COSA FARE A SANTA MARTA… E DINTORNI!

Cartagena de Indias, Barranquilla, Santa Marta. Le tre città più importanti del litorale colombiano distano l’una dall’altra un paio d’ore di autobus. La prima non ha bisogno di presentazioni. Quando ancora la Colombia era inavvicinabile, a Cartagena sbarcavano orde di croceristi che hanno contribuito a renderla l’icona del paese. Barranquilla si sveglia unicamente durante il Carnevale, uno dei più belli di tutto il Sud America. Il resto dell’anno se la dorme beatamente. La terza, Santa Marta, oltre a essere quella che conosco meglio, è il pozzo dalle mille sorprese! Per cui ecco, se state programmando un viaggio in Colombia, breve o lungo che sia, tenete presente che questa zona ha davvero tanto da offrire e sarà arduo fare una scelta. Un post che racconta cosa fare a Santa Marta e dintorni, visto che ormai io in Colombia son di casa, mi sembra doveroso!

Perché Santa Marta?

Santa Marta è una città dal fascino trasandato e decadente che, a differenza di Cartagena, si distingue per la sua autenticità. Ovviamente, ci tengo a sottolinearlo, questa non vuole essere una verità assoluta. Quel che vale per me non pretendo che valga per voi. Benché sia perfettamente consapevole del valore storico e artistico di Cartagena, io l’ho percepita finta, contraffatta, a misura di turista, e non sono riuscita a viverla come avrei voluto. Non ho trovato gente piacevole come nel resto del paese e tolta la Ciudad Amurallada, che si può tranquillamente visitare in una mezza giornata, non ha nulla di memorabile.

A Santa Marta, invece, torno sempre con immenso piacere. Perché? Beh, a parte il fatto che si tratta della città più antica del paese per cui va trattata con un certo rispetto, Santa Marta si affaccia spavalda sulle acque turchesi del Mar dei Caraibi sotto l’ala protettrice della Sierra Nevada che ospita i due picchi più alti del paese (il Pico Cristóbal Colón e il Pico Simón Bolivar che misurano entrambi 5.775 metri di altezza). Scusate ma… vi pare poco? Infine, dulcis in fundo, i suoi dintorni sono una miniera d’oro e sono tutti raggiungibili con brevi tragitti in autobus senza necessità di trascinarsi dietro zaini o valigie mastodontici. Non so voi ma il piacere che provo nel preparare lo zaino prima di partire svanisce non appena me lo carico in spalla per cui se posso mollarlo da qualche parte e trascorrere qualche giorno senza pesi non mi faccio pregare…

Detto questo, ecco una lista di cose da fare a Santa Marta e nei suoi dintorni.

Cosa fare a Santa Marta

Che non amo le città lo sapete tutti per cui non mi dilungherò oltre. La cosa che vi consiglio assolutamente di fare a Santa Marta è un giro al mercato. Ne uscirete ebbri, di forme e di colori. Poi, superfluo a dirsi, è d’obbligo una passeggiata per il centro storico che vi condurrà fino al malecón dove, con lo sguardo rivolto al mare, potrete deliziare il palato con una limonada de coco o una succulenta aragosta (a prezzi accessibili a tutti!). Volendo potete anche prendere un bus e spingervi fino al Rodadero, la zona di Santa Marta che vanta le spiagge più popolari del versante caraibico.

A parte questo non mi fermerei troppo a lungo in città. In viaggio il tempo non basta mai per cui è meglio non sprecarlo e poi, lo sappiamo bene, non sempre “più popolare” è sinonimo di “più bello”, anzi…

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Cosa fare a Santa Marta?

Tramonto al Rodadero di Santa Marta

Cosa fare nei dintorni di Santa Marta… che la danza abbia inizio!  

Il Parque Nacional Tayrona

Il Parque Tayrona è uno dei must della Colombia. Io ci sono stata nel 2011 ed è un vero incanto. Da Santa Marta dista poco più di un’ora a cui bisogna aggiungere un’ora di trekking in mezzo alla giungla per raggiungere le sue incantevoli spiagge. Si può visitare anche in giornata (se non erro da Taganga partono delle lance che depositano a Cabo San Juan orde di turisti insopportabili) ma dal mio punto di vista due giorni sono il minimo sindacale… se non fosse tutto così maledettamente caro, io ci sarei rimasta anche due mesi a ubriacarmi di sole, mare e natura!

Raccomandazioni? Portatevi un buon repellente (o magari compratelo là che risparmiate anche! Qualcuno mi ha suggerito il Nopikex e l’ho trovato formidabile!) e se viaggiate in economia fate scorta di acqua e viveri. L’ingresso per gli stranieri costa intorno ai 40.000 COP (poco meno di 15 euro) ma dormire e mangiare è un vero salasso per i viaggiatori low budget. E poi, ovviamente, godetevelo…

Ho chiesto alla mia amica Conny di prestarmi un paio di foto del Tayrona. Nel 2011 avevo una macchinetta scrausa e le foto non gli rendevano giustizia.

Spiaggia del Parque Tayrona. Foto di Conny Vagabonda

Parque Tayrona. Foto di Conny Vagabonda

La Ciudad Perdida

La Ciudad Perdida è un sito archeologico pre-colombiano (secondo le fonti di gran lunga più datato di Machu Picchu) raggiungibile da Santa Marta con un trekking di quattro o cinque giorni. Io non l’ho fatto ma la mia amica Conny, con cui ho affrontato il viaggio nel Chocò, è stata temeraria ed estremamente generosa condividendo sul blog le pagine del suo diario. Strepitoso, su questo non ci piove, ma anche molto faticoso per cui ecco, preferisco viaggiare tra le parole e le foto di Conny che sulle mie gambe! Per una volta, concedetemelo…

Lungo il trekking a la Ciudad Perdida. Foto di Conny Vagabonda

Trekking a la Ciudad Perdida. Foto di Conny Vagabonda

Taganga

Taganga es magia…

cielo azul… sueño azul…

mar azul… beso azul…

toda Taganga es azul!

Con queste parole Rolando Sanchez, cantautore locale, rende omaggio alla diosa taganguera. Un piccolo villaggio di pescatori, un po’ frikky, che mi risulta estremamente difficile raccontare. Di Taganga si dice “sal si puedas” (vattene se ce la fai) e credetemi, è proprio così. Anche se forse sarebbe più corretto usare l’imperfetto. Sembra infatti che Taganga sia diventata il covo di gente allo sbaraglio e questo, purtroppo, va a discapito della sicurezza.

Un tempo non era così. Fino a un paio d’anni fa Taganga era per eccellenza il luogo dove andare a fare festa o tirare l’alba in spiaggia bevendo aguardiente al suono di una chitarra. Senza pericoli. Rientravo da sola a qualsiasi ora del giorno e della notte senza nessun timore mentre ora, mi hanno riferito, i furti e le aggressioni sono di routine. Ragion per cui, vista la situazione, stavolta ho deciso di bypassare. Taganga è anche il luogo in cui ho deciso di far prendere alla mia vita un’altra piega e preferisco ricordarla com’era – e come la canta Rolando Sánchez – che sentirla come un’estranea.

Ciò non toglie che chi non c’è mai stato una capatina dovrebbe farla, anche solo per una giornata. Taganga dista da Santa Marta solo quindici minuti e una volta lì è possibile raggiungere Playa Grande e le altre spiagge che si susseguono lungo il litorale. Il percorso a piedi offre scorci decisamente suggestivi ma attualmente non è sicuro avventurarsi da soli su quei sentieri impervi per cui forse è meglio optare per una lancia.

Panoramica di Playa Grande dall’alto

Palomino e Buritaca

Palomino e Buritaca condividono la peculiarità di celebrare l’unione tra le acque degli omonimi fiumi che scendono a riva dalla Sierra Nevada e quelle del Mar dei Caraibi. Il paesaggio è decisamente suggestivo ed emana un’energia incredibile.

Palomino è molto cambiata negli ultimi anni. Nel 2012 era un luogo frequentato esclusivamente da hippie e viaggiatori solitari ed era il tempio della tranquillità mentre oggi è gettonatissima e leggermente caotica.

Buritaca, la sorella minore, avanza sulla passerella con passo felpato. Pochi turisti, prevalentemente locali, e decisamente economica. Io alloggiavo a l’Hospedaje La Cabaña (tel: 321/5665799 – 320/5131415) e pagavo 25.000 COP (l’equivalente di 8 euro) per una stanza singola con bagno privato. Pensate che non c’è né internet né il wi-fi…

Palomino e Buritaca distano poco più di venti chilometri l’una dall’altra e da Santa Marta ci vogliono un’ora e mezza / due di minibus.

Palomino, tra acque dolci e salate. Foto di Conny Vagabonda

Navigando lungo il rio Buritaca

Quebrada Valencia

Questa è una chicca. Se amate la natura, vi piace l’avventura e come me detestate i luoghi affollati non potete non andare a Quebrada Valencia. Sempre sulla strada per Palomino, poco prima di arrivare a Buritaca, si trova quest’oasi naturale di indicibile bellezza in cui godere a pieno dell’energia della Pacha Mama.

A quanto mi risulta non esistono strutture ricettive ma ripeto, è possibile andare e tornare in giornata da Santa Marta oppure, con un buon spirito d’adattamento, si può chiedere ospitalità a una delle fincas lungo il sentiero che attraversa la selva. Io sono stata qualche giorno da donde Gloria, una colombiana ultrasessantenne che ha vissuto una vita a Parigi e poi è tornata nella sua terra per trascorrere la terza età a contatto con la natura. Ce n’è sicuramente un’altra che si chiama La casa de Alex. Entrambe offrono vitto e alloggio in cambio di mano d’opera ma credetemi, è una passeggiata di salute anche se, ribadisco, è necessario sapersi adattare. Una sorta di piccola comunità in cui approdano viandanti provenienti da ogni dove e ogni quando con il solo desiderio di essere lì, sotto l’ala protettrice della Pacha Mama. Un luogo non per tutti ma forse è proprio questo a renderlo così magico…

Nei meandri di Quebrada Valencia

Le piscine naturali di Quebrada Valencia

Minca

Anche Minca, di cui ho già ampliamente parlato nel post Visita di Minca, rifugio di sognatori, dista un’oretta da Santa Marta ed è un luogo paradisiaco in cui fare lunghe passeggiate in mezzo alla natura godendo di pace e tranquillità.

A spasso nei dintorni di Minca

Tramonto a Minca

Aracataca

Aracataca, un nome che sembra uno scioglilingua. Le sillabe rotolano l’una sull’altra mentre lo pronuncio.

Aracataca è il luogo che ha dato i natali a uno dei geni della letteratura internazionale, Gabriel García Márquez, autore di Cien años de soledad. Non è possibile andare in Colombia senza aver letto la sua opera maestra come non è possibile andare a Santa Marta e non dedicare almeno una mezza giornata a questo pueblito macondiano respirando a pieno l’atmosfera di altri tempi…

Aracataca

La casa natale di Gabriel Garcia Marquez

***

Io sono già pronta per ripartire, almeno con la testa… chi viene con me?

La Globetrotter

Vuoi conoscere la Colombia a 360°? Leggi il mio post Colombia tutta da scoprire e lasciati sorprendere dalla bellezza di questo paese.

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