BRASILE FAI DA TE: DA SALVADOR DE BAHIA A JERICOACOARA

Il Brasile è sempre stato un sogno per me. Precisamente da quando, durante il mio primo viaggio in America Latina di diciassette anni fa, conobbi un antropologo di San Paolo che aveva lasciato una cattedra universitaria nel Massachussets per raggiungere la sua terra a bordo di una camioneta. Ricordo di aver pensato: “Un giorno, quando avrò tanto tempo a disposizione, andrò ad esplorare quel pezzo di mondo così surreale”. All’epoca credevo che tre mesi sarebbero stati più che sufficienti per visitarlo tutto. Alla fine ci sono stata due volte e complessivamente di mesi ne ho trascorsi più di quattro… mi si è aperto un mondo! Il bello di un lungo viaggio in Brasile fai da te è la totale assenza di costrizioni che ti porta a viverlo più a fondo e a coglierlo nella sua intimità. .

Tuttavia, considerato che la maggior parte di voi non ha tre o quattro mesi a disposizione, eviterò di citarvi luoghi improbabili da raggiungere che vi faranno perdere un sacco di tempo prezioso ma mi limiterò ai must del Brasile fai da te partendo dallo stato di Bahia fino a raggiungere le spiagge del Cearà.

IL BRASILE FAI DA TE INIZIA A SALVADOR DE BAHIA

Salvador de Bahia è una città meravigliosa, vivace, con un animo meticcio e la voglia di far festa, sempre e comunque. Dai primi di dicembre alla fine del Carnevale i bahiani trovano tutte le scuse possibili per affogarsi di birra – la Schin, che va per la maggiore grazie al costo irrisorio, è acqua con saborizante a cerveja – e menare le anche.

Il giorno che ho messo piede al Pelourinho di Salvador de Bahia ho capito che non me ne sarei andata così presto. Certo, se non ci fosse stato il piccolo incidente di percorso che mi ha vista costretta ad operarmi in Brasile, forse non mi ci sarei fermata nemmeno così a lungo. D’altra parte, se le cose fossero andate diversamente, mi sarei persa il Carnevale, un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita. È sempre meglio concentrarsi sugli aspetti positivi non credete?

Il Pelourinho di Salvador de Bahia

Solar de Unao, una delle comunidades di Salvador de Bahia

Carnevale a Salvador de Bahia

E comuque, anche nel periodo di convalescenza, qualche fuitina senza affaticarmi troppo me la sono concessa. Ho saltato a pie pari Chapada Diamantina – ma tanto prima o poi ci tornerò – e mi sono dedicata prevalentemente alle spiagge.

Ilha Itaparica, dove mi sono ritrovata con un coltello puntato alla gola; il Morro di São Paulo, una colonia argentina in terra brasiliana (io consiglio di optare per Boipeba, molto più selvaggia e incontaminata); Praia do Forte, Imbassai e Arempebe, tre villaggi sul mare poco più a nord di Salvador. Turistica la prima, rilassante la seconda, niente di che la terza (l’aldeja hippie che mi ha spinta fin la è stata scalzata da un branco di ladroni e drogati che hanno devastato un’oasi di pace).

Ilha Itaparica

Morro de Sao Paulo

Boipeba

Praia do Forte

Il Brasile fai da te passa per Imbassai

I deliziosi spiedini di formaggio alla brace con mieie e origano sulla spiaggia di Imbassai

I colori di Arembepe

DA SALVADOR DE BAHIA A MACEIO (autobus notturno)

Lasciamo Bahia e raggiungiamo Maceiò, capitale dello stato dell’Alagoas. Una cittadina a misura d’uomo (dopo Salvador tutto diventa a misura d’uomo!) che vanta splendide spiagge.

La maggior parte delle strutture ricettive propone tour in giornata che comprendono la visita delle spiagge fuori città e sono ottime per chi ha poco tempo anche se, vi dirò, non mi hanno mai convinta. Trascorrere un’ora a destra e un’ora a manca, in compagnia di un gruppo folto e numeroso, non ha molto senso. È vero che si ha una panoramica più completa della zona senza sbattimenti me io le cose me le voglio gustare, non trangugiatore … se la pensate come me e dovete fare una scelta vi consiglio di puntare su Praia do Francês. Meravigliosa!

Praia do Frances

DA MACEIO A RECIFE E OLINDA (4 ore di autobus circa)

Ci apprestiamo a visitare un altro stato che suona al nome di Pernambuco.

Dunque, io a Recife sono andata con l’idea di tenerla come base per visitare Olinda e poi riprendere la strada. Dopo Salvador desideravo luoghi tranquilli e l’avrei saltata a pie pari. Vi dico solo che il tratto in taxi per raggiungere il mio alloggio mi è costato di più del biglietto da Maceio. Questo per dire che è una città enorme, caotica e, come Salvador, estremamente pericolosa. L’unica nota positiva è che ad attendermi a Recife c’era Tiago, un brasiliano conosciuto qualche giorno prima a Maceio, che si è offerto di ospitarmi a casa sua. E così un giorno son diventati due, poi tre, poi quattro… ma ne sono felice! Se non ci fosse stato lui non avrei mai visto la stupenda architettura di Recife Antiguo e non ne avrei mai vissuto la movida notturna.

Scorcio di Recife Antiguo

Olinda dista da Recife una decina di chilometri e si raggiunge con un autobus cittadino. Una perla coloniale di indicibile bellezza che sembra diventi ancor più attraente durante il Carnevale. Magari l’unisco a Chapada, per il prossimo Brasile fai da te!

Scorcio della città coloniale di Olinda

DA OLINDA A JOÃO PESSOA (2 ore di autobus circa)

Lasciamo il Pernambuco ed entriamo nello stato del Paraiba, uno dei luoghi che in assoluto ho amato di più.

João Pessoa è un bijou. Ti muovi per le strade della città senza lo stato costante di apprensione che ti si incolla addosso in luoghi come Salvador e Recife. Tranquilla, con delle belle spiagge cittadine e altre, meravigliose, poco distanti. Tutte raggiungibili con gli autobus locali.

Le mie preferite, non solo nella zona ma probabilmente nell’intero Brasile, sono Praia Tambaba e Praia Coquerinhos. La prima è una spiaggia naturista. Io sono piuttosto pudica ma me ne avevano decantato talmente tanto la bellezza che mi sono fatta coraggio e ho osato… un po’ imbarazzante all’inizio ma ha sicuramente il suo perché!

Praia Tambaba

La seconda è un incanto. Purtroppo la giornata era un po’ ombrosa, non oso immaginare i suoi colori illuminata dai raggi del sole…

Praia Coquerinhos

Assolutamente da non perdere, a Joao Pessoa, la Lagoa de Jacaré che al calar della sera si tinge di rosso sulle note del Bolero di Ravel rivisitate da un sassofonista a bordo di una barchetta che scivola sull’acqua ossequiando il sol calante. (Se ti interessa approfondire l’argomento leggi João Pessoa e la Lagoa de Jacaré).

Tramonto alla Lagoa de Jacare

DA JOÃO PESSOA A PRAIA DA PIPA (2 ore di autobus circa)

Dal Paraiba al Rio Grande do Norte e alle sue splendide spiagge il passo è breve. Solo che, a differenza di Joao Pessoa, frequentata prevalentemente dai locali, Natal e i suoi dintorni sono presi d’assalto sia dal turismo nazionale che internazionale. Il che, a mio modo di vedere, toglie un po’ di fascino…

Sono andata a Pipa con l’idea di fermarmici un po’ di tempo. Ero con Bibine, la mia amica francese, e insieme a Guillermo, un argentino conosciuto a Salvador, pensavamo di affittare una casa e lavorare un po’ con l’artigianato. Solo che sono arrivata l’ultimo giorno della temporada alta e ho sentito subito un’energia che anziché chiamarmi mi allontanava. Locali notturni e rumba fino all’alba. Ero quasi al termine del viaggio e onestamente non era esattamente ciò che desideravo per cui ho deciso di fermarmi giusto qualche giorno per andare poi in cerca di lidi più tranquilli.

Detto questo, le spiagge sono notevoli, specialmente per gli amanti del surf che qui trovano pane per i loro denti. Bellissima Praia do Madeiro con i delfini che nuotano nelle tue stesse acque, e i tramonti di Tibau do Sul, poco distante.

Praia do Madeiro

SÃO MIGUEL DO GOSTOSO

Sempre nello stato del Rio Grande do Norte si trova questo posto incontaminato scelto per disintossicarmi un po’ dai fiumi di caipirinha che senza soluzione di continuità scivolavano nel mio stomaco da quasi tre mesi. Vi dirò, nonostante le disavventure di cui sopra, è stato un viaggio in continuo movimento, non tanto fisico quanto emotivo. Ho conosciuto persone meravigliose con cui ho condiviso buona parte del mio tempo ma a un certo punto sentivo l’esigenza di un luogo tutto mio in cui fare un po’ l’asociale.

