IN VIAGGIO CON CHERYL STRAYED, SULL’ONDA DI WILD

Sono fermamente convinta che il viaggio sia prima di tutto mentale. Chi non sa viaggiare con la mente può fare il giro del mondo ma non è un viaggiatore. Chi invece sa viaggiare con la mente può fare il giro del mondo restando a casa. Il mio amico Giga non ha mai messo piede fuori da Cassano d’Adda, una località tra Bergamo e Milano, eppure racconta di luoghi mai visti con un entusiasmo e un trasporto tali che ti fanno sognare. Ovviamente questa non vuole essere una verità oggettiva ma la mia personale percezione del viaggio che alcuni di voi condivideranno e altri no. Spesso, almeno nel mio caso, il viaggio mentale nasce dalla lettura, altra mia grande passione. Ebbene, oggi non vi racconterò nulla dei miei viaggi ma vi condurrò nell’universo artistico e personale di Cheryl Strayed, l’autrice di Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita.

Ne avete sentito parlare? L’avete letto o avete visto il film? Io non ho visto il film, anche se me lo sono ripromessa, ma generalmente rispetto al libro il film fa volare di meno. Le parole ti permettono di rievocare immagini che il film invece ti impone. A me Wild l’ha consigliato il mio amico Riccardo e gliene sono estremamente grata perché mi ha regalato emozioni uniche.

Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita di Cherl Strayed: la trama.

“ Sono uno spirito libero che non ha mai avuto le palle per essere libero.”

alt="Wild. Una storia selvaggia di natura e rinascita di Cheryl Strayed"

Wild. Una storia selvaggia di natura e rinascita di Cheryl Strayed

È il 1995. Cheryl ha ventisei anni e si ritrova con la vita distrutta. Dopo aver perso prematuramente la madre, aver mandato in frantumi il suo matrimonio, aver assistito alla dissoluzione della sua famiglia ed essere passata per l’eroina, la Strayed – cognome assunto successivamente alla separazione dal marito che significa “smarrita” – decide di affrontare da sola una parte del Pacific Crest Trail. Dal deserto del Mojave, passando per la California e l’Oregon, fino al confine con lo Stato di Washington. Totalmente priva di esperienza, Cheryl percorre milleottocento chilometri a piedi attraverso gli spazi incontaminati dell’America selvaggia tra foreste, deserti e montagne con la sola compagnia di Mostro, il suo zaino, che pesa la metà di lei.

“Lo zaino si ergeva come un mantello dietro di me, torreggiando parecchi centimetri sopra la mia testa e serrandomi in una morsa fino all’osso sacro. La sensazione era spiacevolissima, eppure forse era così che si sentiva uno che viaggiava con lo zaino.”

Un viaggio nato dall’intento di raccogliere i cocci della propria esistenza e rimetterli insieme. Un libro che ondeggia tra la natura meravigliosa del Pacific Crest Trail e il racconto di una vita dilaniata dal dolore. La vita di una donna coraggiosa che invece di arrivare a toccare il fondo sceglie di rinascere. E non di rinascere come una persona diversa ma come la persona che era prima di entrare nel vortice del suo degrado esistenziale più intimo.

“Era un mondo sconosciuto, un mondo in cui avevo fatto ingresso esitante, addolorata e confusa, con timore e speranza. Un mondo che pensavo avrebbe potuto fare di me la donna che sapevo di poter diventare e al tempo stesso risvegliare la ragazza che ero stata una volta. Un mondo che misurava sessanta centimetri di larghezza ed era lungo 4.260 chilometri. Un mondo chiamato Pacific Crest Trail.”

Perché leggere Wild di Cheryl Strayed

Come vi dicevo, amo leggere e cerco sempre di ritagliarmi uno spazio, fosse anche di soli dieci minuti la sera prima di andare a letto, per coccolarmi un po’. Wild mi ha coinvolta al punto che rubavo tempo al sonno pur di non staccarmi da Cheryl Strayed e dal Pacific Crest Trail.

