BOAT SAFARI AL GAL OYA NATIONAL PARK

La vita di un viaggiatore è fatta di prime volte. Prime volte che possono essere l’inizio di una lunga serie o restare lì, immortalate e cristallizzate in uno scatto, un pensiero, un ricordo. Il viaggio in Sri Lanka mi ha regalato un’immemorabile prima volta. Il Boat Safari al Gal Oya National Park.

Lo Sri Lanka vanta un numero considerevole di parchi nazionali e il Gal Oya National Park non rientra sicuramente tra gli itinerari proposti dai tour operator e sapete perché? Perché non è il luogo in cui vedrete orde di animali, benché ospiti oltre 32 specie di mammiferi su una superficie di circa 26.000 ettari. Ne vedrete pochi, se vi va bene, ma li vedrete liberi nel loro habitat naturale, il che non è così scontato come sembra.

Uso commerciale degli animali in Sri Lanka

Avevo letto sulla Lonely Planet, e un amico di Claudia ce l’ha confermato, che le condizioni di vita degli elefanti in cattività in Sri Lanka non sono affatto ottimali. Spesso i pachidermi vengono cacciati, catturati, addomesticati e, non ultimo, maltrattati a fini puramente commerciali. Perché al visitatore piace portarsi a casa il trofeo e ciò alimenta la persecuzione di un politica non proprio ortodossa.

Al Gal Oya National Park questo rischio non esiste anche se, ribadisco il concetto, le possibilità concrete di riuscire ad avvistare animali è inferiore rispetto ad altri parchi del paese. Poco male! Preferisco vedere un solo elefante in lontananza che alimentare un mercato che non condivido.

Fuori dal Lankatilaka Vihara, nei pressi di Kandy, ma anche per le strade di Sigiryia, mi è capitato di vedere un elefante con le zampe incatenate. Nel secondo caso con in groppa una coppia di occidentali. Onestamente mi chiedo che gusto ci sia a cavalcare un animale visibilmente maltrattato – il proprietario gli cammina accanto picchiettandolo con un bastone – che procede al passo imposto dalla lunghezza delle catene. Io la trovo una cosa indignante ma pare che in Sri Lanka sia pratica comune. Fosse per me, legherei mani e piedi alla coppia di occidentali e al proprietario dell’elefante e li costringerei a gattonare con una scimmia danzante sul dorso!

Elefante incatenato al Lankatilaka Vihara

Direi quindi che la scelta di fare il safari al Gal Oya National Park non è stata solo ben ponderata ma anche, con il senno di poi, tutta meritata.

Il Boat Safari al Gal Oya National Park

Il Boat Safari ha inizio all’alba, subito dopo il caffè. Pare sia il momento migliore per riuscire ad avvistare gli elefanti. Lasciamo il Gal Oya Lodge a bordo di una jeep in compagnia di Arun, la nostra guida. Per l’ennesima volta ci sentiamo ripetere che non c’è nessuna certezza di vedere i pachidermi ma poi ci indora la pillola dicendo che il Gal Oya National Park ospita anche coccodrilli, bufali, cervi a pois e una serie considerevole di uccelli vari.

La speranza, non lo nascondo, alberga nel mio cuore, ma parto dal presupposto che tutto quel che viene è buono e si porta a casa. In un’area così grande non è possibile prevedere gli spostamenti degli elefanti e la filosofia del Gal Oya National Park punta sul rispetto assoluto della fauna locale.\

Scendiamo dalla jeep e prendiamo posto su una barchetta che scivola silenziosa sulle acque del lago. Intravediamo un altro Boat Safari e un paio di barchette di pescatori. È tutto. L’incedere è lento per consentire agli occhi esperti di Arun di avvistare gli animali. Siamo nelle sue mani. A distanza, da sola, mi perdo tra i colori che mi circondano senza riuscire a distinguere granché.

