ITINERARIO DI VIAGGIO ALTERNATIVO IN COLOMBIA

Che amo la Colombia è un dato di fatto! Chi mi conosce lo sa, chi non mi conosce lo scoprirà presto per cui non mi perderò in chiacchiere sul perché e il percome amo questo paese. Ribadisco, è un dato di fatto e non a caso ci torno per la sesta volta. Ci torno con una finalità ben precisa: congedarmi da lei! Dal 2011 a oggi ho trascorso esattamente 19 mesi e una settimana a zonzo per l’America Latina toccando in maniera più o meno massiccia tutti gli stati del continente. L’ho girata così, senza mai avere una meta, un itinerario di viaggio, semplicemente lasciandomi trasportare.

Ho vissuto esperienze incredibili, conosciuto gente meravigliosa, visto luoghi dalla bellezza stratosferica. Ora mi sento pronta per un cambio di rotta ma non senza prima essere passata a salutare, almeno per qualche tempo, il paese che mi ha letteralmente cambiato la vita! E così, curiosando a destra e sinistra, mi sono resa conto che mi mancano ancora un sacco di esperienze da fare in Colombia! Non che avessi la presunzione di conoscerla. È vero che ci sono stata cinque mesi ma in cinque mesi non si conosce nemmeno l’Italia che ne misura si e no un quarto. È anche vero che molto del tempo che ho trascorso in Colombia l’ho vissuto con la gente e a casa della gente e si sa, le toccate e fuga nei paesi poveri non sono mai viste di buon occhio! Insomma, per farla breve – che non è la mia specialità – questa volta cercherò di fare qualcosa di diverso per cui ho bisogno di un itinerario di viaggio, quantomeno di massima.

Sto già sorvolando l’oceano. Il mio corpo è qui e la mia mente volta…

Orbene, convinta che presto la Colombia smetterà di essere vista come lo spaventapasseri sudamericano e sempre più gente deciderà di visitarla – nonostante la voce discorde di Luca di Idea Nomade che, innamorato come me di questa terra, vorrebbe tenere questo gioiellino tutto per sé (ovviamente scherzo!) – ho pensato di condividere con voi il mio itinerario di viaggio in Colombia che magari, chi lo sa, vi tornerà utile prima o poi!

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Itinerario di viaggio in Colombia

La mappa della Colombia mostra i luoghi che ho visitato nel corso dei miei precedenti viaggi, quantomeno un buon 90%. A seguire, i luoghi che vorrei visitare nei prossimi mesi compatibilmente con soldi, tempo e questione sicurezza. Eh sì, perché sebbene io sostenga che la Colombia sia il paese più sicuro dell’America Latina… non bisogna mai dimenticare che siamo in America Latina, un continente nato dalla violenza e segregato dalla violenza troppo a lungo per poterne uscire indenne.

Certo che sono incredibile, ho già scritto 450 parole e non ho ancora detto niente! Tranquilli, non mi dilungherò oltre, non entrerò nei dettagli! Come ho già scritto nel mio post di presentazione del viaggio in Ecuador, non amo partire troppo informata! Non perché sia scema o menefreghista, anzi! Semplicemente adoro lasciarmi sorprendere

Colombia: un itinerario di viaggio alternativo

Il 5 gennaio è ormai alle porte. Alle ore 16.45 di quel fatidico giorno un volo della KLM mi depositerà a Quito, la capitale dell’Ecuador, e in quel piccolo e ricco paese trascorrerò poco più di tre settimane. Da lì, via terra, entrerò in Colombia per cui il mio itinerario procederà da sud verso nord ma poi, visto che gli ultimi giorni li voglio trascorrere al mare…

Bando alle ciance… si parte!

Prima tappa a Popayán, la città bianca colombiana

Questa diciamo che è una delle tappe certe del viaggio, perlomeno in termini di date, per due ragioni! La prima è che dovrei incontrare un’amica con cui farò un pezzo di strada. La seconda è che sebbene ci sia già stata, voglio andare a visitare il mercato di Silvia, un mercato indigeno non turistico, che si tiene il martedì e che non dista molto da Popayán. Ecco perché lunedì 30 gennaio devo essere nella città bianca dove riabbraccerò Conny Vagabonda, un’altra mezza squinternata come me! Per inciso, ho specificato che si tratta della città bianca colombiana – bianca a causa del colore delle facciate delle case – per distinguerla da Arequipa, la città bianca peruviana. Qui siamo nella regione del Cauca, a 1.700 metri di altezza.

