COLOMBIA TUTTA DA SCOPRIRE

È molto difficile per me scrivere un post sulla Colombia, un luogo a cui mi sento particolarmente legata. Non a caso ci sono stata cinque volte, trascorrendovi complessivamente cinque mesi… e l’idea di tornarci si affaccia ogni volta che si avvicina il momento di ripartire! Sarò un’ingorda ma amo le cose belle, che volete che vi dica? È poi mi mancano ancora un sacco di posti da scoprire, di cose da fare, di sapori da provare, di personaggi da conoscere… ed ecco svelata la ragione per cui ho intitolato questo post “Colombia tutta da scoprire”!

Vista la premessa, qualcuno si chiederà perché mi risulta così difficile scrivere un post sulla Colombia. Semplicemente, amici miei, perché il rischio è quello di diventare ancor più prolissa di quanto non lo sia già di mio. D’altronde, se non vi parlo di ciò che amo di cosa vi parlo? Di aria fritta? Che razza di Globetrotter sarei? E magari, chi di voi ha ancora delle remore dovute alla cattiva fama di cui godeva il paese fino a qualche anno fa, leggendo questo post la metterà tra le destinazioni da non perdere!

Innanzitutto è giusto dirvi che io mi sono innamorata della Colombia ancor prima di conoscerla grazie a un viaggio mentale e sensoriale nell’universo magico di Gabriel García Marquez, Premio Nobel della Letteratura deceduto nel 2014. Completamente persa nella genealogia della sua opera maestra, Cien años de soledad, ne percepivo i profumi, ne intravedevo i colori, ne pregustavo i sapori e desideravo ardentemente viverla. E non semplicemente viverla da spettatrice ma da protagonista! Quanto doveva essere bella quella terra per aver ispirato un capolavoro di siffatta portata? Era il 1999 ed ero ancora una viaggiatrice acerba e inesperta, non avevo mai varcato l’oceano e l’idea di affrontare un viaggio in solitaria era ben lontana da ogni mio ardire. Di fatto all’epoca la Colombia era realmente un paese piuttosto pericoloso e quelli che si avventuravano laggiù erano considerati dei kamikaze… anche se poi tutti, indistintamente, ne tornavano ammaliati! Eccezion fatta, ovviamente, per i poveri sfortunati finiti nelle mani sbagliate…

Comunque sia, sono passati dodici anni prima che il mio sogno diventasse realtà. Era il 2011, non avevo il becco di un quattrino e i biglietti aerei per Bogota erano fuori dalla mia portata. Così un giorno io e Anna, mia compagna di avventure e sventure in molti dei viaggi precedenti che per anni aveva boicottato la Colombia per la sua presunta pericolosità, abbiamo sfidato la sorte con un Gratta e Vinci e… complici la fortuna e il pensiero positivo, abbiamo vinto 1000 euro confluiti seduta stante sulla carta di credito per l’acquisto del biglietto! È proprio vero che a volte i sogni si avverano… evidentemente era il mio destino!

Ecco, direi che è il caso di tirare il freno a mano e iniziare a parlarvi seriamente della Colombia… e qui cominciano i problemi! Già, perché avevo pensato di proporvi la Top “x” dei posti da non perdere in Colombia ma ne uscirebbe una lista infinita e completamente inutile, per cui forse sarebbe meglio andare controcorrente e proporvi la Top “x” dei posti da evitare in Colombia senza correre il rischio di perdersi nulla. Bene, a questo punto posso anche salutarvi. A parte il cibo, che lascia molto a desiderare, non ci sono i presupposti per scrivere un post di questo tipo.

Scherzi a parte e bando alle ciance, chi di voi ha già scoperto la Colombia mi capirà sicuramente, chi ancora non ha avuto questa fortuna si chiederà invece che cos’ha di così speciale questa terra da meritare fiumi di inchiostro senza avervi ancora raccontato nulla. Ebbene… rullo di tamburi… la Colombia ha tutto ciò che si possa desiderare da un viaggio! E per inciso, dal mio punto di vista, attualmente è il paese più sicuro di tutto il Sud America. Tenete presente che io viaggio da sola e non sono un esempio di coraggio ma nemmeno di eccessiva diffidenza, anzi… eppure non ho mai percepito il minimo pericolo!

