Un tempo, quando si parlava di Puglia, a contendersi il primato c’erano Salento e Gargano, con l’aggiunta di qualche satellite che impazzava libero come Alberobello, Polignano a Mare e poco più. I Monti Dauni, le Murge, la Valle d’Itria… ma perché, sono in Puglia? – avrebbe candidamente risposto qualcuno fino a qualche anno fa, poi per fortuna la Regione ha deciso di avviare una campagna di promozione del territorio a 360° portando alla ribalta luoghi sorprendenti. Oggi ti racconterò qualcosa sui borghi più belli della Valle d’Itria che ho visitato nel corso del mio viaggio per l’Italia in bicicletta.

Nonostante le radici salentine e l’essere stata in Puglia decine di volte, ti confesso con un po’ di vergogna che ne conoscevo a malapena l’esistenza. Per me dire trulli equivaleva a dire Alberobello, il resto era un semplice corollario ed ecco perché, prima di portarti a spasso per borghi, spenderò qualche parola per contestualizzare la valle.

Valle d’Itria: cos’è e dove si trova

La Valle d’Itria si trova in Puglia ed è racchiusa tra la città di Bari e le province di Brindisi e Taranto: non si tratta di una vera e propria valle ma di un territorio ondulato che ospita la più alta concentrazione di trulli di tutta la regione. Se ne contano circa 15.000 disseminati tra le cittadine imbiancate a calce della valle: a fare da cornice, in altura, svettano Martina Franca, Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Ostuni e Ceglie Messapica (che apre le porte alla pianura salentina e tra quelli citati è l’unico che non ho visto, nemmeno in cartolina).

Il paesaggio della Valle d’Itria si caratterizza per il susseguirsi di effetti cromatici – dal verde dei boschi di querce, mandorli, ulivi e vigneti, al bianco dei trulli e delle masserie fino al rosso della terra delle campagne delimitate dai muretti a secco – e genera nell’osservatore un mix di stupore e incredulità. Quantomeno, questo è l’effetto che ha sortito in me.

Il toponimo Valle d’Itria pare sia legato alla cappella della Madonna dell’Odegitria (sita all’interno della Chiesa dei Cappuccini di Martina Franca) dove si trova un’antica effige a testimonianza del culto di origine bizantino introdotto nell’anno Mille dai monaci basiliani: in principio si parlava di Valle della Madonna dell’Odegitria – che per inciso era la protettrice dei viandanti! – sintetizzato poi in Valle d’Itria.

alt="Vista panoramica della Valle d'Itria da Locorotondo"
Vista panoramica della Valle d’Itria da Locorotondo

I trulli: cosa sono e come nascono

I trulli, localmente chiamati casedde, sono abitazioni costruite a secco che si caratterizzano per il tetto a cono e la presenza di pinnacoli abbelliti da elementi simbolici, mistici e religiosi che raccontano la storia di chi vi abitava.

Le origini dei trulli radicano nella prima metà del XVII secolo: all’epoca la creazione di nuovi insediamenti urbani richiedeva l’approvazione regia e il pagamento di tributi da parte dei feudatari. Fu così che nel 1635, per evitare il pagamento della suddetta tassa, l’allora conte di Conversano (noto come Guercio di Puglia) impose ai suoi sudditi la costruzione di abitazioni precarie utilizzando la tecnica dei muretti a secco in modo da poterle smantellare facilmente in caso di controlli da parte dell’autorità regia. Senza saperlo il furbastro ha reso eterno questo luogo dando vita a qualcosa di grandioso!

I borghi della valle d’Itria: quali visitare

Superfluo a dirsi che i borghi della Valle d’Itria non si riducono a quelli che ti ho indicato sopra, ma sono sicuramente i più belli (oltre a essere gli unici che ho visitato). In realtà con la bici sono passata anche da Carovigno, Fasano e San Vito dei Normanni, ma nessuno dei tre mi è rimasto impresso! Qualcosa vorrà dire…

Alberobello, la capitale dei trulli

Inizio parlando di Alberobello per pura convenzione. È considerato la capitale dei trulli perché ospita il maggior numero di trulli della zona (circa 1.500) ma tra i borghi della Valle d’Itria è quello che mi ha entusiasmata di meno: troppo pettinato per i miei gusti, e con pettinato intendo turistico, ma prima o poi andava visto!

Grazie alla sua unicità architettonica e all’importanza storica, Alberobello è stato riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità (1996) mentre l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) l’ha classificato come uno dei Borghi più belli d’Italia.

La visita di Alberobello in sé non richiede tantissimo tempo, è piccino e la maggior parte dei trulli si concentra nel Rione Monti che ospita negozietti di souvenir e artigianato locale. Decisamente più tranquillo è il Rione Aia Piccola dove vive la popolazione locale ed è possibile respirare l’atmosfera del borgo medievale.

alt="I trulli del Rione Aia Piccola ad Alberobello"
Rione Aia Piccola, Alberobello

Tra i must di Alberobello ti segnalo il Trullo Siamese che racconta dell’amore di due fratelli per la stessa donna (una storia dolorosa e contrastata), il Trullo Sovrano (l’unico edificato su due piani), la Casa d’Amore risalente alla fine del XVIII secolo e dichiarata nel 1930 Monumento Nazionale, la Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano e la Chiesa di Sant’Antonio da Padova del 1926, anch’essa a forma di trullo.

Chiesa di Sant’Antonio da Padova, a forma di trullo
Chiesa di Sant’Antonio da Padova, a forma di trullo

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Locorotondo, il gioiellino della Valle d’Itria

Anche Locorotondo è annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, titolo tutto meritato: la sua bellezza è tale che ti ammalia al primo sguardo.

Locorotondo si distingue per la presenza delle cummerse, abitazioni tipiche rivestite di lastre calcaree (note come chiacarelle) dal tetto spiovente: passeggiare per il suo centro storico – con gli scorci pittoreschi e i balconi fioriti – significa intraprendere un viaggio nel tempo tra chiese, archi e botteghe artigianali che parlano di tradizioni ancora vive.

Altra peculiarità di Locorotondo è che si venerano due Santi Patroni: il primo è San Giorgio Martire, festeggiato il 22 e il 23 aprile con una cerimonia civile e una religiosa, il secondo è San Rocco di Montpellier che nella credenza popolare avrebbe protetto il borgo dal morbo della peste del XVII secolo. Pare tuttavia che a salvare la popolazione di Locorotondo non fu solo San Rocco, ma anche l’azione disinfettante del latte di calce utilizzato (ancora oggi) all’interno e all’esterno delle abitazioni.

Tra le cose da non perdere ti segnalo Palazzo Morelli (un unicum architettonico in stile barocco), la chiesetta dedicata a San Nicola (che coniuga la struttura tipica della cummersa e quella del trullo, rispettivamente nella volta a botte e nella cupola), la Chiesa Madre di San Giorgio (in stile neoclassico) e la via Aprile, ricca di fiori e profumi, che conduce a una terrazza panoramica sulla Valle d’Itria. Spettacolare!

Borghi della valle d'Itria: Locorotondo
Scorcio di Ostuni

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Cisternino, patria delle bombette e dello gnummarieddhu

Oltre a essere un altro dei Borghi più belli d’Italia, Cisternino è noto per essere la patria delle bombette (involtini di carne alla brace ripieni di spezie) e dello gnummarieddhu (involtino di interiora di agnello condito con sale, pepe, prezzemolo e cotto alla brace). Non essendo un’appassionata di carne non mi esprimo in merito, ma è un luogo magico e merita una visita. Oltretutto tra i tre borghi della Valle d’Itria è il meno turistico e ciò ai miei occhi lo rende anche il più autentico.

Il centro storico, cui si accede tramite Torre di Porta Grande (di epoca medievale), è un crogiolo di vicoli e stradine su cui si affacciano splendidi palazzi ed esempi di architettura religiosa e civile (tra cui il Palazzo del Governatore e il Palazzo Vescovile).

Di cose da vedere a Cisternino ce ne sono parecchie e cercandone i monumenti scoprirai tra la bianche mura un capolavoro di architettura popolare che a conti fatti rappresenta la vera essenza, e la bellezza, del borgo.

Cisternino, uno dei più bei borghi della Valle d'Itria
Scorcio di Cisternino

Ostuni, la Città Bianca

Ostuni l’ho riscoperta il mese scorso, a trent’anni di distanza dalla mia prima volta. Ne avevo il ricordo bellissimo di un’adolescente che si affaccia al mondo e ti dirò, me ne sono innamorata una seconda volta. Nonostante sia una località dannatamente turistica (caratteristica che il più delle volte mi spinge alla fuga), a Ostuni sarei rimasta un giorno in più, possibilmente in buona compagnia perché la sua è una bellezza da condividere.

Ostuni è la Città Bianca per eccellenza e si distingue per la colorazione tipica delle abitazioni imbiancate a calce che fanno del borgo medievale un gioiello senza eguali. Definito dai suoi abitanti “La Terra” per distinguerlo dalla “marina” e abbarbicato sulla cima di un colle che domina la piana di ulivi fino al mare, il borgo di Ostuni si sviluppa lungo un groviglio di strade tortuose in cui si susseguono piazze, vicoli, corti, archi e scalinate che ricordano vagamente una casbah araba.