All’improvviso Arun esulta felice puntando il dito indice della mano destra verso un puntino sulla sponda del lago. Aguzzo la vista il più possibile e mano a mano che la barchetta si avvicina inizio a percepirne i contorni sempre più a fuoco, più dettagliati. Rigorosamente in silenzio, per non disturbare la sua attività. L’immagine di quell’elefante si guadagna un posto in pole position tra le mie prime volte! Uno dei sogni che mi porto dietro fin dall’infanzia. Resto in contemplazione per un po’, nel mio viaggio interiore. Poi Arun interrompe la magia e mi riporta alla realtà.

alt="Boat Safari al Gal Oya National Park"

Boat Safari al Gal Oya National Park

Riprendiamo a scivolare sul lago, magari siamo fortunati e ne avvistiamo un altro. Nella migliore delle ipotesi, come poi accade, incrociamo esemplari di tutti gli altri animali che popolano il parco. Sempre a distanza, sempre con estremo rispetto…

alt="Bufali al Gal Oya National Park"

Bufali al Gal Oya National Park

alt="Cervi a pois al Gal Oya National Park"

Cervi a pois al Gal Oya National Park

Ebbene si, è un coccodrillo

Il Gal Oya Lodge, un paradiso naturale

Sono luoghi come il Gal Oya Lodge e il Gal Oya National Park che mi fanno auspicare un cambiamento, laddove ancora non ci sia stato, a favore della protezione dell’ambiente in cui viviamo e di cui non solo noi uomini ma anche gli animali fanno parte. La politica adottata dal Gal Oya Lodge è improntata al concetto di sostenibilità che per loro non è solo un modus vivendi ma una vera e propria mission.

Io me ne sono innamorata non appena ci sono arrivata. Completamente immerso nella natura, il Gal Oya Lodge dispone di bungalows rustici ma eleganti e adotta una serie di accortezze che denotano il rispetto per l’ambiente – ventilazione naturale e uso di bottiglie di vetro al posto della plastica, per dirne qualcuna.

Confort all’interno del Gal Oya Lodge

Altro considerevole pregio del Gal Oya Lodge è la totale assenza di connessione internet. Qualcuno si potrebbe spaventare ma io adoro trovarmi in situazioni così. L’unico modo per sconnettere completamente da tutto è non avere l’accesso a un wi-fi. Inizialmente ci si sente spaesati ma è questione di un attimo, il tempo di capire che l’unica connessione consentita in luoghi così è quella con se stessi e con il cosmo. Gli unici suoni percepibili sono quelli del vento e degli animali.

Un grazioso ristorante che serve cibo eccellente preparato con ingredienti locali come la tilapa, pescata nel lago adiacente, cotta e mangiata… una meraviglia!

Una breve passeggiata dal lodge, che peraltro dispone di una piscina stratosferica, e si raggiunge una laguna inserita in un contesto decisamente rurale. Una strada polverosa su cui procedono lente vecchie moto o biciclette, i bambini sguazzano nell’acqua invitando i passanti a unirsi a loro, le donne fanno il bucato, le mucche intente a pascolare e qualche casa isolata, qua e là, che fa da contorno alla scena.

La piscina del Gal Oya Lodge

Dintorni rurali del Gal Oya Lodge

Il mio unico rimpianto è quello di non essermi fermata più a lungo. Al Gal Oya Lodge ho percepito la stessa energia del Back of Beyond di Sigiryia… non mi spiacerebbe l’idea di lavorare lì per qualche tempo e riossigenare corpo e spirito! Tutto quel che è natura è pura vita, quantomeno io la vedo così…

E tu hai mai fatto un safari? Qual è stata la tua esperienza?

La Globetrotter

Sono stata ospite del Gal Oya Lodge durante il mio viaggio in Sri Lanka e le opinioni espresse sulla struttura sono assolutamente imparziali e obiettive altrimenti non lo consiglierei sul mio blog.

2 comments

  1. Marilena Romagnoni

    I tuoi scritti mi fanno sentire di.essere sul posto e condividere
    Hai ragione la natura è spettacolare con gli animali poi figurati
    La natura in primis
    Condivido pienamente i tuoi viaggi e come poi li descrivi

    • Diana
      Author

      Cara Marilena, queste sono le cose che amo sentirmi dire, se riesco a farti viaggiare con me tutto quel che sto facendo ha un senso non solo per me…
      Si, la natura è incredibile e non delude mai, è l’uomo che la rovina, stupidamente…
      Un abbraccio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *