CINQUE METE ESOTICHE IN CUI SVERNARE NEL 2018

L’inverno si avvicina ed è giunto il momento di pensare alla prossima meta, il luogo in cui trovare riparo dal freddo meneghino. Generalmente ai primi di ottobre ho già il mio biglietto aereo in mano e sono felice come una pasqua ma quest’anno brancolo ancora nel buio. L’unica certezza è che non tornerò in Sud America, tutto il resto è avvolto da un punto di domanda stratosferico. Forse a qualcuno suonerà ridicolo visto quanto è grande il mondo ma credetemi, decidere dove trascorrere tre mesi della propria vita non è come scegliere dove trascorrere tre settimane. Ecco perché stavolta, visto che il tempo è davvero poco, ho deciso di lanciare un SOS. Ho selezionato cinque mete esotiche in cui mi piacerebbe svernare nel 2018 e avrei bisogno del vostro aiuto per comporre il puzzle. Le mie priorità più o meno le conoscete. Luoghi naturali e selvaggi, contatto umano con i locali, temperature estive per terminare il viaggio bevendo cocco fresco sotto una palma e, non ultimo, minimo impatto economico sul portafogli Allora, me la date una mano?

Thailandia, la terra del sorriso

Come ho detto svariate volte, l’Asia la conosco poco e nulla. Non mi ha mai attratta particolarmente anche se, lo riconosco, lo Sri Lanka è stato una piacevole sorpresa. Sarà per questo che ho iniziato a valutare la Thailandia come una delle mete esotiche in cui scaldare le ossa il prossimo inverno.

Forse non ve l’ho mai detto ma prima di rientrare dal mio viaggio in Birmania avevo trascorso una decina di giorni tra Ko Phangan e Phuket. Sicuramente un po’ turistiche per i miei gusti ma ricordo un mare incantevole.

Ora, che sia il caso o il destino non lo so ma giusto qualche giorno fa, gironzolando sul web, sono finita sulla guida del Magazine di Club Med che ha solleticato la mia curiosità. Oltre a una serie di informazioni pratiche su come organizzare un viaggio in Thailandia – muovermi in Asia per me è un po’ come gattonare, devo partire dall’ABC – ho trovato una serie di articoli interessanti e di belle foto che hanno smontato uno dei miei preconcetti. In Thailandia non ci sono solo belle spiagge e vita notturna come pensavo…

La stagione è quella giusta per partire alla scoperta del nord del paese che a detta del mio amico Matte, di cui mi fido ciecamente, potrebbe fare al caso mio. Tra natura lussureggiante e cultura buddhista, sarebbe un buon punto di partenza per rompere finalmente il ghiaccio con il Sud Est asiatico.

Se poi mi piace, visto che il tempo non mi manca, potrei spingermi oltre i confini thailandesi per navigare sul Mekong, raggiungere la Cambogia alla volta di Angkor Watt e rientrare in Thailandia per concludere il viaggio in qualche spiaggia paradisiaca. Possibilmente una poco gettonata in cui praticare un po’ di yoga, meditazione e dedicarmi alla scrittura.

A favore della Thailandia gioca sicuramente il fatto che i voli per Bangkok sono tra i più bassi in circolazione e che la chiamano la terra del sorriso. Il buon esito di un viaggio, a mio modo di vedere, parte dalla solarità della sua gente.

Phi Phi Island – foto di Katy Cobelli

Tempio di Doi Suthep a Chang Mai – foto di Katy Cobelli

Un sogno chiamato Indonesia

Un’altra delle mete esotiche in cui mi piacerebbe svernare è l’Indonesia. Anche qui, come per la Thailandia, sono completamente a digiuno ma è entrata a far parte dei miei sogni nel cassetto dopo aver visto il film Mangia prega ama. Lo conoscete? Ok, non è certo un filmone, ma le scene girate a Bali mi hanno trasmesso un senso di pace invidiabile. Poi chiaro, se trovassi anche il mio Javier Bardem nel corso di una passeggiata in bicicletta non sarebbe male…

So che dire Indonesia equivale a dire tutto e niente. Non so nemmeno da quante centinaia di isole è composta ma con tre mesi a disposizione credo di poter fare una bella scorpacciata. A Bali ho un’amica francese che mi ospiterebbe qualche giorno e poi da lì inizierei ad annusare qua e là fino a raggiungere il Borneo che, non so perché, è la parte che mi ispira di più.