Se ti piacciono i mercati indigeni leggi Popayán e il mercato di Silvia, la Svizzera in Colombia.

Il deserto de la Tatacoa

Il deserto della Tatacoa non ha nulla a che vedere con l’idea di deserto tradizionale, quantomeno la mia! Qui le dune di sabbia sono sostituite da un paesaggio scavato e scolpito di montagnette camaleontiche che oscillano tra i 50 cm e i 4 mt di altezza e fluttuano tra l’arancione, il rosso e il grigio. Pare sia uno dei luoghi migliori per osservare le stelle! Se vi dico che non ho mai visto una stella cadente in vita mia ci credete? Magari, chi lo sa, è la volta buona…

Se ti interessa sapere che effetto mi ha fatto visitare questo posto fantasmagorico leggi Il desierto de la Tatacoa, tra forme, colori e milioni di stelle.

Cali, la capitale mondiale della salsa

Non che io sia una danzatrice nata anzi, un pezzo di legno in mezzo a una pista da ballo è più agile di me! Una delle cose che mi rimproverava il mio ex colombiano, tra l’altro proprio di Cali, era questa. C’è da dire che lui non aveva pazienza perché ci sono stati anche colombiani capaci di farmi volteggiare come una farfalla! Comunque per me non è tanto importante ballare o non ballare anche se, ovviamente, una serata riempiendomi gli occhi dei movimenti sinuosi dei loro corpi sudati non mancherà. È un po’ come assistere a uno spettacolo di danza classica ma a un ritmo diverso. Torno a Cali perché da lì partirà la parte del viaggio che desidero di più.

Se vuoi scoprire la bellezza di questa città leggi Cali, città della salsa, dell’arte e dell’amore.

Il Chocò. Tra giungla, Oceano Pacifico e comunità afro-colombiane

Ecco, vi ho già detto tutto! Questo è sempre stato uno dei miei sogni ma per una ragione o per l’altra non sono mai riuscita a realizzarlo. A onor del vero l’ho sempre lasciato da parte perché per me rappresentava l’apoteosi e me lo tenevo un po’ come la ciliegina sulla torta. Ma se davvero per un po’ di tempo in Colombia non ci tornerò, direi che è il caso di mangiarsi la ciliegina prima che marcisca! Qui brancolo ancora nel buio ma non sarò sola, sarò con Conny, e brancolare in due è più divertente. L’idea è fare una parte di viaggio in cargo navigando lungo la costa, visitare il Chocò tramite un’organizzazione turistica che opera su base comunitaria per poter entrare in contatto con le popolazioni native e poi prendere una lancia che attraverso la giungla ci condurrà a Turbo. Da Turbo ci tufferemo direttamente a Capurgana per riprenderci dalle fatiche del viaggio. Capurgana e Sapzurro, due angoli remoti di paradiso. Ci sono stata quando ho fatto la traversata in barca a vela da Panama alla Colombia ed è sicuramente uno di quei posti che amo definire un luogo dell’anima.

Sapzurro

Il Chocò è quella parte di Colombia che ho sentito più vicina al mio modo di essere e di sentire ed è uno di quei posti, per quanto difficili da raggiungere, in cui tornerò. Se ti interessa sapere perché leggi Viaggio nel Chocò, dal Pacifico a Nuqui.

Medellin, la città dell’eterna primavera

Da Medellin, volente o nolente, ci devo passare. Sia che lasci il Chocò via fiume, sia che lo lasci via aerea – via terra non è possibile – devo passare per Medellin. Ma vi dirò, non mi dispiace affatto! Una delle poche città sudamericane in cui potrei pensare di vivere. Il clima è piacevole tutto l’anno e l’energia è bella vivace.

Las comunas di Medellin

Las comunas di Medellin

A parte questo, sarebbe stata il punto di partenza per la tappa seguente, se non fossi rimasta nel Chocò più tempo del previsto.

La Reserva Natural Cañon del Rio Claro

Questa Riserva, una delle tante in Colombia, si trova a metà strada tra Santa Fe de Bogota e Medellin. Anche lei la lumo da tempo per cui vorrei provare a raggiungerla. Le acque del fiume hanno intagliato nel paesaggio naturale alcune grotte e un cañon – pare – dalla bellezza disarmante!

Santa Fe de Bogota

Di solito a Bogota mi fermo a fare shopping prima di rientrare in Italia e a salutare qualche amico… troppo fredda, troppo grande, troppo caotica!

Zipaquirá, Honda e Villa de Leyva

La prima, Zipaquirá, è una cittadina di montagna nota per le miniere di sale e la sua

Cattedrale di Sale. Insomma, l’ho evitata finora per ragioni tecniche ma mi ha sempre incuriosita. Honda sembra un’altra graziosa cittadina coloniale al di fuori dei circuiti turistici e Villa de Leyva… beh, insieme al Chocò è uno dei posti che avrei sempre voluto visitare e che per una serie di circostanze inaspettate mi sono sempre persa… tutti ne decantano la bellezza non tanto, o non solo, per la città in sé ma per il contesto che l’avvolge ragion per cui, si o si, quest’anno si va a Villa de Leyva.

La Laguna de Tota

Ecco, qui mi sono semplicemente innamorata di una foto…

Sulla strada verso il Caribe

Da Santa Fe de Bogota a Santa Marta, sul caribe colombiano, ci sono esattamente diciotto ore di autobus. Io, che non sono proprio un’amante dei voli, ho ricoperto questa tratta sei o sette volte. Il paesaggio è strepitoso. Guardare fuori dal finestrino equivale a fare un viaggio nel viaggio. A sto giro però voglio fare sosta al Parque Nacional Chicamocha che ospita un cañon spettacolare, quello del rio Chicamocha con una delle viste panoramiche più belle del dipartimento di Santander.

Il Caribe

Nonostante questa sia una delle zone della Colombia che conosco meglio, oltre a quella dell’eje cafetero in cui sono stata due volte, ci tornerò. È sempre estremamente difficile riuscire a vedere tutto e la lascio per ultima altrimenti rischio di non muovermi più. Santa Marta, dal fascino trasandato e decadente; Taganga, la “sal si puedes” colombiana – un’altra “sal si puedes” è Iquitos, nell’amazzonia peruviana – una vera calamita, quanto meno per me lo è stata; Palomino, un villaggio di pescatori che fluttua tra giungla, mare e Sierra Nevada; Aracatara, il paese natale di Gabriel Garcia Márquez, colui che mi ha fatto innamorare della Colombia prima ancora di conoscerla; Minca, un piccolo villaggio di montagna famoso per il caffè organico che ancora disconosco; Valledupar, la zona di cowboy e bestiame nonché luogo natale del vallenato, una danza popolare colombiana; il trekking alla Ciudad Perdida, cinque giorni in mezzo alla giungla per visitare i resti di un sito archeologico pre-colombiano; il Parque Nacional Tayrona, se mi resta del tempo. Immerso nella giungla tropicale, il Tayrona è costellato di spiagge di arena finissima e acque cristalline ed è popolato dai discendenti degli indios Tayrona. Uno di quei posti in cui il tempo non esiste ed è sempre un piacere tornarci…

Taganga

Taganga

Se ti interessa sapere cosa visitare in questa parte di caribe leggi Cosa fare a Santa Marta… e dintorni!

San Andrés e/o Providencia

Due isole caraibiche che pare siano meravigliose! Qui tutto dipenderà dal mio budget…

Ci sarebbero poi il Parque Nacional Sierra Nevada de Santa Marta, la formazione montuosa che costeggia il mare più alta al mondo nonché culla della civiltà Tayrona, e Caño Cristales, il fiume dai sette colori. Ho visto delle foto così belle da lasciare a bocca aperta. Ma andare a Caño Cristales tra febbraio e marzo è come andare ai Lençois Maranhenses durante la stagione secca. Il fiume assume le sembianze dell’arcobaleno da giugno a dicembre.

Ecco, ho ancora almeno un paio di ragioni, e anche qualcuna in più, per tornare in Colombia prima o poi. Non so quando ma ci tornerò. Lo so come è vero che mi chiamo Diana e che viaggiare, scrivere e scrivere di viaggi sono le cose che amo fare di più nella vita…

A vedere tutta sta lista di luoghi mi assale il panico. Perché in tutto questo incontrerò gente. Gente entrata nella mia vita in passato e gente nuova che vi entrerà. In tutto questo mi delizierò il palato con i meravigliosi frutti tropicali dal profumo invitante e il sapore dolce ma intenso, mi inebrierò dei colori del tramonto, dell’odore della pioggia, dei suoni della giunga. Sarà un viaggio strepitoso, ne sono sicura e sono già emozionata al solo pensarci.

Sicuramente farò qualcosa in meno del previsto e qualcosa in più, ve ne accorgerete dalle foto. Quel che è certo è che voglio impregnarmi di lei fino al midollo. Voglio portarmi a casa un granello di quella Pacha Mama che in questi anni non si è mai lesinata con me. Prodiga, meravigliosa, inenarrabile.

Per capire cos’è la Colombia bisogna viverla e viverla fino in fondo. Quando ancora per me era un sogno nel cassetto incontravo persone, poche, che me la descrivevano come il paese più bello di tutto il Sud America. Ed è così, ve lo garantisco! Se volete seguire il mio viaggio – non fosse altro perché generalmente i mesi di gennaio, febbraio e marzo scorrono lenti a casa – mi farà piacere condividere questo pezzo di strada con voi…

La Globetrotter

 

18 comments

    • Diana
      Author

      Vero? Lo dico pure io… parto piena di buoni propositi poi come al solito sarà il viaggio a condurmi dove vuole lui! Ci divertiremo comunque, vedrai…

  1. andrea

    Sei stupenda quando scrivi mi fai venire i brividi xchè già riesco a vedere i posti che tu descrivi con amore grazie

    • Diana
      Author

      Wow! Ma che bel complimento, ti ringrazio infinitamente! Mi hai regalato il primo sorriso di questa giornata uggiosa e gelida…

  2. Siamo arrivati oggi a Medellin, la prima settimana in Colombia è stata molto interessante, siamo molto contenti della scelta fatta, vedremo nei prossimi dieci giorni nella parte più turistica. Ve la consigliamo anche noi. Molto utili informazioni ed esperienze. Per noi è la prima volta in Colombia.

    • Diana
      Author

      Aprire gli occhi al mattino e ricevere un messaggio in diretta dalla Colombia è il più dolce dei risvegli per me… La parte turistica, in particolare Cartagena, non si può certo dire che non sia bella! Semplicemente, per me, non è Colombia… Fammi sapere cosa ne pensi al tuo ritorno, e beviti un jogo de maracuja en leche per me per favore! Un’altra delle cose che amo di più…

  3. Ricordati, quando andrai allOsservatorio nel deserto Tatacoa, di sapere l’ora che cominciano… Io sono arrivata un po’ in ritardo e mi è molto dispiaciuto dover fare quello che mi ero persa a tutta birra!!! Anche la passeggiata al mattino in questo piccolo strano deserto è spettacolare.
    Quando sarai alla laguna Tota vedi se ti riesce di allungare e fare anche la zona di Sogamoso… interessantissima.
    Buon viaggio, dai un bacio alla Colombia da parte mia!

    • Diana
      Author

      Sicuramente, mi sono appena appuntata queste due dritte che ho la memoria di un insetto! Non vedo l’ora… ormai le ore si contano!!! Un abbraccio, ti saluto la Colombia e ti dedicherò un pensiero speciale..

  4. Marcello

    Sono stato a bogota dal 18 dicembre all’ 11gennaio hai proprio ragione bogota e caotica e il clima è piuttosto freddo mi piacerebbe fare un viaggio alla tua maniera complimenti ciao

    Marcello

    • Diana
      Author

      Grazie Marcelo! Mi auguro tu non sia stato a Bogota tutto quel tempo per piacere… potresti pensare di tornarci e fare un altro tipo di viaggio, no? Se hai bisogno di dritte… io sono qui! Grazie

  5. Che meraviglia!! a marzo sarò per 3 settimane per la prima volta a zonzo per la Colombia… lo so è poco tempo ma questo ho… mi studierò più a fondo il tour grazie al tuo bellissimo articolo! Complimenti!!

    • Diana
      Author

      Silvia cara, perdona l’estremo ritardo della mia risposta, non so come mai mi era sfuggito il tuo commento!
      Grazie, la Colombia ti conquisterà, credimi! Ormai sarai in procinto di partire…

  6. desideria

    Ciao Diana, complimenti per il blog…mi verrebbe voglia di visitare la colombia in lungo e in largo ma purtroppo per assenza di tempo, sto cercando di pianificare al meglio un viaggio quest’estate, dal 26 luglio all’8 agosto. 13 giorni pieni….che itinerario mi consigli? vorrei visistare ma anche godermi ciascuno dei posti, e non passare tutto il viaggio solo a fare spostamenti…è la prima volta in sudamerica…pensavo a qualcosa del tipo Bogota (1 e ultimo giorno), Eje Cafetero (2/3 notti?), Medellin (2 notti?), Cartagena (2/3 notti), Isla Rosario (1 notte), mi piacerebbe aggiungere qualcos’altro…non so pero se Villa de Leyva in giornata o max una notte, Barichara, oppure altro? Cano Cristales o il Deserto di Tatacoa? le cose sono davvero tante, vorrei selezionare quelle che piu meritano per un primo viaggio in Colombia! Grazie mille!!!!

    • Diana
      Author

      Carissima Desideria, cosi su due piedi ti dico di lasciar perdere l isla del rosario e dedicare a Cartagena non più di due giorni, andare al Tayronae Palomino e sicuramente il Desierto de la Tatacoa.
      Ora io sono in viaggio in Uganda ma se mi scrivi via mail appena ho tempo ordino le idee e ti do qualche dritta in più.
      La mail la trovi tra i contatti, ti aspetto e ti scrivo quanto prima, promesso.

  7. Diego

    Ciao Diana, ho trovato molto interessante il tuo blog da cui mi sto ispirando per il mio viaggio in Colombia per agosto. In linea di massima pensavo di fare questo itinerario: Bogotà, Cali, Medellin, Cartagena e zona a nord. Ti vorrei chiedere un consiglio riguardo agli spostamenti in bus: quale tratta mi consigli di fare in bus fra Bogotà-Cali, Cali-Medellin, Medellin-Cartagena per poter assaporare il miglior paesaggio?
    Ho visto che tu sei rimasta particolarmente colpita dalla tratta Santa Fe de Bogota-Santa Marta, però io faccio un giro un pò diverso….
    Grazie mille e ancora complementi

    • Diana
      Author

      Ciao Diego, eccomi e scusa il ritardo! Allora… se te la devo dire tutta non saprei… il viaggio da Medellin a Cartagena dura 18 ore, una parte la farai di notte… io ero reduce dalla feria de las flores di Medellin e credo di aver dormito tutto il tempo ma poi l’ho fatta in macchina e non ricordo niente di eccezionale. Bogota-Cali non la conosco perché ci sono arrivata per altre via per cui opterei per Cali-Medellin… non troverai il paesaggio che da Bogota porta alla Sierra Nevada ma comunque è una bella strada. Credo siano 8/9 ore, così a spanne… fammi sapere come va, mi raccomando! E soprattutto… buon viaggio

  8. Jack

    bello fare i fighetti viaggiatori con in tasca carte di credito occidentali.
    scusami, ma trovo il tuo post banale.

    • Diana
      Author

      Ahahah… non ti conosco Luca, o Jack, ma credo che su questo post “banale” tu abbia lasciato un commento altrettanto banale che non merita nemmeno una risposta… ma visto che, per quanto “banale” e “fighetta” tu mi abbia trovata, non solo mi hai letto ma ti sei anche preso la briga di lasciarmi un commento… il grazie è d’obbligo!

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