Mi sono immedesimata in lei, nel suo meravigliarsi dinanzi alla bellezza dei paesaggi, le albe e i tramonti che si trovava di fronte, nella fatica dei suoi piedi martoriati, nel dolore delle piaghe lasciate su spalle e anche da Mostro, nei momenti di gioia degli incontri estemporanei, nel ricordo delle sue pene, nel desiderio di ricostruire la sua vita e nella suaì solitudine.

“La solitudine era sempre stata un luogo reale per me, come se fosse una stanza dove potevo rifugiarmi per essere davvero me stessa. La solitudine radicale del PCT aveva modificato quella mia percezione. […] La solitudine non era più una stanza, ma il mondo intero e adesso ero sola in quel mondo, e lo abitavo in un modo del tutto nuovo per me. Vivendo così, senza nemmeno un tetto sopra la testa, avevo l’impressione che il mondo fosse più grande e al tempo stesso più piccolo.”

L’ho ammirata per la sua forza e la sua determinazione. L’ho ammirata per aver deciso di percorrere il Pacific Crest Trail senza essere preparata, completamente ignara di ciò che l’aspettava, e di essere comunque giunta alla fine del suo viaggio. Io onestamente non so se ce l’avrei fatta anche se vi confesso che la voglia di provare mi è balenata in testa più volte da quando ho letto Wild. Non a caso mi comprata le scarpe da trekking…

Ebbene, Cheryl Strayed si racconta con sincerità e trasparenza mettendo a nudo le sue fragilità e le sue lotte interiori. Credo non sia cosa da tutti e per questo ritengo valga la pena leggere Wild e fare un bel viaggio nell’universo di Cheryl. In quello esteriore per viaggiare con la mente, e in quello interiore per viaggiare con il cuore! Perché un viaggio tra le sue parole è un viaggio prima di tutto emozionale.

E poi, semplicemente, perché è ben scritto… valutate voi!

“Quel mattino, dopo essermi allontanata dalla sorgente, di nuovo carica di dodici chili d’acqua, mi resi conto che stavo provando uno strano genere di godimento astratto, retrospettivo. A tratti, tra le varie sofferenze, notavo la bellezza che mi circondava, la meraviglia di cose sia grandi sia piccole: il colore di un fiore del deserto che mi sfiorava sul sentiero o la grandiosa distesa del cielo mentre il sole scompariva dietro le montagne. Ero nel bel mezzo di quel sogno a occhi aperti.”

Le persone a cui l’ho consigliato hanno ringraziato me così come io ho ringraziato Riccardo. Se avrete un parere discordante, sarò lieta di confrontarmi con voi.

La Globetrotter

Se ti è piaciuto questo post… condividilo su facebook! Grazie mille… 

http://www.cherylstrayed.com/

4 comments

  1. riccardo Bettoni

    ciao Diana, sono felice di averti fatto conoscere questo libro, quando ho letto le avventure di Cheryl non ho potuto fare a meno di pensare a te 🙂 credo che in ultima analisi sia la parafrasi della vita..si può cadere ma sempre bisogna provare a rialzarsi, con sempre nuove sfide davanti a noi.

    • Diana
      Author

      Sono assolutamente d’accordo Riky! Il libro di Chéryl non è solo uno splendido libro di viaggio ma una lezione di vita, almeno per me lo è stata… grazie! un abbraccione

  2. Ho visto il film e sono partita per il Cammino di Santiago. Se leggo il libro cosa succede? 😀
    E’ la mia eroina, adoro questa storia. Grazie per avermi ricordato che è il momento di comprare il libro

    • Diana
      Author

      Ciao Marika… io ho visto il film e ho letto il libro, al rovescio… ho avuto voglia di partire dall’inizio alla fine in entrambi i casi! quindi che dire… in bocca al lupo! Se lo farai diventerai tu la mia eroina…

Rispondi a riccardo Bettoni Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *