Il Cimitero Monumentale di Milano, museo a cielo aperto di Uomini Illustri

Qualche mese fa, nel corso di una scorribanda cittadina per mostrare a un amico peruviano il meglio di Milano, ho partecipato a una visita guidata del Cimitero Monumentale e ne sono rimasta estasiata.

Ultimamente sono così calata nella parte di Globetrotter che traggo un godimento estremo nel fare la turista anche nella mia città e, cosa ancor più strana, nel raccontarla. Se solo riuscissi a trasformare questa passione in un lavoro a tempo pieno sarei la donna più felice al mondo! Tuttavia anche farlo per piacere durante gli sprazzi di tempo libero mi appaga notevolmente per cui ho deciso di condividere con voi lo stupore inatteso che mi ha regalato la visita di questo luogo così intriso di storia e di cultura.

Di nome sono sicura che lo conoscete tutti, vicini o lontani che siate. Di fatto però quanti di voi sono entrati a visitarlo? E non mi riferisco soltanto a chi si trova di passaggio a Milano ma a voi milanesi doc – in senso lato – che come me ci sarete passati davanti un numero indefinito di volte. Quanti di voi si sono mai soffermati sul valore inestimabile di questo nostro patrimonio? Paghiamo fior di euro per soddisfare il piacere estetico e quindi mi chiedo, perché non il Cimitero Monumentale che oltre a essere un museo a cielo aperto, è anche gratuito?

alt="Tra le tombe del Cimitero Monumentale di Milano"

Tra le tombe del Cimitero Monumentale di Milano

Le origini del Cimitero Monumentale

Prima di parlare delle origini del Cimitero Monumentale voglio raccontarvi un breve aneddoto del mio passato che non è rilevante ai fini dalla visita ma è un momento che ricordo con piacere.

Quando ero piccola trascorrevo le vacanze estive, natalizie e pasquali in Salento di cui mia madre è nativa. Era un viaggio lunghissimo e mio padre, che non amava smazzarsi tutte quelle ore alla guida, optava spesso per il servizio ferroviario di trasporto vetture. La sera della partenza andavamo a cena da mia nonna che abitava vicino alla Stazione Garibaldi e poi, a piedi, raggiungevamo il nostro treno passando davanti al Cimitero Monumentale. Non so dirvi quante decine di volte ci sia passata davanti e quali fantasmi la mia mente di bambina evocasse all’epoca, fatto sta che pur avendo sempre desiderato entrare a visitarlo – mio padre era un buon narratore e ci incuriosiva molto con i suoi racconti – non l’ho mai fatto fino a qualche mese fa.

E dopo questa breve digressione torniamo alle origini di questo gioiello di prim’ordine.

alt="Riproduzione dell'Ultima Cena al Cimitero Monumentale di Milano"

Riproduzione dell’Ultima Cena al Cimitero Monumentale di Milano

Dovete sapere che nel 1838 il Municipio di Milano bandì un concorso per il progetto di un cimitero che raggruppasse in un unico luogo le sepolture distribuite nei vari cimiteri periferici della città. L’iniziativa tuttavia non ebbe l’esito sperato e fu solo nel 1860, con l’Unità d’Italia, che il Municipio approvò il piano di un ulteriore concorso. Esattamente tre anni dopo l’architetto Carlo Maciachini (mi sono sempre chiesta chi diamine fosse considerato che gli è stata dedicata la piazza dietro casa mia) fu proclamato vincitore. Infine, il 2 novembre 1866, il Cimitero Monumentale venne inaugurato con una cerimonia solenne e la benedizione di rito da parte di Monsignor Calvi.

Quante cose si imparano viaggiando, anche solo a pochi passi da casa.

Il progetto architettonico del Cimitero Monumentale di Milano

Non sono un architetto e non ho nemmeno una grande predisposizione per la materia anche se dopo il viaggio in Libano in compagnia di Riky, ingegnere edile con la passione per l’architettura, credo di aver acquisito un po’ più di sensibilità.

Ecco perché ritengo essenziale spendere due parole sul progetto architettonico del Cimitero Monumentale, senza addentrarmi in tecnicismi che non padroneggio assolutamente.

Il progetto presentato da Carlo Maciachini ottenne il consenso del Municipio per la sua particolare distribuzione planimetrica: sul davanti, disposte come in una gran corte d’onore affacciata sulla città, sono disposte tutte le principali strutture architettoniche tra cui emerge il Famedio – noto anche come Pantheon degli Uomini Illustri – da cui si aprono le ali porticate che lasciano intravedere il paesaggio retrostante.

Una volta dentro il Cimitero Monumentale, che oggi raggiunge i 250.000 mq di estensione, si organizza in base all’incrocio ortogonale di due viali principali a cui si intersecano numerosi viali secondari. In questo modo si crea una maglia in cui si distinguono le varie parti che compongono il cimitero. Detto così può sembrar cosa da poco ma la grandiosità dell’insieme, la cura del dettaglio e l’efficacia delle soluzioni funzionali l’hano reso un modello per l’architettura funeraria e per l’eclettismo italiano dei secoli a venire.

Dal punto di vista del linguaggio architettonico, si assiste alla fusione di vari stili con gli echi del romanico lombardo e pisano che si accostano a richiami bizantini e reminescenze del gotico e confluiscono poi nel realismo di fine Ottocento e nel liberty di inizio Novecento. Insomma, non bisogna essere esperti di settore per rendersi conto di trovarsi davanti a qualcosa di trascendentale.

alt="Il Cimitero Monumentale di Milano, un vero e proprio museo a cielo aperto"

Il Cimitero Monumentale di Milano, un vero e proprio museo a cielo aperto

Il Pantheon degli Uomini Illustri

Il Famedio a cui accennavo prima racchiude le memorie più rappresentative della Milano della seconda metà dell’Ottocento, quelle che miravano a una posizione di prestigio economico, culturale e sociale nello scenario giovane che si stava delineando all’epoca dell’Italia riunificata.

Il Pantheon, tempio della fama, va letto oggi in un’ottica di riscoperta. Riscoperta di una cultura passata ma non per questo superata che lo rende un’opera aperta, un luogo in cui anche i meritevoli della nostra epoca possono aggiungere una pagina al libro d’onore della città.

Fu Alessandro Manzoni ad aprire le porte del Famedio dove venne spostato dieci anni dopo la sua morte. C’è poi una parete, di fronte all’ingresso, destinata agli ospiti e ai cittadini onorati di Milano tra cui risaltano i busti di Giuseppe Garibaldi, Camillo Cavour, Carlo Farini e Bettino Ricasoli. La lista comunque è molto lunga e non intendo annoiarvi né togliervi il piacere di scoprire da soli i nomi dei fortunati.

alt="Alessandro Manzoni riposa al Cimitero Monumentale di Milano"

Alessandro Manzoni riposa al Cimitero Monumentale di Milano

Per inciso, l’onore del Famedio non comporta la sepoltura nel luogo, è sufficiente la menzione del nome. Molti degli illustri presenti nel Famedio trovano infatti riposo in altre parti, più discrete, del Cimitero Monumentale.

alt="Carlo Cattaneo, uno degli Illustri del Cimitero Monumentale di Milano"

Carlo Cattaneo, uno degli Illustri del Cimitero Monumentale di Milano

Come visitare il Cimitero Monumentale di Milano

Il Cimitero Monumentale di Milano è aperto dal martedì alla domenica, dalle 09.00 alle 18.00. L’ultimo accesso consentito è mezz’ora prima della chiusura.

Se volete partecipare alla visita guidata dovete prenotare – obbligatoriamente – tramite mail (dsc.visiteguidatemonumentale@comune.milano.it) o telefono (02 88441274), indicando il numero di persone e un recapito per essere contattati.

Generalmente la visita ha luogo il sabato e la domenica ma a richiesta può essere organizzata anche in altri giorni. Dura circa un’ora e mezza ed è sicuramente più appagante aggirarsi tra le tombe degli illustri sotto l’ala protettrice dei “custodi del cimitero” che da soli.

Insomma, non so se si è capito ma a me è piaciuto un sacco!

Ulteriori informazioni le trovate sul sito del Comune di Milano.

La Globetrotter

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2 comments

  1. Gianfranco De Paolis

    Il Cimitero Monumentale o museo a cielo aperto e’ e rimane uno dei luoghi interessanti da scoprire a milano non solo perche’ considerato un cimitero di grande interesse in quanto sono seppelliti gli uomini piu’ illustri nel Famedio come il poeta Alessandro Manzoni ma anche perche’ interessante dal punto di vista artistico per quanto concerne gli affreschi le statue realizzate in marmo etc.Io consiglio personalmente di visitare il Monumentale perche’ ne vale veramente la pena , il monumentale e’ considerato un vero e proprio luogo di culto e meditazione.

    • Diana
      Author

      Mio caro Gianfranco, in primis ti ringrazio per questo tuo prezioso contributo al mio articolo! Sono pienamente d’accordo con te, oltre che per il valore “umano”, il Cimitero Monumentale ha un altissimo valore artistico! Si potrebbero passare ore, se non addirittura giorni, perdendosi tra sculture e affreschi di inenarrabile bellezza! E con le visite guidate acquista anche un valore aggiunto perché è come fare un viaggio nella storia del nostro paese…

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