VISITA DI SABBIONETA, CITTÀ IDEALE DEL RINASCIMENTO

Viaggiare è un po’ un’arma a doppio taglio non trovate? Io, quantomeno, dopo anni e anni di peregrinazioni intorno al globo sono giunta a questa conclusione. È un qualcosa che ci riempie lo spirito e ci scalda l’animo ma, al contempo, si prende gioco di noi. Perché? Beh, perché più viaggiamo più ci rendiamo conto che una vita non sarà mai sufficiente a realizzare tutti i nostri sogni. Ogni viaggio, breve o lungo che sia, ne prolifica altri e ci ritroviamo sempre al punto di partenza. Per oltre quarant’anni Mantova è stata per me un’entità astratta che un giorno o l’altro avrei visitato e nulla più. Mi è bastato trascorrerci un weekend per generare nuovi sogni. Uno di questi, che mi ha spinta a tornarci, è stata proprio la visita di Sabbioneta, città ideale del Rinascimento italiano.

E così, in meno di sette mesi, sono stata nel mantovano ben due volte. E ci tornerò ancora visto che mi hanno messo la pulce nell’orecchio su un altro paio di cosette da fare nei dintorni. Sono patologica, abbiate pazienza…

L’ho già detto e lo ripeto, sapevo poco di Mantova quando ci sono stata la prima volta ma a sto giro mi sono documentata a dovere! L’idea che mi son fatta è che i Gonzaga fossero dei peperini e Sabbioneta, che dista da Mantova solo 35 chilometri, non poteva non finire sotto le loro grinfie. Tuttavia c’è da riconoscergli un gran merito. È grazie a uno di loro, Vespasiano Gonzaga Colonna, che Sabbioneta è stata inserita nella World Heritage List dell’UNESCO (2008). Insieme a Mantova, ovviamente. Entrambe sono state ritenute “testimonianze eccezionali di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento”. Niente male la nostra piccola Italia non vi pare?

Tuttavia a chi conosce l’indole violenta di Vespasiano Gonzaga può suonare strano il fatto che un tale gioiello sia stato concepito dalla sua mente perversa. Perché oltre a essere un guerrafondaio (come lo chiameremmo oggi), Vespasiano sarebbe stato all’origine della scomparsa delle prime due mogli eliminate, a quanto pare, per gelosia. Senza parlare del figlio, unico erede maschio, che pagò con la vita una presunta mancanza di rispetto verso il padre.

Eppure a volte anche i mostri nascondono un animo sensibile e Vespasiano ne è la prova tangibile. Un uomo assolutamente disumano con una profonda passione per l’arte e le culture classiche.

Quando giunse a Sabbioneta, negli anni quaranta del XVI secolo, decise di trasformare il borgo medievale in una roccaforte difensiva che si ispirasse ai canoni della classicità. Fu così che nacque la città ideale, un inno all’armonia e alla perfezione che rappresenta, ancora oggi, uno dei massimi esempi dello stile architettonico lombardo dell’epoca.

Costruita secondo un rigido schema ortogonale con due arterie perpendicolari l’una all’altra e una trentina di insulae racchiuse tra le cinte murarie, Sabbioneta divenne un centro culturale di rilievo che le valse il titolo di Piccola Roma. L’obiettivo di Vespasiano era infatti quello di ricreare l’alone della Città Eterna e della fanciullezza trascorsa ai confini tra il Regno di Napoli e le terre papaline.

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Visita di Sabbioneta

Insomma, questo lo scenario in cui nasce e si colloca Sabbioneta. Credo sia importante avere qualche nozione di base prima di visitarla. Può diventare tutto molto evocativo.

È possibile optare per una visita di Sabbioneta con guida, come abbiamo fatto io e Sonia, e poi prendersi il tempo di gironzolare per le stanze dei palazzi con il naso all’insù ammirando gli splendidi intarsi dei soffitti e gli innumerevoli affreschi. La vostra cervicale non farà i salti di gioia ma per le cose belle è lecito soffrire un po’…

Visita di Sabbioneta, città ideale del Rinascimento italiano

Vi dirò, non c’è voluto molto per rendermi conto di essere in un luogo che rasentava la perfezione. Le sue case dall’altezza modesta affacciate sui vicoli acciottolati trasmettono fin da subito un inconfondibile senso di armonia. Tutto decisamente grazioso, curato, a misura d’uomo.

