Bologna: cose da fare e da vedere nella Dotta, la Grassa, la Rossa, la Turrita

Ci sono luoghi in cui si torna sempre con immenso piacere e Bologna è per me uno di questi. Una città che adoro – non conto nemmeno più il numero di volte che ci sono stata negli ultimi anni – e in cui potrei anche pensare di vivere. A misura d’uomo, quantomeno rispetto a Milano, intellettualmente e artisticamente vivace e, non ultimo, con una cucina superlativa. Ecco perché quando il loco Champi – l’amico pittore giunto fresco fresco dal Perù con cui sono andata a visitare il Cenacolo Vinciano qualche giorno fa – mi ha detto che la sua prossima tappa sarebbe stata Firenze con uno step di qualche ora in quel di Bologna ho esultato di gioia. Mettimi su un mezzo di trasporto e mi rendi una donna felice! E poi ero un po’ giù di corda ultimamente per cui il suo invito (implicito) ad accompagnarlo è cascato a fagiolo. E alla fine, visto che sono stata capace di guidare lui alla scoperta del capoluogo emiliano, perché non scriverci anche un post? Bologna, cose da fare e da vedere nella Dotta, la Grassa, la Rossa, la Turrita segue le orme della guida-racconto di Beirut e vuole essere un punto di partenza per rompere il ghiaccio con questa splendida città.

Bologna la Dotta, la Grassa, la Rossa, la Turrita

Lasciamo Milano subito dopo colazione a bordo di una macchina a noleggio. Io avrei preso tranquillamente un treno o il BlaBlaCar di cui ultimamente mi servo spesso ma il loco Champi vuole essere autonomo e indipendente dagli orari dei mezzi di trasporto. Trascorrerà in Italia solo due settimane e per lui, come per me, il viaggio non è la meta ma la strada. È un po’ stupito del fatto che io non sia automunita, per lui è sinonimo di libertà assoluta e sicuramente per certi versi ha anche ragione.

La giornata è uggiosa e attraversare la pianura padana non regala grandi emozioni per cui inizio a raccontargli qualcosa sulla città per farlo entrare nel mood altrimenti si perde via e capace che tira dritto fino a Firenze.

Come altre città italiane, Bologna vanta una serie di soprannomi che la caratterizzano – rivelo al loco Champi che mi ascolta con interesse. Parlare con lui è sempre una gran soddisfazione!

La chiamano la Dotta per la presenza dell’Università, una delle più antiche e prestigiose al mondo che richiama studenti da tutta Europa fin dal lontano XI secolo. Basti pensare che Dante, Petrarca e Boccaccio studiarono qui.

La chiamano la Grassa per la sua gastronomia d’eccezione che di per sé merita una visita. Non è un caso che la Guida gastronomica d’Italia del Touring Club Italiano (1931) la definisca il luogo in cui “il giocondo amore della mensa trova le soddisfazioni più complete, in un’atmosfera simpatica e propiziatrice”.

La chiamano la Rossa per il riflesso dei mattoni con i quali fin dal Medioevo si edificavano torri e palazzi – questa è la versione che preferisco – e per la sua fama di “terra dei motori” che rimanda alle “Rosse” Ducati e Ferrari (a cui sono totalmente indifferente).

La chiamano la Turrita per via delle 100 torri – se non di più – che tra il XII e il XIII secolo svettavano sulla città caratterizzandone il tessuto urbano anche se oggi, purtroppo, ne sono rimaste non più di una ventina.

Infine, e questa l’ho sentita da qualche parte ma non ricordo dove, Bologna è Femmina. Accogliente come una donna, protettiva come una mamma, ospitale come un’amante e divertente come un’amica.

Passeggiando per Bologna

E dopo esserci stata un numero considerevole di volte, non posso che trovarmi d’accordo.

La Bologna leggendaria

Adoro le leggende e cerco sempre, se possibile, di scovarne qualcuna. Bologna non fa eccezione.

Come Verona, anche Bologna racconta un amore contrastato, quello di Virginia e Alberto, lei appartenente alla casata dei Galluzzi e lui a quella dei Carbonesi.

Sebbene tra le due famiglie non corra buon sangue, i due giovani si innamorano e decidono di coronare il loro sentimento convolando segretamente a nozze.

Il padre di Virginia, però, non accoglie di buon grado l’unione e uccide Alberto e la sua famiglia mentre Virginia, disperata, decide di impiccarsi alla finestra della sua stanza. Ed è il trionfo dell’amore sulla morte…

Bologna: cose da fare e da vedere in poche ore

È un vero peccato congedare Bologna in poche ore ma capisco che il loco Champi sia in lotta contro il tempo e devo cercare di ottimizzarlo al massimo.

A onor del vero, Bologna andrebbe vissuta in tutte le sue sfaccettature ma visto che non è possibile ci concentriamo sul centro storico e sui suoi must.

La giornata è pessima, il cielo è grigio e il freddo punge da morire ma il loco Champi sembra non sentirlo. Buon per lui…

Tra Piazza Maggiore e la fontana del Nettuno

Iniziamo il nostro tour da Piazza Maggiore – che i bolognesi chiamano semplicemente “la piazza” – su cui si affacciano la Basilica di San Petronio e alcuni edifici che ne raccontano la storia nel suo susseguirsi di trasformazioni.

Per chi non lo sapesse la Basilica di San Petronio, oltre a custodire all’interno la meridiana più grande al mondo, è la sesta chiesa d’Europa in termini di dimensioni.

La Basilica di San Petronio, la sesta più grande d’Europa

Attorno alla piazza si ergono maestosi alcuni splendidi edifici tra cui il Palazzo d’Accursio, che oggi ospita il Comune, e il Palazzo del Podestà che si presta a un gioco grazioso. Sotto il voltone del Podestà, tra l’omonimo palazzo e Palazzo Enzo – dove nel XIII secolo venne confinato re Enzo di Sardegna, figlio di Federico II – c’è una sorta di telefono senza fili che funziona tra angoli opposti. Difficile da spiegare a parole, bisogna testare! È un giochetto stupido ma divertente.

Adiacente alla piazza si trova la Salaborsa, uno dei luoghi della cultura cittadina che con la sua ricca biblioteca multimediale si è trasformato in un centro di aggregazione molto gradito ai bolognesi. All’interno c’è un’atmosfera gioviale e devo richiamare all’ordine il loco Champi per catapultarlo con me nella Bologna delle origini. Al centro della struttura si trova infatti un pavimento di vetro che si apre sui resti archeologici del tempo che fu.

Usciamo da Salaborsa e raggiungiamo la fontana del Nettuno, opera in marmo e bronzo dello scultore fiammingo Giambologna che simboleggia il potere papale: Nettuno sta alle acque come il Papa sta al mondo.

La fontana di Nettuno – foto scattata ad aprile

Dalla piazza intravedo una cupola, non ricordo di esserci stata e qualcosa mi spinge in quella direzione. Caso vuole che nel mentre mi chiama mio cugino che vive a Bologna da tempo immemorabile e mi raccomanda di entrare nella chiesa di Santa Maria della Vita dove troverò una chicca. Mi riprometto di andarci dopo aver raggiunto la sospirata cupola e una volta li davanti ci rendiamo conto che si tratta della chiesa consigliatami da mio cugino.

Entriamo e sul lato destro scorgo una sorta di biglietteria. Il sesto senso mi dice che la chicca è da quella parte per cui ci avviciniamo per comprare i biglietti (4 euro) e una volta dentro ci troviamo di fronte a un’opera talmente bella e intensa da lasciarci entrambi senza fiato. È il Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca, un gruppo scultoreo di sette figure in terracotta la cui drammaticità è palpabile.

Il Compianto sul Cristo Morto di Niccolò dell’Arca nella chiesa di Santa Maria della Vita

Esco contenta, come spesso accade riesco a portarmi a casa qualcosa di nuovo.

Cosa vedere a Bologna la Dotta

Una delle cose che amo di Bologna è la sua vivacità e l’essere un centro universitario di rilievo ha sicuramente il suo peso.

Pensate che finito il liceo volevo trasferirmi a Bologna per frequentare il DAMS – Disciplina delle Arti, della Musica e dello Spettacolo – ma all’epoca non navigavamo in buone acque e non me la sono sentita di dire ai miei che volevo studiare fuori casa. Non l’avrebbero presa troppo bene.

Comunque sia, tenevo particolarmente a mostrare al loco Champi il Palazzo dell’Archiginnasio sia perché è la sede originaria dell’Università più antica di Occidente (1088), sia perché all’interno – peraltro meraviglioso – si trova il Teatro Anatomico, l’aula in cui si tenevano le lezioni di anatomia. L’ingresso è a pagamento (3 euro) ed è una visita davvero interessante.

Palazzo dell’Archiginnasio

Il Teatro Anatomico

La Piazza, e la Basilica, di Santo Stefano

Il nostro tour prosegue verso un altro dei must di Bologna: piazza Santo Stefano e relativa Basilica. Entrambe di una bellezza stratosferica.

Piazza Santo Stefano con l’ononima Basilica sul fondo

La Basilica è in realtà un complesso costituito da sette chiese edificate l’una dentro l’altra come se fossero matrioske che sembrano abbracciarsi. La Basilica di Santo Stefano, nota fin dal IX secolo come la Santa Gerusalemme bolognese per l’articolazione degli edifici che richiamano la passione di Cristo, è sicuramente uno dei luoghi più mistici del capoluogo emiliano. Assolutamente da vedere, almeno una volta nella vita.

Cosa fare a Bologna la Turrita

Sul perché Bologna sia soprannominata la Turrita mi sono già espressa in precedenza. Gironzolando per il centro storico si intravedono gli scorci di alcune torri che emergono timidamente dal tessuto urbano della città con Torre Asinelli e Torre Garisenda che dominano la scena.

Bologna la Turrita, tra Torre Asinelli e Torre Garisenda – foto scattata ad aprile

Sarebbe carino salire i 498 scalini di Torre Asinelli per regalarci una panoramica di Bologna dall’alto ma il tempo è poco e francamente una volta basta e avanza, almeno per me. Amo camminare ma non in salita e i miei ricordi in merito non sono particolarmente piacevoli.

La Bologna dei portici e degli scorci inaspettati

La Bologna iconica che tutti conosciamo è la Bologna dei portici.

Partendo da Piazza Maggiore, che presenta edifici portificati lungo i tre lati, e passando per piazza Santo Stefano con la sua suggestiva sequenza di portici tardo medievali e rinascimentali che costeggia i due lati della strada, raggiungiamo via Marsala. Ammiriamo compiaciuti i portici lignei di casa Grassi e casa Boncompagni e poi imbocchiamo via Piella alla ricerca della famosa finestrella sul Reno, uno scorcio sul canale delle Moline che ricorda vagamente Venezia con l’acqua che lambisce le fondamenta delle case. Strepitoso!

I portici lignei di via Marsala

Sta anche uscendo il sole e la giornata volge al meglio sebbene il tempo a disposizione sia quasi giunto al termine.

La Bologna Welcome Card

Inutile a dirsi che noi non abbiamo fatto nessuna card, ci siamo limitati a una passeggiata per respirare un po’ l’atmosfera bolognese. Tuttavia per completezza vi segnalo la possibilità di sottoscrivere la Bologna Welcome Card che da diritto a vari ingressi e tour guidati. Ne vale sicuramente la pena se vi interessa rivoltare Bologna come un calzino…

Dove mangiare a Bologna la Grassa

Ciondoliamo senza una meta precisa tra il colore degli edifici che fanno di Bologna la Rossa per eccellenza – e che per una serie di intuibili ragioni mi è decisamente congeniale – fino all’ora di pranzo. Voglio far provare al loco Champi la migliore tradizione culinaria bolognese e mio cugino ci ha dato appuntamento da Sfoglia Rina che fa servizio ininterrotto fino alle ore 20.00.

E così congediamo Bologna con un piatto di tortelli e uno di tagliatelle con il ragù. Non un piatto a testa ma un bis cada uno. È Il rovescio della medaglia. Se abitassi a Bologna diventerei in men che non si dica una palla che rotola, non so nemmeno come ho fatto a smaltire il tutto ma non me ne pento. Come disse qualche saggio, è meglio il rimpianto del rimorso.

alt="Bologna: cose da fare e da vedere? Iniziare da un bel piatto di tagliatelle con il ragù"

Tra le cose da fare a Bologna, mangiare un piatto di tagliatelle con il ragù

È giunto il momento di salutarci. Mi fermerei volentieri qualche ora in più per respirare l’atmosfera serale con le luminarie accese in ricordo di Lucio Dalla che a Bologna trascorse i primi anni di vita ma le nostre strada si dividono qui e ora. Io rientro a Milano e il loco Champi si appresta a scoprire un altro pezzo della nostra bella e ricca Italia.

Buona strada amico mio. Come hai fatto tu all’epoca del nostro incontro a Mancora, ho condiviso con piacere un pezzo della mia terra con te.

La Globetrotter

SIl Compianto de ei mai stato a Bologna? Come l’hai trovata? Hai qualche altra chicca da regalarci? Ti aspetto nei commenti

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