Al centro troneggia la Cattedrale quattrocentesca dedicata a Santa Maria dell’Assunzione, in stile romanico-gotico, che ospita un enorme rosone a 24 raggi, secondo in Europa solo a quello della Cattedrale di Santa Maria del Prato di Barcellona. Delle quattro porte originarie d’accesso alla città ne sono rimaste intatte solo due: Porta Nova e Porta San Demetrio.

Ti consiglio di visitare Ostuni in compagnia di una buona guida per coglierla in tutte le sue sfaccettature e poi di tornare a visitarla da solo, vagando senza una meta precisa e lasciandoti guidare dall’istinto che ti regalerà una valanga di emozioni.

Ostuni, la Città Bianca, tra i borghi più belli della Valle d'Itria
Scorcio di Ostuni

Il barocco di Martina Franca

Ed eccoci giunti all’ultima tappa di questo tour tra i borghi della Valle d’Itria, Martina Franca, fondata nel X secolo da alcuni cittadini di Taranto in fuga dall’invasione saracena. Qui, provenendo da sud, si cominciano a individuare i primi trulli.

Sarò sincera, non l’ho visitata a fondo per cui non mi dilungherò troppo. Sono arrivata con il solleone in una delle giornate più torride dell’estate in corso e dopo un giro veloce del centro storico – ricco di palazzi signorili e chiese monumentali in stile barocco – mi sono rinchiusa in un bar a degustare il capocollo, salume speziato e profumato tipico della zona. É vero, non mangio volentieri la carne ma qualche strappo alla regola ogni tanto ci scappa.

Pur avendola sfiorata appena, Martina Franca mi ha trasmesso sensazioni positive, quelle che ti lasciano le cittadine di provincia del nostro Meridione dove è il tempo a essere al servizio dell’uomo e non viceversa. Ci tornerò sicuramente!

Valle d’Itria: quando andare? Quanto tempo? Come raggiungerla?

Passiamo ora a qualche informazione pratica per organizzare il tuo tour della Valle d’Itria.

Quando andare? Fatta eccezione per luglio e agosto, che oltre a essere i mesi più caldi sono quelli presi d’assalto dal turismo, direi che tra marzo e novembre ogni periodo è buono per visitare la Valle d’Itria.

Quanti giorni dedicarle? Bella domanda! Se ti limiti ai borghi principali, per intenderci quelli che io ritengo tali, ti consiglio tre o quattro giorni come minimo. Meglio uno in più che uno in meno se vuoi avere qualcosa in più di un assaggio.

Il tasto dolente della Valle d’Itria, e della Puglia in generale, riguarda gli spostamenti: senza macchina non vai da nessuna parte, soprattutto fuori stagione! La cosa più comoda è raggiungere Bari in treno o in aereo e una volta lì noleggiare una macchina: la Valle d’Itria si trova una cinquantina di chilometri a sud del capoluogo pugliese e i borghi sono vicini l’uno all’altro, attraversando paesaggi dalla bellezza inenarrabile.

Dove dormire in Valle d’Itria?

Che domanda è? Dove, se non in un trullo?

Io ho pernottato in uno di campagna, tra Noci e Putignano, e te lo consiglio se vuoi sconnettere il cervello e rilassarti in mezzo alla natura pur restando vicino alla civiltà. Il proprietario, Pasquale, è il ragazzo di un’amica ed è una persona squisita.

EnjoyTrulli – Countryside (lo puoi contattare sulla Pagina Facebook e Instagram) dispone anche di un trullo ad Alberobello che si presta bene alle fughe d’amore! È facilmente intuibile perché abbia scelto quello di campagna!

EnjoyTrulli - Countryside in Valle d'Itria
EnjoyTrulli – Countryside

Considerata la necessità della macchina per visitare la valle d’Itria nonché la distanza esigua tra un borgo e l’altro, ti consiglio di sceglierne uno come campo base e organizzare le tue giornate da lì. Se l’idea del trullo non ti ispira, sotto puoi trovare soluzioni alternative:

Verifica qui le strutture disponibili ad ALBEROBELLO, CISTERNINO, LOCOROTONDO, MARTINA FRANCA e OSTUNI.

La Globetrotter

Sei stato in Valle d’Itria? Hai visitato tutti questi borghi? Quale ti è piaciuto di più?

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2 pensieri su “Valle d’Itria, alla scoperta dei suoi borghi più belli

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