Scorcio di Sabbioneta

Un gioiellino che, nonostante le dimensioni ridotte, si sviluppava attorno a due piazze.

Piazza Ducale, centro della vita pubblica di Vespasiano e sede del mercato cittadino, e Piazza Armi, luogo deputato all’ozio e al riposo del principe. Va da sé che il Palazzo Ducale, dall’architettura semplice e classica, fosse il palazzo di rappresentanza mentre Palazzo Giardino, noto anche come Casino, fosse invece quello dedicato allo svago. Non ho dubbi che il giardino all’italiana ricco di fontane, giochi d’acqua e pergolati si prestasse bene allo scopo. Le decorazioni del palazzo, che portano la firma di Bernardino Campi, testimoniano la ricerca del principe di uno stile di vita contemplativo. E direi che vista la sua storia personale e professionale… aveva parecchio su cui meditare!

Piazza Ducale

Su Piazza Ducale si affaccia anche la Chiesa di Santa Maria Assunta che appare fasciata di marmi bianchi e rosa su cui spicca un massiccio portone in noce.

Chiesa di Santa Maria Assunta

Ma è il Teatro all’Antica, dal mio punto di vista, a costituire il fiore all’occhiello di Sabbioneta. Un pioniere, come si suol dire. Il Teatro all’Antica fu infatti il primo edificio teatrale realizzato in Italia ex novo e non ricavato da strutture preesistenti. Sulla facciata dell’elegante architettura esterna troneggia l’iscrizione latina ROMA QVNTA FVIT IPSA RVINA DOCET, una frase che declama la Città Eterna come fonte d’ispirazione della città ideale di Vespasiano.

scritta romana Teatro Antica

Sicuramente splendida la Galleria degli Antichi, o Corridor Grande, che all’epoca ospitava una raccolta di marmi acquistata da Vespasiano dopo il rientro dalla corte di Filippo II da cui era stato insignito del cavalierato dell’Ordine del Toson d’oro per il servizio prestato alla corona spagnola. Attualmente i marmi sono esposti nella Galleria della mostra di Palazzo Ducale a Mantova ma restano le decorazioni ad affresco delle pareti che sono davvero impressionanti.

Galleria degli Antichi

Imperdibile anche la visita della Sinagoga edificata nel 1824 dalla comunità ebraica di Sabbioneta con il fine di marcare la sua autonomia amministrativa dalla città di Mantova.

Interno della Sinagoga

Che altro dire? Non ho la presunzione di scrivere una guida sulla visita di Sabbioneta ma offrire giusto qualche spunto che la possa rendere appetibile. Al di là della bellezza inenarrabile del luogo, come sempre la cosa che amo di più è camminare senza meta inebriandomi dell’energia e della storia esalate da ogni singola pietra. Ma questa è una cosa eventualmente da fare e non da raccontare per cui ora lascio un po’ di spazio alle immagini.

Angolo di Piazza Ducale

Corridor Grande

Interno della Chiesa dell’Assunta

Parete affrescata di Palazzo Giardino

Teatro all’Antica

La Globetrotter

Se ti interessa la storia dei Gonzaga, leggi anche Cosa fare a Mantova in tre giorni? Di tutto e di più!

 

2 comments

  1. Giovanna

    …ed ecco un’altra tappa da aggiungere alla lista (già notevole!) dei luoghi da visitare. Concordo assolutamente con te sul fatto che una vita non basterebbe a vedere quanta meraviglia ci circonda…anche a pochi chilometri da casa nostra. Grazie per i preziosissimi suggerimenti offerti con il tuo stile inconfondibile!

    • Diana
      Author

      Bene bene mi fa proprio piacere, ciò significa che il mio piccolo blog ispira davvero… un abbraccione

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