Dunque, vogliamo iniziare parlando della bellezza disarmante dei suoi paesaggi e della sua natura? La Pacha Mama è stata di una generosità impressionante con la Colombia e nonostante le distanze a volte impegnative vi consiglio di girarla in autobus per vivere l’ebrezza del viaggio nel viaggio! Impossibile schiodare il naso dal finestrino dinanzi agli scenari che ti scorrono davanti e la compagnia dei locali regala un tocco di colore e allegria anche al tragitto più lungo, quello che pensi non finirà mai! I colombiani, poi, sono particolarmente socievoli e accoglienti e durante uno di questi spostamenti interminabili – ero già al mio terzo soggiorno nel paese – mi sono fatta talmente tanti amici che non ho messo piede in albergo per tutto il mese successivo. Da questo punto di vista, la Colombia mi ricorda molto l’Africa.

Comunque, parlare di paesaggi e di natura è forse troppo generico e fuorviante. Che tipo di paesaggi naturali offre la Colombia? Direi tutti, o quasi…

Io amo la natura selvaggia, rigogliosa e lussureggiante, che è per me una delle espressioni più possenti della Pacha Mama. E tra Amazzonia e Chocó la Colombia letteralmente spacca!

Credo che l’Amazzonia sia evocativa un po’ per tutti e non spenderei troppe parole decantandovi l’incanto della foresta pluviale. La cosa graziosa del dipartimento di Amazonas è che una volta giunti a Leticia, il capoluogo della regione, nell’attesa di decidere per quale tour optare, è possibile attraversare a piedi la frontiera con il Brasile per gustarsi a Tabatinga una caipirinha de maracuja o fare un salto in Perù, sull’isola di Santa Rosa, per assaporare un delizioso ceviche. E senza necessità di esibire il passaporto si passa da un paese all’altro, cambiando anche il suono della lingua!

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Colombia tutta da scoprire iniziando dall’Amazzonia

Per quanto riguarda il Chocó, sul versante del Pacifico, ahimé… questa è sicuramente una delle ragioni per cui tornerò in Colombia! Perché, per un motivo o per l’altro, non sono mai riuscita ad andarci! Ma non provo nemmeno a immaginare quanto possa essere emozionante trascorrere un lasso di tempo in questo luogo dimenticato da Dio in cui giungla e mare consacrano la loro unione sotto fiumi di pioggia torrenziale. Non solo! Questa è la zona in cui si concentra il maggior numero di afro-americani del paese che mantengono ancora vivi, in territorio d’oltremare, tradizioni e costumi della madre patria. E non finisce qui! Sulle spiagge nere del Chocó le tartarughe depongono le loro uova e le balene riposano a pochi metri dalla riva. Già mi immagino sdraiata al sole in compagnia di un bel surfista colombiano che cavalca le onde mentre io mi diletto avvistando cetacei… (Alla fine sono riuscita ad arrivare anche qui, se ti interessa approfondire l’argomento leggi Viaggio nel Chocò, dal Pacifico a Nuqui).

Sempre parlando di paesaggi naturali, passerei alla mia seconda, grande passione. Il deserto. Ebbene, anche il deserto in Colombia non manca. Anzi, per quel che ne so, ce ne sono addirittura due. Niente a che vedere con il fascino del Sahara, o del Gobi, ma ha comunque il suo perché!

Nella penisola della Guajira, l’estremità nord-occidentale del paese, si trovano infatti due angoli di paradiso incontaminati, il Cabo de la Vela e Punta Gallinas, dove deserto e mare si ricongiungono in un abbraccio spumeggiante. Riuscite solo a immaginare quanto possa essere mistico e suggestivo un tale incontro? Io, prima di vederlo, no! Senza considerare che questa regione è abitata dagli indios wayuu che ancora conservano un’organizzazione di tipo matriarcale suddivisa in clan. E in una società machista come quella latina direi che non è cosa da poco…

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Colombia tutta da scoprire attraverso i suoi deserti… il Cabo de la Vela

L’altro deserto, quello della Tatacoa, conosciuto anche come la Valle della Tristeza, si trova nel dipartimento di Huila, nel sud del paese. Non si tratta di un vero e proprio deserto ma di un bosco tropicale secco in cui albergano, su una superficie di oltre 350 chilometri quadrati, cactus, piante di cotone selvatico e sculture prodotte dall’erosione del tempo che dall’ocra scivolano leggiadre nei colori lunari. Meraviglia…

Un altro degli splendidi paesaggi che regala la natura colombiana è quello marino. Qui abbiamo due opzioni: il versante del Pacifico, le cui acque si prestano agli amanti del surf, e i 1600 chilometri di litorale che si affacciano sul Mar dei Caraibi, con tutto ciò che questo comporta. Spiagge di arena finissima, palme da cocco sullo sfondo e acque tiepide e cristalline. C’è chi ritiene che le spiagge più belle siano quelle di San Andrés e Providencia, due delle isole dell’omonimo arcipelago. Io fin lì non ci sono arrivata ma poco male. Lungo tutta la costa è possibile trovare oasi di pace e tranquillità in cui godere indisturbati della brezza marina assaporando deliziosi jugos de fruta natural (per chi non lo sapesse, la Colombia è rinomata per la sua varietà fruttifica. Qualcuno mi ha detto che è possibile optare ogni giorno per un succo diverso, senza doversi necessariamente ripetere per ben 80 giorni consecutivi!) o una cervecita bien fría: da Capurganá e Sapzurro, ai confini con Panama, solitarie e incontaminate, fino al Cabo de la Vela e Punta Gallinas, passando per las Islas de San Bernardo e Isla Barú, nei pressi di Cartagena de Indias, o per il Parque Nacional Tayrona, a un’oretta di strada da Santa Marta, la prima città fondata dagli spagnoli sulla terra ferma, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Di singolare bellezza, dal mio punto di vista, il villaggio di Palomino, porta di accesso al dipartimento de La Guajira, la cui peculiarità è quella di trovarsi tra il Mar dei Caraibi e l’imponente Sierra Nevada con i suoi 5.775 metri di altezza e la neve sulla cima! Tra l’altro, difficilmente i turisti si recano a Palomino. Quasi tutti si fermano nella vicina Taganga, molto hippie e gettonata, e si perdono questo posto incredibile. Anche se, lo confesso, per me Taganga è una tappa obbligata quando vado in Colombia: non a caso è stata battezzata sal si puedas, per la difficoltà di andarsene una volta che ci arrivi… (Se ti interessa sapere qualcosa di più sulle spiagge, ma non solo, del litorale caraibico leggi Cosa fare a Santa Marta… e dintorni)

Ci siete ancora? Perché siamo arrivati a un altro dei pezzi forti della Colombia… il cosiddetto Eje Cafetero, nel dipartimento del Quindio! Questo è uno dei posti assolutamente imperdibili secondo me, per varie ragioni. In primis perché qui si produce il tanto amato caffè. Vi dirò, in Colombia non berrete un buon caffè a meno che non andiate da Juan Valdés, presente in quasi tutte le località turistiche, e questo non solo perché non lo sanno preparare ma anche, e soprattutto, perché nel paese restano principalmente gli scarti, il caffè di qualità inferiore. Quello buono è destinato all’esportazione… comunque, in tutta la zona dellEje Cafetero troverete una finca che vi aprirà le porte per visitare una piantagione, grande o piccola che sia. Io ci sono stata due volte, a distanza di tre anni: la prima vicino a Salento e la seconda a Filandia per approfondire i risvolti socio-economici legati alla coltivazione del caffè. (Ti interessa approfondire l’argomento sulla produzione del caffè in Colombia? Leggi Filandia, il viaggio tra le piantagioni di caffè).

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Colombia tutta da scoprire attraverso le piantagioni di caffé

Caffè a parte, vicino a Salento si trovano anche la Valle del Cocora, che ospita la palma di cera, o Ceroxylon quindiuense, un tipo di palma in via di estinzione dichiarata albero nazionale e simbolo del paese, e il Parque Nacional Natural de los Nevados, situato in piena cordigliera delle Ande. Lo confesso, io non sono un’amante del trekking (più che del trekking in sé dello sforzo fisico che questo comporta e del freddo ad alta quota) per cui non mi posso esprimere in merito, ma dalle foto che ho visto ha sicuramente il suo perché. E come lui, ce ne sono altri…

Dunque, finora abbiamo visto i differenti paesaggi naturali che si possono trovare in Colombia: va da sé che laddove ci sono monti proliferano fiumi (come il famosissimo Caño Cristal, el río de lo cinco colores, un’altra ottima ragione per tornarci quanto prima), cascate, guadiBellissima, sotto questo punto di vista, tutta la zona di Santander, da Bucaramanga a San Gil, dove gli appassionati di sport estremi troveranno pane per i loro denti! Io ho trascorso dieci giorni a casa di una famiglia colombiana scoprendo angoli deliziosi e poco battuti che non avevano nulla da invidiare a quelli consigliati dalla Lonely Planet. In Colombia, più che altrove, ho imparato a fidarmi dei consigli della gente alleggerendo il mio zaino del peso della guida. Prima di partire mi faccio un’idea sulle attrattive del paese e poi seguo l’onda che generalmente mi riserva splendide sorprese.

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Colombia tutta da scoprire attraverso il sorriso della felicità

Tornando a noi, mi hanno parlato anche di un vulcano spettacolare situato nel dipartimento di Nariño, nel sud-est del paese: il Volcán Galeras. Ho letto da qualche parte, ma non ricordo dove, che è il vulcano più attivo di tutta la Colombia ma quando riposa è possibile salire sulla cima e godere di una spettacolare vista panoramica sull’Oceano Pacifico!

E per concludere ci sarebbe la zona de Los Llanos, a nord dell’Orinoco, a quanto ne so poco battuta e abitata prevalentemente da los llaneros, la cui figura mi rievoca quella del gaucho argentino, con tutta la cultura musicale e letteraria di contorno.

Ora, se pensate che sia finita qui e che la Colombia sia solo natura vi sbagliate di grosso. A differenza di Panama e del Costa Rica, infatti, la Colombia ospita due importanti siti precolombiani, il Parque Arqueológico Nacional de Tierradentro e il Parque Arqueológico de San Agustín, situati nel sud del paese e dichiarati entrambi dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Certo, niente a che vedere con la maestosità e la bellezza dei siti inca, maya o atzeca, ma non per questo poco interessanti. E poi a San Agustin potrete approfittare per fare una bella cavalcata… ma non fatevi fregare! A me inizialmente avevano cercato di rifilare un ronzino ma dopo avergli fatto capire con chi avevano a che fare, mi sono divertita! (Ti interessa approfondire le culture pre-colombiane nel paese? Leggi Il mistero della civiltà di San Agustín).

Sempre parlando di culture che furono, non dimentichiamo El Parque Arqueológico Teyuna, culla di una delle civiltà indigene più importanti dell’America Latina. Mi hanno detto che il vero incanto di Teyuna, meglio noto come la Ciudad Perdida, è il trekking di sei giorni che dal bosco umido tropicale (siamo sulla costa del caribe, nei pressi di Santa Marta) passa alla selva scura, densa e selvaggia. Vi confesso che mi sono pentita di non esserci ancora andata, soprattutto avendo passato nella zona un lasso di tempo considerevole… ma una volta avevo finito i soldi, l’altra non avevo le scarpe adatte, l’altra ancora avevo la tendinite! Va beh, lo so, sono tutte scuse che non reggono, la mia è stata semplicemente pigrizia allo stato puro. L’idea di farmi sei giorni di trekking con il caldo umido soffocante della selva quando potevo fare la fricchettona su una spiaggia paradisiaca del vicino Tayrona non ha contribuito ad animarmi, ma anche questa sarà una delle cose che mi riprometto di fare quando tornerò in Colombia… di questo passo, e con i miei tempi, sarò costretta a prendermi l’anno sabbatico!

Scusate la digressione e abbiate pazienza, ce la sto mettendo tutta per essere concisa. Poi lo confesso, a me piace scrivere e mi auguro di cuore che a voi piaccia leggermi…

Mi sembra superfluo dilungarmi sul passato coloniale della Colombia, la cui storia rientra nel triste capitolo della conquista e della colonizzazione da parte della corona spagnola, esattamente come quella di tutti gli altri paesi dell’America Latina, con tinte più o meno accese. A me le città non entusiasmano e generalmente le evito come la peste, ma se decido di scrivere un post sulla Colombia mi sembra giusto e doveroso includerle tra le bellezze del paese e purtroppo, è triste ammetterlo, le città più belle in America Latina sono proprio quelle fondate dagli spagnoli. Qui la poesia viene meno perché l’agglomerato urbano non è per me fonte d’ispirazione ma la Ciudad Amurallada di Cartagena de Indias, meta turistica per eccellenza del paese, merita senza ombra di dubbio una sosta, più o meno lunga. Ovviamente il fatto di essere così gettonata ha i suoi pro e i suoi contro, e se da un lato le riconosco il pregio di essere una delle città coloniali meglio conservate che abbia mai visitato, dall’altro ritengo che il flusso esagerato di turisti l’abbia in parte privata della sua autenticità. Ragion per cui, fermo restando che Cartagena de Indias è un MUST, esattamente come il centro storico di Bogotá, nota come la Candelaria, non bisogna assolutamente fermarsi lì: da Villa de Leyva a Barichara, da Girón a Popayán, da Mompós a Santa Fe de Antioquia, solo per citarne alcune, la Colombia pullula di veri e propri gioiellini di architettura coloniale, sicuramente più accoglienti e calorosi dell’evocativa perla del Caribe o della fredda capitale.

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Colombia tutta da scoprire attraverso le città coloniali: Cartagena de Indias

Barichara, la bella coloniale

Medellín merita un capitolo a parte e non solo perché è una delle poche città che adoro ma anche perché è stata proclamata vincitrice del concorso City of the Year 2013 come la città più all’avanguardia a livello mondiale. E per intenderci, con lei in finale concorrevano New York e Tel Aviv! Oltretutto Medellín è soprannominata la Ciudad de la Eterna Primavera, un’ottima ragione per trascorrervi qualche giorno lontani dal freddo gelido della capitale e dal caldo umido della costa, perdendosi tra le masse abnormi e smisurate di Plaza de las Esculturas, il museo a cielo aperto nel centro della città che ospita ben ventitré capolavori di Fernando Botero, l’artista colombiano famoso in tutto il mondo per l’insolita dilatazione dei soggetti rappresentati nelle sue opere.

Dulcis in fundo, ma la cito alla fine solo perché io sono un pezzo di marmo, Cali, la capitale mondiale della salsa. Ragazzi, ho assistito a spettacoli da capogiro nelle discoteche caleñe! Ho persino avuto la presunzione, con un ballerino di quel calibro, di poter vincere una gara di ballo. E fidatevi, non è pour parler, quando dico che sono un pezzo di marmo non esagero, l’elasticità motoria non rientra tra le mie doti, purtroppo. Comunque sia, che amiate danzare o no, credo che almeno una serata a Cali valga la pena passarla per riuscire a entrare nella cultura del paese attraverso una delle sue manifestazioni artistiche più significative. (Se vuoi una guida completa della città leggi Cali, città della salsa, dell’arte e dell’amore).

Probabilmente qualcuno di voi si chiederà come ho fatto a trascorrere in Colombia cinque mesi e non essere ancora riuscita a visitarla tutta. Semplice. A me non è mai realmente interessato visitare la Colombia. Quel che mi interessava era viverla, e per me vivere un posto significa viverlo con la gente, fermandomi anche settimane nello stesso luogo quando sento che c’è la buona onda. Con la scusa del Carnevale, a cui raccomando caldamente di assistere nel caso in cui ci si trovi in Colombia per l’occasione, mi sono fermata a Barranquilla ben tre settimane, adottata da una famiglia costeña. Ebbene, la città in sé non ha assolutamente nulla di interessante, ma quel che sono riuscita a capire sulla cultura colombiana durante le mie chiacchierate serali con il sapiente don León, il capostipite della famiglia, non l’avrei colto nemmeno divorando un’intera enciclopedia.

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Colombia tutta da scoprire attraverso le sue feste: il Carnevale di Barranquilla

E ancora più di ogni altra cosa vista, indubbiamente meravigliosa, sono stati i colombiani a farmi amare la Colombia… un popolo caliente e allegro che ha sempre un sorriso o una parola dolce in serbo per te. Ditemi voi, come si fa a non sentire il cuore traboccante di gioia quando ti presenti al baracchino per fare colazione e ti trovi davanti una mamacita paffutella che ti accoglie con un bel sorriso e un caloroso “Buenos días amorcito, ¿qué quieres tomar por desayuno?”… perché l’animo di un paese lo fa la sua gente e non si può restare insensibili a un animo dolce, genuino e disinteressato come quello colombiano… e voi che ne pensate?