Esattamente com’è successo quando ho deciso di partire per il Mali e la Colombia – il primo sull’input di una foto e la seconda di un romanzo – se partissi per l’Indonesia non pianificherei quasi nulla. Mi lascerei semplicemente guidare dall’istinto.

Che senso di pace – foto di Catia Gori

Foto di Catia Gori

Ritorno in Africa, nella terra dei Masai

Prima di entrare in fissa con il Sud America, ho esplorato buona parte dell’Africa Occidentale. Tra il 2006 e il 2010 i paesi del Sahel erano il mio rifugio dell’anima.

Ciò che mi ha spinta a tornare, anno dopo anno, è stata l’ospitalità della sua gente ancora fortemente legata a riti e tradizioni ancestrali. Penso ai Dogon, in Mali, che si considerano figli di una stella, o a Ouidah, in Benin, dove a gennaio di ogni anno si celebra il culto del vodù e si rievocano le migliaia di schiavi deportati ai tempi della colonizzazione. Ma penso anche ai colori delle vesti delle donne, ai suoni e i ritmi di djembé, kora e balafon che ravvivano le serate nei villaggi, ai griot che tramandano le storie di generazione in generazione, agli sguardi vivaci dei bambini che non hanno nulla ma sorridono sempre. Penso a tutto ciò e il desiderio di tornare in Africa riaffiora impellente, come se anziché sette anni fossero passati sette giorni, o sette secoli…

A quel che mi piacerebbe ritrovare, vorrei poi aggiungere l’ebrezza di un safari. Sono vent’anni che giro il mondo e a parte qualche giraffa in Niger e un paio di elefanti in Sri Lanka, non sono mai riuscita a vedere dal vivo nessuno degli animali che sognavo quando ero bambina! Una vergogna… scherzi a parte, è qualcosa che mi piacerebbe molto!

Perché tra tanti posti ho pensato al Kenya? Perché ho un amico che ne è follemente innamorato e me ne parla in continuazione! Perché anche qui i biglietti aerei costano poco e magari da lì riesco ad andare in Uganda per un rafting di quelli che non si dimenticano. Perché anni fa ho letto un libro meraviglioso, La Masai bianca di Corinne Hoffman in cui, per certi versi, mi sono rivista. Perché ho un’amica che segue un’associazione di assistenza a bambini di strada e magari potrei fermarmi con loro a fare volontariato. E perché non conoscendo affatto quella parte di Africa, un posto vale l’altro…

La savana in Kenya – foto di Ilio Cecchi

Piccoli kenyoti – foto di Ilio Cecchi

Tra le mete esotiche per eccellenza… la Namibia

Qui ho ben poco da dire perché le possibilità che io riesca ad andare in Namibia sono pressoché nulle. A quanto ne so è un paese molto caro e la mia scelta di rinunciare ad alcuni mesi di stipendio per disporre più liberamente del mio tempo ha, ovviamente, i suoi lati negativi. Certo, un bel Gratta e Vinci nei prossimi giorni lo comprerò sicuramente, chissà che la sorte non sia ancora una volta dalla mia parte com’è accaduto con il mio primo viaggio in Colombia. Se così fosse non ci penserei due volte. Sono anni che sogno la Namibia e le foto da cartolina che vedo girare tra i gruppi facebook per viaggiatori non fanno altro che alimentare il mio desiderio! Come si suol dire, la speranza è l’ultima a morire… se non è quest’anno, prima o poi arriverà anche il suo turno!

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Tra le mete esotiche per eccellenza… la Namibia! Tramonto infuocato al Fish River Canyon – foto di Lorella Roiter

Montagne della valle del fiume Orange – foto di Lorella Roiter

Il Nord del Messico, sulle orme di Castaneda

In Messico sono stata due volte, nel 2000 e nel 2003. Ero ancora una viaggiatrice in erba, ben contenta di avere a disposizione un mese di tempo che all’epoca ritenevo più che sufficiente per conoscere un paese. Ma al di là dell’essere una viaggiatrice in erba, ero una persona totalmente diversa. Probabilmente, se ci tornassi ora, affronterei il viaggio con un altro spirito. Sicuramente tornerei a San Cristóbal de las Casas, Palenque e Zipolite, tre luoghi che mi sono rimasti nel cuore, ma quel che mi interessa realmente scoprire è il nord del paese.

