono seguiti goti, bizantini, franchi e longobardi. E fin qui, dei Gonzaga nemmeno l’ombra!

Costituitasi Libero Comune alla morte di Matilde di Canossa, Mantova passa sotto la Signoria dei Bonacolsi(XIII secolo) che vengono poi scalzati dai Gonzagadopo aver sottratto il potere alle ambizioni degli Scaligeri. 

Con i Gonzaga Mantova vive e raggiunge l’apice del prestigio e dello splendore. Siamo in pieno Rinascimentoquando Federico II è insignito del titolo di Duca di Mantova dall’Imperatore Carlo V. Uno dei contributi maggiori dell’epoca allo splendore della città è legato al nome di Giulio Romano, l’allievo di Raffaello chiamato a corte dallo stesso Federico. Uno splendore destinato al declinodurante la prima metà del XVII secolo. La politica inetta dell’ultimo Gonzaga-Nevers, del ramo della famiglia francese, favorisce l’attacco della città da parte di un esercito di oltre 30.000 Lanzichenecchi che diffondono la peste e decretano la fine del grande regno.

Mantova viene poi sballottata tra la casa d’Austria e la dominazione francese di Napoleone Bonaparte fino a quando, nel 1866, se ne sancisce l’annessione al Regno d’Italia. E qui ci fermiamo…

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Cosa fare a Mantova in tre giorni, dal centro città alle gite fuori porta

Cosa fare a Mantova in tre giorni… città leggendaria!

Sulla nascita di Mantova circolano varie leggende.

Una di queste, la versione mitica, ne lega le origini alla profetessa greca Manto che giunse sul territorio palustre dopo lunghe peregrinazioni. Presa dallo sconforto iniziò a piangere e dalle sue lacrime si originò un lago le cui acque, si dice, avevano il potere di conferire capacità profetiche a chiunque le bevesse. Dall’incontro di Manto con Tybris, divinità fluviale, nacque il figlio Ocno che in omaggio alla madre fondò sulle sponde del Mincio la città di Mantua.

Palazzo Te, il gioiello mantovano

Tra le cose da fare a Mantova, forse la prima in assoluto, c’è la visita di Palazzo Te. Un gioiellino.

Edificato tra il 1524 e il 1534, Palazzo Te fonde il gusto di Federico II Gonzaga, smanioso di una residenza destinata all’ozio e al piacere dei sensi, all’estro creativo di Giulio Romano che realizza con quest’opera il monumento del manierismo rinascimentale europeo. È impensabile trovare parole atte a descrivere gli interni affrescati delle sale di Palazzo Te, così com’è stato impossibile, per me, riuscire a scattare anche solo una foto in grado di rendergli giustizia. Lasciate a briglia sciolte l’immaginazione…

Palazzo Te è aperto il lunedì dalle 13.00 alle 18.30 e gli altri giorni della settimana dalle 09.00 alle 18.30 (che diventano le 19.30 quando vige l’ora legale). Il costo del biglietto, intero, è di 12 euro, mentre quello ridotto vale 9 euro.

Dal Palazzo Ducale al Castello di San Giorgio

La facciata di Palazzo Ducale, residenza dei Gonzaga dalla seconda metà del XIV secolo, si affaccia imponente su Piazza Sordello, cuore della città rinascimentale. Sembra che per competere con le Corti delle grandi capitali europee, i Gonzaga ospitarono i migliori artisti dell’epoca che all’interno del palazzo ricostruirono una città con tanto di vie, slarghi e cortili.

Uscendo da Piazza Sordello si costeggiano le mura del Castello di San Giorgio, risalente alla fine del XIV secolo, le cui torri svettano alte sul profilo degli altri palazzi del complesso. Da una di queste torri si affaccia la finestra della Camera degli Sposi, nota anche come Camera Picta, celebre per il ciclo di affreschi che ne ricopre le pareti e che porta la firma del celebre Andrea Mantegna. Che dire? Superlativa!

Palazzo Ducale e Castello di San Giorgio sono aperti da martedì a domenica, dalle 08.15 alle 19.15. Il biglietto d’ingresso, intero, costa 13 euro, mentre quello ridotto vale 7,5 euro. È necessaria la prenotazione.

Il Duomo di Mantova e la Basilica di Sant’Andrea

Dinanzi al portone principale del Palazzo Ducale, sul lato destro di Piazza Sordello, si innalza il Duomo di Mantova dalla facciata neoclassica. Non so per quale oscura ragione ho sempre pensato che il Duomo fosse il luogo di culto più importante di una città. Nel caso di specie, a quanto pare, non è così. Stando a quanto mi ha rivelato Sonia, infatti, per i mantovani il vero fulcro religioso della città è la Basilica di Sant’Andrea, e a ragion veduta. La sua meravigliosa cupola, avvistabile da vari punti della città, sembra sospesa nell’aria. E soprattutto, la Cripta della Basilica custodisce i Sacri Vasi contenenti le reliquie del sangue di Cristo.

La Torre dell’Orologio e la Rotonda di San Lorenzo

Tra le cose da fare a Mantova vi consiglio vivamente di salire sulla quattrocentesca Torre dell’Orologio sita in piazza Erbe, cuore pulsante dell’economia mercantile in età comunale. E non solo perché presenta uno splendido esemplare di orologio astronomico del 1473 ma anche perché, una volta in cima, si gode di una vista panoramica strepitosa che abbraccia tutta la città. È interessante da visitare anche la Rotonda di San Lorenzo, risalente all’XI secolo. Una chiesa romanica a forma circolare a cui si accede scendendo delle ampie scale. Indubbiamente originale.

Minicrociera sulle acque mantovane

Ecco un’altra delle cose da fare a Mantova che poi è uno dei suoi must, come si suol dire.

Attorniata da tre laghi artificiali alimentati dal fiume Mincio, Mantova sembra emergere dalle acque con un’aria sognante e malinconica. I tre laghi – Lago Superiore, Lago Inferiore e Lago di Mezzo – sono navigabili grazie a delle minicrociere che regalano scorci della città particolarmente suggestivi. E non è tutto.

Oltre alle minicrociere dei laghi, è possibile navigare lungo il fiume Mincio partendo da Grazie di Curtanone fino a raggiungere il Lago Superiore, teatro estivo della fioritura del fior di loto. Una splendida riserva naturale ritenuta tra le più importanti zone umide d’Italia in cui, oltre a nidificare tantissimi uccelli, fioriscono ninfe, ibischi di palude e castagne d’acqua. Il paesaggio, caratterizzato dalla presenza di canneti, piccoli canali secondari e una fitta vegetazione, si riflette nell’acqua del fiume generando un effetto surreale.

Sabbioneta, la città fortificata di Vespasiano Gonzaga

La bellezza di Mantova si estende anche ai suoi dintorni tra cui spicca la chicca delle chicche. Sabbioneta!

Edificata con funzione difensiva nella II metà del XVI secolo dal principino Vespasiano Gonzaga, Sabbioneta rappresenta un perfetto esempio di applicazione delle teorie rinascimentali sulla progettazione di una città ideale. Non a caso l’UNESCO l’ha dichiarata, insieme a Mantova, Patrimonio Mondiale dell’Umanità (2008).

Consiglio un tour guidato della città che dallo splendido Palazzo Giardino, luogo di delizie in cui Vespasiano Gonzaga si ritirava per leggere, studiare ed evadere dagli impegni di governo, passa per la Galleria degli antenati di Palazzo Ducale, scivola nel suggestivo Teatro all’Anticae si conclude alla Sinagoga cittadina. Vi dirò, Sabbioneta non va descritta. Va vista!

Per gli orari di apertura e il costo dei biglietti, vi rimando al sito ufficiale. Per approfondire l’argomento, leggi Visita di Sabbioneta, città ideale del Rinascimento.

Il Monastero di Polirone

Un’altra delle cose da fare a Mantova è una gita fuori porta a San Benedetto Po che deve il suo nome al monastero benedettino fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa tra il fiume Po e il fiume Lirone.

Il Polirone ha occupato un ruolo primario nella storia del monachesimo italiano e ha conservato, nel tempo, la memoria, l’arte e la cultura dei secoli passati. La Chiesa Abbaziale, in stile romanico-gotico, fu restaurata da Giulio Romano tra il 1540 e il 1546 e conserva, all’interno, mosaici dell’XI secolo. Splendidi i chiostri e interessanti la Sala del Capitoloe il Museo Civico Polironiano.

Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie di Curtanone

Situato a nove chilometri dalla città di Mantova, nell’antico e pittoresco borgo di Grazie di Curtanone, il Santuario delle Grazieè meta del pellegrinaggio del 15 agostoe fin dalle prime luci dell’alba viene preso d’assalto da visitatori e pellegrini desiderosi di rendere omaggio alla Vergine Maria.

Peculiarità di questo luogo di culto, che ha visto l’intervento della mano di Giulio Romano, è la presenza di un coccodrillo imbalsamato appeso al centro del soffitto della navata. Narra la leggenda, una delle tante, che due fratelli barcaioli stavano riposando sulla sponda del fiume quando uno di loro fu assalito dal coccodrillo. Chiedendo l’intercessione divina, l’altro riuscì a sopraffare l’animale decretando la vittoria del bene sul male.

Il contesto in cui si inserisce il Santuario è splendido. A quanto dice Sonia si tratta di uno dei luoghi più suggestivi dei dintorni di Mantova.

Eccellenza gastronomica

Come quasi tutta la nostra bella Italia, Mantova vanta una tradizione gastronomica d’eccezione per cui ecco, se mi chiedete cosa fare a Mantova in tre giorni, oltre a tutte le attrazioni che vi ho suggerito… mangiate! C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Un paradiso per gli amanti della zucca che troveranno di che soddisfare i desideri repressi ma credetemi, nessuno resterà a bocca asciutta.

Non saprei quantificare perché sono anni ormai che non mi peso, ma il mio punto vita si è sicuramente dilatato durante la mia breve permanenza a Mantova. Sonia ha insistito perché provassi di tutto e di più ma d’altronde… c’è forse modo migliore per scoprire un luogo se non in compagnia di chi lo vive nella quotidianità? Secondo me no!

La Globetrotter

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Diana Facile
Diana Facile
In primis viaggiatrice, tutto il resto a seguire... sempre che abbia un travel davanti!

8 Comments

  1. Saverio ha detto:

    Grazie Diana, grazie per i tuoi racconti fantastici, come sempre. Ho avuto il piacere di visitare Mantova, qualche anno fa, e sicuramente ci ritornerò. Grazie per il ripasso di storia, anch’io mi pento di non averla studiata adeguatamente ma, merito deii tuoi racconti, sto recuperando e imparando molte cose. Buona giornata e continua a deliziarci e farci sognare con i tuoi scritti. Complimenti anche per le foto. Ciao Saverio

  2. Anna ha detto:

    Mantova è molto bella ci sono stata anni fa, ciao

    • Diana Facile ha detto:

      Concordo pienamente! E una città ricchissima e a portata di mano, senza bisogno di spingersi in capo al mondo!

  3. LAURO ha detto:

    Caspita, non mi aspettavo una guida così esaustiva. Complimenti.

  4. Anna Colella ha detto:

    Letto….fatto! Eccoci a Mantova per 4 giorni di relax, fra piste ciclabili e monumenti. Traendo ispirazione da questo articolo, grazie Diana!
    Osservazione: abbiamo già cambiato il nostro modo di muoverci: se mi avessero detto che avrei dedicato 4 giorni a Mantova, distante solo due ore da dove vivo, e quindi visitabile in giornata, non ci avrei mai creduto. 🙂

    • Diana Facile ha detto:

      Le cose cambiano Anna e con loro cambiano anche noi! Sono felice che il mio articolo di sia stato utile e d’ispirazione, grazie a te!

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