E come si suol dire in gergo… ¡Colombia es una chimba!

La Globetrotter

39 comments

  1. Lauro

    Bè, che dire. Ogni volta che leggo i tuoi resoconti penso che tu abbia raggiunto il massimo della capacità di coinvolgere il lettore nella tua passione di viaggiatrice … e invece anche questa volta sei andata ”oltre”. Fantastico! Il tuo resoconto è semplicemente fantastico e comincerò a studiare subito il periodo climatico migliore per andare in Colombia.
    Brava e grazie.
    Lauro

    • Diana
      Author

      E tu sai che io amo trasmettere la mia passione, il mio obiettivo è proprio questo, invogliare la gente a muoversi, ad andare “oltre”… anche se nel tuo caso ovviamente ci vuole poco viaggiatore incallito! Grazie…

  2. Ciao Diana…..ovviamente mi hai fatto venire voglia di andare anche in Colombia…
    A leggerti mi vengono troppe voglie ma con il mio poco tempo a disposizione…..nella prossima vita…..scherzo…..
    A presto!
    Un abbraccio
    Linda

    • Diana
      Author

      Linda… in due settimane te lo preparo io un itinerario ad hoc! sai che puoi contare su di me… un abbraccio

  3. anna

    Che sorpresa la Colombia, con il tuo racconto ho voglia di tornarci, tornarci, tornarci, tornarci, tornarci, tornarci, tornarci, tornarci…

    • Diana
      Author

      Anche io Annette! Sto già rimettendo in dubbio il Brasile e tornare in Colombia per la sesta volta! Magari compriamo un altro GRATTA e VINCI…

  4. riccardo

    quando ti leggo mi rendo conto di quante lacune ho in fatto di “sud America” non avrei ma pensato di leggere che la Colombia è il paese più sicuro del continente, ne che tanto meno Medellin fosse stata eletta come città all’avanguardia nel 2013.. quante cose ancora da scoprire. grazie Diana continua cosi.

  5. catia

    grande Diana!
    il tuo entusiasmo per questo paese è contagioso…se ci torni….vengo con te : -)
    bellissimo articolo

    • Diana
      Author

      Tutto ciò che ami e ti appassiona è fonte di grande ispirazione… comunque ti farò sapere, di sto passo mi sa che organizzerò la carovana! -:)

  6. Bello ed esauriente il commento alla Colombia, ci sono stato molti anni fa, e per caso da Cartagena scoprii un paradiso naturale, che con molta umiltà ti suggerisco solo se ti piace il mare: l’arcipelago del Rosario, qualche isoletta tropicale ma soprattutto l’isola del Rosario, a quell’epoca c’era un francese Robert Lemaitre, con i bungalow di legno e canna da cui ti buttavi direttamente in nave, un sogno, una meraviglia, inutile parlare di acque limpide, di coralli e madrepore, di grigliate di pesci e crostacei, bisogna viverci per un po’.. senza TV, senza giornali, ma con tutto

    • Diana
      Author

      Caro Patrizio, ti ringrazio per aver aggiunto informazioni utili al mio post. Io all’isola del Rosario non ci sono stata per scelta, probabilmente molti anni fa era ancora vergine e incontaminata mentre ora da Cartagena partono escursioni quotidiane con orde di turisti che ho preferito evitare dirottando sulla più piccola e meno nota Isla San Bernardo che probabilmente si avvicina al tuo ricordo di un tempo. Vero è che io non avevo fretta per cui mi sono potuta allontanare dai percorsi più battuti perdendomi l’incanto dell’Isla del Rosario che comunque conserva le acque limpide e coralline di cui parli, questo lo so per certo perchè mi è stato confermato da gente che c’è stata… Per cui grazie ancora e benvenuti commenti di questo tipo che arricchiscono ciò che io scrivo…

  7. sara

    Fantastico!concordo con Lauro!!! E magari poi girerai l itinerario di Linda anche a me…con qualche piccola accortezza…
    Immagino leggerò ancora della Colombia…
    Sara

    • Diana
      Author

      Certo Sara, con qualche piccola accortezza, ma visto che devi aspettare ancora prima di muoverti… avrò sicuramente altre dritte e nuovi posti da consigliare! un abbraccio e grazie mille

  8. katy

    Diana come al solito interessante e coinvolgente al punto da rialzare il mio interesse per la Colombia, tra l’altro già nei progetti. Aumenta il mio desiderio di vederla al più presto !

    • Diana
      Author

      Katy, tu più di chiunque altro conosci il mio amore per questa terra! Inutile dirti, anche se con viaggiatrici come te non ce n’è bisogno, che sono a disposizione per qualsiasi consiglio! e chissà che quest’anno non riusciamo a incontrarci lungo il cammino… perchè fino a quando non compro il biglietto, non si sa mai dove andrò a finire!!!

  9. alda

    Che dire ….. come sempre coinvolgente. La tua capacità di descrivere ciò che hai visto e raccontare le tue emozioni, emoziona anche me Brava non posso dire altro.

    Alda

  10. Alessandro

    Ciao Diana…. mi parli di Colombia ed è musica per le mie orecchie… ci andai nel 2007, per me fu un viaggio entusiasmante illuminante… ho molti ricordi positivi ed il mio cuore sta un po anche li… bella gente aperta, buona, di grande ospitalità… un viaggio in cui trovai tutto quello che cercavo… mi fa piacere che questo paese e questa gente ci danno le stesse emozioni!

    Ps: se hai piacere leggi il mio diario

    http://www.viaggiareliberi.it/colombia-2007-gualtiero-alessandro.htm

    Abbracci

    Ale

    • Diana
      Author

      Caro Ale, forse non te l’ho mai detto perché non ci siamo più visti ma il tuo diario l’avevo letto ai tempi quando m preparavo a partire! E nonostante siano passati 4 anni ricordo ancora bene le tue emozioni…

    • Diana
      Author

      Ciao Elizabeth, innanzitutto grazie per avermi letta! Diciamo che il costo della vita sta poco a poco salendo ma è ancora abbordabile! Ovviamente tutto dipende dai tuoi standard… mediamente potresti cavartela con 35 euro al giorno, senza farti mancare nulla!

  11. Diana…sei un fiume!
    E’ veramente bello leggere tanto entusiasmo e invidio un po’ il tuo modo di viaggiare sin prisa pero sin pausa che ti consente di trascorrere settimane in una stessa città.

    p.s. davvero è lo stato più tranquillo del sud america?

    • Diana
      Author

      Caro Narrabondo… ebbene si, sono un fiume! Io credo sia normale trasmettere l’entusiasmo per ciò che si ama, come riesci a fare anche tu del resto! Io ho il tempo di immergermi nei paesi che visito e riesco a viverli da dentro come tu vivi da dentro la tua realtà e trasmetti la tua passione! Il primo viaggio è quello interiore e il corpo può andare il capo al mondo ma senza la mente non coglierà mai niente!

      P.S. dal mio punto di vista si… fermo restando che devi essere sgamato (e da bravo campano su di te non ho dubbi) e come dicono in Colombia, no dar papaya… (non dare nell’occhio)

      A presto

  12. Pingback: Multicoolty | Da viaggiatrice a emigrante part-time

  13. Gaia

    Ciao Diana, leggo il tuo blog, grazie per tutte le informazioni preziose! Sto per partire anch’io per la Colombia, e onestamente mi rasserena che tu dica che è il paese più sicuro dell’America Latina. Posso chiederti su che fonti ti basi? O si tratta di una tua sensazione? Grazie
    Gaia

    • Diana
      Author

      Ciao Gaia… mi baso sulle mie sensazioni e la mia esperienza… ho viaggiato in Colombia per 5 mesi da sola e difficilmente ho percepito la sensazione di pericolo… e non sono l’esempio di prudenza fatta a persona, lo dimostra il fatto che da idiota l’altra sera mi sono fatta rapinare in Brasile… vai tranquilla con gli occhi aperti e se hai bisogno di informazioni contattami pure… un abbraccio e buon viaggio

  14. Massimo

    Buenos dias Diana; dunque, mi chiamo Massimo e voglio dirti che in questo racconto sei stata grande a fotografare perfettamente le ricchezze di questo meraviglioso Paese, tra l’altro molto amato dalla sua gente (Colombia tierra querida) e da tanti stranieri. Anch’io sono profondamente legato alla Colombia, alla sua gente, alla cultura (la musica il cibo, l’arte) ed alla magica atmosfera che si vive in ogni suo angolo. Anni addietro, precisamente nel 2008, con mia moglie abbiamo iniziato a costruirvi quelle che riteniamo siano le nostre fondamenta per il futuro, si perchè una cosa è certa entro breve ci andremo a vivere per sempre. Ogni anno, la prima strana, ma non per questo magnifica, sensazione che mia moglie ed io abbiamo appena giunti in Colombia è quella che ci sembra di riuscire a toccare il cielo con le dita e che la grandezza della natura di questa terra colombiana sia incredibilmente presente nella vita di tutti i giorni. Viva Colombia.

    • Diana
      Author

      Massimo caro, e permettimi di chiamarti caro vista la nostra grande passione in comune… sai che capisco pienamente tutto quel che scrivi! Io sono profondamente innamorata della Colombia, della sua gente, dei suoi colori… va beh, che lo dico a fare! C’è chi mi chiede se il Brasile l’ha declassata e per quanto abbia amato il Brasile (che per molti veri mi ricordo molto la Colombia) credo che nulla e nessuno riuscirà a cambiare il sentimento profondo che mi lega a questa terra! E’ l’unico posto in cui io mi senta a casa, molto più di quanto mi senta a casa qui… a Milano! Come si suol dire… Colombia es una chimba parce! A presto…

  15. rita

    Bellissimo racconto-vissuto Diana, nel quale si coglie il tuo profondo amore per la Colombia, per i suoi posti meno conosciuti, più selvaggi e naturali…..E poi il tuo desiderio del “vivere” la gente del posto…e, la tua frase mi riecheggia nella mente: “….non si può restare insensibile a un animo dolce, genuino e disinteressato come quello Colombiano”…..Ci ritornerai Diana per la sesta volta, sicuramente…..Un abbraccio

    • Diana
      Author

      Sicuramente Rita ci tornerò! Per ora non ho trovato un posto più adatto a me! un abbraccio anche a te…

  16. anna

    che racconto meraviglioso , appassionato e trascinante giunto alla mia attenzione proprio ora che sto programmando (mentalmente intanto ) una vacanza per dicembre e …la cui meta individuata è proprio la Colombia…mi leggo prima gli altri tuo post a riguardo e mi faccio un’idea sulle tempistiche poi….posso farti qualche domanda e avere qualche dritta.
    grazie intanto ciaoooo

    • Diana
      Author

      Tutto ciò che vuoi Anna, La Colombia è la mia passione e se posso aiutarti sarà un piacere per me… tra l’altro sto pensando di tornarci anche io… Ti aspetto!

  17. Conny

    Ciao!
    Quest’inverno avrei intenzione di trascorrerlo in Colombia..da qualche anno ho deciso di lavorare solo in estate e viaggiare d’inverno!
    Leggevo sulle finca cafetalere..mi chiedevo se era possibile pernottare in loco aiutando con la raccolta del caffè?
    L’avevo già fatto in Nicaragua con una comunità indigena ed è stata un’esperienza unica..
    Volevo pure chiederti se sai di associazioni di volontariato perchè lo abbino sempre al viaggio.
    L’unico modo di conoscere la vera essenza di un paese, le sue tradizioni e cultura, è viverla con gli abitanti stessi, prendendosi tutto il tempo necessario…brava!

    • Diana
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      Grazie, è bello trovare persone che la pensano come me! Dunque… per quando riguarda la storia di dormire nella finca sicuramente c’è la possibilità (anche io ho fatto un’esperienza simile in Nicaragua, troppo bella!)…
      Ho un paio di contatti a cui posso chiedere, entrambi sono lì dell’eje cafetero! E magari mi danno anche qualche dritta per l’associazione, è una cosa che penso di fare sempre e poi per una serie d ragioni non riesco mai… in ogni caso io pure sarò in Colombia magari ci becchiamo lì! Ti faccio sapere appena so qualcosa via mail, ok? e grazie…

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