5 splendidi borghi in Abruzzo, tra Chieti e la Maiella

Sono varie le ragioni che ci spingono a scegliere una destinazione a discapito di un’altra. Ricorrente tra le tante, almeno nel mio caso, quella di rendere visita a qualcuno, amico reale o virtuale che sia. Così facendo ho scoperto posti incredibili di cui ignoravo quasi completamente l’esistenza, come Lille nelle Fiandre francesi o Boccadasse, noto quartiere di Genova. È andata più o meno così anche nell’ultimo viaggio che mi ha portata a scoprire alcuni splendidi borghi in Abruzzo, tra Chieti e la Maiella. E a sto giro la realtà supera l’immaginazione…

Ero già stata in Abruzzo tre volte. Due volte all’Aquila una ventina di anni fa a trovare una compagna di liceo che si era trasferita laggiù per amore e lo scorso anno a Lanciano ospite di una russa che vive in Italia da tempo immemorabile. Bello ma… nulla di che! Il ricordo migliore è quello degli arrosticini che disegnano i miei occhi a cuoricino ogni volta che li nomino.

Quando però i miei amici Riky e Massi mi hanno invitata nella loro casa di Archi, in provincia di Chieti, decantandomi a non finire la bellezza e la magia del luogo, non ho esitato un istante. Sapevo che con loro sarei stata bene e poi mi sono detta, chissà che questo pezzo di terra non mi conquisti una volta per tutte! E così è stato. Tre giorni sono letteralmente volati ma sono stati così ricchi e intensi da sembrarmi una piacevole eternità.

Questa la ragione di questo post sui borghi in Abruzzo, tra Chieti e la Maiella. Perché ho scoperto un angolo di paradiso incontaminato nel nostro bel paese e ho deciso di condividerlo con tutti voi.

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Borghi in Abruzzo. Pennadomo – foto di Massimo Aggius Vella

Weekend a caccia di borghi in Abruzzo

Siamo in provincia di Chieti vicino al Parco Nazionale della Maiella, la montagna madre d’Abruzzo nella parte più impervia e selvaggia dell’Appennino Centrale.

Ed è con questa immagine che apro gli occhi ogni mattina nella mia stanza di Casa Sirolli, un’abitazione costruita nel 1861 così come si evince dalla pietra di iscrizione trovata nelle cantine. Ebbene, Riky e Massi hanno ristrutturato la casa patronale mantenendola integra nella sua essenza e visto che non la possono “sfruttare” quanto vorrebbero – dista cinque o sei ore da Milano, pesante da fare in un weekend – hanno deciso di affittarla ai turisti.

Vista panoramica della Maiella da Casa Sirolli – foto di Massimo Aggius Vella

Casa di artisti con una storia intrigante che la rende molto suggestiva, la vista sulla Maiella e un’energia che si rinnova ogni volta che qualcuno passa da lì, anche solo per una notte, Casa Sirolli è il luogo ideale per trascorrere qualche giorno fuori dal caos ed entrare in contatto con gli splendidi borghi abruzzesi.

Archi, uno dei borghi autentici d’Italia

Non me lo sono inventato, è davvero così, quantomeno secondo l’Associazione Borghi Autentici d’Italia! Sembra strano visto che nemmeno una persona di quelle a cui ho detto che sarei andata ad Archi lo conosceva, inclusi gli abruzzesi della costa. A volte mi chiedo come e perché si decida di promuovere una località e non un’altra. Archi è un sogno a occhi aperti, questo ho pensato la mattina dopo il mio arrivo quando sono uscita in esplorazione e mi sono trovata di fronte a tanta bellezza.

Appollaiato su uno sperone roccioso a 492 metri sul livello del mare, Archi è noto come la Terrazza sul Sangro perché domina sia la Val di Sangro che la Valle dell’Aventino regalando un panorama eccezionale.

Il borgo, che affonda le sue origini nell’Età del Bronzo, è caratterizzato da forti elementi medievali che dal 2016 lo vedono protagonista della manifestazione Un salto nel Medioevo durante la Giornata Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia. I resti del castello medievale della famiglia Lannutti, che domina Archi con le mura di cinta e il torrione cordonato, sanciscono la funzione difensiva dell’epoca. Un evento da tenere d’occhio, potrebbe essere interessante da seguire.

Ottocento anime (così mi ha detto la signora Antonietta di anni 86 che mi ha intrattenuta raccontandomi la storia di famiglia), due bar, un piccolo supermercato, fichi a gogo che attendono solo di essere colti e scorci, tanti, da immortalare.

A differenza di Bruges dove tutto è perfetto e pensato per i turisti, ad Archi è tutto perfetto ma pensato per i paesani e questo è a mio avviso il valore aggiunto. La bellezza di Archi è il frutto dell’amore dei suoi abitanti per loro terra e la loro storia e lo sapete che in fondo in fondo sono una sentimentale…

Archi – foto di Massimo Aggius Vella

Roccascalegna, Bandiera arancione del Touring Club Italiano

Roccascalegna è un altro dei meravigliosi borghi in Abruzzo che secondo la tradizione popolare deve il suo nome alla scala a pioli in legno che dal paese conduceva direttamente alla torre del castello medievale.

Della storia di Roccascalegna e del suo castello vi parlerò la settimana prossima perché – come per Castel del Monte, il capolavoro di Federico II di Svevia ad Andria – non si può liquidare in poche righe.

Per ora vi basti sapere che Roccascalegna è tra i paesi a cui è stato assegnato il marchio Bandiera arancione da parte del Touring Club Italiano. Per inciso, la Bandiera arancione viene conferita ai comuni dell’entroterra italiano con un massimo di 15.000 abitanti che si distinguono per l’eccellenza e la qualità dell’accoglienza.

Il Castello, che i locali chiamano amichevolmente la Rocca, risale all’epoca longobarda e domina da uno sperone il paesaggio della Valle del Rosecco che è a dir poco sublime.

Roccascalegna – foto di Massimo Aggius Vella

Pennadomo, il borgo affacciato sul lago di Bomba

Pennadomo ce l’ha consigliato un locale dallo sguardo innamorato e l’aria incredula di fronte al nostro “Pennacheeee?”. Abbiamo dapprima cercato di identificarlo dalla terrazza di Casa Sirolli e poi l’abbiamo incluso tra i borghi da visitare in giornata.

Anche Pennadomo – il cui nome deriva da “Penna in Domo” dove Penna, da “pinna”, significa masso affiorante dal suolo e Domo, da “domus”, indica il territorio – è di origine medievale e si affaccia sulla Valle del Sangro. Un buon denominatore comune direi.

Cosa fare a Pennadomo? Un giro tra i vicoli respirando l’atmosfera da presepe fino a raggiungere la croce, sulla vetta, per ammirare il panorama a 360 gradi. Tutto qua, anche se a me non pare poco…

Pennadomo – foto di Massimo Aggius Vella

Villa Santa Maria, la città dei cuochi

Villa Santa Maria è un altro dei borghi visitati in Abruzzo ed è nota come la Città dei cuochi per la presenza di un istituto alberghiero che ha sfornato chef divenuti famosi a livello mondiale. Noi siamo arrivati all’ora di pranzo e manco a dirlo abbiamo mangiato divinamente!

Pare però che Villa Santa Maria, oltre ai cuochi, abbia sfornato anche un grande eroe. Dovete sapere infatti che durante la seconda guerra mondiale il borgo era abitato da alcune famiglie di profughi ebrei stranieri che si erano perfettamente integrate con i locali. Quando nel 1943 arrivarono le truppe tedesche il podestà dell’epoca, Roberto Castracane, negò con fermezza la presenza di ebrei in paese e li tenne nascosti per un mese, fino a quando i tedeschi levarono le tende. A quel punto li aiutò a raggiungere gli Alleati salvandogli la vita. Per quest’impegno di solidarietà il Castracane fu insignito dell’onorificenza dei Giusti per le Nazioni. Nutro grande rispetto per le persone capaci di mettere a repentaglio la propria vita per una causa nobile. Al podestà va tutta la mia stima…

Anche Villa Santa Maria vanta origini antichissime ed è sovrastato da una roccia che nel Medioevo fungeva da apparato difensivo, come se fosse stata il muro di un castello naturale.

Villa Santa Maria-foto di Massimo Aggius Vella

Casoli e il Castello “intimo” di Gabriele D’Annunzio

Ed eccoci giunti all’ultimo dei borghi in Abruzzo, tra Chieti e la Maiella, probabilmente quello più noto insieme a Roccascalegna: Casoli.

Anche lui di origine antichissima, la sua punta di diamante è rappresentata dal Castello Ducale sorto attorno a una torre di avvistamento del IX secolo.

In queste stanze, alla fine dell’Ottocento, si ritrovavano i grandi esponenti della vita culturale e politica dell’epoca. Da Edoardo Scarfoglio, fondatore del Mattino di Napoli, alla scrittrice Matilde Serao; dai musicisti Francesco Tosti ed Ettore Montanaro a Guglielmo Maroni, al pittore Francesco Paolo Michetti e, dulcis in fundo, a Gabriele D’Annunzio. A lui Pasquale Masciantonio riservò una stanza in cui appuntare, sul muro, pensieri ed emozioni più intimi.

E ora non mi resta altro da fare che congedarvi con una foto di Casoli. Non è sempre facile trovare le parole adatte a descrivere luoghi ed emozioni e questo è uno di quei casi. Perché credo non ci siano parole per raccontare la bellezza e la tranquillità di questi borghi abruzzesi che sembrano sospesi nel tempo e nello spazio…

Casoli – foto di Massimo Aggius Vella

Ora capite perché sono stati tre giorni ricchi e intensi?

La Globetrotter

Se sei stato in Abruzzo, nella zona di Chieti, e hai altri borghi da suggerire e da suggerirmi per la prossima volta? Perché Riky e Massi non lo sanno ma non è finita qua…

Il castello di Roccascalegna, gioiello leggendario del Medioevo è online

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2 comments

  1. Riccardo

    Eh già, la magia di Archi e degli altri Borghi della Val di Sangro sta proprio nell’amore che le persone del luogo infondono alla loro terra. La bellezza nella forma più pura e semplice, dove la Natura incontra l’Uomo e nasce un connubio perfetto di rispetto reciproco.
    Grazie di essere venuta a trovarci e aver condiviso con noi le tue emozioni
    Riky

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