A São Miguel do Gostoso non c’è praticamente nulla a parte la splendida passeggiata di otto chilometri lungo la spiaggia per raggiungerne un’altra, ben più remota. E così mi sono avviata da sola salvo rendermi conto, a metà del cammino, che fino a quel momento non avevo incrociato sguardo umano e vi confesso che sono andata un po’ in paranoia. Inoltre percorrere otto chilometri lungo la spiaggia non è come percorrerli su strada. Bello ma decisamente faticoso. Comunque sia, una volta giunta a destinazione è iniziata una tormenta. Fortunatamente ho incontrato una coppia di Porto Alegre che mi ha dato un passaggio… e così anche a São Miguel do Gostoso la mia disintossicazione da alcolici è andata a farsi benedire. Essere asociali in Brasile è impossibile e va da sé che in buona compagnia si beve volentieri…

Sao Miguel do Gostoso

JERICOACOARA, LA BELLA DEL CEARA (autobus + camion)

Non avrei potuto concludere il viaggio in un luogo migliore per me. Difficile da raggiungere (viaggio notturno da Natal a Fortaleza e, a seguire, 5 ore di camion) e altrettanto difficile da lasciare. Uno di quei luoghi, a mio avviso, la cui fama è tutta meritata.

Era la mia ultima settimana in Brasile e pensavo di rimanere a Jeri tre, quattro giorni e poi tornare a Fortaleza per concludere il viaggio a Canoa Quebrada. Ma, lo sapete, quando trovo un luogo in cui mi sento bene è più forte di me… mi ci fermo! E così ho perso il biglietto di ritorno per Fortaleza, la prenotazione d’albergo sempre a Fortaleza e avrei perso volentieri anche il volo di rientro in Italia.

Per me Jeri è stata l’apoteosi di un viaggio incredibile che mi ha dato tanto sotto tutti i punti di vista, in primis quello umano. Splendidi i tour nei dintorni, sia quello in buggy sulle dune che quello alle lagune, ma splendida anche l’atmosfera di Jeri dove cammini a piedi scalzi ovunque e muovi il bacino al ritmo del forro anziché della samba. Per quanto turistica… io a Jeri ho lasciato un pezzo di cuore!

Laguna Paradiso, nei dintorni di Jericoacoara

In buggy a Jericoacoara

SICUREZZA IN BRASILE

Dopo questa fiumana di parole mi sembra doveroso spenderne qualcuna sullo stato della sicurezza in Brasile.

Giro l’America Latina in solitaria dal 2011 per circa tre/quattro mesi l’anno senza aver mai avuto problemi di sorta. E credetemi, pur avendo cura di non dare troppo nell’occhio, non sono proprio un esempio di prudenza e diffidenza. Di base i guai evito di andarmeli a cercare ma qualche volta ci finisco dentro fino ai capelli.

E in Brasile, infatti, sono stata rapinata. Mea culpa, mi sono infilata da sola nella tana del lupo per cui non faccio testo. Certo è che il concentrato di furti a cui ho assistito – direttamente o per sentito dire – nelle grandi città brasiliane, esce dall’umana concezione. Non solo a danno dei turisti ma anche, e soprattutto, dei locali. Non c’è brasiliano che si rispetti che non sia stato rapinato almeno una volta nella vita. So di persone che si sono ritrovate con le tasche vuote anche due volte nello stesso giorno.

Questo, ovviamente, può diventare un deterrente per chi non vuole vivere il viaggio in continuo stato di ansia. E a ragion veduta. Tuttavia ritengo che tutto quel che un viaggio in Brasile fai da te ti regala, sia dal punto di vista paesaggistico ma soprattutto umano, vale in pieno il rischio che si corre. E poi, nel mio caso, non è stato un male trascorrere tre mesi senza la pressione psicologica del cellulare… in cambio mi sono portata a casa un bel carico di saudade da novanta! Chi è stato in Brasile lo può confermare, chi ancora non c’è stato si prepari…

Se ti interessa conoscere la mia disavventura brasiliana sulla rapina a mano armata leggi Natale a Ilha Itaparica.

QUALCHE CONSIGLIO SUI PERNOTTAMENTI

Per concludere, vi lascio i nomi di alcuni degli alloggi testati personalmente, quelli che oltre all’ottimo rapporto qualità-prezzo mi hanno colpito per la bella energia!

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