Dovete sapere che di ritorno dal primo viaggio mi ero intrippata con i libri di Juan Carlos Castaneda, autore di Gli insegnamenti di Don Juan in cui narra delle sue esperienze con lo sciamano nella regione di Sonora. Ebbene, non prendetemi per pazza ma dopo la mia avventura con l’ayahuasca nella selva peruviana, non mi spiacerebbe provare il peyote, sempre che trovi la situazione giusta.

E poi comunque il Messico è una meraviglia, tra siti archeologici, cucina strepitosa, spiagge caraibiche, deserto, gente buena onda e chi più ne ha più ne metta…

San Cristobal de las Casas – foto di Emanuele Ghidoni

Real de Catoce, località nota per il Peyote – foto di Katy Cobelli

Ecco qui. Ciò non significa che non ci siano altri posti al mondo in cui mi piacerebbe svernare ma a tre mesi dalla prossima partenza direi che è il caso di mettere dei paletti altrimenti finisce che torno in Colombia per la settima volta!

Coraggio, aprite i vostri scrigni e beneficiatemi di consigli e di sogni ad occhi aperti. Al posto mio, quale di queste mete scegliereste? E quali sono le vostre ragioni?

La Globetrotter

Ti interessa sapere cosa mi ha fatto innamorare della Colombia per tornarci così tante volte? Leggi Colombia tutta da scoprire

Un ringraziamento speciale a Katy Cobelli, Catia Gori, Ilio Cecchi, Lorella Roiter ed Emanuele Ghidoni di Recyourtrip, autori delle foto che hanno iniziato a farmi sognare ad occhi aperti…

10 comments

  1. Pamela

    Ciao Diana, delle mete di cui parli sono stata in Messico, Thailandia, Cambogia e Indonesia.
    Se dovessi scegliere l’Asia ti consiglio assolutamente Indonesia per me uno dei paesi piu belli e vari che ho visto. C è mare,cultura,vulcani,gente meravigliosa.
    Sono anche io molto interessata alle esperienze psichedeliche per cui in alternativa Messico con peyote, ma attenzione perché è fortissimo mi hanno detto di farlo solo con uno sciamano fidato. Io ho paura e non so se lo farei. Se farai questa esperienza raccontaci. Un abbraccio e buon viaggio

    • Diana
      Author

      Ciao Pamela, intanto grazie mille per i consigli! Io l’Indonesia ce l’ho in mente da un po’ ma credimi, è davvero tanto difficile scegliere… attendo l’ispirazione, quel qualcosa che mi faccia scattare la molla e via! Ma sicuramente sarà una di queste… per il Messico sono d’accordo con te, bisogna trovare un buon sciamano come quando ho provato l’ayahuasca in Perù. Diciamo che ho un po’ di tempo a disposizione per cui potrei anche esplorare un po’ la zona e sicuramente qualcosa esce. Certamente, se sarà il peyote (e se mi ricordo qualcosa) lo racconterò.
      Un abbraccione

  2. ehehehe hai fatto quasi tutto da sola e dopo quello che hai scritto segui una regola fondamentale…..vai dove ti porta il cuore;-)). Detto questo non sono qui per darti consigli ma per mischiare le carte in tavola…tanto per confonderti ancora un po’….ahahahaha…mica sono amico da buoni consigli io!!!!
    allora vediamo:
    che ne dici delle Filippine? secondo me è un paese che ti si addice parecchio
    in tre mesi farei anche thailandia, Vietnam e laos e magari un salto in Cambogia
    Potresti spingerti anche molto più in alto visitando il tibetan children village in India e poi fare un bel trekking in Nepal e meditare inTibet.
    Voglia d’Africa? Botswana e Zimbawe a me ispirano …ma non so proprio quando andrò
    Come ultima idea …una cosa a cui penso spesso potresti farti inspirare da qualche importante evento popolare, cerimonia, festival di quelli che danno delle belle emozioni. Divertiti nella scelta;-)

    • Diana
      Author

      Sei terribile! Guarda… io ogni tanto la sorte la tento e se vinco 10.000 euro me li faccio tutti! Non c’è una meta che non mi attiri ma in questo momento non ne ho una che mi chiama… ma sono sicura che arriverà! Come dici tu… seguirò il cuore… grazie!

  3. Conny

    Vediamo cosa ti consiglierei..Messico!
    Real Catorce nello stato di San Luis Potosì..la città fantasma dove sono stati girati diversi film.
    E poi il suo deserto alla ricerca del Peyote di Carlos Castaneda e del suo maestro Don Juan..non ho provato l’ayahuasca ma credo che il peyote sia un’esperienza totalmente diversa..più forte..per gli sciamani è il Cibo degli Dei.
    Già che sono al nord andrei alla Barranca del Cobre, in treno da Chihuahua a Los Mochis o viceversa fermandomi ogni giorno in un paesino diverso con l’intento di entrare in contatto con la popolazione dei Tarahumara.
    E poi per rimanere in tema ayahuasca/peyote, andrei nelle montagne del Chiapas a visitare la zona dove ha vissuto la sciamana Maria Sabina, famosa per guarire con i funghetti..
    E sì, d’obbligo andare a San Cristobal de Las Casas!
    Ma il Messico è tanto altro…ma io sono di parte, è il mio primo grande amore!!
    Se dovessi cambiare continente…credo sceglierei Africa.
    E vistochè Michele ha suggerito Botswana e Zimbawe, ora vado a leggermi qualcosa su questi 2 stati 😉

    • Diana
      Author

      Cara Conny, se mai deciderò per il Messico già sai che ti prosciugherò di dritte e informazioni… vedremo! Per il momento ho escluso un paio di posti ma sono ancora molto molto indecisa…

    • Diana
      Author

      Ci sto pensando tesoro, solo che ora sono ancor più confusa, ho aggiunto anche le Filippine…a breve comunque dovrò decidere!

  4. Sandra

    Ciao Diana, mi sono imbattuta nel tuo blog e ci sono 3 viaggi che ho in mente di fare a breve termine: Colombia, Sri Lanka e Myanmar.
    Io sono stata in Kenya quando ancora non ero molto “capace” con i viaggi fai da te, mi è piaciuta moltissimo, ma non so perchè non te la consiglierei come prima scelta..
    Io mi sono letteralmente innamorata dell’Asia, anche se per anni non l’avevo mai presa in considerazione..
    Sono stata quest anno in Thailandia e posso dire che mi ha lasciata senza parole, accogliente, facile sotto tutti i punti di vista, tra mare e montagna si può spaziare senza problemi.. è stata una vacanza incredibile, tra il relax, l’avventura e la meditazione! Credo che mai dimenticherò la giornata con gli elefanti nella giungla, a dargli da mangiare, lavarli e coccolarli, immersi in una natura brulicante..
    Mi sentirei di consigliarti la Malesia.. è stata una scoperta estremamente piacevole, mi è rimasta nel cuore, le persone sono disponibilissime, tutti ti sorridono sempre! Noi abbiamo scelto in questa vacanza di sposarci anche su Singapore che credo che una volta nella vita debba essere visto da tutti..
    L’Indonesia so essere bellissima e anche questa sarà una delle mie future scelte!!
    Ora sto organizzando un viaggio in Messico e Yucatan..
    insomma se non si è capito vorrei andare ovunque ma il tempo non è poco.. ogni volta scegliere diventa difficile!!!

    • Diana
      Author

      Cara Sandra, intanto grazie, è bello non sentirsi soli in questo delirio “mondiale”…
      La scelta del Kenya è legata più che altro a considerazioni d’ordine economico… io sento forte il desiderio di tornare in Africa e fare un Safari, andrei magari in Botswana o Zambia ma è tutto molto più caro e io ho più di due mesi di tempo e meno di 2.000 euro, volo compreso… ahime! Ma ancora ti confesso che non ho deciso nulla… Appena tornata dallo Sri Lanka che mi è piaciuto molto, natura strepitosa e gente carinissima! Comunque si… un gran bel casino! Per ora ti abbraccio forte…

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